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Da: domenica 21 giugno 2009A: lunedì 6 luglio 2009Durata:

MONGOLIA 2009: Le terre del Signore Oceanico

Mongolia, Ovoo

Questo itinerario etno-storico e naturalistico ripercorre i luoghi citati dalla “Storia segreta dei mongoli”, la cronaca dell'epopea mongola scritta all'indomani della morte di Gengis Khan che fornisce indubbiamente il massimo esempio della letteratura mongola antica. Il percorso abbina l'approfondimento storico con la fruizione di una fra le più belle aree naturali del paese.

Si salirà su una delle montagne più sacre per i mongoli, il Burkhan Halduun, grande protettore di Gengis Khan e probabile luogo della sepoltura del grande imperatore, che si erge nel vasto parco naturale del Khentii Khan Nuruu, ad est di Ulaanbaatar: zona meravigliosa, lontana da qualsiasi centro e campo Gher. La pista di 150 km, che va dall’ingresso al parco alle pendici del monte, è un vero fuoristrada, ma la salita non è particolarmente difficoltosa e richiede tre ore e mezza incluse le soste; ad un primo tratto che potrebbe essere il più impegnativo seguono due enormi pianori. Ricordiamo che la salita è preclusa alle donne, mentre sulle altre attorno a questa è invece possibile. Visiteremo Avraga, la prima capitale e luogo d’incoronazione a Khan del giovane Temugin, con possibile bagno nel lago di acque sulfuree i cui fanghi sono utilizzati dalle donne mongole come maschere di bellezza, e altri luoghi connessi alla giovinezza del grande imperatore situati nell'aimag (regione) del Khentii. Questo vasto territorio è caratterizzato a nord dalla foresta sub siberiana e, più a meridione, dalla presenza di meravigliose, immense foreste solcate da fiumi pescosi. Se la grande divinità dei mongoli Khoke Mongke Tengrii, l'Eterno Cielo Azzurro, sarà benevola ritroveremo la sciamana buriata che l’hanno scorso ha tenuto con noi un interessante incontro in cui ha raccontato la sua vita, seguito da un colloquio privato con le persone interessate; non sarà uno spettacolo organizzato, ma un rendez-vous con colei che i mongoli chiamano una “viaggiatrice dei tre mondi”, il sotterraneo, il terrestre e quello degli spiriti. A differenza dell’anno scorso abbiamo deciso di dedicare un’intera giornata alla visita del monastero di Baldan Baraivan e delle grotte con immagini sacre buddiste che si trovano nei suoi dintorni. Chiudiamo il viaggio prima di tornare a Ulaanbaatar con una sosta al parco naturale di Terelj, una delle località turistiche più amate dai mongoli. Nella capitale visiteremo, oltre ai musei, un centro buddista fondato nel 2001 dal venerabile Panchen Otrul Rimponche che trascorre due mesi all’anno in Mongolia per impartire insegnamenti sul Dharma. Il centro ha come scopo quello di aiutare le famiglie povere della città; potremo partecipare ad una lezione tenuta da un Lama sui fondamenti  del buddismo.

 

L’itinerario segue un grande anello che porta a nord est di Ulaanbaatar fino a Dadal, da dove si prosegue ancor più ad oriente fino ai monti di Deluun Boldog, luogo natale di Gengis Khan, iniziando da qui il percorso di rientro. Buona parte del viaggio si svolge in aree selvagge, che richiedono in tutto 7 campi: in molti dei luoghi che visiteremo non esistono strutture ricettive, neppure dei campi Gher. Si faranno diverse escursioni a piedi che prevedono tutte il rientro in un punto di campo raggiungibile con le jeep; ci si porta all’imbocco dei sentieri con i veicoli e ci si allontana a volte per un’intera giornata, portando con se solo l’occorrente per la passeggiata e per il picnic. Non si prevedono guadi e i sentieri non sono particolarmente impegnativi, ma il viaggio è maggiormente adatto a persone che abbiano già avuto delle precedenti esperienze di questo tipo o che siano almeno sufficientemente adattabili ed un poco allenate. Ricordiamo che nella zona del burkhan khaldun, se la primavera e stata molto piovosa, si possono trovare molte zanzare, meno fameliche delle nostre ma comunque fastidiose; consigliamo di portare un buon repellente.

 

 

Modalità del viaggio

 

Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote motrici seguendo sia strade che piste tracciate dal passaggio di altri veicoli; gli unici tratti asfaltati sono nei pressi della capitale. La velocità sugli sterrati è comunque abbastanza buona, si tengono medie di circa 50 km/h con alcuni tratti anche più veloci e parti dove l’irregolarità del terreno rende la marcia lenta. La maggior parte delle tappe previste prevedono spostamenti compresi tra i 100 e i 150 chilometri.

Fuori da Ulaanbaatar si alloggia per 7 notti in tenda (per tre notti consecutive all’inizio, poi per due campi consecutivi altre due volte), e per 4 notti nelle gher: le tipiche tende mongole che si trovano predisposte in campi fissi e sono fornite di letti con lenzuola e asciugamani. In questi campi fissi si trovano anche servizi e docce con acqua calda e viene proposta una cucina semplice ma sostanziosa anche vegetariana. I campi mobili vengono allestiti con tende di tipo europeo a due posti e si dispone di una tenda comune dove mangiare; cucina e allestimento sono curati da nostro personale. Viene fornita tutta l’attrezzatura necessaria dall’organizzazione, ad eccezione del sacco a pelo.

Un viaggio in Mongolia richiede quindi un certo spirito d’avventura: lasciata la capitale non si trovano più hotel e si diventa di fatto dei nomadi, percorrendo con i veicoli a quattro ruote motrici vaste aree e pernottando sempre in tenda; molti dei campi fissi sono comodamente attrezzati, ma non sono degli hotel. Per chi ama viaggiare ed è disposto ad affrontare qualche disagio, attraversare la Mongolia è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale e ospitale e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo.

 

Clima e attrezzatura

 

Il clima a fine giugno è mediamente piuttosto secco, le temperature previste sono tra i 10 e i 20 gradi, con possibili punte minime notturne di 5 gradi. E’ necessario portare un sacco a pelo, che abbia un gradiente di minimo termico di zero gradi. Prevedere un abbigliamento che possa essere resistente ad acqua e vento, scarponcini tipo trekking leggeri possibilmente con l’interno in goretex, portare creme protettive per il sole e occhiali. Si tenga presente che lungo il percorso non ci sono lavanderie.

 

Programma del viaggio

Si ricorda che l’itinerario previsto può subire modifiche dovute a fattori naturali e climatici

 

1°g.  Domenica 21 giugno, partenza in volo per la Mongolia  

 

2°g.  22/6 Arrivo a Ulaanbaatar  

 Arrivo, trasferimento e sistemazione in albergo. Incontro con le guide e presentazione del programma di viaggio. Visita del monastero di Gandan, il principale monastero della Mongolia costruito circa 300 anni fa. Ascesa alla collina Zaisan, da dove si gode un bellissimo panorama della città e delle colline circostanti e dove si trova una enorme statua di Buddha, e visita del Museo di Bogd Khan, il palazzo invernale dell’ultimo imperatore-lama.

 

3°g.  23/6 Ulaanbaatar – Mungunmorit  

Si lascia Ulaan Baatar in direzione est portando con se l’attrezzatura necessaria per i campi. La prima tappa porta a Mungunmorit, vicino al monte Burkhan Khalduun. Si monta il primo campo nella steppa.

 

4°g.  24/6 Burkhan Khalduun  

Inizia il cammino verso il Burkhan Khalduun, il monte che si trova nel Parco Nazionale di Khan Khentii a nord est di Ulaan Baatar, ritenuto il possibile luogo di sepoltura di Genghis Khan. Secondo campo nella steppa.

 

5°g.  25/6 Burkhan Khalduun  

Si lascia fisso il campo e si completa il percorso a piedi al Burkhan Khalduun esplorandone i dintorni.

 

6°g.  26/6 Burkhan Khalduun - Khentii -  Lago Khukh  

Partenza per il lago Khukh - il luogo dove Temujin è stato proclamato ed incoronato come Genghis Khan - l'imperatore dello Stato Mongolo. Cena e pernottamento in campo Gher.

 

7°g.  27/6 Lago Khukh - Baldan Bereeven   

Continuando verso est si transita dal lago di Khangal arrivando alle rovine del monastero di Baldan Bereeven, che era stato costruito nel 1700 ed era uno dei più grandi della Mongolia. Qui trascorreremo la giornata visitando le grotte dove i monaci si ritiravano in meditazione attorno al monastero. Pernottamento in tenda.

 

8°g.  28/6 Baldan Bereeven - Binder - Lago Tsagaan  

Proseguendo per Binder si passa da un sito militare di Gengis Khan, Tulgyn Gurvan Chuluu. Spostamento fino al lago Tsagaan, dove si eseguono delle escursioni nei dintorni e vi è la possibilità di incontrare uno sciamano e di seguirne i riti. Cena e pernottamento in campo Gher.

 

9°g.  29/6 Lago Tsagaan – Dadal  

Partenza verso Dadal, sempre verso est, una zona ricca di laghi e fiumi, di cui i più grandi sono i fiumi Onon e Balj. Si alloggia in un campo Gher.

 

10°g.   30/6 Dadal - Deluun Boldog  

Si raggiunge Dadal dove ci si sistema in un campo Gher. Nel pomeriggio escursione al monte Deluun Boldog, considerato dalle fonti mongole il luogo natale di Temuujin, il futuro Genghis Khan, questo è il punto più nord orientale del percorso.

 

11°g.  1/7 Deluun Boldog – Undurkhaan  

Inizia il percorso verso ovest, seguendo la vallata di Genghis Khan fino a Undurkhaan, dove si visita il museo; per mancanza di alberghi locali agibili si dormirà in tenda.

 

12°g.  2/7 Undurkhaan - Avraga Toson e fiume Kherlen  

Proseguimento del viaggio di rientro fino al villaggio di Avraga Toson nei pressi dell’omonimo lago, dove vi trova il monumento dedicato al 750° anniversario della Storia Segreta dei mongoli. Visita del monumento ed escursione alle sorgenti di Avraga Toson. Pernottamento in tenda  nelle  vicinanze del  fiume Kherlen.

 

13°g.  3/7 Avraga Toson - Parco Nazionale di Terelj  

Trasferimento fino al parco naturale di Terelj, visita dell’enorme roccia tartaruga. Sistemazione in campo Gher.

 

14°g.  4/7 Parco Nazionale di Terelj - Ulaanbaatar  

Rientrando ad Ulaanbaatar una breve deviazione porta a Gachuurt, dove si trova l’Hotel Mongolia, con la riproduzione in miniatura dell’antica Karakorum. All’arrivo nella capitale assisterà ad uno spettacolo folcloristico di musica, danza e canto tradizionali; sistemazione in hotel.

 

15°g.  5/7 Ulaanbaatar  

Visita al Museo di Storia, dove sono illustrati lo sviluppo della storia dell’uomo nelle terre mongole ed i costumi tradizionali delle varie etnie, del Museo dell’Arte, ricco di opere di Zanabazar e di altri importanti artisti mongoli, del Museo-Monastero di Choijin Lama, uno dei pochi monasteri rimasti intatti che conserva le maschere originali utilizzate nelle danze rituali e splendide sculture di Zanabazar. Si assiste ad uno spettacolo folcloristico di musica, danza e canto tradizionali della Mongolia, ascoltando le dolci melodie del morin khuur, il leggendario strumento mongolo.

 

16°g.  Lunedì 6 luglio, volo di rientro  

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