Informazioni utili

Da: venerdì 11 giugno 2010A: domenica 27 giugno 2010Durata:

MONGOLIA 2010: Conoscere la Mongolia

Erdene zuu

Il viaggio unisce la scoperta di angoli sconosciuti ed aspetti inediti della Mongolia con luoghi famosi, impossibili da ignorare. Si avrà così una visione d’insieme completa della variegata realtà di questo vasto paese, una terra che può regalare la sensazione di essere catapultati in un'altra epoca se non addirittura su un altro pianeta. L’immensità degli spazi sovrastati da vasti cieli azzurri, senza barriere né recinzioni è sorprendente, e le tenaci persone che vi abitano mantengono tradizioni antiche e rivelano un cuore sorprendente.

 

L’itinerario segue un ampio anello che segna la Mongolia meridionale e centrale, un percorso di quasi 3000 chilometri che attraversa i maggiori ambienti naturali, dalle vaste steppe al deserto del Gobi. Sono previste delle escursioni a piedi che seguono sentieri non impegnativi della durata massima di una giornata.

 

Modalità del viaggio

 

Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote motrici seguendo sia strade che piste tracciate dal passaggio di altri veicoli; le uniche parti asfaltate sono nei pressi della capitale. La velocità sugli sterrati è comunque abbastanza buona, si tengono medie di circa 50 km/h con alcuni tratti anche più veloci o più lenti in relazione all’irregolarità del terreno. Il percorso complessivo previsto è di quasi 3000 chilometri con le tappe di spostamento mediamente di circa 250 chilometri.

Fuori da Ulaanbaatar si alloggia 3 notti in tenda, una in un campo gher rurale, una nel monastero di Shank e 6  nelle gher: le tipiche tende mongole che si trovano predisposte in campi fissi, forniti di letti con lenzuola e asciugamani. In questi campi si trovano anche servizi e docce con acqua calda, la cucina proposta è semplice ma sostanziosa e anche vegetariana. I campi mobili vengono allestiti con tende di tipo europeo a due posti e si dispone di una tenda comune dove mangiare; cucina e allestimento delle parti comuni sono curati dal nostro personale mentre le tende individuali vengono montate dai partecipanti, se necessario con l’aiuto degli assistenti. Viene fornita tutta l’attrezzatura necessaria dall’organizzazione, ad eccezione del sacco a pelo.

 

Un viaggio in Mongolia richiede quindi un certo spirito d’avventura: per chi ama viaggiare ed è disposto ad affrontare qualche disagio, attraversare la Mongolia è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale e ospitale e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo.

 

Clima e attrezzatura

 

Il clima in giugno è mediamente piuttosto secco, le temperature previste sono tra i 15 e i 25 gradi, con possibili punte minime notturne di 5 gradi. E’ necessario disporre di un sacco a pelo, che abbia un gradiente di minimo termico di -5 gradi. Prevedere un abbigliamento che possa resistere ad acqua e vento, scarponcini tipo trekking leggeri possibilmente con l’interno in goretex, portare creme protettive per il sole e occhiali. Per le escursioni a piedi è utile avere un proprio zaino con cui portare l’occorrente per la giornata. Si tenga presente che lungo il percorso non ci sono lavanderie.

 

 

Programma del viaggio

Si ricorda che l’itinerario previsto può subire modifiche dovute a fattori naturali e climatici.

 

1°g. Sabato 11 giugno, partenza per la Mongolia

 


2°g. 12/6 Arrivo a Ulaanbaatar

Arrivo e sistemazione presso l’hotel Sant Asar (3*). Visita del monastero di Gandan, il principale monastero della Mongolia costruito circa 300 anni fa, ascesa alla collina Zaisan, da dove si gode un bellissimo panorama sulla città e delle colline circostanti e si trova una enorme statua di Buddha, e visita del Museo di Bogd Khan, il palazzo invernale dell’ultimo imperatore-lama.

 


3°g. 13/6 Ulaanbaatar – Zona nomadica a sud ovest, famiglia nomade

Dopo la visita al museo di storia della Mongolia, si lascia la capitale per immergersi subito nella realtà nomade più vera e autentica: saremo ospiti di una famiglia di pastori che in estate pongono il loro campo a circa 180 km a sud-ovest di Ulaanbataar. Si avrà la possibilità di partecipare alla vita quotidiana di questa famiglia, non è un incontro “programmato” e le persone non sono solite ospitare degli stranieri. Pernottamento in tenda.



4°g. 14/6 Famiglia Nomade – Bagh Gazryn Chuluu – Ikh Gazryn Chuluu

In mattinata si lascia la famiglia per dirigersi verso Bagh Gazrin Chuluu, un complesso di rocce che nasconde al suo interno le rovine di un monastero, dove si sosta per il pranzo. Dopo la visita si prosegue verso Ikh Gazryn Chuluu, dove i monti rocciosi alti fino a circa 1700 metri formano una catena lunga una trentina di chilometri e nascondono interessanti grotte, che si potranno visitare. Nei pressi vi è un monumento dedicato alla più grande cantante di canto lungo della Mongolia, una tecnica che consiste nell’estensione massima delle note. Pernottamento in campo gher.

 


5°g. 15/6 Ikh Gazryn Chuluu – Tsagaan Suvraga

Il percorso attraversa un’area molto bella per i panorami, caratterizzata da una profonda fenditura che taglia il terreno da est ad ovest con la visuale della steppa sul fondo della vallata. In quest’area si ritrovano molti fossili di origine marina, poiché questa zona un tempo era sommersa. Da lontano, le formazioni calcaree di Tsagaan Suvraga, alte fino a 30 metri, assomigliano alle antiche rovine di una città. Nella zona si trovano anche numerosi dipinti rupestri, petroglifi e antiche iscrizioni. Oggi il pranzo è al sacco lungo il percorso; sistemazione in un campo gher.

 


6°g. 16/6 Tsagaan Suvraga – Yolyn Am

Proseguimento del viaggio ed ingresso nel Parco Nazionale di Gurvan Saikhan, dove si visita Yolyn Am, chiamata erroneamente dalle guide “Valle delle aquile” (…qui le aquile non si sono mai viste…), sempre fresca, con lingue di ghiaccio al suo interno anche durante la prima parte dell’estate, in contrasto con l’arido deserto, e dove con un po’ di fortuna sarà possibile vedere gli stambecchi ed i gipeti. Si pongono le tende all’uscita della valle.

 


7°g. 17/6 Yolyn Am – Parco Nazionale di Khongoryn Els

Oggi si giunge al Parco Nazionale di Khongoryn Els, con le dune di sabbia più alte e spettacolari della Mongolia. Si farà un’escursione sulle dune, alcune delle quali arrivano fino a 800 metri di altezza. Pernottamento in campo gher per due notti.

 


8°g. 18/6 Khongoryn Els

Giornata dedicata all’esplorazione delle dune e al riposo.

 


9°g. 19/6 Khongoryn Els – Graffiti di Khavtsagait – Bayanzag

Proseguendo per il deserto di Gobi si ammirano i particolari graffiti rupestri di Khavtsagait, che si trovano alle pendici di un complesso montuoso. Si arriva quindi a Bayanzag – che tradotto significa “Vette infuocate” – dove la spedizione americana di Chapman nel 1924 ha fatto le più grandi scoperte paleontologiche, trovando un’impressionante quantità di reperti tra cui uova e scheletri interi di dinosauri appartenenti a molte specie fino ad allora sconosciute. Si esplora la zona. Si pernotta presso i pastori che allestiscono delle gher un poco più spartane rispetto a quelle degli usuali campi attrezzati; una scelta fatta anche per contribuire alle loro magre entrate; le condizioni sono equivalenti a quelle di un nostro campo, con in più la disponibilità di un vero letto.



10°g. 20/6 Bayanzag – Monastero di Onghiin

Inizia il percorso verso nord, che porta dal deserto del Gobi alle immense steppe verdi e sino alle pendici dei monti Hangayyn Nuruu. La tappa di oggi conduce al monastero di Onghiin, un tempo un esteso complesso monastico che si trovava su una importante arteria carovaniera, segnata dal fiume omonimo. Pernottamento in campo gher.

 


11°g. 21/6 Onghiin – Monastero di Tuvkhun

Situato in una zona di grande rilevanza storica, creata dalla combinazione di terremoti ed eruzioni vulcaniche, il monastero di Tuvkhun, recentemente restaurato, si trova incastonato sulle montagne che chiudono a settentrione la valle dell’Orkhon. Il paesaggio che si gode dal monastero fa capire perché questo eremo era molto amato dalla figura mistica più importante della storia mongola, Bogd Khan Zanabazar, che qui visse e studiò per quasi trent’anni. La visita richiede una facile salita a piedi di circa un’ora in mezzo alla foresta. Pernottamento in tenda.

 


12°g. 22/6 Monastero di Tuvkhun – Kharkhorin – Monastero di Shank

Al mattino si parte presto proseguendo in direzione ovest per Kharkhorin, antica capitale dell’impero mongolo di Gengis Khan, dove sono rimaste 2 delle 4 tartarughe di pietra che originariamente segnavano i confini della città. Visita al monastero-museo di Erdene Zuu, costruito sui ruderi di Kharkhorin. Si prosegue quindi per il monastero di Shank che dista circa 30 km, dove saremo ancor graditi ospiti, come nelle edizioni di viaggi passati quando i nostri amici viaggiatori ci hanno dato un consenso appassionato per questa sosta. Shank è un piccolo e antico monastero che un tempo custodiva la bandiera di Gengis Khan, trascorreremo con i monaci parte della giornata, e si pernotta nella nuova foresteria adiacente. La sistemazione sarà un po' spartana, in camerate, ma è anche l’occasione per dare un contributo a questa piccola comunità monastica.



13°g. 23/6 Monastero di Shank – Khogno Khaan Uul

Lungo il percorso di ritorno a Ulaanbataar si sosterà alle pendici del monte Khogno Khaan (1967 mt), dove si trova il monastero Erdene Khamba, che ha trovato nuova vita dal 1992 dopo secoli di abbandono seguiti alla distruzione avvenuta nel XVII secolo ad opera di Zuungar Re Galdan Boshigt. A un’ora a piedi seguendo un facile sentiero si trovano le vestigia dell’antico monastero di Ovgon Khiid. Pernottamento in campo gher.

 

14°g. 24/6 Khogno Khaan Uul – Monastero di Manzushir

Il giorno prima di tornare in città andremo in una località a 80 km da Ulaanbataar, Zuunmod, un parco naturale dove sorge  il monastero di Manzushir, fondato nel 1773,  che ospitava trecento monaci prima di essere distrutto nel 1937 e restaurato recentemente. Dell'arredo originale resta una grande stufa di bronzo di due tonnellate in cui si potevano cucinare dieci pecore e due mucche contemporaneamente. Il museo del monastero ospita fotografie, maschere religiose e sculture sacre realizzate con tibie umane. Splendido il contesto ambientale, immerso nell'area protetta del Bogdkhan uul. Si possono avvistare cervi e altri animali rari. Salendo il crinale, è possibile godere di una panorama mozzafiato proprio dove sorgono gli ultimi resti del monastero originale.

 

15°g. 25/6 Monastero di Manzushir

Giornata dedicata ad un facile trekking sino agli ovoo (cumuli  di pietra sacri), che sovrastano il Bogdkhan uul, la prima area protetta della storia. Per chi preferisce, potrebbe essere anche una giornata di relax in un meraviglioso ambiente naturale. Pernottamento in campo gher.

 


16°g. 26/6 Manzushir – Ulaanbaatar

Proseguimento del viaggio per Ulaanbaatar, arrivo e sistemazione in albergo. Ad Ulaanbaatar si assisterà ad uno spettacolo folcloristico di musica, danza e canti tradizionali della Mongolia, ascoltando le dolci melodie del morin khuur, il tipico strumento. Sistemazione presso l’hotel Sant Asar. 15°g. 26/6 Ulaanbaatar
Visita al Museo di Storia, dove sono illustrati lo sviluppo della storia dell’uomo nelle terre mongole ed i costumi tradizionali delle varie etnie, del Museo-Monastero di Choijin Lama, uno dei pochi rimasti intatti che conserva le maschere originali utilizzate nelle danze rituali e splendide sculture di Zanabazar. Si avrà del tempo a disposizione per gli acquisti; chi è interessato potrà recarsi al mercato locale di Naraan Tuul.



17°g. Domenica 27 giugno, volo di rientro

 

 

 

Chiudi ×