Informazioni utili

Da: mercoledì 30 giugno 2010A: sabato 17 luglio 2010Durata:

Un percorso etno-storico e naturalistico, arricchito dal festival del Nadaam: l’evento principale della vita dei mongoli. L’itinerario ripercorre i luoghi citati dalla “Storia Segreta dei Mongoli”, la cronaca dell'epopea mongola scritta all'indomani della morte di Gengis Khan, che fornisce indubbiamente il massimo esempio della letteratura mongola antica. Il percorso abbina l'approfondimento storico con la fruizione di una fra le più belle aree naturali del paese.

Si potrà salire su due  delle montagne più sacre per i mongoli, il Burkhan Halduun, grande protettore di Gengis Khan e luogo probabile della sepoltura del grande imperatore, che si erge nel vasto parco naturale del Khentii Khan Nuruu ad est di Ulaanbaatar, e sullo Shilin Bogd, che si staglia in una delle zone più remote e spettacolari di questo paese. La salita ai due monti non è particolarmente difficoltosa, tre ore per il primo e trenta minuti per il secondo (ricordiamo che la salita al Burkhan khaldun è preclusa alle donne, che potranno però salire su un altro monte nei pressi).

 

Se la grande divinità dei mongoli Khoke Mongke Tengrii, l'Eterno Cielo Azzurro, sarà benevola incontreremo una sciamana buriata che l’hanno scorso ci ha offerto un interessante incontro raccontandoci la sua vita e, per gli interessati, seguito da un colloquio privato. Non sarà uno spettacolo organizzato, ma un rendez-vous con colei che i mongoli chiamano una “viaggiatrice dei tre mondi”, il sotterraneo, il terrestre e quello degli spiriti. Il viaggio prevede anche una sosta al monastero di Baldan Bereeven, che consentirà un’interessante esplorazione delle grotte di ritiro dei mistici mongoli situate nei dintorni, molte delle quali adornate con immagini sacre buddiste, un luogo speciale ed ancora poco nominato dalle guide.

 

Il festival di Naadam

Ogni anno tra l’11 e il 12 luglio si svolge il Festival del Naadam, che dal 1921 ha assunto la forma di una celebrazione dell’indipendenza della Mongolia; in questa ricorrenza si possono ammirare i contesti tradizionali di lotta, corsa dei cavalli e tiro con l’arco. A Ulaanbaatar le rappresentazioni si svolgono in un grande stadio e oggi sono organizzate come un fenomeno di massa, ma vi sono dei Naadam che si svolgono in altre località che spesso risultano più veri e meno imbrigliati dai tempi televisivi e dalle esigenze del turismo. Si è così deciso di recarsi per questa ricorrenza nella località di Binder, in mezzo alle steppe sconfinate, dove per avvicinare i lottatori o i cavalli non sia necessario possedere un pass e dove ci si possa sedere di fianco ad un gruppo di anziani e scambiare con loro del tabacco da fiuto. A Binder si avrà anche l’opportunità di ammirare lo stile particolare di tiro con l’arco dell’etnia buriata che abita quest’area.

 

Modalità del viaggio

Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote motrici seguendo sia strade che piste tracciate dal passaggio di altri veicoli; le uniche parti asfaltate sono nei pressi della capitale. La velocità sugli sterrati è comunque abbastanza buona, si tengono medie di circa 50 km/h con alcuni tratti anche più veloci o più lenti in relazione all’irregolarità del terreno. Il percorso complessivo previsto è di quasi 3000 chilometri con le tappe di spostamento mediamente di circa 250 chilometri.

Fuori da Ulaanbaatar si alloggia per 7 notti in tenda e per 4 notti nelle gher: le tipiche tende mongole che si trovano predisposte in campi fissi, forniti di letti con lenzuola e asciugamani. In questi campi si trovano anche servizi e docce con acqua calda, la cucina proposta è semplice ma sostanziosa e anche vegetariana. I campi mobili vengono allestiti con tende di tipo europeo a due posti e si dispone di una tenda comune dove mangiare; cucina e allestimento parti comuni, sono curati da nostro personale. Viene fornita tutta l’attrezzatura necessaria dall’organizzazione, ad eccezione del sacco a pelo.

 

Un viaggio in Mongolia richiede quindi un certo spirito d’avventura: lasciata la capitale non si trovano più hotel e si diventa di fatto dei nomadi, percorrendo con i veicoli a quattro ruote motrici vaste aree e pernottando sempre in tenda; molti dei campi fissi sono comodamente attrezzati, ma non sono degli hotel. Per chi ama viaggiare ed è disposto ad affrontare qualche disagio, attraversare la Mongolia è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale e ospitale e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo.

 

Clima e attrezzatura

Il clima in giugno è mediamente piuttosto secco, le temperature previste sono tra i 15 e i 25 gradi, con possibili punte minime notturne di 5 gradi. E’ necessario disporre di un sacco a pelo, che abbia un gradiente di minimo termico di -5 gradi. Prevedere un abbigliamento che possa resistere ad acqua e vento, scarponcini tipo trekking leggeri possibilmente con l’interno in goretex, portare creme protettive per il sole e occhiali. Per le escursioni a piedi è utile avere un proprio zaino con cui portare l’occorrente per la giornata. Si tenga presente che lungo il percorso non ci sono lavanderie.

 

 

Programma del viaggio

Si ricorda che l’itinerario previsto può subire modifiche dovute a fattori naturali e climatici.

 

1°g.  Mercoledì 30 giugno, partenza per la Mongolia   

 

2°g.  1/7 Arrivo a Ulaanbaatar   

Arrivo e sistemazione presso l’hotel Sant Asar (3*). Visita del monastero di Gandan, il principale monastero della Mongolia costruito circa 300 anni fa, ascesa alla collina Zaisan, da dove si gode un bellissimo panorama sulla città e delle colline circostanti e si trova una enorme statua di Buddha, e visita del Museo di Bogd Khan, il palazzo invernale dell’ultimo imperatore-lama.

 

3°g.  2/7 Ulaanbaatar – Monte Sacro Burkhan Khalduun   

La mattina presto si lascia Ulaanbaatar portando con sé l’attrezzatura necessaria per i campi iniziando il percorso verso il Burkhan Khalduun, il monte che si trova nel Parco Nazionale di Khan Khentii a nord est di Ulaanbaatar, ritenuto il possibile luogo di sepoltura di Genghis Khan. Campo tendato alle pendici del monte.

 

4°g.  3/7 Burkhan Khalduun (2250 mt)  

Si lascia fisso il campo e si completa il percorso a piedi al Burkhan Khalduun esplorandone i dintorni. La salita non è particolarmente difficoltosa ed offre un’esperienza indimenticabile, perché qui si avverte in maniera sensibile la sacralità del luogo. A un primo tratto che dura circa 45 minuti, che risulta il più impegnativo, seguono due pianori e poi la cima, il tempo totale dell’ascesa per una persona non allenata che cammina lentamente è di 3 ore. Si ricorda che l’ascesa è proibita alle donne, che possono però salire ed esplorare le cime circostanti accompagnate dalla guida mongola. Pernottamento in tenda.

 

5°g.  4/7 Burkhan Khalduun – Khentii Lago Khukh 

Partenza per il lago Khukh, il cui nome significa ‘azzurro’, il luogo dove Temujin è stato incoronato con il titolo Genghis Khan, imperatore dei vasti domini mongoli. Il luogo presenta un incantevole insieme di steppa e foresta boreale; si visita il monumento ligneo composto da circa 20 totem raffiguranti i volti degli imperatori mongoli. Cena e pernottamento in campo gher.

 

6°g.  5/7 Lago Khukh – Monastero di Baldan Bereeven   

Continuando verso est si transita dal lago di Khangal arrivando alle rovine del monastero di Baldan Bereeven; costruito nel 1700 era uno dei più grandi della Mongolia. Si trascorre la giornata visitando le colline circostanti ricche digrotte dove i monaci si ritiravano in meditazione, non lontano dal monastero. Pernottamento in tenda.

 

7°g.  6/7 Baldan Bereeven – Binder   

Proseguendo per il paesino di Binder si passa da un antico sito militare di Gengis Khan, Tulgyn Gurvan Chuluu. A Binder ci sarà la possibilità d’incontrare un vero sciamano mongolo, che non eseguirà uno spettacolo su commissione, ma sarà disposto a condividere la sua esperienza e visione del mondo con i viaggiatori. Cena e pernottamento in campo gher.

 

8°g.  7/7 Binder: festival di Nadaam  

Oggi sarà in pieno svolgimento il festival del Nadaam; si potranno vedere da vicino le  corse dei cavalli e la lotta tradizionale. È un momento unico in cui si assaggeranno i piatti tipici e le bevande tradizionali mongole. La scelta di partecipare ad un Nadaam di villaggio è maturata dall’esperienza di questi anni di viaggi in Mongolia, perché in queste località remote le ricorrenze sono più vivibili dal visitatore, che si può mischiare tra la folla, a differenza di quello della capitale dove si assiste alle gare in uno stadio alla stregua di uno spettacolo, senza la possibilità di interagire con la gente.

 

9°g.  8/7 Binder – Undurkhaan   

Inizia il percorso verso sud-est verso la cima sacra di Shilin Bogd, fino al capoluogo della regione del Khentii Undurkhaan, dove si visita il museo. Per la mancanza di alberghi locali agibili si dormirà in tenda.

 

10°g.  9/7 Undurkhaan – Baruun Urt   

Si continua verso sud, nel vasto territorio dove dominano le steppe facendo sosta e approvvigionamento di viveri nella città di Barun Urt. Qui si visita il museo che ha un interessante collezione di oggetti e abiti dell’etnia Dariganga, la quale vive tutt’ora nell’omonima regione, che visiteremo. Pernottamento in hotel.

 

11°g.  10/7 Baruun Urt – Dariganga (Altan Ovoo)   

Questa regione si trova a poca distanza dal confine cinese e la sua maggiore peculiarità e bellezza sta nel paesaggio: qui infatti s’incontrano la steppa ed il deserto e migliaia di antichi vulcani rendono la zona simile ad una distesa lunare; se ne visita uno dei più importanti, l’Altan Ovoo, che è sormontato da uno stupa che domina l’omonimo paese (la cima di questo sito è però proibita alle donne),. La zona è anche ricca di Balbal, statue in pietra risalenti al periodo turco. Pernottamento in tenda.

 

12°g.  11/7 Dariganga – Montagna Sacra Shilin Bogd (1778 mt)  

Questa montagna, che è in realtà la caldera di un vulcano estinto, è tra le più sacre per i mongoli. Si sale all’alba per vedere sorgere il sole ed ammirare lo spettacolare paesaggio. L’ascesa è molto semplice e veloce, circa 30 minuti. Prima di arrivare all’interno del cratere, dove monteremo il campo, si visita il lago Ganga, famoso perché ospita molte specie di uccelli migratori, e la grotta di Tallin Agui, dove all’interno anche in estate si trova il ghiaccio. Pernottamento in tenda.

 

13°g.  12/7 Shilin Bogd – Ganshar   

Prima tappa di ritorno verso la capitale, ci si sposta verso nord ovest posizionando il campo tendato nelle vicinanze di questo capoluogo di provincia.

 

14°g.  13/7 Ganshar – Delgher khaan – Avraga   

Proseguimento del viaggio sostando nel villaggio di Avraga Toson nei pressi dell’omonimo lago, dove si trova il monumento dedicato al 750esimo anniversario della Storia Segreta dei mongoli. Visita del monumento ed escursione alle sorgenti di Avraga Toson. Pernottamento in campo gher.

 

15°g.  14/7 Avraga – Ulaanbaatar

Partenza in mattinata per la capitale, che si raggiunge nel pomeriggio e dove si assiste ad uno spettacolo folcloristico di musica, danza e canto tradizionali della Mongolia. Sistemazione presso l’hotel Sant Asar.

 

16°g.  15/7 Ulaanbataar  

Visita al Museo di Storia, dove sono illustrati lo sviluppo della storia dell’uomo nelle terre mongole ed i costumi tradizionali delle varie etnie, del Museo-Monastero di Choijin Lama, uno dei pochi rimasti intatti che conserva le maschere originali utilizzate nelle danze rituali e splendide sculture di Zanabazar. Si avrà del tempo a disposizione per gli acquisti; chi è interessato potrà recarsi al mercato locale di Naraan Tuul.

 

17°g.  Venerdì 16 luglio, volo di rientro   

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