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Da: domenica 8 agosto 2010A: sabato 28 agosto 2010Durata:

MONGOLIA 2010: Piste sconosciute

Gobi

L’itinerario che segue un grande anello iniziando da Ulaanbataar e procede verso sud ovest attraverso la sconfinata steppa fino a raggiungere le propaggini meridionali dei monti Altai, per poi scendere ancora verso sud ovest fino alla parte più profonda del vasto Gobi. In queste remote regioni, dove è raro incontrare altri visitatori, si trovano due delle perle più preziose della Mongolia, il mitico monte Eej Khairkhan, il cui sacro nome per rispetto non viene neppure pronunciato, ed il canyon di Khermen Tsav, una vera miniera di fossili di dinosauro, luogo dalla bellezza primordiale noto anche per la cromaticità delle rocce.

Il percorso tocca così un ampio insieme di aree di eccezionale bellezza naturale, iniziando dal lago di Tsagaan con il vulcano Khorgo e dal parco nazionale di Otgontenger, un monte ornato di nevi perenni considerato di estrema sacralità, nei pressi del lago di Khukh. Prima di riemergere dal profondo Gobi si esplora la catena montuosa dell’Ikh Bogd, importante sia per i resti preistorici che per le foreste pietrificate e le conformazioni naturali di rocce e canyon, approdando infine al parco nazionale di Baga Gazryn. Il viaggio porta anche in molti dei principali siti di importanza storica, tra cui Onghii e Kharkorin, l’antica capitale di Gengis Khan, oltre ad Erdene Zuu e la stessa Ulaanbaatar. Vivremo anche un’esperienza unica in Mongolia soggiornando in un monastero buddista, dove la nostra presenza porterà alla comunità monastica un piccolo aiuto finanziario.

 

E’ un percorso che attraversa i molteplici ambienti naturali della Mongolia per quasi 4000 chilometri. Sono previste delle escursioni a piedi che seguono sentieri non impegnativi della durata massima di una giornata.

 

 

Modalità del viaggio

 

Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote motrici seguendo sia strade che piste tracciate dal passaggio di altri veicoli; gli unici tratti asfaltati sono nei pressi della capitale. La velocità sugli sterrati è comunque abbastanza buona, si tengono medie di circa 50 km/h con alcuni tratti anche più veloci e parti dove l’irregolarità del terreno rende la marcia lenta. Il percorso complessivo previsto è di quasi 4000 chilometri con le tappe di spostamento mediamente di circa 250 chilometri.

Fuori da Ulaanbaatar si alloggia per 6 notti in tenda (di cui 5 consecutive), una al monastero di Shank, 3 in alberghetti locali, puliti ma che ricordano a volte i tempi dell’occupazione sovietica e dove una pecca può essere a volte la poca funzionalità degli impianti idrici, e per 6 notti nelle gher: le tipiche tende mongole che si trovano predisposte in campi fissi, forniti di letti con lenzuola e asciugamani. In questi campi si trovano anche servizi e docce con acqua calda, la cucina proposta è semplice ma sostanziosa e anche vegetariana. I campi mobili vengono allestiti con tende di tipo europeo a due posti e si dispone di una tenda comune dove mangiare; cucina e allestimento sono curati da nostro personale mentre le tende individuali vengono montate dai partecipanti, se necessario con l’aiuto degli assistenti. Viene fornita tutta l’attrezzatura necessaria dall’organizzazione, ad eccezione del sacco a pelo.

 

Un viaggio in Mongolia richiede quindi un certo spirito d’avventura: lasciata la capitale si diventa di fatto dei nomadi, percorrendo con i veicoli a quattro ruote motrici vaste aree e pernottando la maggior parte delle notti in tenda; molti dei campi fissi sono comodamente attrezzati, ma non sono degli hotel. Per chi ama viaggiare ed è disposto ad affrontare qualche disagio, attraversare la Mongolia è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale e ospitale e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo.

 

Clima e attrezzatura

 

Il clima in Agosto è mediamente piuttosto secco, le temperature previste sono tra i 15 e i 30 gradi, con possibili punte minime notturne di 5 gradi. E’ necessario disporre di un sacco a pelo che abbia un gradiente di minimo termico di -5 gradi. Prevedere un abbigliamento che possa essere resistente ad acqua e vento, scarponcini tipo trekking leggeri possibilmente con l’interno in goretex, portare creme protettive per il sole e occhiali. Per le escursioni a piedi è utile avere un proprio zaino con cui portare l’occorrente per la giornata. Si tenga presente che lungo il percorso non ci sono lavanderie.

 

Programma del viaggio

Si ricorda che l’itinerario previsto può subire modifiche dovute a fattori naturali e climatici.

 

1°g.  Domenica 8 agosto, partenza per la Mongolia   

 

2°g.  9/8 Arrivo a Ulaanbaatar  

Arrivo e sistemazione presso l’hotel Sant Asar (3*). Visita del monastero di Gandan, il principale monastero della Mongolia costruito circa 300 anni fa, ascesa alla collina Zaisan, da dove si gode un bellissimo panorama sulla città e delle colline circostanti e si trova una enorme statua di Buddha, e visita del Museo di Bogd Khan, il palazzo invernale dell’ultimo imperatore-lama.

 

3°g.  10/8 Ulaanbaatar – Kharkhorin – Monastero di Shank   

Al mattino si parte presto in direzione sud ovest per Kharkhorin, antica capitale dell’Impero Mongolo di Gengis Khan, dove sono rimaste due delle quattro tartarughe di pietra che originariamente segnavano i confini della città. Visita al monastero-museo di Erdene Zuu, costruito sui ruderi di Kharkhorin. Si prosegue quindi per il monastero di Shank che dista circa 30 km, dove saremo ancora graditi ospiti, come nelle edizioni passate quando i nostri amici viaggiatori ci hanno dato un consenso appassionato su questa sosta. Shank è un piccolo e antico monastero che un tempo custodiva la bandiera di Gengis Khan, trascorreremo con i monaci parte della giornata, e si pernotta nella nuova foresteria adiacente. La sistemazione sarà un po' spartana, in camerate, ma è anche l’occasione per dare un contributo a questa piccola comunità monastica.

 

4°g.  11/8 Monastero Shank – Lago Tsagaan Nuur  

L’itinerario prosegue verso ovest per il lago di Terkhiin Tsagaan, circondato da crateri di vulcani spenti, il più "giovane" dei quali è il Khorgo. Il percorso si snoda tra monti e vallate, e dai punti più alti si godono panorami d'inimmaginabile bellezza. Pernottamento in un campo gher.

 

5°g.  12/8 Lago Tsagaan Nuur   

Visita al vulcano Khorgo, dove in pochi minuti di cammino si raggiunge la sommità del cratere e scendendo si arriva alle grotte di Shar Nokhoi (trad.: cane giallo) e di ghiaccio. Si prosegue l’esplorazione con una passeggiata attorno al lago, rientrando quindi al campo turistico.

 

6°g.  13/8 Lago Tsagaan Nuur – Uliastai  

Per raggiungere l’Ovest e le zone meno frequentate oggi si compie una lunga tappa di spostamento che porta sino ad Uliastai, uno dei capoluoghi di Aimag (regione) più isolati del paese, completamente circondato dalle montagne. Già sede di una guarnigione militare mancese nel XVIII secolo, offre una piacevole sosta prima di inoltrarsi nella remota area sud occidentale del Paese. Pernottamento in un hotel locale.

 

7°g.  14/8 Uliastai, escursione al parco di Otgontenger  

Escursione al parco nazionale del sacro monte Otgontenger, dove questo troneggia con i suoi 3900 metri e sulla cui vetta regna la neve perenne. Arrivati al lago di Khukh si salgono le due cime del Dayan Uul, (circa un’ora di passeggiata non impegnativa), sovrastate da stupende formazioni di roccia, considerate sacre e venerate dai mongoli, da dove si può ammirare il sacro monte Otgontenger nel suo pieno splendore. Ritorno a Uliastai e pernottamento nel medesimo hotel locale.

 

8°g.  15/8 Uliastai – Altai  

Oggi si arriva al capoluogo della regione del Gov Altai, dove il tratto finale della catena montuosa degli Altai incontra il deserto, creando uno spettacolo insolito e affascinate. Si sosta in un hotel e si fa rifornimento di carburante e provviste.

 

9°g.  16/8 Altai – Tainngin Nuruu  

A sud di Altai si entra nel vasto Gobi, immergendosi nel profondo deserto dove saremo completamente autonomi, trasportando tutto l’occorrente per i campi e le provviste. La meta di oggi è la zona di Tainngin Nuruu. Pernottamento in tenda.

 

10°g.  17/8 Tainngin Nuruu – Montagna Eej Khairkhan  

Si prosegue verso sud ovest fino ad arrivare al mitico monte di Eej Khairkhan, uno dei luoghi più sacri ai mongoli che per sommo rispetto evitano addirittura di pronunciarne il nome: è un equivalente dell’Ayers Rock in Australia. Venerata già prima dell’arrivo del buddismo, di forma tondeggiante, questa grande montagna di granito sorge improvvisamente da un mare di sabbia, è stata dichiarata monumento nazionale nel 1992. Ai sui piedi si trovano vasche naturali di roccia e pitture rupestri. Pernottamento in tenda, nel punto più lontano raggiunto nel viaggio.

 

11°g.  18/8 Eej Khairkhan – Otgon Uul   

Si procede in direzione sud est, attraverso il grande deserto. Pernottamento in tenda.

 

12°g.  19/8 Otgon Uul – Khermen Tsav  

In giornata arrivo nel punto più meridionale del nostro itinerario a Khermen Tsav, uno spettacolare canyon lungo circa 54 km, un sito in cui sono state ritrovate numerose testimonianze fossili di uova e scheletri di dinosauro. Pernottamento in tenda.

 

13°g.  20/8 Khermen Tsav  

Giornata dedicata all’esplorazione di quest’area incredibile, un labirinto primordiale dove affiora una profusione di ossa dei giganti del passato, immersi in una natura che evoca il senso della creazione e dove la mente si perde nella spettacolare cromaticità delle falesie. Pernottamento in tenda.

 

14°g.  21/8 Khermen Tsav – Bayangovi  

Partenza verso questo piccolo centro urbano, posizionato più a nord in un punto strategico per raggiungere alcune località di estremo interesse. Questa zona è dominata dalla catena montuosa dell’Ikh Bogd. Pernottamento in campo gher.

 

15°g.  22/8 Bayangovi: grotta di Tsagaan Agui, Tsagaan Bulag, Bayangiin Nuruu e Ulaan Shand  

Giornata dedicata all’esplorazione della zona. Si inizia con la visita della grotta di Tsagaan Agui, tempestata di cristalli, in cui sono state ritrovate tracce di presenza umana che risalgono a 700.000 anni fa. Verso sud si trova Tsagaan Bulag, una formazione rocciosa che per i mongoli ha origini magiche e alle cui numerose sorgenti si abbeverano molti animali selvatici. Proseguendo a meridione per altri 70 km si arriva a Bayangiin Nuruu, un canyon ricco di petroglifi di tremila anni fa. Prima di rientrare al campo gher, a circa 60 km a sud ovest di Bayangovi si incontra infine la foresta pietrificata di Ulaan Shand.

 

16°g.  23/8 Bayangovi – Gucin Us  

Questa tappa vede la metamorfosi ambientale dal deserto del Gobi al paesaggio della  steppa, con un graduale cambiamento di forme e colori. Pernottamento in tenda.

 

17°g.  24/8 Gucin Us – Monastero di Oghii  

Partenza per Saikhan Ovoo, un paesino a ovest della provincia di Dundgobi. Visita alle rovine del monastero di Ongiin, che prima delle persecuzioni religiose degli anni trenta era un enorme complesso monastico posizionato su una delle maggiori vie carovaniere che attraversavano il deserto, un punto anche di scambi commerciali tra le popolazioni nomadi e sedentarie. Pernottamento in campo gher.

 

18°g.  25/8 Oghii – Parco Naturale di Baga Gasrin Chuluu  

Partenza per Baga Gazryn Chuluu, una formazione di roccia granitica nel centro delle pianure; escursione nei dintorni. Si prosegue per il lago di Sangiin Dalai, ricco di molte specie di uccelli, tra cui aquile, oche, cigni, ecc. Al centro del lago ci sono le rovine di un tempio costruito nel X secolo. Si alloggia in un campo gher situato nelle vicinanze.

 

19°g.  26/8 Baga Gasrinn Chuluu – Ulaanbataar  

Ritorno ad Ulaanbaatar, arrivo e sistemazione presso l’hotel Sant Asar. Si assiste ad uno spettacolo folcloristico di musica, danza e canto tradizionali, ascoltando le dolci melodie del morin khuur, il leggendario strumento mongolo.

 

20°g.  27/8 Ulaanbaatar  

Visita al Museo di Storia, dove sono illustrati lo sviluppo della storia dell’uomo nelle terre mongole ed i costumi tradizionali delle varie etnie, del Museo-Monastero di Choijin Lama, uno dei pochi monasteri rimasti intatti che conserva le maschere originali utilizzate nelle danze rituali e splendide sculture di Zanabazar. Si avrà del tempo a disposizione per gli acquisti; chi è interessato potrà recarsi al mercato locale di Naraan Tuul. Pernottamento in hotel.

 

21°g.  Sabato 28 agosto, volo di rientro    

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