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Da: mercoledì 3 agosto 2011A: sabato 20 agosto 2011Durata:

MONGOLIA 2011: Incontro con un mondo

Il viaggio è stato studiato per chi vuole avvicinarsi alla Mongolia cercando di conservare qualche confort, evitando l’utilizzo di campi mobili, ma senza perdere per questo lo spirito dei nostri viaggi che si contraddistinguono per essere in pieno contatto con la realtà locale.

Il viaggio tocca un ampio insieme di siti storici e naturali seguendo un percorso che da Ulaanbaatar porta verso sud all’antica capitale Kharkhorin e ai monasteri di Erdenee Zuu e di Manzushir; in questa regione si avrà anche l’opportunità di venire ospitati presso l’antico sito monastico di Shank. Si prosegue poi verso le rovine del monastero di Oghii, adagiate sulle rive dell’omonimo fiume che ne vide la grandezza e l’oblio, e continuando sempre verso sud si giunge nel deserto del Gobi fino alle sterminate ‘dune che cantano’ di Khongoryn Els. Si rientra poi verso nord seguendo un percorso più occidentale che consente di visitare la bellissima zona vulcanica del lago Terkhin Tsagaan Nuur e il lago Oghii, nelle cui vicinanze si trovano antichissime vestigia antecedenti la fondazione dell’impero mongolo.

 

 

Modalità del viaggio

 

Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote motrici seguendo sia strade che piste tracciate dal passaggio di altri veicoli; gli unici tratti asfaltati sono nei pressi della capitale. La velocità sugli sterrati è comunque abbastanza buona, si tengono medie di circa 50 km/h con alcuni tratti anche più veloci e parti dove l’irregolarità del terreno rende la marcia lenta. La maggior parte delle tappe previste prevedono spostamenti compresi entro i 100 km, tranne alcune nel deserto e nella steppa che arrivano ad un massimo di circa 300.

 

Fuori da Ulaanbaatar si alloggia per una notte al monastero di Shank e tutte le altre nelle gher: le tipiche tende mongole che si trovano predisposte in campi fissi, forniti di letti con lenzuola e asciugamani; se facesse freddo viene accesa la stufa che è posta al centro. In questi campi si trovano anche servizi e docce con acqua calda, la cucina proposta è semplice ma sostanziosa e anche vegetariana.

 

Un viaggio in Mongolia richiede quindi un certo spirito d’avventura: lasciata la capitale non si trovano più hotel e si diventa di fatto dei nomadi, percorrendo con i veicoli a quattro ruote motrici vaste aree e pernottando sempre in tenda; molti dei campi fissi sono comodamente attrezzati, ma non sono degli hotel. Per chi ama viaggiare ed è disposto ad affrontare qualche disagio, attraversare la Mongolia è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale e ospitale e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo.

 

Clima e attrezzatura

Il clima all’inizio di agosto è secco, le temperature previste sono tra i 10 ed i 30 gradi, con possibili punte minime notturne di 5 gradi. Prevedere un abbigliamento che possa essere resistente ad acqua e vento, scarponcini tipo trekking leggeri possibilmente con l’interno in goretex, portare creme protettive per il sole e occhiali. Per le escursioni a piedi è utile avere un proprio zaino con cui portare l’occorrente per la giornata. Si tenga presente che lungo il percorso non ci sono lavanderie.

 

Programma del viaggio

Si ricorda che l’itinerario previsto può subire modifiche dovute a fattori naturali e climatici

 

1°g.     Mercoledì 3 agosto, partenza in volo per la Mongolia

 

2°g.     4/8 Arrivo a Ulaan Baatar   

Arrivo alle ore 6.15, trasferimento e sistemazione presso l’hotel Sant Asar (3*). Incontro con la guida per la presentazione del programma di viaggio. Visita del monastero di Gandan, il principale della Mongolia costruito circa 300 anni fa, ascesa alla collina Zaisan, da dove si gode un bellissimo panorama della città e delle colline circostanti e si trova una enorme statua di Buddha.

 

3°g.     5/8 Ulaan Baatar – Sangiin Dalai - Baga Gazryn Chuluu  

Partenza per Baga Gazryn Chuluu, una formazione di roccia granitica nel centro delle pianure; arrivo ed escursione nei dintorni. Sul percorso si visita il lago di Sangiin Dalai, ricco di molte specie di uccelli, tra cui aquile, oche, cigni, ecc.; al centro del lago si trovano le rovine di un tempio costruito nel X secolo. Si alloggia in un campo gher situato nelle vicinanze

 

4°g.     6/8 Baga Gazryn Chuluu - Ikh Gazryn Chuluu  

Spostamento per la zona di Ikh Gazryn Chuluu, transitando per il capoluogo della regione del medio Gobi Mandalgovi, dove le rocce alte fino a circa 1700 metri formano una catena lunga una trentina di chilometri e nascondono interessanti grotte che si potranno visitare. Si sale poi sul monte Erlug dove si sosta per un picnic; nei pressi del monte vi è un antico monumento. Pernottamento in campo gher.

 

5°g.     7/8 Ikh Gazryn Chuluu – Tsagaan Suvraga  

Da lontano le formazioni rocciose di Tsagaan Suvraga, alte anche 30 m, ricordano con le loro striature multicolore tendenti al rosso le antiche rovine di una città. Il percorso di avvicinamento a questi calanchi attraversa un’area molto bella per i panorami, caratterizzata da una profonda fenditura che taglia il terreno da est ad ovest con una visuale della steppa sul fondo della vallata. Qui si ritrovano molti fossili di origine fluviale, poiché questa zona un tempo probabilmente era un luogo ricoperto dalle acque. Sistemazione in un campo gher.

 

6°g.     8/8 Tsagaan Suvaraga – Yoliin Am  

Si prosegue verso il Parco Nazionale di Gurvan Saikhan, dove si visita Yoliin Am, posizionata ad un’altezza di 200 mt sul livello del mare e chiamata erroneamente dalle guide “Valle delle aquile” (…qui le aquile non si sono mai viste…), sempre fresca, con lingue di ghiaccio al suo interno anche durante la prima parte dell’estate, in contrasto con l’arido deserto. Qui con un po’ di fortuna sarà possibile vedere gli stambecchi ed i gipeti. Pernottamento in campo gher.

 

7°g.     9/8 Yoliin Am – Parco Nazionale di Khongoryn Els  

Oggi si giunge al Parco Nazionale di Khongoryn Els, con le dune di sabbia più alte e spettacolari della Mongolia. Si farà un’escursione sulle dune, alcune delle quali arrivano fino a 800 metri di altezza. Pernottamento in campo gher.

 

8°g.     10/8 Khongoryn Els – Graffiti di Khavtsagait – Bayanzag  

Proseguendo per il deserto di Gobi si ammirano i particolari graffiti rupestri di Khavtsagait, che si trovano alle pendici di un complesso montuoso. Si arriva quindi a Bayanzag – che tradotto significa “Vette infuocate” – dove la spedizione americana di Chapman nel 1924 ha fatto le più grandi scoperte paleontologiche, trovando un’impressionante quantità di reperti tra cui uova e scheletri interi di dinosauri appartenenti a molte specie fino ad allora sconosciute. Si dedica la parte rimanente della giornata all’esplorazione della zona. Pernottamento in campo gher.

 

9°g.     11/8 BayanzagMonastero di Onghii  

Inizia il percorso verso nord, che porta dal deserto del Gobi alle immense steppe verdi e sino alle pendici dei monti Hangayyn Nuruu. La tappa di oggi conduce al monastero di Onghii, un tempo un esteso complesso monastico posto su una importante via carovaniera, segnata dal fiume omonimo. Pernottamento in campo gher.

 

10°g.  12/8 Monastero di Onghii Kharkhorin – Monastero di Shankh  

Al mattino si parte presto proseguendo in direzione ovest per Kharkhorin, antica capitale dell’impero mongolo di Gengis Khan, dove sono rimaste 2 delle 4 tartarughe di pietra che originariamente segnavano i confini della città. Visita al monastero-museo di Erdene Zuu, costruito sui ruderi di Kharkhorin. Si prosegue quindi per Shank dove saremo  graditi ospiti; visiteremo questo piccolo e antico monastero, che un tempo custodiva la bandiera di Gengis Khan. Si trascorre con i monaci parte della giornata e si pernotta nella nuova foresteria adiacente. La sistemazione sarà un po' spartana, in camerate, ma è anche l’occasione per dare un contributo a questa piccola comunità monastica della comunità monastica.

 

11°g.  13/8 Monastero di ShankhTerme di Tsenkher  

Si prosegue  per la zona termale di Tsenkher, dove le acque raggiungono temperature tra i 60 e gli 80 gradi, ottime per rilassarsi: si può fare il bagno nelle terme e si possono provare il massaggio e le cure tradizionali mongole. Pernottamento in campo gher.

 

12°g.  14/8 Terme di Tsenkher Lago Terkhiin Tsagaan Nuur  

L’itinerario prosegue verso ovest per il lago di Terkhiin Tsagaan, circondato da crateri di vulcani spenti, il più "giovane" dei quali è il Khorgo. Il percorso si snoda tra monti e vallate e dai punti più alti si godono panorami d'inimmaginabile bellezza. Pernottamento in un campo gher.

 

13°g.  15/8 Lago Terkhiin Tsagaan Nuur  

Visita del vulcano Khorgo, dove in pochi minuti di cammino si raggiunge la sommità del cratere e scendendo si arriva alle grotte di Shar Nokhoi (trad.: cane giallo) e di ghiaccio. Si prosegue l’esplorazione con una passeggiata attorno al lago e si rientra al campo gher.

 

14°g.  16/8 Lago Terkhiin Tsagaan Nuur – Lago Ughii  

In mattinata si raggiungere il Lago Ughii, un posto ideale per coloro che vogliono vedere l’avifauna della Mongolia. Nelle vicinanze del lago ci trovano alcune interessanti testimonianze del X secolo, un’epoca in cui in Mongolia dominavano i Kitan, una confederazione di tribù che arrivavano dall’attuale Manciuria. Questa popolazione ha lasciato diverse città a testimonianza della sua presenza. Pernottamento in campo gher.

 

15°g.  17/8 Lago Ughii – Khustai  

Partenza per il Parco Nazionale di Khustai, posto ad ovest della capitale, dove si trovano i cavalli selvatici di Przewalski, noti anche Takhi o Pony della Mongolia. Questo animale è il parente più prossimo del cavallo domestico; negli anni ‘60 erano scomparsi ma grazie ad un programma di reinserimento ora è possibile ammirarli. E’ prevista un’escursione nel parco dove, oltre ai cavalli selvatici, sono presenti diverse specie animali come il cervo rosso asiatico, le gazzelle della steppa, i gatti selvatici manul ed altri. Pernottamento in campo gher.

 

16°g.  18/8 Khustai Monastero di Manzushir  

Dal Parco Nazionale di Kustai ci si sposta al parco di Zuunmod, a circa 80 km da Ulaanbaatar, un parco naturale dove sorge  il monastero di Manzushir, fondato nel 1773, che ospitava trecento monaci prima di essere distrutto nel 1937, ed è stato recentemente restaurato. Dell'arredo originale resta una grande stufa di bronzo di due tonnellate in cui si potevano cucinare dieci pecore e due mucche contemporaneamente; il museo del monastero ospita fotografie, maschere religiose e sculture sacre realizzate con tibie umane. Splendido il contesto ambientale, immerso nell'area protetta del Bogdkhan Uul: qui si possono avvistare cervi e altri animali e, dal crinale dove si trovano i resti del monastero originale, è possibile godere di una panorama mozzafiato. Pernottamento in campo gher.

 

17°g.  19/8 Ulaan Baatar  

Alla mattina visita al Museo-Monastero di Choijin Lama, uno dei pochi monasteri rimasti intatti che conserva le maschere originali utilizzate nelle danze rituali e splendide sculture di Zanabazar. Si avrà del tempo a disposizione per gli acquisti; chi è interessato potrà recarsi al mercato locale di Naraan Tuul. Nel tardo pomeriggio si assisterà ad uno spettacolo folcloristico di musica, danza e canto tradizionali, ascoltando le dolci melodie del morin khuur, il leggendario strumento mongolo. Pernottamento presso il medesimo albergo utilizzato all’arrivo.

 

Sabato 20 agosto, volo di rientro

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