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Da: sabato 1 giugno 2013A: domenica 16 giugno 2013

MONGOLIA 2013: Conoscere la Mongolia

Questo viaggio unisce la scoperta di angoli sconosciuti e aspetti inediti della Mongolia con luoghi famosi, impossibili da ignorare. Si avrà così una visione d’insieme completa della variegata realtà di questo vasto paese.

La Mongolia è una terra che può regalare la sensazione di essere catapultati in un'altra epoca se non addirittura su un altro pianeta. L’immensità degli spazi sovrastati da vasti cieli azzurri, senza barriere né recinzioni è sorprendente, e le tenaci persone che vi abitano mantengono tradizioni antiche e rivelano un cuore sorprendente. L’itinerario segue un ampio anello che segna la Mongolia meridionale e centrale, un percorso di quasi 3000 chilometri che attraversa i maggiori ambienti naturali, dalle vaste steppe al deserto del Gobi. Sono previste delle escursioni a piedi che seguono sentieri non impegnativi della durata massima di un paio d’ore.

 

 

Conoscere la Mongolia, la cartina

 

 

Modalità del viaggio

Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote motrici seguendo sia strade che piste tracciate dal passaggio di altri veicoli; le uniche parti asfaltate sono nei pressi della capitale. La velocità sugli sterrati è comunque abbastanza buona, si tengono medie di circa 50 km/h con alcuni tratti anche più veloci o più lenti in relazione all’irregolarità del terreno. Il percorso complessivo previsto è di  2800 chilometri con le tappe di spostamento mediamente di circa 250 chilometri.

 

Fuori da Ulaan Baatar si alloggia 3 notti in tenda, una nel monastero di Shank e 6 nelle gher: le tipiche tende mongole che si trovano predisposte in campi fissi, forniti di letti con lenzuola e asciugamani. In questi campi si trovano anche servizi e docce con acqua calda, la cucina proposta è semplice ma sostanziosa e anche vegetariana. I campi mobili vengono allestiti con tende di tipo europeo a due posti e si dispone di una tenda comune dove mangiare; cucina e allestimento delle parti comuni sono curati dal nostro personale mentre le tende individuali vengono montate dai partecipanti, se necessario con l’aiuto degli assistenti. Viene fornita tutta l’attrezzatura necessaria dall’organizzazione, ad eccezione del sacco a pelo e del cuscino.

 

Un viaggio in Mongolia richiede quindi un certo spirito d’avventura: per chi ama viaggiare ed è disposto ad affrontare qualche disagio, attraversare la Mongolia è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale e ospitale e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo.

 

Clima e attrezzatura

Il clima in giugno è mediamente piuttosto secco, le temperature previste sono tra i 15 e i 25 gradi, con possibili punte minime notturne di 5 gradi. E’ necessario disporre di un sacco a pelo che abbia un gradiente di minimo termico di -5 gradi. Prevedere un abbigliamento che possa resistere ad acqua e vento, scarponcini tipo trekking leggeri possibilmente con l’interno in goretex, portare creme protettive per il sole e occhiali. Per le escursioni a piedi è utile avere un proprio zaino con cui portare l’occorrente per la giornata. Si tenga presente che lungo il percorso non ci sono lavanderie.

 

 

Verso Gobi Yoliin am
Gobi
Yoliin am

Programma del viaggio

Si ricorda che l’itinerario previsto può subire modifiche dovute a fattori naturali e climatici

 

1°g.  Sabato 1 Giugno, partenza per la Mongolia 

 

2°g.  2/6 Arrivo a Ulaan Baatar  

Arrivo alle ore 6.10, trasferimento e sistemazione presso l’hotel Sant Asar (3*). Incontro con la guida e presentazione del programma di viaggio. Visita del monastero di Gandan, il principale monastero della Mongolia costruito circa 300 anni fa, ascesa alla collina Zaisan, da dove si gode un bellissimo panorama sulla città e delle colline circostanti e si trova una enorme statua di Buddha, e visita del Museo di Bogd Khan, il palazzo invernale dell’ultimo imperatore-lama.

 

3°g.  3/6 Ulaan Baatar – Zona nomadica a sud ovest, famiglia nomade   

Dopo la visita al museo di storia della Mongolia si lascia la capitale per immergersi subito nella realtà nomade più vera e autentica: saremo ospiti di una famiglia di pastori che in estate pongono il loro campo a circa 180 km a sud-ovest di Ulaanbataar. Si avrà la possibilità di partecipare alla vita quotidiana di questa famiglia, non è un incontro “programmato” e le persone non sono solite ospitare degli stranieri. Pernottamento in tenda.

 

4°g.  4/6 Famiglia Nomade – Bagh Gazryn Chuluu – Ikh Gazryn Chuluu  

In mattinata si lascia la famiglia per dirigersi verso Bagh Gazrin Chuluu, un complesso di rocce che nasconde al suo interno le rovine di un monastero, dove si sosta per il pranzo. Dopo la visita si prosegue verso Ikh Gazryn Chuluu, dove i monti rocciosi alti fino a circa 1700 metri formano una catena lunga una trentina di chilometri e nascondono interessanti grotte, che si potranno visitare. Nei pressi vi è un monumento dedicato alla più grande cantante di canto lungo della Mongolia, una tecnica che consiste nell’estensione massima delle note. Pernottamento in tenda.

 

5°g.  5/6 Ikh Gazryn Chuluu – Tsagaan Suvraga  

Il percorso attraversa un’area molto bella per i panorami, caratterizzata da una profonda fenditura che taglia il terreno da est ad ovest con la visuale della steppa sul fondo della vallata. In quest’area si ritrovano molti fossili di origine marina, poiché questa zona un tempo era sommersa. Da lontano, le formazioni calcaree di Tsagaan Suvraga, alte fino a 30 metri, assomigliano alle antiche rovine di una città. Nella zona si trovano anche numerosi dipinti rupestri, petroglifi e antiche iscrizioni. Oggi il pranzo è al sacco lungo il percorso; sistemazione in un campo gher.

 

6°g.  6/6 Tsagaan Suvraga – Yoliin Am  

Proseguimento del viaggio ed ingresso nel Parco Nazionale di Gurvan Saikhan, dove si visita Yoliin Am, posizionata ad un’altezza di 200 mt sul livello del mare e chiamata erroneamente dalle guide “Valle delle aquile” (…qui le aquile non si sono mai viste…), sempre fresca, con lingue di ghiaccio al suo interno anche durante la prima parte dell’estate, in contrasto con l’arido deserto, e dove con un po’ di fortuna sarà possibile vedere gli stambecchi e i gipeti. Pernottamento in campo gher.

 

7°g.  7/6 Yoliin Am – Parco Nazionale di Khongoryn Els  

Oggi si giunge al Parco Nazionale di Khongoryn Els, con le dune di sabbia più alte e spettacolari della Mongolia. Si farà un’escursione sulle dune, alcune delle quali arrivano fino a 800 metri di altezza. Pernottamento in campo gher.

 

8°g.  8/6 Khongoryn Els – Graffiti di Khavtsagait – Bayanzag  

Proseguendo per il deserto di Gobi si ammirano i particolari graffiti rupestri di Khavtsagait, che si trovano alle pendici di un complesso montuoso. Si arriva quindi a Bayanzag – che tradotto significa “Vette infuocate” dove la spedizione americana di Chapman nel 1924 ha fatto le più grandi scoperte paleontologiche, trovando un’impressionante quantità di reperti tra cui uova e scheletri interi di dinosauri appartenenti a molte specie fino ad allora sconosciute. Si esplora la zona; pernottamento in campo gher.

 

9°g.  9/6 Bayanzag – Monastero di Ongh  

Inizia il percorso verso nord, che porta dal deserto del Gobi alle immense steppe verdi e sino alle pendici dei monti Hangayyn Nuruu. La tappa di oggi conduce al monastero di Ongh, un tempo un esteso complesso monastico che si trovava su una importante arteria carovaniera, segnata dal fiume omonimo. Pernottamento in campo gher.

 

10°g. 10/6 Ongh – Fiume Orkhon  

In mattinata si lasciano le vestigia del monastero di Ongh per entrare nella valle del fiume Orkhon, dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco. L’Orkhon nasce dalle catene montuose dei Khangai della regione di Arkhangai e scorre verso nord per confluire con il Selenge arrivando fino al lago di Baikal; con i suoi 1.124 km è il fiume più lungo in Mongolia. Pernottamento in tenda.

 

11°g. 11/6 Fiume Orkhon – Monastero di Tuvkhun -  Tsutgalan - Monastero di Shank  

Situato in una zona di grande rilevanza storica, creata dalla combinazione di terremoti ed eruzioni vulcaniche, il monastero di Tuvkhun, recentemente restaurato, si trova incastonato sulle montagne che chiudono a settentrione la valle dell’Orkhon. Il paesaggio che si gode dal monastero fa capire perché questo eremo fosse molto amato dalla figura mistica più importante della storia mongola, Bogd Khan Zanabazar, che qui visse e studiò per quasi trent’anni. La visita richiede una  facile salita a piedi di circa un’ora in mezzo alla foresta. Dopo la visita si prosegue per le cascate del fiume Ulaan Tsutgalan, che ebbero origine circa 20.000 anni fa in seguito ad un’eruzione vulcanica: l’acqua scende da un’altezza di 20 metri all’interno di una conca circolare formata da roccia basaltica. Si prosegue quindi per il monastero di Shank dove saremo graditi ospiti della comunità monastica. Shank è un piccolo e antico monastero che un tempo custodiva la bandiera di Gengis Khan; trascorreremo con i monaci parte della giornata e si pernotta nella nuova foresteria adiacente. La sistemazione sarà un po' spartana, in camerate, ma è anche l’occasione per dare un contributo concreto a questa piccola comunità monastica.

 

12°g. 12/6 Monastero di Shank – Kharkhorin – Khogno Khaan Uul  

Al mattino si parte presto proseguendo in direzione ovest per Kharkhorin, antica capitale dell’impero mongolo di Gengis Khan, dove sono rimaste 2 delle 4 tartarughe di pietra che originariamente segnavano i confini della città. Visita al monastero-museo di Erdene Zuu, costruito sui ruderi di Kharkhorin. Lungo il percorso che riconduce verso Ulaanbataar si sosta alle pendici del monte Khogno Khaan (1967 mt). Si visita il  piccolo monastero Erdene Khamba, che ha trovato nuova vita dal 1992 dopo secoli di abbandono seguiti alla distruzione avvenuta nel XVII secolo. Pernottamento in campo gher.

 

13°g. 13/6 Khogno Khaan Uul – Monastero di Manzushir  

Proseguendo verso nord, a Zuunmod, a circa 80 km da Ulaanbaatar, si trova un parco naturale dove sorge  il monastero di Manzushir, fondato nel 1773, che ospitava trecento monaci prima di essere distrutto nel 1937, ed è stato recentemente restaurato. Dell'arredo originale resta una grande stufa di bronzo di due tonnellate in cui si potevano cucinare dieci pecore e due mucche contemporaneamente; il museo del monastero ospita fotografie, maschere religiose e sculture sacre realizzate con tibie umane. Splendido il contesto ambientale, immerso nell'area protetta del Bogdkhan Uul: qui si possono avvistare cervi e altri animali e, dal crinale dove si trovano i resti del monastero originale, si gode di un panorama mozzafiato. Pernottamento in campo gher.

 

14°g. 14/6 Monastero di Manzushir – Tsetsguun – Ulaanbaatar   

Giornata dedicata ad un semplice trekking di circa due ore e mezza lungo un facile sentiero che attraversa boschi di larici e pini per giungere alla cima sacra di Tsetsguun, segnata dai cumuli di pietra, che sovrasta il massiccio montuoso del Bogdkhan Uul, che è la prima area naturale protetta della storia; da cui si gode di una bellissima vista verso la capitale. Proseguimento del viaggio per Ulaanbaatar, arrivo e sistemazione presso il medesimo albergo utilizzato all’arrivo.

 

15°g. 15/6 Ulaan Baatar 

Visita al Museo-Monastero di Choijin Lama, uno dei pochi rimasti intatti che conserva le maschere originali utilizzate nelle danze rituali e splendide sculture di Zanabazar. Si avrà del tempo a disposizione per gli acquisti; chi è interessato potrà recarsi al mercato locale di Naraan Tuul. Nel tardo pomeriggio si assiste a uno spettacolo folcloristico di musica, danza e canti tradizionali della Mongolia, ascoltando le dolci melodie del morin khuur, il leggendario strumento mongolo.

 

16°g. Domenica 16 giugno, volo di rientro 

 

 

 

Gher Tsagaan Suvraga
Gher
Tsagaan Suvraga

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