Informazioni utili

Da: lunedì 4 agosto 2014A: martedì 19 agosto 2014

MONGOLIA 2014: Scoprire la Mongolia

Da Ulaanbaatar si segue un ampio anello che porta ai principali siti storici della Mongolia e in alcuni dei Parchi Nazionali più belli, arrivando fino al cuore del deserto del Gobi: si avrà così una bella visione d’insieme di questo vasto Paese. Fuori dalla capitale di alloggia nei campi fissi gher, che sono confortevoli e dotati di servizi; per gli spostamenti vengono usati veicoli a quattro ruote motrici: qui le strade asfaltate sono rare e in molte zone si seguono delle piste.

 

Gher Khogoryn Els
Gher
Khogoryn Els

Lasciata la capitale si esplora il Parco Nazionale di Khustai, si tocca il passato glorioso a Kharkhorin e si visitano i monasteri di Erdenee Zuu e di Tuvkhun, una perla incastonata tra le montagne; in questa regione si avrà anche l’opportunità di venire ospitati presso l’antico sito monastico di Shank. Si prosegue poi verso le rovine del monastero di Oghii, adagiate sulle rive dell’omonimo fiume, passando dalle cascate di Khujirt e giungendo a Bayanzag, il sito delle “vette infuocate”, molto importante per i resti paleontologici. Sempre più a sud, nel deserto del Gobi si sosta alle sterminate “dune che suonano”, le Khongoryn Els, e si gode a fondo delle bellezze di questo vasto deserto con il parco di Gurvan Saikhan, Yoliin Am e Tsagaan Suvraga. Si rientra poi verso nord seguendo un percorso più orientale, che consente di visitare il parco di Ikh Gazryn Chuluu e il lago di Sangiin Dalai, arrivando ad Ulaanbaatar.

 

Altai
Mappa del percorso - per l'itinerario interattivo cliccare sopra

 

Modalità del viaggio

 

Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote motrici Uaz seguendo sia strade che piste tracciate dal passaggio di altri veicoli; gli unici tratti asfaltati sono nei pressi della capitale. Le Uaz russe sono i mezzi più idonei per la Mongolia: sono il tipo di veicolo più diffuso e ogni eventuale problema tecnico può essere facilmente risolto pressocchè ovunque, sono molto solide e comunque comode. La velocità sugli sterrati è comunque abbastanza buona, si tengono medie di circa 50 km/h con alcuni tratti anche più veloci o più lenti in relazione all’irregolarità del terreno. Il circuito complessivo è di circa 2200 km; le distanze approssimative coperte nelle singole tappe sono indicate nel programma.

Fuori da Ulaanbaatar si alloggia per una notte presso il monastero di Shank (si segnala che qui i servizi igienici sono rudimentali) e le altre notti nelle gher: le tipiche tende mongole che si trovano predisposte in campi fissi, forniti di letti con lenzuola e asciugamani. In questi campi si trovano anche servizi e docce con acqua calda, la cucina proposta è semplice ma sostanziosa e anche vegetariana.

 

Un viaggio in Mongolia richiede quindi un certo spirito d’avventura: lasciata la capitale non si trovano più hotel e si diventa di fatto dei nomadi, percorrendo con i veicoli a quattro ruote motrici vaste aree e pernottando sempre in tenda; molti dei campi fissi sono comodamente attrezzati, ma non sono degli hotel. Per chi ama viaggiare ed è disposto ad affrontare qualche disagio, attraversare la Mongolia è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale e ospitale e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo.

 

Gher Mongolia
Gher
Mongolia

Clima e attrezzatura

 

Il clima in Agosto è mediamente piuttosto secco, le temperature previste sono tra i 15 e i 30 gradi, con possibili punte minime notturne di 5 gradi. Per la notte al monastero di Shank è meglio avere a disposizione un sacco a pelo il cui gradiente termico minimo consigliato è di zero gradi; se richiesto potremo procurarlo localmente sia a noleggio (€ 25), fornendo anche un sacco lenzuolo da utilizzare all’interno dello stesso, che acquistandolo a € 50. NB: per chi segue l’estensione il sacco a pelo è necessario. Nelle gher vengono comunque fornite lenzuola pulite e coperte. Prevedere un abbigliamento che possa essere resistente ad acqua e vento, scarponcini tipo trekking leggeri possibilmente con l’interno in goretex, portare creme protettive per il sole e occhiali. Per le escursioni a piedi è utile avere un proprio zaino con cui portare l’occorrente per la giornata. Si tenga presente che lungo il percorso non ci sono lavanderie.

 

Bayanzag Shank
Bayanzag
Shank

Programma del viaggio

Si ricorda che l’itinerario previsto può subire modifiche dovute a fattori naturali e climatici

 

1°g.  Lunedi 4 agosto, partenza per la Mongolia  

 

2°g.  5/8 Arrivo a Ulaanbaatar   

Arrivo, trasferimento e sistemazione presso l’hotel Office. Incontro con la guida e presentazione del programma di viaggio. Visita del monastero di Gandan, il principale monastero della Mongolia costruito circa 300 anni fa, ascesa alla collina Zaisan, da dove si gode un bellissimo panorama della città e delle colline circostanti e si trova una enorme statua di Buddha.

 

3°g.  6/8 Ulaanbaatar - Parco Nazionale di Khustai  

Dopo la visita dell’ultima residenza del Bogdo Khan, il signore teocratico della Mongolia, partenza per il Parco Nazionale di Khustai Nuruu, ad ovest della capitale, dove si ha la possibilità di vedere i cavalli selvatici di Przewalski, noti anche come Takhi o Pony della Mongolia. Questo animale è il parente più prossimo del cavallo domestico; negli anni ‘60 erano scomparsi ma grazie ad un programma di reinserimento ora è possibile ammirarli. E’ prevista un’escursione nel parco dove, oltre ai cavalli selvatici, sono presenti diverse specie animali come il cervo rosso asiatico, le gazzelle della steppa, i gatti selvatici manul ed altri. Pernottamento nel campo gher di Khustai; la tappa è di circa 100 km.

 

4°g.  7/8 Parco Nazionale di Khustai - Kharkhorin - Shank   

Al mattino si parte presto proseguendo in direzione ovest per Kharkhorin, antica capitale dell’impero mongolo di Gengis Khan, dove sono rimaste 2 delle 4 tartarughe di pietra che originariamente segnavano i confini della città. Visita al monastero-museo di Erdene Zuu, costruito sui ruderi di Kharkhorin. Si prosegue quindi per il monastero di Shank dove saremo graditi ospiti della comunità monastica. Shank è un piccolo e antico monastero che un tempo custodiva la bandiera di Gengis Khan; trascorreremo con i monaci parte della giornata e si pernotta nelle gher che ci mettono a disposizione all’interno del monastero. La sistemazione sarà un po' spartana, ma pulita, ed è anche l’occasione per dare un contributo concreto a questa piccola comunità monastica. La tappa è di circa 320 km.

 

5°g.  8/8 Shank - Khujirt  

Dopo la colazione si parte per Khujirt, dove si effettua un’escursione al monastero di Tuvkhun e alle cascate di Khujirt, situate in una zona di grande rilevanza storica; sono state create dalla combinazione di terremoti ed eruzioni vulcaniche e si trovano in una zona incantevole e disabitata. Segue la visita al monastero di Tuvkhun, recentemente ristrutturato: si trova incastonato sulle montagne che chiudono a settentrione la valle dell’Orkhon. Questo monastero era molto amato dal Bogdo Khan Zanabazar, che qui visse e studiò per quasi trent’anni. La visita richiede una salita a piedi di circa un’ora in mezzo alla foresta. Sistemazione nel campo gher Talbiun nei pressi di Khujirt; la tappa è di circa 120 km.

 

6°g.  9/8 Khujirt – Monastero di Onghiin  

Inizia il percorso verso sud che porta al deserto del Gobi, il più grande deserto asiatico. La tappa di oggi, circa 240 km, porta fino al monastero di Onghiin, recentemente restaurato. L’ambiente naturale è di particolare interesse per il contrasto tra le montagne nere, che circondano le vestigia del monastero, e il fiume che rende verdi le sue coste. Sistemazione al campo gher Tsagann Ovoo poco distante dal monastero.

 

7°g.  10/8 Monastero di Onghiin – Bayanzag  

Proseguendo per il deserto di Gobi si arriva a Bayanzag – che tradotto significa “Vette infuocate”, dove la spedizione americana di Chapman nel 1924 ha fatto le più grandi scoperte paleontologiche trovando un’impressionante quantità di reperti tra cui uova e scheletri interi di dinosauri appartenenti a molte specie sconosciute fino ad allora. In quest’area ci si reca a visitare anche i graffiti  rupestri di Khavtsgait. Pernottamento al campo gher di Bayanzag; la tappa è di circa 160 km.

 

8°g.  11/8 Bayanzag – Parco Nazionale di Khongoryn Els  

Oggi si giunge al Parco Nazionale di Khongoryn Els, dove si fa un’escursione alle dune di sabbia più alte e spettacolari della Mongolia, alcune delle quali arrivano fino a 800 metri di altezza. Pernottamento al campo gher Govi-Erdene; la tappa è di circa 160 km.

 

9°g.  12/8 Khongoryn Els - Dalanzadgad  

Proseguimento del viaggio ed ingresso nel Parco Nazionale di Gurvan Saikhan dove si visita Yoliin Am, chiamata erroneamente dalle guide “Valle delle aquile” (…qui le aquile non si sono mai viste…), sempre fresca, con lingue di ghiaccio al suo interno anche durante la prima parte dell’estate, in contrasto con l’arido deserto, e dove con un po’ di fortuna sarà possibile vedere gli stambecchi ed i gipeti. Si arriva poi a Dalanzadgad, capoluogo della regione di Omnogov, dove si visita il mercato locale prima di andare al campo gher Govi Discovery; la tappa è di circa 200 km.

 

10°g.  13/8 Dalanzadgad - Tsagaan Suvraga  

Il percorso attraversa un’area molto bella per i panorami, caratterizzata da una profonda fenditura che taglia il terreno da est ad ovest con la visuale della steppa sul fondo della vallata. Questa zona un tempo era sommersa, probabilmente non dall’antico mare che occupava l’attuale area del Gobi, ma da acque fluviali. Da lontano, le formazioni calcaree di Tsagaan Suvraga, alte fino a 30 metri, assomigliano alle antiche rovine di una città bianca. Pernottamento nel campo gher di Tsagaan Suvraga; la tappa è di circa 200 km.

 

11°g.  14/8 Tsagaan Suvraga - Parco Nazionale di Ikh Gazryn Chuluu  

Partenza verso nord in direzione della capitale; la meta di oggi è Ikh Gazryn Chuluu, uno dei parchi naturali più belli della Mongolia. Pernottamento nel campo gher Tuw Bojigon; la tappa è di circa 220 km.

 

12°g.  15/8  Ikh Gazryn Chuluu  

Visita di Ikh Gazryn Chuluu, dove le rocce alte fino a circa 1700 metri formano una catena lunga una trentina di chilometri e nascondono interessanti grotte che si potranno visitare. Si sale poi sul monte Erlug, dove si sosta per un picnic; nei pressi del monte vi è un antico monumento. Si rientra quindi al campo gher; si percorrono coi mezzi circa 30 km.

 

13°g.  16/8 Ikh Gazryn Chuluu - Parco Nazionale di Baga Gazryn Chuluu   

Partenza per Baga Gazryn Chuluu, una formazione di roccia granitica nel centro delle pianure; arrivo ed escursione nei dintorni. Si prosegue per il lago di Sangiin Dalai, ricco di molte specie di uccelli tra cui aquile, oche, cigni, ecc.; al centro del lago ci sono le rovine di un tempio costruito nel X secolo. Si alloggia nel campo gher Erdene-Ukhaa situato nei pressi; la tappa è di circa 150 km.

 

14°g.  17/8 Baga Gazryn Chuluu – Ulaanbaatar  

Proseguimento del viaggio per Ulaanbaatar, che dista circa 260 km, dove si alloggia presso l’hotel Sant Asar. Ad Ulaanbaatar si assiste ad uno spettacolo folcloristico di musica, danza e canto tradizionali, ascoltando le dolci melodie del morin khuur, il leggendario strumento mongolo.

 

15°g.  18/8 Ulaanbaatar  

Visita al Museo di Storia, dove sono illustrati lo sviluppo della storia dell’uomo nelle terre mongole ed i costumi tradizionali delle varie etnie, del Museo-Monastero di Choijin Lama, uno dei pochi monasteri rimasti intatti che conserva le maschere originali utilizzate nelle danze rituali e splendide sculture di Zanabazar. Si avrà del tempo a disposizione per gli acquisti; chi è interessato potrà recarsi al mercato locale di Naraan Tuul.

 

16°g.  Martedì 19 agosto, volo di rientro  

 

 

Chiudi ×