Informazioni utili

Da: lunedì 29 giugno 2015A: martedì 14 luglio 2015Durata: 16 giorni

MONGOLIA 2015: Naadam e il cuore della Mongolia

Binder, Naadam

Gher

Tuvkhun

Famiglia mongola

Anziano nomade

 

Un viaggio per chi vuole scoprire le diverse anime della Mongolia, i luoghi più famosi ma anche quelli non toccati dal turismo. Si partecipa alla maggiore festa nazionale, una fantastica ricorrenza che consente – in particolar modo dove andremo, fuori Ulaanbataar – di assaporare il meglio del folklore. Si potrà vivere appieno una realtà che offre, oltre alle bellezze naturali, un intenso mondo spirituale che è saldamente collegato in tutte le sue forme alle forze della natura, così fortemente presenti in questo Paese.

 

Per un percorso fotografico della Mongolia: Galleria.

 

 

Tappe

Altai
Mappa del percorso - per l'itinerario interattivo cliccare sopra

 

L’itinerario è molto ricco, spazia da monasteri ed eremi immersi tra monti e foreste ai luoghi storici e mitici della cultura mongola; si esplorano sia i territori occidentali che orientali, questi ultimi meno frequentati e conosciuti pur essendo dove le radici delle tradizioni affondano più profondamente e si individuano le origini dell’immenso impero che emerse da queste vastità. Il tour consente la visita di entrambe queste regioni in modo equilibrato, nasce da una profonda conoscenza di queste terre, e siamo particolarmente soddisfatti di poterlo proporre.

 

Si segue un ampio anello che inizia portando a nord ovest di Ulaanbaatar fino al lago Oghi; da qui si procede verso sud per Kharkhorin e si continua verso est spostandosi nella zone natali di Gengis Khan, rientrando poi da qui verso la capitale. Sono previste escursioni a piedi che seguono sentieri non impegnativi della durata massima di mezza giornata.

 

Il festival del Naadam

Ogni anno a luglio si svolge il festival del Naadam, che dal 1921 ha assunto la forma di una celebrazione dell’indipendenza della Mongolia; in questa ricorrenza si possono ammirare i contesti tradizionali di lotta, corsa dei cavalli e tiro con l’arco. A Ulaanbaatar le rappresentazioni si svolgono in un grande stadio e oggi sono organizzate come un fenomeno di massa; ma vi sono dei Naadam in altre località che spesso risultano più veri e meno imbrigliati dai tempi televisivi e dalle esigenze del turismo. Questo ci ha portato a costruire un viaggio che includa la partecipazione ad un Naadam genuino, in mezzo alle steppe sconfinate, dove per avvicinare i lottatori o i cavalli non sia necessario possedere un pass e dove ci si possa sedere di fianco a un gruppo di anziani e scambiare con loro del tabacco da fiuto.

 

Binder, Naadam Binder, Naadam Binder, Naadam
Binder, Naadam
Binder, Naadam
Binder, Naadam

 

I nostri viaggi in Mongolia dall’inizio del 2010 vengono organizzati tramite la cooperativa Sain Sanaa (il cui nome in mongolo significa ‘buona idea’), che è stata appositamente fondata con il nostro supporto aggregando un gruppo di persone mongole guidate da Alfredo Savino, che cura attentamente la qualità dei servizi offerti. In questa cooperativa ogni socio mette a disposizione le proprie conoscenze ed abilità per tracciare itinerari poco battuti, che consentano ai viaggiatori di entrare in contatto con la Mongolia più vera, fuori dai circuiti turistici classici. Le finalità della cooperativa sono in sintesi le seguenti: ridistribuire gli utili ricavati dai viaggi ugualmente fra i soci (siano essi guide, autisti o cuochi, stranieri o mongoli); non portare fuori dal Paese i ricavati del turismo; pagare i non soci locali che collaborano alla realizzazione dei viaggi in modo equo; favorire le piccole realtà imprenditoriali locali; cogliere l’opportunità del soggiorno in Mongolia per generare un mezzo concreto d’aiuto; favorire progetti d’aiuto, destinando alle iniziative di sostegno una parte dei ricavi della cooperativa; aiutare gli studenti mongoli meritevoli che studiano l’italiano ad avere delle esperienze formative; soggiornare nei monasteri di campagna con lo scopo di fornire un aiuto a queste piccole realtà locali dando nel contempo ai viaggiatori la possibilità di  conoscere più approfonditamente un aspetto fondamentale della cultura mongola.

 

Modalità del viaggio

Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote motrici Uaz seguendo sia strade che piste tracciate dal passaggio di altri veicoli; gli unici tratti asfaltati sono nei pressi della capitale. Le Uaz russe sono i mezzi più idonei per la Mongolia: sono il tipo di veicolo più diffuso e ogni eventuale problema tecnico può essere facilmente risolto pressocchè ovunque, sono molto solide e comunque comode. La velocità sugli sterrati è abbastanza buona, si tengono medie di circa 50 km/h con alcuni tratti anche più veloci o più lenti in relazione all’irregolarità del terreno. Il percorso complessivo previsto è di circa 2400.

Fuori da Ulaanbaatar si alloggia 3 notti in tenda, una nel monastero di Shank (si segnala che qui i servizi igienici sono rudimentali, come erano nelle vecchie campagne italiane), una presso una famiglia mongola, che mette a disposizione delle semplici gher, e 6 nelle gher: le tipiche tende mongole che si trovano predisposte in campi fissi, forniti di letti con lenzuola e asciugamani. In questi campi si trovano anche servizi e docce con acqua calda, la cucina proposta è semplice ma sostanziosa ed anche vegetariana. I campi mobili vengono allestiti con tende di tipo europeo a due posti e si dispone di una tenda comune dove mangiare; cucina e allestimento delle parti comuni sono curati dal nostro personale mentre le tende individuali vengono montate dai partecipanti, se necessario con l’aiuto degli assistenti. Viene fornita tutta l’attrezzatura necessaria dall’organizzazione, ad eccezione del sacco a pelo e del cuscino.

 

Un viaggio in Mongolia richiede quindi un certo spirito d’avventura: per chi ama viaggiare ed è disposto ad affrontare qualche disagio, attraversare la Mongolia è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale ed ospitale e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo.

 

Clima e attrezzatura

Il clima all’inizio di luglio è secco, le temperature previste sono tra i 10 ed i 30 gradi, con possibili punte minime notturne di 5 gradi. Il nord della Mongolia è un ambiente più umido, dove in luglio sono possibili piogge, e dove la presenza di zanzare non è da escludere; quindi munirsi di un buon repellente.  E’ necessario disporre di un sacco a pelo che abbia un gradiente di minimo termico di zero gradi; Alfredo Savino può procurarlo sia a noleggio (€ 25), fornendo anche un sacco lenzuolo da utilizzare all’interno dello stesso, che acquistandolo a € 50. Prevedere un abbigliamento che possa resistere ad acqua e vento, scarponcini tipo trekking leggeri possibilmente con l’interno in goretex, portare creme protettive per il sole e occhiali. Per le escursioni a piedi è utile avere un proprio zaino con cui portare l’occorrente per la giornata. Si tenga presente che lungo il percorso non ci sono lavanderie.

 

Tuvkhun Erdene Zuu Fiume Orkhon
Tuvkhun
Erdene Zuu
Fiume Orkhon

 

 

Programma del viaggio

1°g.  Lunedi 29 giugno, partenza per la Mongolia 

 

2°g. 30/6 Arrivo a Ulaanbaatar  

Arrivo e trasferimento e sistemazione presso l’hotel Office (3*), nei pressi di Gandan. Visita del monastero di Gandan, il principale della Mongolia costruito circa 300 anni fa, ascesa alla collina Zaisan, da dove si gode un bellissimo panorama sulla città e delle colline circostanti e si trova una enorme statua di Buddha, visita del Museo di Bogd Khan, il palazzo invernale dell’ultimo imperatore-lama.

 

3°g.  1/7 Ulaanbaatar –. Lago Oghi 

Si lascia la città verso ovest arrivando al lago Oghi, con un percorso di circa 330 km. Con i suoi 25 kmq di superficie è uno dei più grandi laghi della Mongolia Centrale; è situato a 1.387 mt, un paradiso faunistico ricco di uccelli e di pesci. Pernottamento al campo gher Oghi Tur.

 

4°g. 2/7 Lago Oghi ­– Eremo di Tuvkhun   

Situato in una zona di grande rilevanza storica caratterizzata da una morfologia creata dalla combinazione di terremoti ed eruzioni vulcaniche, il monastero di Tuvkhun, recentemente restaurato, si trova incastonato tra le montagne che chiudono a settentrione la valle dell’Orkhon. Il paesaggio che si gode dal monastero fa capire perché questo eremo fosse molto amato dalla figura mistica più importante della storia mongola, Bogd Khan Zanabazar, che qui visse e studiò per quasi trent’anni. La visita richiede una facile salita a piedi di circa un’ora in mezzo alla foresta. Pernottamento presso una famiglia mongola: si dispone di semplici gher dove si dorme col proprio sacco a pelo. La tappa è di circa 160 km.

 

5°g.  3/7 Eremo di Tuvkhun – Kharkorin – Monastero di Shank   

Si raggiunge la città di Kharkhorin, ubicata dove sorgeva l’antica capitale dell’Impero mongolo di Gengis Khan; qui sono rimaste 2 delle 4 tartarughe di pietra che originariamente segnavano i confini della città.  Si visita Erdene Zuu, il primo monastero buddhista della Mongolia, costruito sulle rovine dell’antica capitale. Dopo le visite si prosegue per il monastero di Shank dove saremo graditi ospiti della comunità monastica. Shank è un piccolo e antico monastero che un tempo custodiva la bandiera nera di guerra di Gengis Khan; trascorreremo con i monaci parte della giornata e si pernotta nelle gher che ci mettono a disposizione all’interno del monastero. La sistemazione sarà un po' spartana, ma pulita; è anche, soprattutto, l’occasione per dare un contributo concreto a questa piccola comunità monastica. La tappa è di circa 150 km.

 

6°g.  4/7 Monastero di Shank – Monastero di Ongh

Inizia il percorso verso est, che porta dalle immense steppe verdi al deserto del Gobi. La tappa di oggi conduce al monastero di Ongh, un tempo un esteso complesso monastico che si trovava su una importante arteria carovaniera, segnata dal fiume omonimo. Prima della sua distruzione era un importante luogo di preghiere e commerci. Pernottamento presso il campo gher Tsagaan Ovoo; la tappa è di circa 240 km.

 

7°g.  5/7 Monastero di Ongh – Parco Nazionale di Baga Gazryn Chuluu

Partenza per Baga Gazryn Chuluu, il cui nome significa “luogo delle piccole rocce”, un complesso di roccia granitica molto esteso nel centro delle pianure del medio Gobi, luogo di venerazione per le due principali religioni della Mongolia, il buddhismo e lo sciamanesimo di matrice tengrista, e che preserva un tesoro nascosto. Pernottamento in tenda; la tappa è di circa 230 km.

 

8°g.  6/7 Baga Gazryn Chuluu  –  Parco Nazionale del Bogd Uul (Monastero di Manzushir) 

Si prosegue verso nord  per Zuunmod, capoluogo della regione centrale situato a circa 60 km da Ulaanbaatar, dove si trova il parco naturale di Bodg Uul con il monastero di Manzushir, fondato nel 1773, che ospitava trecento monaci prima di essere distrutto nel 1937; il sito è stato recentemente restaurato. Dell'arredo originale resta una grande stufa di bronzo di due tonnellate in cui si potevano cucinare dieci pecore e due mucche contemporaneamente; il museo del monastero ospita fotografie, maschere religiose e sculture sacre realizzate con tibie umane. Splendido il contesto ambientale, immerso nell'area protetta del Bogdkhan Uul: qui si possono avvistare cervi e altri animali e, dal crinale dove si trovano i resti del monastero originale, si gode di un panorama mozzafiato. Pernottamento al campo gher Manzushir; la tappa è di circa 220 km.

 

9°g.  7/7 Monastero di Manzushir –  Lago azzurro Khukh nuur   

Partenza per il lago Khukh, il cui nome significa ‘azzurro’, il luogo dove Temujin venne incoronato, nel 1206, con il titolo Gengis Khan, imperatore dei vasti domini mongoli e di coloro che vivono sotto le tende di feltro. Il luogo presenta un incantevole insieme di steppa e foresta boreale; si visita il monumento ligneo composto da circa 20 totem raffiguranti i volti degli imperatori mongoli. Pernottamento al campo gher Khok Nuur; la tappa è di circa 230 km.

 

10°g.  8/7 Lago azzurro Khukh nuur – Monastero di Baldan Bereeven 

Continuando verso est si arriva al monastero di Baldan Bereeven; costruito nel 1700 per volontà di Zanabazar, la prima guida spirituale dei mongoli, era uno dei più grandi della Mongolia. Si trascorre la giornata visitando le colline circostanti ricche di grotte dove i monaci si ritiravano in meditazione, non lontano dal monastero. Pernottamento in tenda; la tappa è di circa 120 km.

 

11°g.  9/7 Monastero di Baldan Bereeven – Binder  

Si raggiunge il paesino di Binder (circa 160 km) dove il giorno seguente sarà in pieno svolgimento il festival del Naadam. Questo villaggio, come molti del nord della Mongolia, con le sue casette di legno è molto simile a quelli russi, ma è famoso soprattutto perché contende ad un’altra località il titolo di luogo che dette i natali all’imperatore oceanico, Gengis Khan. Pernottamento presso il campo gher Chinggisiin Toont per due notti.

 

12°g.  10/7 Binder: festival del Naadam

Oggi è il Naadam, si potranno vedere da vicino le corse dei cavalli e la lotta tradizionale. È un momento unico in cui si assaggeranno i piatti tipici e le bevande tradizionali mongole. La scelta di partecipare a un Naadam di paese è maturata dall’esperienza di questi anni di viaggi in Mongolia, perché in queste località remote le ricorrenze sono più vivibili dal visitatore, che si può mischiare tra la folla, a differenza di quello della capitale dove si assiste alle gare in uno stadio alla stregua di uno spettacolo, senza la possibilità di interagire con la gente.

 

13°g.  11/7 Binder – Avraga Toson  

Proseguimento del viaggio di rientro fino al villaggio di Avraga Toson nei pressi dell’omonimo lago, famoso per i fanghi benefici e per la sua spiaggetta balneare, una delle poche della Mongolia, e dove vi trova il monumento dedicato al 750° anniversario della Storia Segreta dei mongoli, il testo più importante della storia di questo Paese. Ma questo luogo è importante soprattutto perché qui fu insediata la prima capitale di Gengis Khan. Si visita il monumento e si effettua un’escursione alle sorgenti di Avraga Toson. Pernottamento in tenda; la tappa è di circa 240 km.

 

14°g.  12/7 Avraga Toson – Ulaanbaatar  

Partenza in mattinata per la capitale che dista circa 260 km e si raggiunge nel pomeriggio; si assiste a uno spettacolo folcloristico di musica, danza e canto tradizionali della Mongolia. Sistemazione presso l’hotel Sant Asar (3*).

 

15°g.  13/7 Ulaanbaatar  

Visita al Museo di Storia, dove sono illustrati lo sviluppo della storia dell’uomo nelle terre mongole e i costumi tradizionali delle varie etnie, del Museo-Monastero di Choijin Lama, uno dei pochi rimasti intatti che conserva le maschere originali utilizzate nelle danze rituali e splendide sculture di Zanabazar. Si avrà del tempo a disposizione per gli acquisti; chi è interessato potrà recarsi al mercato locale di Naraan Tuul.

 

16°g.  Martedi 14 luglio, volo di rientro   

Chiudi ×