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Da: sabato 13 giugno 2015A: domenica 28 giugno 2015

MONGOLIA 2015: Spazi infiniti, Gobi e le vaste steppe

Khongoryn Els

Gher

Erdene zuu

 

Il viaggio unisce la scoperta di angoli sconosciuti e aspetti inediti della Mongolia con luoghi famosi, impossibili da ignorare. Si avrà così una visione d’insieme completa della variegata realtà di questo vasto paese, una terra che può regalare la sensazione di essere catapultati in un'altra epoca se non addirittura su un altro pianeta. L’immensità degli spazi sovrastati da vasti cieli azzurri, senza barriere né recinzioni è sorprendente, e le tenaci persone che vi abitano mantengono tradizioni antiche e rivelano un cuore sorprendente.

Altai
Mappa del percorso - per l'itinerario interattivo cliccare sopra

L’itinerario segue un ampio anello nella Mongolia meridionale e centrale, un percorso di quasi 3000 chilometri che attraversa i diversi ambienti naturali, dalle vaste steppe al deserto del Gobi. Sono previste delle escursioni a piedi che seguono sentieri non impegnativi della durata massima di un paio d’ore.

Per delle immagini della Mongolia, vedi la Galleria.

 

I nostri viaggi in Mongolia dall’inizio del 2010 vengono organizzati tramite la cooperativa Sain Sanaa (il cui nome in mongolo significa ‘buona idea’), che è stata appositamente fondata con il nostro supporto aggregando un gruppo di persone mongole guidate da Alfredo Savino, che cura attentamente la qualità dei servizi offerti. In questa cooperativa ogni socio mette a disposizione le proprie conoscenze ed abilità per tracciare itinerari poco battuti, che consentano ai viaggiatori di entrare in contatto con la Mongolia più vera, fuori dai circuiti turistici classici. Le finalità della cooperativa sono in sintesi le seguenti: ridistribuire gli utili ricavati dai viaggi ugualmente fra i soci (siano essi guide, autisti o cuochi, stranieri o mongoli); non portare fuori dal Paese i ricavati del turismo; pagare i non soci locali che collaborano alla realizzazione dei viaggi in modo equo; favorire le piccole realtà imprenditoriali locali; cogliere l’opportunità del soggiorno in Mongolia per generare un mezzo concreto d’aiuto; favorire progetti d’aiuto, destinando alle iniziative di sostegno una parte dei ricavi della cooperativa; aiutare gli studenti mongoli meritevoli che studiano l’italiano ad avere delle esperienze formative; soggiornare nei monasteri di campagna con lo scopo di fornire un aiuto a queste piccole realtà locali dando nel contempo ai viaggiatori la possibilità di  conoscere più approfonditamente un aspetto fondamentale della cultura mongola.

 

 

Modalità del viaggio

Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote motrici Uaz seguendo sia strade che piste tracciate dal passaggio di altri veicoli; gli unici tratti asfaltati sono nei pressi della capitale. Le Uaz russe sono i mezzi più idonei per la Mongolia: sono il tipo di veicolo più diffuso e ogni eventuale problema tecnico può essere facilmente risolto pressocchè ovunque, sono molto solide e comunque comode. La velocità sugli sterrati è abbastanza buona, si tengono medie di circa 50 km/h con alcuni tratti anche più veloci o più lenti in relazione all’irregolarità del terreno. Il percorso complessivo previsto è di circa 2200.

Fuori da Ulaanbaatar si alloggia due notti in tenda, due presso famiglie mongole, una nel monastero di Shank e sei nelle gher: le tipiche tende mongole che si trovano predisposte in campi fissi, forniti di letti con lenzuola e asciugamani. In questi campi si trovano anche servizi e docce con acqua calda, la cucina proposta è semplice ma sostanziosa e anche vegetariana. I campi mobili vengono allestiti con tende di tipo europeo a due posti e si dispone di una tenda comune dove mangiare; cucina e allestimento delle parti comuni sono curati dal nostro personale mentre le tende individuali vengono montate dai partecipanti, se necessario con l’aiuto degli assistenti. Viene fornita tutta l’attrezzatura necessaria dall’organizzazione, a eccezione del sacco a pelo e del cuscino. Le famiglie mettono a disposizione delle gher con 4/5 letti senza lenzuola e cuscino, quindi anche per questa sistemazione serve il sacco a pelo; per chi preferisce sarà comunque possibile montare le tende nei pressi. Si segnala che i servizi igienici a Shank sono rudimentali, come erano nelle vecchie campagne italiane.

 

Un viaggio in Mongolia richiede quindi un certo spirito d’avventura: per chi ama viaggiare ed è disposto ad affrontare qualche disagio, attraversare la Mongolia è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale e ospitale e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo.

 

Gher Tsagaan Suvraga
Gher
Tsagaan Suvraga

 

Clima e attrezzatura

Il clima in giugno è mediamente piuttosto secco, le temperature previste sono tra i 15 e i 30 gradi, con possibili punte minime notturne di 5 gradi. E’ necessario disporre di un sacco a pelo, che abbia un gradiente di minimo termico di -5 gradi; Alfredo Savino può procurarlo sia a noleggio (€ 25), fornendo anche un sacco lenzuolo da utilizzare all’interno dello stesso, che acquistandolo a € 50. Prevedere un abbigliamento che possa resistere ad acqua e vento, scarponcini tipo trekking leggeri possibilmente con l’interno in goretex, portare creme protettive per il sole e occhiali. Per le escursioni a piedi è utile avere un proprio zaino con cui portare l’occorrente per la giornata. Si tenga presente che lungo il percorso non ci sono lavanderie.

 

Bayanzag Shank
Bayanzag
Shank

 

Programma del viaggio

 

1°g.  Sabato 13 giugno, partenza per Ulaanbaatar  

 

2°g.  14/6 Arrivo a Ulaanbaatar   

Arrivo, trasferimento e sistemazione presso l’hotel Office (3*). Visita del monastero di Gandan, il principale monastero della Mongolia costruito circa 300 anni fa, ascesa alla collina Zaisan, da dove si gode un bellissimo panorama sulla città e delle colline circostanti e si trova una enorme statua di Buddha, e visita del Museo di Bogd Khan, il palazzo invernale dell’ultimo imperatore-lama.

 

3°g.  15/6 Ulaanbaatar – Ikh Gazryn Chuluu  

Si lascia la capitale in direzione sud verso la regione del Medio Gobi. Si assiste ad una rapida transizione dell’ambiente naturale, dalla steppa verde alle aree predesertiche ricche di distese di aglio selvatico. La tappa è di circa 300 km. Si posiziona il campo tendato all’interno del complesso di roccioso di  Ikh Gazryn Chuluu.

 

4°g.  16/6 Ikh Gazryn Chuluu   

Oggi la giornata è pensata per godersi a pieno e con calma l’ambiente naturale, con la visita del grande complesso granitico di Ikh Gazryn Chuluu, dove i monti rocciosi alti fino a circa 1700 metri formano una catena lunga una trentina di chilometri e nascondono interessanti grotte, che si potranno visitare. Nei pressi vi è un monumento dedicato alla più grande cantante di canto lungo della Mongolia, una tecnica che consiste nell’estensione massima delle note. Si pernotta presso il campo gher Tuv Borjingon.

 

5°g.  17/6 Ikh Gazryn Chuluu – Tsagaan Suvraga  

Il percorso attraversa un’area molto bella per i panorami, caratterizzata da una profonda fenditura che taglia il terreno da est a ovest con la visuale della steppa sul fondo della vallata. Questa zona un tempo era sommersa, probabilmente non dall’antico mare che occupava l’attuale area del Gobi, ma da acque fluviali. Da lontano le formazioni calcaree di Tsagaan Suvraga, alte fino a 30 metri, assomigliano ad antiche rovine di una città bianca. Pernottamento al campo gher Tsagaan Suvarga, la tappa è di circa 220 km.

 

6°g.  18/6 Tsagaan Suvraga – Yoliin Am   

Si prosegue il viaggio arrivando nel Parco Nazionale di Gurvan Saikhan, dove si visita Yoliin Am, posizionata ad un’altezza di 200 mt sul livello del mare e chiamata erroneamente dalle guide “Valle delle aquile” (…qui le aquile non si sono mai viste…). Sempre fresca, con lingue di ghiaccio al suo interno anche durante la prima parte dell’estate, in contrasto con l’arido deserto, e dove con un po’ di fortuna sarà possibile vedere gli stambecchi e gli enormi gipeti. Pernottamento in famiglia; la tappa è di circa 220 km.

 

7°g.  19/6 Yoliin Am – Parco Nazionale di Khongoryn Els  

Oggi si giunge al Parco Nazionale di Khongoryn Els, con le dune di sabbia più alte e spettacolari della Mongolia. Si farà un’escursione sulle dune, alcune delle quali arrivano fino a 800 metri di altezza. Pernottamento presso il campo gher Gobi Erdene; la tappa è di circa 160 km.

 

8°g.  20/6 Khongoryn Els – Graffiti di Khavtsagait – Bayanzag  

Proseguendo per il deserto di Gobi si ammirano i particolari graffiti rupestri di Khavtsagait, che si trovano alle pendici di un complesso montuoso. Si arriva quindi a Bayanzag – che tradotto significa “Vette infuocate” dove la spedizione americana di Chapman nel 1924 ha fatto le più grandi scoperte paleontologiche, trovando un’impressionante quantità di reperti tra cui uova e scheletri interi di dinosauri appartenenti a molte specie fino ad allora sconosciute. Si esplora la zona; pernottamento al campo gher Bayanzag. La tappa è di circa 190 km.

 

9°g.  21/6 Bayanzag – Monastero di Ongh  

Inizia il percorso verso nord, che porta dal deserto del Gobi alle immense steppe verdi e sino alle pendici dei monti Hangayyn Nuruu. La tappa di oggi (circa 160 km) conduce al monastero di Ongh, che in origine era un esteso complesso monastico posto su una importante arteria carovaniera che qui seguiva l’omonimo fiume. Pernottamento presso il campo gher Tsagaan Ovoo.

 

10°g. 22/6 Ongh – Fiume Orkhon  

In mattinata si lasciano le vestigia del monastero di Ongh per entrare nella valle del fiume Orkhon, dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco. L’Orkhon nasce dalle catene montuose dei Khangai della regione di Arkhangai e scorre verso nord per confluire con il Selenge arrivando fino al lago di Baikal; con i suoi 1.124 km è il fiume più lungo in Mongolia. Pernottamento in tenda; la tappa è di circa 240 km.

 

11°g. 23/6 Fiume Orkhon – Monastero di Tuvkhun -  Cascate di Tsutgalan  

Situato in una zona di grande rilevanza storica, creata dalla combinazione di terremoti ed eruzioni vulcaniche, il monastero di Tuvkhun, recentemente restaurato, si trova incastonato tra le montagne che chiudono a settentrione la valle dell’Orkhon. Il paesaggio che si gode dal monastero fa capire perché questo eremo fosse molto amato dalla figura mistica più importante della storia mongola, Bogd Khan Zanabazar, che qui visse e studiò per quasi trent’anni. La visita richiede una  facile salita a piedi di circa un’ora in mezzo alla foresta. Dopo la visita si prosegue per le cascate del fiume Ulaan Tsutgalan, che ebbero origine circa 20.000 anni fa in seguito ad un’eruzione vulcanica: l’acqua scende da un’altezza di 20 metri all’interno di una conca circolare formata da roccia basaltica. Pernottamento in famiglia; la tappa è di circa 70 km.

 

12°g. 24/6 Tsutgalan - Kharkhorin – Monastero di Shank   

Al mattino si parte presto proseguendo in direzione ovest per Kharkhorin, antica capitale dell’impero mongolo di Gengis Khan, dove sono rimaste 2 delle 4 tartarughe di pietra che originariamente segnavano i confini della città. Visita al monastero-museo di Erdene Zuu, costruito sui ruderi di Kharkhorin. Si prosegue quindi per il monastero di Shank dove saremo graditi ospiti della comunità monastica. Shank è un piccolo e antico monastero che un tempo custodiva la bandiera di Gengis Khan; si trascorre con i monaci parte della giornata e si pernotta nelle gher che ci mettono a disposizione all’interno del monastero. La sistemazione sarà un po' spartana, ma pulita, ed è anche l’occasione per dare un contributo concreto a questa piccola comunità monastica. La tappa è di circa 140 km.

 

13°g. 25/6 Monastero di Shank – Monastero di Manzushir   

Proseguendo verso nord est si raggiunge Zuunmod, situato circa 80 km ad est di Ulaanbaatar. Qui si trova un parco naturale dove sorge  il monastero di Manzushir, fondato nel 1773 e recentemente restaurato, che, prima della sua distruzione nel 1937, ospitava trecento monaci. Dell'arredo originale resta una grande stufa di bronzo di due tonnellate in cui si potevano cucinare dieci pecore e due mucche contemporaneamente; il museo del monastero ospita fotografie, maschere religiose e sculture sacre realizzate con tibie umane. Splendido il contesto ambientale, immerso nell'area protetta del Bogdkhan Uul: qui si possono avvistare cervi e altri animali e, dal crinale dove si trovano i resti del monastero originale, si gode di un panorama mozzafiato. Pernottamento nel campo gher Ovoon Enger; la tappa è di circa 380 km.

 

14°g. 26/6 Monastero di Manzushir – Tsetsguun – Ulaanbaatar  

Con una di circa due ore lungo un facile sentiero che attraversa boschi di larici e pini si giunge alla cima sacra di Tsetsguun, segnata dai cumuli di pietra. Sovrasta il massiccio montuoso del Bogdkhan Uul, che è la prima area naturale protetta della storia; da cui si gode di una bellissima vista verso la capitale. Proseguimento del viaggio per Ulaanbaatar, che dista circa 50 km; arrivo e sistemazione presso l’albergo Sant Asar.

 

15°g. 27/6 Ulaanbaatar 

Visita al Museo-Monastero di Choijin Lama, uno dei pochi rimasti intatti; conserva le maschere originali utilizzate nelle danze rituali e splendide sculture di Zanabazar. Si avrà del tempo a disposizione per gli acquisti; chi è interessato potrà recarsi al mercato locale di Naraan Tuul.

 

16°g. Domenica 28 giugno, volo di rientro  

 

 

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