Informazioni utili

Da: venerdì 4 agosto 2017A: domenica 20 agosto 2017Durata: 17 giorni

 

Da Ulaanbaatar si segue un ampio circuito che porta ai principali siti storici della Mongolia ed in alcuni dei Parchi Nazionali più belli. Si inizia dalle regioni settentrionali, ricche di pasture, specchi d’acqua e foreste, con l’antico monastero di Amarbayasgalant ed i laghi di Khubsugul, Zuun e Terkhin Tsagaan, arrivando vicini al confine con la Siberia. Da qui si procede gradatamente verso sud incontrando i siti storici di Kharkhorin, Erdenee Zuu e Shank e giungendo attraverso la steppa a Ongh nel deserto del Gobi. Si esplorano molte delle aree più affascinanti di quello che è il più vasto deserto dell’Asia centrale con Bayanzag, le grandi dune di Khongoryn Els e Yolin Am, ultima propaggine dei monti Altai, non lontani ormai dal confine con la Cina. Si rientra quindi verso nord godendo della magia di Tsagaan Suvraga e lasciando alle spalle il deserto oltre i monti granitici di Baga Gasrin Chuluu.

 

 

Tappe

Mappa del percorso - per l'itinerario interattivo cliccare sopra

 

È un percorso completo e vario, che dona una visione d’insieme molto bella della Mongolia godendo dei diversi ambienti naturali, e, grazie al recente sviluppo di alcune infrastrutture, è ora eseguibile senza campi mobili: fuori dalla capitale di alloggia nei campi fissi gher, che sono confortevoli e dotati di servizi, una notte in un hotel locale e una ospiti di un monastero. Per gli spostamenti vengono usati veicoli a quattro ruote motrici perché buona parte del percorso si effettua seguendo delle piste.

 

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Kharkhorin, piccolo guerriero

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Kharkhorin, giovani monaci

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Kharkhorin, statua del Buddha

 

 

Per un percorso fotografico della Mongolia, vedi Immagini. Per maggiori dettagli sul Paese: Mongolia.

 

 

Organizzazione di Amitaba in Mongolia

I viaggi di Amitaba in Mongolia dal 2010 vengono organizzati con la cooperativa Sain Sanaa (il cui nome in mongolo significa ‘buona idea’) che è stata fondata con il nostro supporto aggregando un gruppo di persone mongole guidate da Alfredo Savino, con l’obbiettivo di curare attentamente la qualità dei servizi offerti. Ogni socio mette a disposizione le proprie conoscenze ed abilità iniziando dal tracciare itinerari che consentano ai viaggiatori di entrare in contatto con la Mongolia più vera, e, ovunque opportuno, si estendono al di fuori dai circuiti turistici. Le finalità della cooperativa sono in sintesi le seguenti: ridistribuire gli utili ricavati dai viaggi ugualmente fra i soci (siano essi guide, autisti o cuochi, stranieri o mongoli); non portare fuori dal Paese i ricavati del turismo; pagare i non soci locali che collaborano alla realizzazione dei viaggi in modo equo; favorire le piccole realtà imprenditoriali locali; cogliere l’opportunità del soggiorno di ospiti stranieri in Mongolia per generare un mezzo concreto d’aiuto; favorire progetti d’aiuto, destinando alle iniziative di sostegno una parte dei ricavi della cooperativa; aiutare gli studenti mongoli meritevoli che studiano l’italiano ad avere delle esperienze formative; soggiornare nei monasteri di campagna con lo scopo di fornire un aiuto a queste piccole realtà locali dando nel contempo ai viaggiatori la possibilità di conoscere più approfonditamente un aspetto fondamentale della cultura mongola.

 

Amitaba in Mongolia è attiva in diverse attività di sostegno, come indicato nel nostro sito.

 

Modalità del viaggio

Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote motrici, solitamente Uaz, seguendo sia strade che piste tracciate dal passaggio di altri veicoli; i tratti asfaltati sono nei pressi della capitale e lungo alcune arterie stradali principali. Le Uaz russe sono i mezzi più idonei per la Mongolia: sono il tipo di veicolo più diffuso e ogni eventuale problema tecnico può essere facilmente risolto pressocchè ovunque, sono molto solide e comunque comode. La velocità sugli sterrati è abbastanza buona, si tengono medie di circa 50 km/h con alcuni tratti anche più veloci o più lenti in relazione all’irregolarità del terreno. Il percorso complessivo previsto è di circa 3600 km.
Fuori da Ulaanbaatar si alloggia una notte nel monastero di Shank (si segnala che qui i servizi igienici sono rudimentali, come lo erano nelle vecchie campagne italiane), 1 in alberghi locali e 10 nelle gher: le tipiche tende mongole che si trovano predisposte in campi fissi, forniti di letti con lenzuola e asciugamani. In questi campi si trovano anche servizi e docce con acqua calda, la cucina proposta è semplice ma sostanziosa ed anche vegetariana.

 

Clima e attrezzatura

Il clima in agosto è mediamente piuttosto secco, le temperature previste sono tra i 15 e i 30 gradi, con possibili punte minime notturne di 5 gradi; le regioni più settentrionali da Amarbayantsgalant a Khubsugul e fino al lago Terkhin Tsagaan presentano un ambiente più umido, dove sono possibili piogge. Per la notte al monastero di Shank è meglio avere a disposizione un sacco a pelo il cui gradiente termico minimo consigliato è di zero gradi; se richiesto potremo procurarlo localmente sia a noleggio (€ 25), fornendo anche un sacco lenzuolo da utilizzare all’interno dello stesso, che acquistandolo a € 50. Nelle gher vengono comunque fornite lenzuola pulite e coperte. Prevedere un abbigliamento che possa essere resistente ad acqua e vento, scarponcini tipo trekking leggeri possibilmente con l’interno in goretex, portare creme protettive per il sole e occhiali. Per le escursioni a piedi è utile avere un proprio zaino con cui portare l’occorrente per la giornata. Si tenga presente che lungo il percorso non ci sono lavanderie.

 

 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

(Si ricorda che l’itinerario previsto può subire modifiche dovute a fattori naturali e climatici)

1°g.    Venerdi 4 agosto, partenza per la Mongolia  
Per raggiungere Ulaanbaatar un volo comodo è della Aeroflot, ma vi sono anche opzioni diverse; nel programma si considera l’utilizzo di questo collegamento che fa da riferimento per i servizi del viaggio, ma Amitaba può verificare anche le possibilità offerte dalle altre compagnie (si segnala solo che se per via di un orario d’arrivo diverso fossero necessari servizi d’accoglienza e trasferimento aggiuntivi per questi verrà richiesto un piccolo extra). Con Aeroflot la partenza da Milano Malpensa per Mosca alle 12.15 con arrivo alle 16.40; da Roma Fiumicino alle 12.40 con arrivo alle 17.25; il volo transcontinentale da Mosca per Ulaanbaatar parte alle 19.00 (orari da confermare).

2°g.    5/8 Arrivo a Ulaanbaatar  
Arrivo alle ore 7.00, trasferimento e sistemazione in centro città presso l’hotel Sant Asar (3*) o simile. Incontro con la guida e presentazione del programma di viaggio. Visita del monastero di Gandan, il principale monastero della Mongolia costruito circa 300 anni fa, ascesa alla collina Zaisan alla cui base si trova una enorme statua di Buddha, da dove si gode un bellissimo panorama sulla città e delle colline circostanti, e visita del Museo di Bogd Khan, il palazzo invernale dell’ultimo imperatore-lama.

3°g.    6/8 Ulaanbaatar – Monastero di Amarbayantsgalant  
Partenza per Darkhan, situata a nord di Ulaanbaatar.  Lasciata la capitale inizia subito l’incontro con il vasto paesaggio della Mongolia, con le gher che punteggiano le ondulate praterie. Poco prima di entrare in città si devia verso ovest arrivando al monastero di Amarbayasgalant, uno dei più belli e importanti della Mongolia. Visita del monastero, unico nel suo genere; infatti è stato costruito nel 1737 seguendo tutti i canoni architettonici dell’arte mancese ed è dedicato a Zanabazar, il primo imperatore-lama della Mongolia, scienziato e grande scultore, la cui salma venne traslata qui nel 1779. La tappa è di 360 km di buona strada asfaltata. Pernottamento in gher camp, il Amarbaysgalant Urguu o simile.

4°g.    7/8 Amarbayantsgalant – Città di Murun  
Questa lunga tappa di 450 km verso ovest, divenuta fattibile in un solo giorno da poco tempo grazie alla nuova strada asfaltata, porta nel capoluogo della regione di Khubsugul. Il percorso è pittoresco, attraverso belle valli verdeggianti ricche di corsi d’acqua abitate da  pastori nomadi che vivono nelle tipiche gher bianche. Giunti a Murun si alloggia un hotel locale, il Tenkhleg o simile.

5°g.    8/8 Murun – Parco Nazionale del Lago Khubsugul  
Oggi si entra nel Parco Nazionale del lago Khubsugul, situato circa 120 km a nord. E’ uno dei più profondi specchi di acqua dolce dell'Asia Centrale (262 mt), contornato da monti ricchi di foreste che ricordano la vicinanza della Siberia, annoverato tra i luoghi più incantevoli della Mongolia; qui a volte si possono incontrare gli allevatori di renne, la popolazione degli Tsaatan. Si trascorre la giornata godendo della natura del luogo; ci si accomoda in un campo gher, il Dul o simile.

6°g.    9/8 Lago Khubsugul – Lago Zuun  
Spostamento verso sud di circa 170 km; si valicano diversi passi attraverso un territorio dove predominano le foreste boreali, solcate da diversi fiumi. La meta è lo Zuun Nuur, un bellissimo lago abitato da una ricca avifauna dove pongono il campo alcune famiglie nomadi. Si alloggia presso il campo gher Zuun Nuur o simile.

7°g.    10/8  Lago Zuun  – Lago Terkhin Tsagaan Nuur  
Si prosegue verso sud est attraverso foreste boreali, la strada si dipana tra monti e vallate; dal punto più alto del percorso si gode di un panorama d'inimmaginabile bellezza. Arrivati al lago di Terkhin Tsagaan, circondato da crateri di vulcani spenti, il più giovane dei quali è il Khorgo, si pernotta in campo gher, il Ikh Khorgo o simile, dove si sosta per due notti; la tappa è di 250 km.

8°g.    11/8 Lago Terkhin Tsagan Nuur  
Visita del vulcano Khorgo, dove in pochi minuti di cammino si raggiunge la sommità del cratere e scendendo all’interno si arriva alle grotte di Shar Nokhoi (traduzione “cane giallo”). Si prosegue l’esplorazione con una passeggiata attorno al lago e si rientra al campo gher. Per chi lo desidera è possibile fare una passeggiata a cavallo.

9°g.    12/8 Terkhiin Tsagaan Nuur – Kharkhorin – Monastero di Shank  
Al mattino si parte presto in direzione sud est percorrendo una buona strada asfaltata che costeggia per un lungo tratto il fiume Chuluut, attraverso un ambiente in gran parte di steppa con canyon formati da antiche eruzioni magmatiche, e si arriva a Kharkhorin, l’antica capitale dell’Impero Mongolo di Gengis Khan. Oggi è solo un villaggio dove sono rimaste 2 delle 4 tartarughe di pietra che originariamente segnavano i confini della città; su di un panoramico colle alle spalle delle casette è stato eretto un moderno monumento che esalta le antiche glorie dell’Impero, quando questo luogo era il centro del mondo. Si visita il monastero-museo di Erdene Zuu, meta di pellegrinaggio per i mongoli, che colpisce anche per le lunghe mura sormontate da piccoli stupa che ne delimitano lo spazio sacro dalle vaste praterie e dai colli verdi; costruito sui ruderi di Kharkhorin, contiene diversi templi molto interessanti da visitare ed un piccolo museo. Ci si sposta quindi al monastero di Shank, situato a 30 km, dove saremo graditi ospiti. Shank è un piccolo e antico monastero situato in un piccolo villaggio tra le vaste praterie che un tempo custodiva la bandiera di Gengis Khan, dove si ammirano alcune importanti tanke del tantra di Kalachakra; si trascorre con i monaci parte della giornata e si pernotta nella semplice casa per gli ospiti all’interno del monastero. La sistemazione sarà un po' spartana, ma pulita, ed è anche l’occasione per dare un contributo concreto a questa piccola comunità monastica. Si percorrono circa 340 km.

10°g.    13/8 Shank – Monastero di Ongh  
Inizia il percorso verso sud che porta nel deserto del Gobi, il più grande dell’Asia; ma mano che si procede non si vedono più alberi ed il territorio diventa progressivamente più arido con la presenza sempre più frequente dei cammelli bactriani. La tappa di oggi, circa 220 km, porta fino alle rovine del monastero di Ongh, di cui è stato recentemente ricostruito un tempio. L’ambiente naturale è di particolare interesse per il contrasto tra le montagne scure, che circondano i resti del monastero, e le rive verdi del fiume che solca la piccola vallata. Sistemazione al campo gher Ongi Energy o simile.

11°g.    14/8 Ongh – Bayanzag -  Khongoryn Els  
Si continua verso sud arrivando a Bayanzag – che tradotto significa “Vette infuocate”, dove la spedizione americana di Chapman nel 1924 ha fatto le più grandi scoperte paleontologiche trovando un’impressionante quantità di reperti tra cui uova e scheletri interi di dinosauri appartenenti a molte specie sconosciute fino ad allora, tutti resti molto importanti che sono stati portati nei musei. A Bayanzag le falesie terrose rosse che si aprono sulla vastità del Gobi sono spettacolari, ed il sentiero che ne percorre i bordi stupendo. Proseguendo si giunge al Parco Nazionale di Khongoryn Els, dove si fa un’escursione alle dune di sabbia più grandi e spettacolari della Mongolia. Salire sulle dune più alte è molto impegnativo, ma se si riesce ad arrivarci si è ripagati con uno dei panorami più incredibili della Mongolia; è sorprende vedere ai bordi delle dune zone d’acqua che rendono fertile la zona formando un ottimo pascolo per i cammelli. Pernottamento al campo gher Gobi Erdene o simile; si percorrono circa 340 km.

12°g.    15/8 Khongoryn Els – Valle di Yoliin Am  
Si seguono i bellissimi cordoni dunari verso est arrivando al Parco Nazionale di Gurvan Saikhan dove si visita Yoliin Am, chiamata a volte nelle guide “Valle delle aquile” (… anche se qui le aquile non si sono mai viste…), sempre fresca, con lingue di ghiaccio al suo interno anche durante la prima parte dell’estate, in contrasto con l’arido deserto, dove con un po’ di fortuna sarà possibile vedere gli stambecchi ed i gipeti. Questi monti sono le ultime propaggini orientali della catena degli Altai; completata l’esplorazione si attraversano i monti a nord arrivando al campo gher Goby Discovery. Si percorrono circa 180 km.

13°g.    16/8 Yoliin Am – Tsagaan Suvraga  
Raggiunta la piccola cittadina di Dalanzadgad si inizia il percorso di rientro verso nord, attraverso l’ambiente semiarido del Gobi. Giunti sul bordo delle falesie di Tsagaan Suvraga si resta colpiti dai colori intensi delle erosioni; ai propri piedi si apre una distesa di collinette policrome, una incredibile tavolozza naturale con la visuale della steppa all’orizzonte. Questa profonda fenditura che taglia il terreno da est ad ovest un tempo era sommersa, probabilmente non dall’antico mare che occupava l’attuale area del Gobi, ma da acque fluviali. Da lontano le formazioni calcaree di Tsagaan Suvraga, alte fino a 30 metri, evocano le rovine di un’antica città; è molto bello percorrere il sentiero che le contorna alla base. Pernottamento al campo gher Tsagaan Suvarga o simile, la tappa è di circa 340 km.

14°g.    17/8 Tsagaan Suvraga – Baga Gazryn Chuluu  
Partenza per Baga Gazryn Chuluu, un’area dove si trovano bellissime formazioni di roccia granitica nel mezzo delle pianure desertiche; arrivo ed escursione nei dintorni. Si alloggia presso il campo gher Erdene Ukha; la tappa è di circa 280 km.

15°g.    18/8 Baga Gazryn Chuluu – Ulaanbaatar  
Proseguimento del viaggio per Ulaanbaatar, che dista circa 360 km verso nord; dopo circa 60 km di pista di arriva sulla strada asfaltata. Ad Ulaanbaatar si assiste ad uno spettacolo folcloristico di musica, danza e canto tradizionali, ascoltando le dolci melodie del morin khuur, il leggendario strumento mongolo. Si alloggia presso l’hotel Sant Asar o simile.

16°g.    19/8 Ulaanbaatar  
Visita al Museo di Storia, dove sono illustrati lo sviluppo della storia dell’uomo nelle terre mongole e i costumi tradizionali delle varie etnie, del Museo-Monastero di Choijin Lama, uno dei pochi rimasti intatti che conserva le maschere originali utilizzate nelle danze rituali e splendide sculture di Zanabazar. Si avrà del tempo a disposizione per gli acquisti; chi è interessato potrà recarsi al mercato locale di Naraan Tuul.

17°g.    Domenica 20 agosto, volo di rientro  



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