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Da: martedì 28 giugno 2016A: giovedì 14 luglio 2016Durata: 17 giorni

MONGOLIA 2016: Festival del Naadam nel deserto del Gobi

Naadam a Dalanzadgag, lottatori

Terkhin Tsagaan

Terkhin Tsagaan nuur

Amarbayasgalant

Khongoryn Els

Le dune di Khongoryn Els

Terkhin Tsagaan

Terkhin Tsagaan nuur

 

Un viaggio per chi vuole scoprire le diverse anime della Mongolia, i luoghi più famosi ma anche quelli non toccati dal turismo. Si partecipa alla maggiore festa nazionale, una fantastica ricorrenza che consente – in particolar modo dove andremo, fuori Ulaanbataar – di assaporare il meglio del folklore. Si potrà vivere appieno una realtà che offre, oltre alle bellezze naturali, un intenso mondo spirituale che è saldamente collegato in tutte le sue forme alle forze della natura, così fortemente presenti in questo Paese. L’itinerario è molto ricco, spazia da monasteri ed eremi immersi tra monti e foreste ai luoghi storici e mitici della cultura mongola; si esplorano sia i territori settentrionali che meridionali. Il tour consente la visita di entrambe queste due parti in modo equilibrato, nasce da una profonda conoscenza di queste terre, e siamo particolarmente soddisfatti di poterlo proporre.

Per un percorso fotografico della Mongolia, vedi le Immagini. Per maggiori dettagli sul Paese: Mongolia.

 

N.B.: chi desidera partecipare al viaggio deve segnalarcelo al più presto per le difficoltà di prenotazione dei voli per Ulaanbataar.

 

 

Tappe

MONGOLIA: festival del Naadam nel deserto del Gobi - Amitaba
Mappa del percorso - per l'itinerario interattivo cliccare sopra

 

Si segue un ampio anello che inizia portando a nord ovest di Ulaanbaatar fino al lago Khubsgul; da qui si procede verso sud per Kharkhorin e il deserto del Gobi, rientrando dalle regioni centrali verso la capitale. Sono previste escursioni a piedi che seguono sentieri non impegnativi della durata massima di qualche ora.

 

Naadam di Dalanzadgad Naadam di Dalanzadgad Khuvsgul Gher con parabolica
Naadam di Dalanzadgad
Naadam di Dalanzadgad
Khuvsgul Gher con parabolica

 

Il festival del Naadam

Ogni anno a luglio si svolge il festival del Naadam , che dal 1921 ha assunto la forma di una celebrazione dell’indipendenza della Mongolia; in questa ricorrenza si possono ammirare i contesti tradizionali di lotta, corsa dei cavalli e tiro con l’arco. A Ulaanbaatar le rappresentazioni si svolgono in un grande stadio e oggi sono organizzate come un fenomeno di massa; ma vi sono dei Naadam in altre località che spesso risultano più veri e meno imbrigliati dai tempi televisivi e dalle esigenze del turismo. Questo ci ha portato a costruire un viaggio che includa la partecipazione ad un Naadam genuino, in mezzo alle steppe sconfinate, dove per avvicinare i lottatori o i cavalli non sia necessario possedere un pass e dove ci si possa sedere di fianco a un gruppo di anziani e scambiare con loro del tabacco da fiuto.

 

I nostri viaggi in Mongolia dall’inizio del 2010 vengono organizzati tramite la cooperativa Sain Sanaa (il cui nome in mongolo significa ‘buona idea’), che è stata appositamente fondata con il nostro supporto aggregando un gruppo di persone mongole guidate da Alfredo Savino, che cura attentamente la qualità dei servizi offerti. In questa cooperativa ogni socio mette a disposizione le proprie conoscenze ed abilità per tracciare itinerari poco battuti, che consentano ai viaggiatori di entrare in contatto con la Mongolia più vera, fuori dai circuiti turistici classici. Le finalità della cooperativa sono in sintesi le seguenti: ridistribuire gli utili ricavati dai viaggi ugualmente fra i soci (siano essi guide, autisti o cuochi, stranieri o mongoli); non portare fuori dal Paese i ricavati del turismo; pagare i non soci locali che collaborano alla realizzazione dei viaggi in modo equo; favorire le piccole realtà imprenditoriali locali; cogliere l’opportunità del soggiorno in Mongolia per generare un mezzo concreto d’aiuto; favorire progetti d’aiuto, destinando alle iniziative di sostegno una parte dei ricavi della cooperativa; aiutare gli studenti mongoli meritevoli che studiano l’italiano ad avere delle esperienze formative; soggiornare nei monasteri di campagna con lo scopo di fornire un aiuto a queste piccole realtà locali dando nel contempo ai viaggiatori la possibilità di conoscere più approfonditamente un aspetto fondamentale della cultura mongola.

 

Amitaba in Mongolia sostiene anche le attività di Asral ONG, come indicato nel nostro sito.

 

Modalità del viaggio

Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote motrici Uaz seguendo sia strade che piste tracciate dal passaggio di altri veicoli; gli unici tratti asfaltati sono nei pressi della capitale. Le Uaz russe sono i mezzi più idonei per la Mongolia: sono il tipo di veicolo più diffuso e ogni eventuale problema tecnico può essere facilmente risolto pressocchè ovunque, sono molto solide e comunque comode. La velocità sugli sterrati è abbastanza buona, si tengono medie di circa 50 km/h con alcuni tratti anche più veloci o più lenti in relazione all’irregolarità del terreno. Il percorso complessivo previsto è di circa 3300 km.

Fuori da Ulaanbaatar si alloggia 3 notti in tenda, una nel monastero di Shank (si segnala che qui i servizi igienici sono rudimentali, come erano nelle vecchie campagne italiane), 2 in alberghi locali e 6 nelle gher: le tipiche tende mongole che si trovano predisposte in campi fissi, forniti di letti con lenzuola e asciugamani. In questi campi si trovano anche servizi e docce con acqua calda, la cucina proposta è semplice ma sostanziosa ed anche vegetariana. I campi mobili vengono allestiti con tende di tipo europeo a due posti e si dispone di una tenda comune dove mangiare; cucina e allestimento delle parti comuni sono curati dal nostro personale mentre le tende individuali vengono montate dai partecipanti, se necessario con l’aiuto degli assistenti. Viene fornita tutta l’attrezzatura necessaria dall’organizzazione, ad eccezione del sacco a pelo.

Un viaggio in Mongolia richiede quindi un certo spirito d’avventura: per chi ama viaggiare ed è disposto ad affrontare qualche disagio, attraversare la Mongolia è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale ed ospitale e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo.

 

Shank Gobi, paesaggio Amarbayasgalant, Lama Tsongkhapa
Shank
Gobi, paesaggio
Lama Tsongkhapa

 

Clima e attrezzatura

Il clima all’inizio di luglio è secco, le temperature previste sono tra i 10 ed i 30 gradi, con possibili punte minime notturne di 5 gradi. Il nord della Mongolia è un ambiente più umido, dove in luglio sono possibili piogge.  E’ necessario disporre di un sacco a pelo che abbia un gradiente di minimo termico di zero gradi; Alfredo Savino può procurarlo sia a noleggio (€ 25), fornendo anche un sacco lenzuolo da utilizzare all’interno dello stesso, che acquistandolo a € 50. Prevedere un abbigliamento che possa resistere ad acqua e vento, scarponcini tipo trekking leggeri possibilmente con l’interno in goretex, portare creme protettive per il sole e occhiali. Per le escursioni a piedi è utile avere un proprio zaino con cui portare l’occorrente per la giornata. Si tenga presente che lungo il percorso non ci sono lavanderie.

 

Alcuni cenni generali e storici

(Per maggiori dettagli, si veda anche la sezione Mongolia)

La Mongolia è vasta quasi cinque volte l’Italia e la maggior parte del territorio è situata a quote piuttosto elevate, con un’altezza media di circa 1600 metri e poche aree coltivabili. La popolazione di circa 2,4 milioni si disperde con una densità di solo 1,3 abitanti per chilometro quadrato; la matrice culturale dei mongoli è tipicamente nomadica e nei contenuti abbina tratti di sciamanesimo alla sofisticazione del buddismo tibetano. L’ambiente naturale presenta quattro aree principali: a nord il territorio della taiga, dei grandi laghi e delle foreste di conifere, a ovest i monti dell'Altai, dal centro ad est le steppe e la regione degli altopiani, mentre il sud è il regno del deserto del Gobi.

Le origini della Mongolia secondo le fonti storiche si individuano nella presenza di tribù di stirpe unna a partire dal V secolo e di stirpe turca dal VII secolo. Nel XII secolo la figura mitica di Gengis Khan porta all’unificazione territoriale e sono di questo periodo le più antiche testimonianze documentate. La massima espansione dell’impero mongolo giunse al Mar Giallo ad est ed alla piana del Danubio ad ovest, grazie alla capacità combattiva degli indomabili guerrieri nomadi mongoli, abilissimi cavalieri che seppero adottare strategie razionali ed equipaggiamenti efficienti.

L’occupazione sovietica nel secolo scorso è stata devastante, sia per il tentativo di rendere sedentaria una popolazione storicamente nomadica, sia per la furibonda repressione culturale: al tempo dell’instaurazione del regime sovietico nel 1921 circa 100.000 monaci vivevano in 700 monasteri, ma nei decenni successivi le cerimonie furono dichiarate fuorilegge ed i luoghi di culto furono inizialmente chiusi e poi quasi tutti distrutti. Furono risparmiati solo alcuni dei monasteri principali ed oggi in tutta la Mongolia se ne contano solo una ventina. La libertà di culto è stata reintrodotta solo dal 1990 e da allora l’antico legame con il buddismo tibetano si va rinsaldando; sono attivi anche missionari cristiani appartenenti in maggioranza a chiese minori nordamericane a caccia di conversioni.

Oggi la Mongolia è indipendente ed è  ricca di risorse naturali, il cui sfruttamento rischia ora di stravolgere l’ambiente naturale e il tessuto sociale. Al di fuori della capitale si trovano pochi insediamenti urbani, fondati durante l’impero sovietico del dopoguerra per motivi industriali e produttivi, dove si trovano strutture educative e sanitarie. Il sostentamento della popolazione nomadica è costituito dall’allevamento di animali quali cammelli, yak, cavalli, pecore e capre; la maggioranza dei nomadi vive nelle gher, le tipiche tende mongole.

 

Mongolia, Ovoo Moron Il lago di Khubsgul
Mongolia, Ovoo
Moron
Il lago di Khubsgul

 

 

Programma del viaggio

Si ricorda che l’itinerario previsto può subire modifiche dovute a fattori naturali e climatici

 

1°g.  Martedi 28 giugno, partenza per la Mongolia
Per raggiungere Ulaanbaatar un volo comodo è della Aeroflot, ma vi sono anche opzioni diverse; nel programma si considera l’utilizzo di questo collegamento, ma Amitaba può verificare anche le possibilità offerte dalle altre compagnie. Con Aeroflot la partenza da Milano Malpensa per Mosca alle 12.15 con arrivo alle 16.40; il volo transcontinentale da Mosca per Ulaanbaatar parte alle 19.00 (orari da confermare).

2°g.  29/6 Arrivo a Ulaanbaatar  
Arrivo alle ore 6.10, trasferimento e sistemazione presso l’hotel Office (o equivalente 3*). Incontro con la guida e presentazione del programma di viaggio. Visita del monastero di Gandan, il principale monastero della Mongolia costruito circa 300 anni fa, ascesa alla collina Zaisan, da dove si gode un bellissimo panorama sulla città e delle colline circostanti e si trova una enorme statua di Buddha, visita del Museo di Bogd Khan, il palazzo invernale dell’ultimo imperatore-lama.

3°g.  30/6 Ulaanbaatar– Monastero di Amarbayantsgalant  
Partenza per Darkhan, situata a nord di Ulaanbaatar. Poco prima di entrare in città si devia verso ovest arrivando al monastero di Amarbayasgalant, uno dei più belli e importanti della Mongolia. Visita del monastero, unico nel suo genere, infatti è stato  costruito nel 1737, seguendo tutti i canoni architettonici dell’arte mancese e dedicato a Zanabazar, il primo imperatore-lama, scienziato e grande scultore, la cui salma venne traslata qui nel 1779. La tappa è di 360 km di buona strada asfaltata. Pernottamento in gher camp, il Amarbaysgalant Urguu o simile.

4°g.  1/7 Amarbayantsgalant ­– Città di Murun 
Fino a qualche anno fà era impossibile percorrere questa strada, che attraversa belle valli verdeggianti ricche di corsi d’acqua, in un giorno; ma ora che è asfaltata, il capolugo della regione di Khubsugul Murun, è facimente raggiungibile. Raggiunta la città si alloggia in un hotel locale, il Tenkhleg o simile. La tappa è 450 km di buona strada asfaltata.

5°g.  2/7 Murun – Parco Nazionale del Lago Khubsugul 
Oggi si entra nel Parco Nazionale del lago Khubsugul, uno dei più profondi specchi di acqua dolce dell'Asia Centrale (262 mt) ed annoverato tra i luoghi più incantevoli della Mongolia, dove si trascorre la giornata godendo della natura del luogo. Ci si accomoda in un campo gher, il Dul o simile; la tappa è di 120 km.

6°g.  3/7 Lago Khubsugul – Monti Saridag – Passo di Tsagaan Burastai
Escursione nelle vicinanze del lago Khubsugul alla catena montuosa di Saridag che raggiunge i 2500 metri di altezza e da cui si gode un bellissimo panorama delle montagne che la compongono. Le jeep portano non lontano dal punto più alto, che si raggiunge a piedi. Nel pomeriggio si lascia il lago e, superata Murun, si posiziona il campo tendato nelle vicinanze del bel passo montano di Tsagaan Burastai. Si percorrono circa 150 km.

7°g.  4/7 Passo di Tsagaan Burastai  – Lago Terkhin Tsagan Nuur   
Trasferimento attraverso foreste boreali verso il lago di Terkhiin Tsagaan, circondato da crateri di vulcani spenti, il più giovane’ dei quali è il Khorgo. La strada si dipana tra monti e vallate, e dal punto più alto del percorso si può godere un panorama d'inimmaginabile bellezza. Pernottamento in campo gher, il Ikh Khorgo o simile, per due notti.

8°g.  5/7 Lago Terkhin Tsagan Nuur
Visita del vulcano Khorgo, dove in pochi minuti di cammino si raggiunge la sommità del cratere e scendendo si arriva alle grotte di Shar Nokhoi (trad.: cane giallo) e di ghiaccio. Si prosegue l’esplorazione con una passeggiata attorno al lago e si rientra al campo gher. Per chi lo desidera è possibile fare una passeggiata a cavallo.

9°g.  6/7 Terkhiin Tsagaan Nuur – Kharkhorin – Monastero di Shank
Al mattino si parte presto arrivando a Kharkhorin, l’antica capitale dell’Impero Mongolo di Gengis Khan, dove sono rimaste 2 delle 4 tartarughe di pietra che originariamente segnavano i confini della città. Visita al monastero-museo di Erdene Zuu, costruito sui ruderi di Kharkhorin. Dopo la visita dell’antica capitale si raggiunge il monastero di Shank, situato a 30 km, dove saremo graditi ospiti. Shank è un piccolo e antico monastero che un tempo custodiva la bandiera di Gengis Khan; si trascorre con i monaci parte della giornata e si pernotta nella nuova foresteria adiacente. La sistemazione sarà un po' spartana, in camerate, ma è anche l’occasione per dare un contributo concreto a questa piccola comunità monastica. Si percorrono circa 340 km.

10°g.  7/7 Shank – Monastero di Ong   
Inizia il percorso verso sud che porta al deserto del Gobi, il più grande deserto asiatico. La tappa di oggi, circa 260 km, porta fino al monastero di Onghiin, recentemente restaurato. L’ambiente naturale è di particolare interesse per il contrasto tra le montagne nere, che circondano le vestigia del monastero, e il fiume che rende verdi le sue coste. Sistemazione al campo gher Ongi Energy o simile.

11°g.  8/7 Ong – Bayanzag -  Khongoryn Els   
Proseguendo per il deserto di Gobi si arriva a Bayanzag – che tradotto significa “Vette infuocate”, dove la spedizione americana di Chapman nel 1924 ha fatto le più grandi scoperte paleontologiche trovando un’impressionante quantità di reperti tra cui uova e scheletri interi di dinosauri appartenenti a molte specie sconosciute fino ad allora. Proseguendo, si giunge al Parco Nazionale di Khongoryn Els, dove si fa un’escursione alle dune di sabbia più alte e spettacolari della Mongolia, alcune delle quali arrivano fino a 800 metri di altezza. Pernottamento al campo gher Gobi Erdene o simile; si percorrono circa 320 km.

12°g.  9/7 Khongoryn Els – Valle di Yoliin Am   
Proseguimento del viaggio ed ingresso nel Parco Nazionale di Gurvan Saikhan dove si visita Yoliin Am, chiamata erroneamente dalle guide “Valle delle aquile” (…qui le aquile non si sono mai viste…), sempre fresca, con lingue di ghiaccio al suo interno anche durante la prima parte dell’estate, in contrasto con l’arido deserto, e dove con un po’ di fortuna sarà possibile vedere gli stambecchi ed i gipeti. All’interno delle ultime propagini meridionali della catena degli Altai, dove questa valle si trova, si posiziona il nostro secondo campo tendato.

13°g.  10/7 Yollin Am – Naadam a Dalanzadgad   
Si raggiunge Dalanzadgad, che dista circa 70 km; oggi è il giorno del Naadam, si potranno vedere da vicino le corse dei cavalli e la lotta tradizionale. È un momento unico in cui si assaggeranno i piatti tipici e le bevande tradizionali mongole. La scelta di partecipare a un Naadam di una piccola cittadina è maturata dall’esperienza di questi anni di viaggi in Mongolia, perché in queste località remote le ricorrenze sono più vivibili dal visitatore, che si può mischiare tra la folla, a differenza di quello della capitale dove si assiste alle gare in uno stadio alla stregua di uno spettacolo, senza la possibilità di interagire con la gente. Pernottamento al campo gher di Saijrakh Gobi o simile. Pernottamento in un hotel locale..

14°g.  11/7 Dalanzadgad – Baga Gasriin Chuluu   
Partenza per Baga Gazryn Chuluu, una formazione di roccia granitica, fra le più belle nel centro delle pianure desertiche; arrivo ed escursione nei dintorni, che nascondono delle piccole meraviglie. Si posiziona il campo tendato all’interno di questo luogo antico, per poterne godere appieno della sua magia. La tappa è di circa 360 km.

15°g.  12/7 Baga Gasriin Chuluu – Ulaanbaatar
Proseguimento del viaggio per Ulaanbaatar, che dista circa 240 km, dove si alloggia presso l’hotel Office o simile. Ad Ulaanbaatar si assiste ad uno spettacolo folcloristico di musica, danza e canto tradizionali, ascoltando le dolci melodie del morin khuur, il leggendario strumento mongolo.

16°g. 13/7 Ulaanbaatar  
Visita al Museo di Storia, dove sono illustrati lo sviluppo della storia dell’uomo nelle terre mongole e i costumi tradizionali delle varie etnie, del Museo-Monastero di Choijin Lama, uno dei pochi rimasti intatti che conserva le maschere originali utilizzate nelle danze rituali e splendide sculture di Zanabazar. Si avrà del tempo a disposizione per gli acquisti; chi è interessato potrà recarsi al mercato locale di Naraan Tuul.

17°g.  Giovedì 14 luglio, volo di rientro
Per chi è giunto con Aeroflot, la partenza da Ulaanbaatar è alle 8.10 con arrivo a Mosca alle 8.50; partenza per Milano Malpensa alle 11.10 con arrivo alle 13.45 (orari da confermare).

 

 

 

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