Informazioni utili

Da: sabato 20 ottobre 2012A: sabato 3 novembre 2012Durata: 15 giorni

MYANMAR 2012: Festival di Inle e siti classici

Il viaggio spazia dai luoghi famosi per qualità artistica e importanza storica ai siti più cari ai birmani, offrendo un forte contatto con la cultura del Paese; nella regione del lago di Inle si avrà l’opportunità di assistere al festival della pagoda di Phaungdaw Oo con la grandiosa processione rituale delle barche, uno dei momenti più belli del folclore birmano. E’ un percorso che porta ad avvicinare un popolo che, nonostante le difficoltà causate da lunghi anni di regime dittatoriale, è splendidamente sorridente e trasmette un grande senso di cordialità, infondendo al visitatore un sereno senso di pace.

L’itinerario inizia con la visita dell’antica città di Bago e di Kyaiktiyo, una delle mete di pellegrinaggio più care ai birmani dove un gigantesco masso ricoperto di foglie d’oro è inspiegabilmente posto in bilico sulla cima di un monte tra i templi, con la visuale che spazia su di un vasto orizzonte di natura incontaminata. Si parte quindi per l’area archeologica di Bagan, un luogo tra i più affascinanti al mondo, dove sorgono centinaia di templi e pagode immersi nella bella natura di una grande ansa del fiume Irrawaddy, edificate in gran parte tra l’XI ed il XIII secolo quando Bagan fu la capitale dell’impero birmano. Ci si sposta quindi a Mandalay per immergersi nelle visite dei siti di questa antica capitale e di Mingun, Amarapura, Sagaing e Ava, ricchissimi di storia; in queste regioni vivono la maggior parte dei monaci birmani e si trovano templi costruiti in legno di tek. Da Mandalay si prosegue per Pindaya, dove falesie che ornano un bel laghetto rivelano grotte che custodiscono migliaia di statue raccoltevi nel corso dei secoli; tra qui e Inle si avrà anche l’opportunità di visitare due interessanti monasteri che comunicano la sensazione di raccoglimento del buddismo theravada. Arrivati al lago di Inle si avrà l’opportunità di godere dei momenti più belli del grande festival annuale e si scopre un microcosmo con templi e villaggi costruiti su palafitte dove la gente coltiva gli orti galleggianti, mantenendo attive raffinate capacità artigianali: qui viene prodotto anche un raro tessuto creato con gli steli del fiore di loto. Oltre ai mercati in piroghe che scivolano sull’acqua, colpiscono in special modo i resti di Indain, dove centinaia di piccole pagode emergono dalla giungla. Il viaggio di conclude con la visita di Yangon (Rangoon), la capitale, dove si trova il sito più importante di Myanmar, la grandiosa pagoda di Shwedagon.

 

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Alcune note generali sulla Birmania, “Unione di Myanmar”

L’Unione di Myanmar (nome ufficiale della Birmania dal 1988) si estende per oltre 2.000 km dall’istmo di Kra nella penisola di Malacca sino alla regione himalaiana, dove si trova la montagna più alta del Paese, il Hkakabo Razi di c.a. 5900 mt. Il clima è principalmente monsonico con precipitazioni consistenti soprattutto nelle parti vicine alla costa; le piogge iniziano in maggio e durano fino a settembre. Il periodo premonsonico è particolarmente caldo; i mesi più indicati per una visita vanno quindi da ottobre a febbraio.
I birmani sono circa 46 milioni. La gran parte della popolazione (70%) vive nelle pianure centrali, dal golfo di Martaban sino a Mandalay; il resto del Paese è generalmente poco popolato, con densità tra i 5 e 25 abitanti per chilometro quadrato. Tre quarti della popolazione vive in aree rurali; la città principale è Yangon (il cui precedente nome era Rangoon) dove vivono circa 4 milioni di abitanti; altre città importanti sono Mandalay (circa 800.000 ab.), Pathein, Mawlamyine, Taunggyi e Sittwe, ciascuna con 2-300.000 abitanti. Nel mosaico delle oltre 40 etnie che formano la popolazione del Paese il gruppo principale è il Birmano, originario del Tibet, stabilitosi nella regione tra l’VIII e il X secolo della nostra era. Al medesimo gruppo etnico appartengono anche le popolazioni Rakhine, Chin, Kachin, Lisu, Lahu, Akha ed altre minori. Le principali popolazioni di origine non tibetana sono i Mon-Khmer (nel golfo di Martaban), i Cino-Siamesi (Shan, nel nord e nord est del Paese) e i Karenni (Karen e Khaya, di origine cinese, che abitano lungo il confine orientale tra Birmania e Thailandia).
La lingua ufficiale è il birmano, parlato dal 75% della popolazione, a cui si accompagnano una quarantina di differenti lingue e dialetti; è una lingua di origine indo-ariana che presenta forti analogie con il sanscrito. La scrittura deriva direttamente dal pali, l’antica scrittura indiana, tuttora considerata la lingua letteraria della Birmania.
Il buddismo approdò in questa regione in epoca precristiana tramite i missionari inviati dall’imperatore indiano Ashoka, e si radicò in seguito all’influsso cingalese a partire dal VI secolo. La fede buddista ha costituito il profondo elemento di coesione delle tradizioni e della cultura della gente attraverso tutti gli stravolgimenti subiti da queste terre: la storia della Birmania è costellata di intricate vicissitudini che hanno visto invasioni, insurrezioni, guerre, lotte fratricide e regicidi, sino alla dominazione inglese durata quasi un secolo e terminata con l’indipendenza ottenuta nel 1948. Il buddismo Theravada praticato in Birmania, dove si contano circa 600.000 monaci, ha accolto elementi del buddismo Mahayana, dell’induismo e dell’animismo / spiritismo autoctono, dove i nat, spiriti dei defunti e della natura, svolgono un ruolo basilare. Un famoso proverbio birmano dice: ”Adora Buddha, ma temi i nat”. L’influsso induista è forte soprattutto nell’astrologia birmana, che è fondamentale per decidere le date e l’ora di tutti gli avvenimenti importanti della vita.
La Birmania è costellata da un’infinità di pagode erette nel corso dei secoli da generazioni di fedeli, ma quel che resta maggiormente impresso a chi visita questo meraviglioso Paese è il sorriso e la cordialità della gente, che dimostra una sconcertante serenità pur conducendo una vita irta di difficoltà materiali e tutt’ora priva di diritti politici.

 

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Lago di Inle
Bagan

 

Il Festival del Lago di Inle

Il viaggio si svolge in occasione del festival del lago di Inle, o più precisamente il festival della pagoda di Phaungdaw Oo. E’ una ricorrenza eccezionale per chi è interessato a incontrare da vicino il folclore birmano in una delle sue manifestazioni più belle, nel contesto particolarmente accattivante del lago di Inle dove si trovano villaggi e templi in legno di tek su palafitte e la vita si svolge in simbiosi con l’acqua, con i mercati che si tengono sulle barche e le coltivazioni sviluppate con gli orti galleggianti. Durante il festival le immagini sacre della pagoda di Phaungdaw Oo, le più venerate della regione dello Shan di cui il lago è parte, vengono trasportate con tutti gli onori con una barca speciale (il Karaweick) in processione da villaggio a villaggio. Ma l’evento più atteso si svolge nella giornata del 30/10, quando si tiene la processione principale e tutto attorno si crea una situazione gioiosa e di festa e anche un ampio mercatino con miriadi di banchetti che propongono cibi e mercanzie, dove si vedono anche spettacolini di pupazzi e teatrali. Passeggiando si incontra un gran numero delle diverse etnie che sfoggiano i propri costumi migliori, in particolare gruppi di Danu, Inntha, Pa-O, Palaung, Kachin e Taung Yoe, oltre ovviamente agli Shan.

 

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Lago di Inle
Lago di Inle

 

 

Programma del viaggio

1°g. Sabato 20 ottobre, partenza per Myanmar
Per arrivare a Yangon, la capitale della Birmania il cui nome coloniale era Rangoon, ci sono diverse opzioni di volo e Amitaba può prenotare quella preferita dal viaggiatore.

2°g. 21/10 Arrivo a Yangon
Si viene ricevuti dalla guida che seguirà i partecipanti per l’intero viaggio fino alla partenza per l’Italia e ci si trasferisce presso l’hotel Kandawgyi Palace, un comodo 4 stelle con un bel giardino dotato di piscina.

3°g. 22/10 Yangon – Kyaiktiyo
Si parte per il villaggio di Kyaiktiyo, che dista circa 190 km, un bel viaggio attraverso campagne e piantagioni di gomma, che conduce in zone sempre più selvagge. Giunti nei pressi di Kyaiktiyo si entra in un territorio dove non transitano i veicoli privati e, lasciato il proprio mezzo, si percorre con un trasporto locale una stradina che porta tra i monti in uno dei luoghi più sacri della Birmania: un grande masso sovrastato da uno Stupa in bilico sulla cima di un monte, entrambi ricoperti di foglie d’oro. E’ un luogo di grande bellezza anche naturale, dove i pellegrini birmani salgono il sentiero che conduce allo Stupa con circa un’ora di cammino, alcuni seduti su comode portantine. Lungo il percorso e sulla cima del monte si trovano negozietti che propongono erbe medicinali, artigianato e una miriade di banchetti dove è possibile sostare per mangiare e ristorarsi. Si alloggia presso l’hotel Mountain Top o il Kyaiktiyo, entrambi 3 stelle.

4°g. 23/10 Kyaiktiyo – Bago – Yangon
Rientrando a Yangon ci si reca a visitare l’antica città di Bago, dove si trova la pagoda di Shwemawdaw, la più alta della Birmania (114 metri), che contiene delle reliquie del Buddha. A Yangon si alloggia presso l’hotel Kandawgyi Palace, il medesimo del 21/10.

5°g. 24/10 Yangon – Bagan
Il volo per Bagan parte al mattino presto (orari da confermare). Giunti a destinazione si prende alloggio presso l’hotel Amazing Bagan Resort, un comodissimo 4 stelle, e si inizia a esplorare il vasto sito, una delle archeologiche più incredibili al mondo, con migliaia di costruzioni di circa 800 anni. L’area d’interesse è molto estesa, su circa 10 chilometri quadrati, ma i templi e pagode principali sono nei pressi della grande ansa del fiume Irrawaddy. Uno dei momenti più preziosi si ha al tramonto, che si ammira da una delle antiche pagode.

6°g. 25/10 Bagan
Si prosegue con l’esplorazione di Bagan; sarà molto interessante anche recarsi al mercato locale. Per chi lo desidera, è possibile noleggiare delle biciclette e percorrere tra le pagode i sentieri più tranquilli, scoprendo luoghi preziosi e sconosciuti. Si gode il tramonto da una barca sul fiume Irrawaddy.

7°g. 26/10 Bagan – Mandalay
Il volo per Mandalay parte al mattino presto (orari da confermare); si alloggia presso il Mandalay Hill Resort (4 stelle). Questa città, il centro più importante dopo Yangon, è considerata la capitale culturale e religiosa dello stato: vi risiede oltre la metà dei monaci birmani. Già capitale del regno birmano settentrionale, il re Mingon vi eresse nel 1856 una sontuosa fortezza di cui resta l’imponente cinta muraria, lunga 8 km e alta 8 metri, circondata da un fossato pieno d’acqua di 70 metri di ampiezza. Nei dintorni della città e lungo l’Irrawaddy (il fiume degli elefanti), si trovano località e monumenti di commovente bellezza. Si iniziano le visite con l’importantissimo sito buddista di Mahamuni e con lo Shwe Nan Daw, il “monastero d’oro”, costruito in legno di tek che originariamente era posizionato nel Palazzo Reale. Nel pomeriggio con una piacevolissima gita in barca sul fiume si raggiunge in circa un’ora l’antico sito di Mingun, dominato dalla mastodontica massa di una pagoda incompiuta, dove è anche custodita un’enorme campana che si dice essere la più grande al mondo; tornando, si godrà del tramonto sul fiume Irrawaddy.

8°g. 27/10 Mandalay
Ci si reca nei pressi della città ad Amarapura dove si trova il ponte di U Bein che attraversa un tranquillo specchio d’acqua, interamente costruito in legno di tek e lungo circa 1.200 metri; nei pressi si trova il grande monastero di Mahagandayon, dove si può assistere alla processione e pranzo dei monaci e osservare lo svolgimento della loro vita quotidiana. Ci si reca quindi all’antica capitale di Sagaing che presenta una collina disseminata di templi e pagode; è considerata il centro spirituale del paese con circa 3000 monaci e un centinaio di centri di meditazione. Nel pomeriggio ci si reca ad Ava (o Inwa), che si raggiunge con un piccolo traghetto e la si percorre piacevolmente utilizzando dei calessi trainati da cavalli; Ava è stata la capitale della Birmania per circa 400 anni, e tra i molti spunti interessanti si trovano dei bellissimi monasteri, tra cui il Bagaya Kyaung, interamente costruito con il legno di tek. Tempo permettendo, si ammirerà il tramonto dalla collina di Mandalay.

9°g. 28/10 Mandalay - Heho – Pindaya
Si parte in volo per Heho al mattino (orari da confermare), nella regione centrale del Paese. Dall’aeroporto ci si reca a Pindaya dove si trovano le “grotte dei mille Buddha”, poste in una falesia nei pressi di un bel laghetto; nella grotta principale sono state collocate nel corso dei secoli oltre 8.000 statue del Buddha. In questa zona è molto interessante anche la visita al monastero di Sin Gaung Kyaung. Si alloggia presso l’hotel Conqueror (3 stelle).

10°g. 29/10 Pindaya – Lago di Inle
Si parte per Inle, fermandosi nei pressi del lago al monastero di Shweyanpay, un luogo molto speciale; dal villaggio di Nyaung Shwe, sulle rive del lago, si raggiunge in barca il Paramount Inle Resort (3 stelle). Si dedica il pomeriggio all’esplorazione con la barca del lago, lungo 22 chilometri e largo 11, una perla di bellezza naturale; vi si trovano 17 villaggi e molti templi costruiti su palafitte. L’industriosa gente che vi abita ha creato dei giardini galleggianti per poter coltivare e ha sviluppato molte interessanti forme di artigianato, compresa una filatura eseguita con i fiori di loto; la visita delle botteghe di produzione è molto interessante. Si inizia l’esplorazione recandosi al villaggio di Mine Thauk dove oggi si tiene il mercato, cercando di non giungervi troppo tardi. Tra i diversi luoghi che si visitano vi è il bel monastero di Nga Phe Kyaung, dove si trovano statue e decorazioni di ottima fattura e i monaci fanno esibire dei gatti che saltano.

11°g. 30/10 Lago di Inle: festival di Phaungdaw Oo
Oggi si svolge la grande processione, quando la barca sacra (il Karaweick) parte con le preziose statue seguita da uno stuolo di barche adornate e decorate, con tutti che indossano costumi titpici. Si segue l’evento e al termine si proseguono le esplorazioni del lago.

12°g. 31/10 Inle
Navigando lungo i canali che si dipartono dal bordo del lago ci si reca al villaggio di Indein dove oggi è il giorno del mercato locale, frequentato da un gran numero di persone di tutte le etnie locali. Alle spalle del villaggio si raggiunge uno dei siti più interessanti, una miriade di pagode che sorge dalla giungla in cima ad un colle a cui si accede risalendo un sentiero interamente coperto da una tettoia sotto cui sostano, e vendono prodotti locali molto particolari, genti appartenenti a diverse etnie.

13°g. 1/11 Inle – Heho – Yangon
Raggiunto con la barca il villaggio di Nyaung Shwe si parte in pulmino per l’aeroporto di Heho per prendere il volo per Yangon che parte verso le 9.30 (orario da confermare). Giunti nella capitale si visita la pagoda di Shwedagon, immortale centro spirituale della Birmania, con la grande pagoda centrale circondata da una profusione di templi minori costruiti con diversi stili che creano un insieme stupefacemente armonico, dove frotte di devoti eseguono le proprie devozioni. Si alloggia ancora presso l’hotel Kandawgyi Palace.

14°g. 2/11 Yangon e volo di rientro
Si dedica la giornata alla visita della città e dei suoi mercati, dove si trova una profusione di oggetti interessanti e tessuti. In serata ci si trasferisce all'aeroporto perl'imbarco sul volo di rientro.

15°g. Domenica 3 novembre, arrivo a destinazione

 

 Bagan

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