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Da: venerdì 27 dicembre 2013A: martedì 7 gennaio 2014Durata: 12 giorni

MYANMAR 2013: Conoscere la Birmania

Il viaggio porta in gran parte dei luoghi più belli e interessanti di Myanmar, la Birmania, avvicinando natura, storia e cultura di questo straordinario Paese abitato da un popolo sorridente, che trasmette un grande senso di cordialità e infonde al visitatore un sereno senso di pace. L’itinerario spazia dai luoghi giustamente famosi per qualità artistica e importanza storica ai siti più cari alla cultura della popolazione.

 

Per vedere delle immagini dei luoghi del viaggio, si veda la Galleria della Birmania

 

Bagan Grotte di Pindaya Lago di Inle
Bagan
Grotte di Pindaya
Lago di Inle

 

Il tour inizia da Yangon [Rangoon] con la visita della città e della grandiosa pagoda di Shwedagon. Si vola quindi a Heho, nella regione centrale del Paese, avvicinando lo spirito contemplativo birmano a Pindaya, dove falesie che ornano un bel laghetto rivelano grotte che custodiscono migliaia di statue raccoltevi nel corso dei secoli; si vedranno anche due interessanti monasteri che comunicano la sensazione di raccoglimento tipica del buddismo theravada. Al lago di Inle si scopre un microcosmo con templi e villaggi costruiti su palafitte dove la gente coltiva gli orti galleggianti, mantenendo attive raffinate abilità artigianali: qui viene prodotto un raro tessuto fatto con la fibra ricavata dagli steli del fiore di loto. Oltre ai templi e ai mercati sulle piroghe che scivolano sull’acqua, colpiscono in special modo i resti di Indain, dove centinaia di piccole pagode emergono dalla giungla. Completate le esplorazioni a Inle ci si sposta in volo a Mandalay per immergersi nelle visite dei siti di questa antica capitale e di Mingun, Amarapura, Sagaing e Ava, ricchissimi di storia; in queste regioni vivono la maggior parte dei monaci birmani e si trovano templi costruiti in legno di tek. Da Mandalay ci si sposta a Monywa sul fiume Chinwin, nei cui pressi si trovano le  grotte di Powintaung dove tra gli innumerevoli templi rupestri sono custodite 400.000 statue e preziosi affreschi. Si segue quindi il fiume con una comoda barca (dotata di servizi e dove si pranza a bordo) arrivando così nel modo più romantico all’immortale sito di Bagan. Qui sorgono centinaia di pagode immerse nella bella natura di una grande ansa del fiume Irrawaddy; un luogo ritenuto tra i siti archeologici più affascinanti al mondo. Si rientra da qui in volo a Yangon e quindi in Italia.

 

Mandalay, Mingun Monaca birmana Mandalay, Mahamuni
Mandalay, Mingun
Monaca birmana
Mandalay, Mahamuni

 

 

Programma del viaggio

1°g.      Venerdì 27 dicembre, partenza per Myanmar (Birmania)  
Per arrivare a Yangon, la capitale della Birmania il cui nome coloniale era Rangoon, vi è un’ampia scelta di compagnie aeree e Amitaba può prenotare quella di maggior gradimento; la maggior parte dei voli prevede di viaggiare la notte arrivando nella giornata successiva, quasi tutti via Bangkok. Il volo da noi suggerito è quello della Qatar Airways che parte da Milano Malpensa alle 11.10 con arrivo a Doha alle 18.55 (per i collegamenti da altre città italiane contattare Amitaba); si riparte alle 21.05 per Yangon.

2°g.     28/12 Arrivo a Yangon  
Arrivo a Yangon alle 6.30; si viene ricevuti dalla guida locale che parla la lingua italiana e seguirà l’intero viaggio fino alla partenza per l’Italia. Si inizia la giornata con una visita della città; dopo il pranzo ci si sistema presso l’hotel Kandawgyi Palace, un comodo 4 stelle con un bel giardino dotato di piscina. Si completano le visite della città e ci si reca alla pagoda di Shwedagon, immortale centro spirituale della Birmania, con la grande costruzione centrale circondata da una profusione di templi minori realizzati con diversi stili che creano un insieme stupefacentemente armonico, dove numerosi devoti si dedicano alle proprie preghiere.

3°g.      29/12 Yangon – Heho – Pindaya  
Si parte in volo per Heho, nella regione centrale del Paese (partenza 7.30 arrivo 8.30, orari da confermare). Dall’aeroporto ci si reca a Pindaya per visitare le “grotte dei mille Buddha”, poste in una falesia nei pressi di un bel laghetto; nella grotta principale sono state collocate nel corso dei secoli oltre 8.000 statue del Buddha. Qui è molto interessante anche la visita al monastero di Sin Gaung Kyaung. Si alloggia presso il Conqueror Hotel (3 stelle).

4°g.      30/12 Pindaya – Lago di Inle  
Si parte per Inle, fermandosi nei pressi del lago al monastero di Shweyan Pyay; dal villaggio di Nyaung Shwe si raggiunge in barca il Paramount Inle Resort (3 stelle). Si inizia l’esplorazione del lago; lungo 22 km e largo 11, è una perla di bellezza naturale. Vi si trovano 17 villaggi e molti templi costruiti su palafitte. L’industriosa gente che vi abita ha creato dei giardini galleggianti per poter coltivare e ha sviluppato molte interessanti forme di artigianato, compresa una filatura eseguita con gli steli dei fiori di loto; la visita delle botteghe di produzione è molto interessante. Ci si sposta in barca muovendosi tra orti galleggianti, siti e villaggi con i pescatori che conducono le piccole barche con maestria muovendo un remo con la gamba. Tra i diversi luoghi che si visitano tra la giornata di oggi e di domani vi sono il bel monastero di Nga Phe Kyaung, dove si trovano statue e decorazioni di ottima fattura e i monaci fanno esibire dei gatti che saltano, e la pagoda di Phaungdaw Oo, che custodisce le 5 veneratissime statue d’oro oggetto dell’annuale festival del lago.

5°g.      31/12 Lago di Inle  
Si prosegue l’esplorazione del lago e navigando lungo i canali sul bordo del lago ci si reca al villaggio di Indein per raggiungere uno dei siti più interessanti, una miriade di pagode che sorge dalla giungla in cima a un colle a cui si accede risalendo una stradina gradinata, interamente coperta da una tettoia sotto cui sostano e vendono prodotti locali d’artigianato genti appartenenti a diverse etnie. Serata di Capodanno in hotel.

6°g.      1/1/2014 Lago di Inle – Heho – Mandalay  
Raggiunto con la barca il villaggio di Nyaung Shwe si parte in pulmino per l’aeroporto di Heho; il volo per Mandalay è alle 12.25 con arrivo alle 12.55 (orari da confermare). Questa città, il centro più importante dopo Yangon, è considerata la capitale culturale e religiosa dello stato: vi risiede oltre la metà dei monaci birmani. Già capitale del regno birmano settentrionale, il re Mingon vi eresse nel 1856 una suntuosa fortezza di cui resta l’imponente cinta muraria, lunga 8 km e alta 8 metri, circondata da un fossato di 70 metri di ampiezza. Nei dintorni della città e lungo l’Irrawaddy (il fiume degli elefanti), si trovano località e monumenti di commovente bellezza. Nel pomeriggio si iniziano le visite con Shwe Nan Daw, il “monastero d’oro”, costruito in legno di tek che originariamente era una reggia. Quindi con una piacevolissima gita in barca sul fiume si raggiunge in circa un’ora l’antico sito di Mingun, dominato dalla mastodontica massa di una pagoda incompiuta, dove è anche custodita un’enorme campana che si dice essere la più grande al mondo; tornando, si godrà del tramonto sul fiume Irrawaddy. Si alloggia presso l’hotel Mandalay Hill Resort (4 stelle).

7°g.      2/1 Mandalay  
Questa ricca giornata inizia con la visita del veneratissimo tempio buddista di Mahamuni. Ci si reca quindi alla vicina Amarapura dove è situato il grande monastero di Mahagandayon, dove si può assistere alla processione e pranzo dei monaci e osservare lo svolgimento della loro vita quotidiana. Nei pressi si trova il ponte di U Bein che attraversa un tranquillo specchio d’acqua, interamente costruito in legno di tek e lungo circa 1.200 metri. Ci prosegue per l’antica capitale di Sagaing che presenta una collina disseminata di templi e pagode da cui si gode la visuale del fiume; è considerata il centro spirituale del paese: vivono qui circa 3000 monaci e si vi sono un centinaio di centri di meditazione. Ci si sposta quindi ad Ava (o Inwa), che è stata la capitale della Birmania per circa 400 anni; qui tra i molti spunti interessanti si trovano dei bellissimi monasteri, tra cui il Bagaya Kyaung, interamente costruito con il legno di tek. Rientrati in città se si dispone di tempo sufficiente si sale sulla collina di Mandalay per ammirare il tramonto.

8°g.      3/1 Mandalay – Monywa  
La cittadina di Monywa dista circa 112 km, un viaggio che richiede quasi 4 ore. Vi si trovano diverse pagode e templi, tra cui la Thanboddhay Paya è il sito più interessante da visitare; si alloggia presso il Win Unity Hotel (3 stelle). Per recarsi alle grotte di Powintaung si prende un traghetto per la sponda opposta del fiume Chinwin (circa 20 minuti) e con dei pick up locali si prosegue per circa 45 min arrivando alle grotte. Qui nelle falesie si contano 947 grotte scavate nell’arenaria che preservano circa 400.000 statue e innumerevoli affreschi, un’incredibile collezione che gli archeologi considerano la più vasta e ricca esistente al mondo. Dopo la visita si rientra a Monywa seguendo lo stesso percorso.

9°g.      4/1 Monywa – Myin Mu e crociera per Bagan  
Si raggiunge con circa un’ora di guida il porticciolo fluviale di Myin Mu, dove ci si imbarca per Bagan. La crociera inizia intorno alle 10 del mattino e l’arrivo è previsto verso le 16.30; gli orari sono indicativi, possono variare in funzione del livello dell’acqua nel fiume. Giunti a Bagan si alloggi presso l’hotel Amazing Bagan Resort, un bel 4 stelle dotato di piscina.

10°g.   5/1 Bagan  
Si dedica la giornata alla visita di Bagan, uno dei siti archeologici più incredibili al mondo, con migliaia di costruzioni di circa 800 anni. L’area è molto estesa, circa 10 chilometri quadrati, ma i templi e pagode principali sono nei pressi della grande ansa del fiume Irrawaddy; è molto interessante anche recarsi al mercato locale. Si gode il tramonto da una barca sul fiume.

11°g.   6/1 Bagan – Yangong  
Si utilizza la mattina per completare le visite a Bagan; nel pomeriggio ci si imbarca sul volo per Yangon (orari da confermare). Si alloggia presso l’hotel Kandawgyi Palace.

12°g.   Martedì 7 gennaio, rientro in Italia  
Per chi è giunto con il volo della Qatar Airways, la partenza è alle 8.00 con arrivo a Doha alle 11.45; si riparte per Milano Malpensa alle 14.15 con arrivo alle 18.55. Per gli orari di altre destinazioni italiane contattare Amitaba.

 

Bagan, un interno Mandalay,  Sagaing Pagode di Indein
Bagan, un interno
Mandalay, Sagaing
Pagode di Indein

 

Alcune note generali sulla Birmania, “Unione di Myanmar”

L’Unione di Myanmar (nome ufficiale della Birmania dal 1988) si estende per oltre 2.000 km dall’istmo di Kra nella penisola di Malacca sino alla regione himalaiana, dove si trova la montagna più alta del Paese, il Hkakabo Razi di c.a. 5900 mt. Il clima è principalmente monsonico con precipitazioni consistenti soprattutto nelle parti vicine alla costa; le piogge iniziano in maggio e durano fino a settembre. Il periodo premonsonico è particolarmente caldo; i mesi più indicati per una visita vanno quindi da ottobre a febbraio.

I birmani sono circa 46 milioni. La gran parte della popolazione (70%) vive nelle pianure centrali, dal golfo di Martaban sino a Mandalay; il resto del Paese è generalmente poco popolato, con densità tra i 5 e 25 abitanti per chilometro quadrato. Tre quarti della popolazione vive in aree rurali; la città principale è Yangon (il cui precedente nome era Rangoon) dove vivono circa 4 milioni di abitanti; altre città importanti sono Mandalay (circa 800.000 ab.), Pathein, Mawlamyine, Taunggyi e Sittwe, ciascuna con 2-300.000 abitanti. Nel mosaico delle oltre 40 etnie che formano la popolazione del Paese il gruppo principale è il Birmano, originario del Tibet, stabilitosi nella regione tra l’VIII e il X secolo della nostra era. Al medesimo gruppo etnico appartengono anche le popolazioni Rakhine, Chin, Kachin, Lisu, Lahu, Akha ed altre minori. Le principali popolazioni di origine non tibetana sono i Mon-Khmer (nel golfo di Martaban), i Cino-Siamesi (Shan, nel nord e nord est del Paese) e i Karenni (Karen e Khaya, di origine cinese, che abitano lungo il confine orientale tra Birmania e Thailandia).

La lingua ufficiale è il birmano, parlato dal 75% della popolazione, a cui si accompagnano una quarantina di differenti lingue e dialetti; è una lingua di origine indo-ariana che presenta forti analogie con il sanscrito. La scrittura deriva direttamente dal pali, l’antica scrittura indiana, tuttora considerata la lingua letteraria della Birmania.

Il buddismo approdò in questa regione in epoca precristiana tramite i missionari inviati dall’imperatore indiano Ashoka, e si radicò in seguito all’influsso cingalese a partire dal VI secolo. La fede buddista ha costituito il profondo elemento di coesione delle tradizioni e della cultura della gente attraverso tutti gli stravolgimenti subiti da queste terre: la storia della Birmania è costellata di intricate vicissitudini che hanno visto invasioni, insurrezioni, guerre, lotte fratricide e regicidi, sino alla dominazione inglese durata quasi un secolo e terminata con l’indipendenza ottenuta nel 1948. Il buddismo Theravada praticato in Birmania, dove si contano circa 600.000 monaci, ha accolto elementi del buddismo Mahayana, dell’induismo e dell’animismo / spiritismo autoctono, dove i nat, spiriti dei defunti e della natura, svolgono un ruolo basilare. Un famoso proverbio birmano dice: ”Adora Buddha, ma temi i nat”. L’influsso induista è forte soprattutto nell’astrologia birmana, che è fondamentale per decidere le date e l’ora di tutti gli avvenimenti importanti della vita.

La Birmania è costellata da un’infinità di pagode erette nel corso dei secoli da generazioni di fedeli, ma quel che resta maggiormente impresso a chi visita questo meraviglioso Paese è il sorriso e la cordialità della gente.

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