Informazioni utili

Da: domenica 6 novembre 2016A: sabato 19 novembre 2016Durata: 14 giorni + estensioni con durata aperta

 

Il viaggio propone un forte incontro con la cultura di Myanmar e porta nei luoghi storici e siti artistici principali a Mandalay,  Powintaung, Bagan, Pindaya, Inle e Yangon includendo anche interessanti siti poco conosciuti dal turismo, da Kakku a Sanghar. Si partecipa al festival di Taunggyi, conosciuto come il festival delle lanterne, ritenuta la ricorrenza più particolare del folclore birmano, e si esplora a fondo la regione del lago di Inle, dove si raggiungono aree tribali particolarmente affascinanti. E’ un percorso che avvicina un popolo splendidamente sorridente, che trasmette un grande senso di cordialità, infondendo al visitatore un sereno senso di pace.

 

MYANMAR: Il festival di Taunggyi, nel paese del sorriso - Amitaba MYANMAR: Il festival di Taunggyi, nel paese del sorriso - Amitaba MYANMAR: Il festival di Taunggyi, nel paese del sorriso - Amitaba
Taunggyi
Inle, donna giraffa
Taunggyi

 

Al termine del programma sono previste due possibili estensioni:

  • un soggiorno di relax sulla mitica spiaggia di Ngapali, ritenuta la più bella del Paese, che si raggiunge in volo da Yangon; si utilizza l’hotel Pleasant View.
  • Un’esperienza di pratica meditativa condotta da monaci birmani nel centro Chanmyay Yeiktha a Hmawbi, situato a circa 45 km da Yangon, accogliente e immerso in un ampio spazio naturale in una tranquilla zona rurale.

È anche possibile seguire entrambi i programmi, e la durata dell’estensione può essere decisa a discrezione dei partecipanti; nel programma che segue viene suggerita una durata minima.

 

 

Tappe

MYANMAR: Il festival di Taunggyi, nel paese del sorriso - Amitaba
Mappa del percorso - per l'itinerario interattivo cliccare sopra

 

L’itinerario inizia con la visita di Yangon, con i tipici palazzi in stile coloniale. Si parte quindi in volo per Mandalay dove ci si immerge nelle visite di questa antica capitale e di Mingun, ricchissimi di storia; in queste regioni risiede la maggior parte dei monaci birmani e si trovano stupendi templi costruiti in legno di tek. Da Mandalay ci si sposta a Monywa sul fiume Chinwin, nei cui pressi si trovano le  grotte di Powintaung dove tra gli innumerevoli templi rupestri sono custodite 400.000 statue e preziosi affreschi. Si prosegue sempre con un mezzo privato per Bagan, dove sorgono centinaia di pagode immerse nella bella natura di una grande ansa del fiume Irrawaddy; un luogo ritenuto tra i siti archeologici più affascinanti al mondo. Dopo un’approfondita visita, estesa anche al villaggio di Phwarsaw, si parte in volo per Heho raggiungendo le “grotte dei mille Buddha” a Pindaya. Da qui si prosegue per Taunggyi, dove si svolge il grande festival delle lanterne, una grande opportunità per incontrare il meglio del folclore birmano. Si visita Kakku, uno stupefacente sito che raccoglie innumerevoli stupa, e si continua per il lago di Inle, considerato da molti viaggiatori il gioiello di Myanmar, uno spazio fuori dal tempo con villaggi su palafitte, orti galleggianti, pagode e mercati dove si vedono anche molte lavorazioni di artigianato tradizionale e dove è anche prevista una breve introduzione ‘pratica’ alla cucina birmana. Si esplora a fondo questo splendido specchio d’acqua con un percorso che include siti di raro fascino: Indein, Taung To e il remoto villaggio di Sanghar, che si raggiunge navigando con le piroghe lungo un fiume. Si torna quindi in volo a Yangon dove si completano le visite della città e ci si reca alla grandiosa pagoda di Shwedagon, centro spirituale del Paese.

 

Quindi, chi non segue le estensioni, si imbarca sul volo di rientro.

 

Nota tecnica

Il viaggio si svolge nella stagione secca con valori stagionali che indicano temperature tra i 22 e i 32°C. Le sistemazioni sono comode e pulite, la più semplice ma adeguata sarà a Taunggyi che non è un luogo turistico; i trasporti si effettuano con mezzi privati, tranne nei pochi tratti dove è obbligatorio l’utilizzo di mezzi locali. Il cibo – incluso nel prezzo del viaggio – è molto vario; solitamente si consumano i pranzi nei pittoreschi ristorantini locali e la sera si cena o in hotel o in ristoranti tipici. Nel corso del viaggio è anche prevista una classe di cucina con uno chef birmano. In sintesi, è un viaggio molto ricco di contenuto ma che non richiede particolare spirito di adattamento.

 

 

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Shwe Yan Pyae
Bagan
Yangon, Shwedagon

 

Il festival di Taunggyi (Festival “delle lanterne”)

Il festival di Taunggyi, consciuto come il “festival delle lanterne”, è forse il più particolare di tutto il folclore birmano. L’evento dura una settimana ed il momento culminante è negli ultimi due giorni; per l’occasione confluiscono persone di un gran numero di etnie, ottimo momento per apprezzare i diversi costumi della Birmania. E’ un evento gioioso e di grande festa con anche alcune parti di ritualità religiosa, come le processioni che portano le offerte ai monasteri; ma anche queste sono eseguite con il ritmo di musiche e le offerte sono portate con colorati cortei e posizionate su alberi o effigi di animali. Ovunque vi sono vivacissimi mercati e spettacoli. I momeneti più attesi sono le gare con le lanterne, preparate nelle forme più diverse e decorate, che vengono fatte salire in cielo da diverse squadre. Di giorno è molto spettaolare, ma la sera e poi col buio esplode una incredibile follia, con le lanterne che riempiono il cielo, contengono fuochi e portano in alto anche i fuochi d’artificio. Uno spettacolo unico al mondo!

 

Meditazione in Birmania

Meditazione in Birmania - La pratica meditativa è parte integrante della cultura birmana e per molti qui è normale fare ritiri di meditazione in diversi momenti della vita; a volte nel corso di questi i partecipanti prendono anche i voti monastici, limitatamente alla durata dell’esperienza, per poi tornare alla normale vita quotidiana e di famiglia. Vi sono diversi centri dove i laici sono ammessi e le tecniche insegnate sono rigorose, sperimentate ormai da secoli. Si usufruisce di istruttori che sono monaci esperti, persone che dedicano la vita a queste pratiche, ma i contenuti non richiedono l’adesione al contesto religioso buddista e sono focalizzati sull’acquisizione di metodi che consentano la consapevolezza e il controllo dei flussi di pensiero, con lo scopo di portare le persone a familiarizzarsi con metodi che possono poi essere di aiuto nella vita.
Dove - Alcuni centri sono aperti agli stranieri; tra questi uno dei migliori, che abbiamo scelto per chi è interessato a questa esperienza, è il Chanmyay Yeiktha, che ha recentemente aperto una nuova sede a Hmawbi, a circa 45 km da Yangon. Questa nuova sede è particolarmente adatta in quanto ubicata in una zona rurale tranquilla e dispone di ampi spazi e giardini che si estendono su 10 ettari e dove vi sono alberi di alto fusto, con anche delle piattaforme coperte ubicate tra gli alberi per la pratica solitaria, immerse nella natura in un contesto molto gradevole. Può essere accolto un numero massimo di pochi stranieri, che vengono seguiti da monaci o monache che parlano la lingua inglese. Vi sono alloggi separati per uomini e donne.
La pratica - Per i principianti l’attività si basa sull’Anapanna, ovvero un approccio che porta a rafforzare la capacità concentrativa e di consapevolezza che pone grande enfasi all’attenzione sul respiro, in modo simile al Vipassana, ma senza estendersi eccessivamente agli aspetti contemplativi tipici di quest’ultimo. Non vi è una scaletta di orari prefissata perché gli insegnanti determinano cosa fare in funzione dell’esperienza della persona; ma è un impegno molto serio: viene sempre utilizzata l’intera giornata fin dalle prime ore del mattino, si parla pochissimo, ogni attività è svolta con calma e presenza mentale, si consumano solo due pasti e la sera si beve solo un succo. In sintesi, è un’esperienza molto bella, ma intensa e forte, che necessita di una corrispondente motivazione. La serietà dell’organizzazione si misura anche dal… costo: si esegue il tutto a fronte di un’offerta libera, non vi è un ‘costo’ fissato perché nella tradizione l’insegnamento della meditazione non ha prezzo, in quanto ha un valore che trascende la sfera materiale e non può, ne deve, essere venduto.

 

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Bambine birmane
Yangon, orchidea
Inle

 

 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

1°g.    Domenica 6 novembre, partenza per Yangon in Myanmar
Per raggiungere Yangon vi sono molte possibilità di scelta e Amitaba può prenotare il volo preferito dai viaggiatori; una compagnia molto utilizzata è la Ethiad che offre collegamenti in connessione da molte città d’Italia. Con Etihad la partenza da Milano Malpensa è alle 10.55 per Abu Dhabi, dove si arriva alle 19.20; si riparte da Abu Dhabi per Bangkok alle 21.30. Per gli orari degli latri collegamenti contattare Amitaba.

2°g.    7/11 Arrivo a Yangon
Arrivo a Bangkok alle 7.10; si riparte alle 8.50 con il volo in connessione (si fa un unico check in del bagaglio nell’aeroporto di origine) della Bangkok Airways con arrivo a Yangon alle 9.40, dove è in attesa dei partecipanti la guida birmana che parla la lingua italiana e che seguirà l’intero viaggio. Si alloggia presso l’hotel Central o simile. Nel pomeriggio si inizia con un giro della città di Yangon con i tanti edifici in stile coloniale della zona centrale, il tempio di  Chauk Htut Gyi con la grande statua del Buddha reclinato, la zona cinese e in serata la pagoda di Botataung.

3°g.    8/11 Yangon – Mandalay
Al mattino si parte in volo per Mandalay (partenza 8.15, arrivo 9.40; orario da confermare), situata circa 600 km più a nord. Questa città, il centro più importante dopo Yangon, è considerata la capitale culturale e religiosa dello stato: vi risiede oltre la metà dei monaci birmani. Già capitale del regno birmano settentrionale, il re Mingon vi eresse nel 1856 una suntuosa fortezza di cui resta l’imponente cinta muraria, lunga 8 km e alta 8 metri, circondata da un fossato di 70 metri di ampiezza. Con una piacevolissima gita in barca sul fiume si raggiunge in circa un’ora l’antico sito di Mingun, dominato dalla mastodontica massa della pagoda incompiuta di Pahtodawgyi, dove è anche custodita un’enorme campana (90 tonnellate!) che si dice essere la più grande al mondo. Rientrati a Mandalay nel pomeriggio si fa tappa al monastero di Shwe Kyaung, adornato di sculture lignee di raffinata esecuzione, ed alla pagoda di Kuthodaw, recentemente assurta a patrimonio dell'umanità, celebre perché vi sono incise su 729 lastre di marmo diverse scritture buddiste e motivo per cui è stata anche nominata il ‘Libro più grande del mondo’. Si procede quindi in automobile per guadagnare la sommità di Mandalay Hill, dai cui 200 metri di altitudine la vista spazia su tutta la città ed i dintorni, un punto stupendo per godersi il tramonto. Si alloggia presso l’hotel Ayarwaddy River View o simile.

4°g.    9/11 Mandalay - Monywa
La cittadina di Monywa dista 112 km verso est, un viaggio che richiede quasi 4 ore; nei pressi di Mandalay è prevista una sosta per visitare un interessante laboratorio orafo nel villaggio di Ywa Htaung, vicino a Sagaing. A Monywa si trovano diverse pagode e templi, tra cui la Thanboddhay Paya è il sito più interessante da visitare; si alloggia presso l’Hotel Chindwin o simile. Dopo pranzo ci si reca alle grotte di Powintaung, utilizzando per un tratto un mezzo locale: qui nelle falesie si contano 947 grotte scavate nell’arenaria che preservano circa 400.000 statue e innumerevoli affreschi, un’incredibile collezione che gli archeologi considerano la più vasta e ricca esistente al mondo. Dopo la visita si rientra a Monywa seguendo lo stesso percorso.

5°g.    10/11 Monywa – Pakokku - Bagan  
Si percorrono 120 km in direzione sud arrivando a Pakokku, dove si può visitare la produzione di bastoncini d'incenso e di giocattoli di carta; si effettua un giro della cittadina utilizzando i tuk tuk. Con circa un’altra ora di guida (40 km) si giunge quindi a Bagan, dove si alloggia presso l’hotel Kaday Aung o simile. Bagan è uno dei siti archeologici più incredibili al mondo, con migliaia di costruzioni di circa 800 anni. Si iniziano le visite, l’area è molto estesa, circa 10 chilometri quadrati, ma i templi e pagode principali sono nei pressi della grande ansa del fiume Irrawaddy.

6°g.    11/11 Bagan
Si visitano i siti più interessanti, tra cui la pagoda di Shwezikone, particolarmente sacra; risalente all'undicesimo secolo, presenta un antico stile architettonico in pietre e sabbia. Quindi i templi di  Kyansitthar, famoso per le pitture murali, e di Wetkyiinn Gupyaukgyi con le pareti affrescate nel XIII secolo, Htilo Minlo, egregio esempio di architettura, il celebre tempio di Ananda dai battenti mirabilmente cesellati in legno teak, ed altri. Ci si reca al villaggio di Phwarsaw e per il tramonto si raggiunge una panoramica pagoda utilizzando i calessi trainati da cavalli.

7°g.    12/11 Bagan – Heho - Pindaya – Taunggyi
Si parte in volo per Heho alle 8.35 con arrivo alle 9.15 (orario da confermare), una località situata più ad est nella regione centrale del Paese. Dall’aeroporto ci si reca a Pindaya (40 km), una graziosa cittadina dello stato di Shan con un laghetto su cui si affacciano le falesie dove si nascondono le “grotte dei mille Buddha”. Nella grotta principale nel corso dei secoli sono state poste oltre 8000 statue del Buddha. Dopo la visita si torna verso Heho e si prosegue per Taunggyi (68 km da Pindaya), dove si alloggia presso l’hotel Chindwin, tra i migliori disponibili, o simile (il luogo non è turistico e l’hotel è pulito ma senza pretese). Il festival delle lanterne stasera inizia ad entrare nel momento più vivo; le gare con le lanterne decorate e sagomate nelle forme più belle focalizzano le giornate, ma il momento più spettacolare inizia col calar della luce, quando le lanterne salgono in cielo contenendo fuochi ed anche fuochi d’artificio: si assisterà da una posizione sicura, perché nel cielo si scatena un vero putiferio e non si mai esattamente dove i fuochi possano cadere!

8°g.    13/11 Taunggyi  
Si seguono le diverse attività del festival. Tra gli eventi più importanti ci sono le processioni con miriadi di persone accompagnate da vivaci musiche portano offerte ai monasteri, utilizzando come effigi alberi o a volte animali su cui vengono posti utensili e altri oggetti che i monaci possono prendere. Taunggyi è vivissima, con mercati ovunque e persone di tutte le etnie che si riversano ovunque in un grande clima di festa. Il momento più atteso è alla sera, quando… il cielo si scatena!

9°g.    14/11 Taunggyi – Kakku – Lago di Inle
Oggi è ancora una gran giornata per il festival, ci sono diverse processioni di carattere etnico e prosegue il lancio diurno di lanterne. Verso l’ora di pranzo ci si sposta a Kakku, che dista 46 km a sud, un sito che custodisce un numero incredibile di Stupa (circa 2200!) edificati ne XVII secolo; all’intorno si vedono bei villaggi Pa O ed alcune pagode rupestri. Si rientra a Taungyyi e si prosegue per il villaggio di Nyaung Shwe (30 km), sulle rive del lago Inle; arrivando tempo permettendo (se no si visita il 17/11) si sosta per una visita del monastero di Shwe Yan Pyae, realizzato in tipico stile Shan con il legno di tek, dove studiano dei piccoli monaci. Si lascia il paese in barca navigando lungo il canale che immette sul lago di Inle, iniziando l’esplorazione di questo luogo incantato: lungo 22 chilometri e largo 11, adagiato a 800 mt di altitudine, è una perla di bellezza naturale dove i pescatori utilizzano con grande maestria le caratteristiche reti coniche di bambù in equilibrio su una sola gamba, una pesca unica che per il visitatore è un intrattenimento sorprendente. Si approda all’hotel Golden Cottage o simile.

10°g.    15/11 Lago di Inle, Indein
Inle è interessantissimo da esplorare con la barca: sul lago si trovano 17 villaggi con molti templi costruiti su palafitte. Tra i diversi siti meritevoli di particolare nota Phaungdaw Oo è il tempio più importante; molto conosciuto è anche il monastero di Nga Phe Kyaung costruito in tek con molti pilastri decorati, dove si trovano statue di ottima fattura e i monaci fanno esibire dei gatti che saltano. L’industriosa gente che popola Inle ha creato dei giardini galleggianti per poter coltivare, oltre ad aver sviluppato molte particolari forme di artigianato, compresa una filatura eseguita con i gambi dei fiori di loto; la visita delle botteghe di produzione è molto interessante e spesso si incontrano le “donne giraffa”, giunte fin qui di fatto per farsi fotografare in cambio di piccole mance, un effetto questo dell’arrivo del turismo ma che a loro sembra gradito. Per il pranzo ci si reca presso una casa locale dove è prevista una classe di cucina condotta da uno chef birmano (circa 2 ore), e si mangerà qui assaporando le delizie preparate tutti assieme (… sperando che lo siano… ma con l’aiuto dello chef ce la si dovrebbe fare!). Nel pomeriggio navigando lungo i canali che si dipartono dal bordo del lago ci si reca al villaggio di Indein per raggiungere uno dei siti più interessanti, una miriade di pagode che sorge dalla giungla in cima ad un colle. Si accede risalendo una stradina gradinata, interamente coperta da una tettoia sotto cui sostano e vendono prodotti locali d’artigianato genti appartenenti a diverse etnie.

11°g.    16/11 Lago di Inle, Sanghar
Si parte in barca attraversando il lago di Inle fino alla sponda meridionale; qui si sosta a visitare il sito di Taung To dove su di un colle si trovano centinaia di stupa costruiti nel XVII secolo, di cui solo alcuni restaurati. Si continua per il villaggio di Sanghar, un luogo che nel XVIII secolo era una delle città principali della regione di Shan, che dista circa 40 km dall’hotel; la navigazione è interessantissima e dura circa 3 ore attraverso il magnifico ambiente naturale della regione, impreziosito dalle case dei pescatori e dai monasteri costruiti su palafitte. Oltre il lago si seguono corsi d’acqua che attraversano diversi villaggi etnici arrivando al lago di Moe Byae, che fu formato in antichità con la costruzione di una diga, sulla cui sponda orientale si trova Sanghar; qui, ed anche in altri punti, si vedono diversi gruppi di stupa in stile shan. Si pranza nel villaggio di Thar Khaung, si sosta a Naung Bo, dove viene prodotto un particolare tipo di vasellame realizzato con più strati, e si vedrà anche una distilleria locale di liquore di riso. Si rientra quindi in hotel, sempre in barca.

12°g.    17/11 Lago di Inle – Heho – Yangon
Si parte con la barca arrivando sulla sponda settentrionale del lago a Nyaung Shwe e con un pulmino privato si prosegue per l’aeroporto di Heho dove ci si imbarca alle 11.05 sul volo per Yangon, dove si arriva alle 12.15 (orario da confermare). Nel pomeriggio si visitano il monastero di Kalaywa Tawya e il parco dove vi è il venerato elefante bianco. Completa la giornata la visita della pagoda di Shwedagon, immortale centro spirituale della Birmania dove numerosi devoti eseguono le proprie preghiere, con la grande costruzione centrale alta 98 metri circondata da una profusione di templi minori che, anche se realizzati in diversi stili, creano un insieme sorprendentemente armonico. Si alloggia nel medesimo hotel utilizzato all’arrivo.

 

Per chi rientra:

13°g.    18/11 Yangon e volo di rientro
Ci si reca a fare acquisti ed a visitare un mercato. Per chi è giunto con Etihad il volo per Bangkok parte alle 15.20 con arrivo alle 17.15; si parte da qui per Abu Dhabi alle 20.35 con arrivo alle 0.10.

14°g.    Sabato 19 novembre, arrivo a destinazione  
Si parte da Abu Dhabi per Milano Malpensa alle 2.45 con arrivo alle 7.40. Per gli orari di altre destinazioni contattare Amitaba.

 

Per chi prosegue, opzione relax al mare tropicale:

(NB: la durata del soggiorno può essere estesa a piacere; e si possono seguire entrambe le opzioni)

13°g.    18/11 Yangon – Ngapali  
Si parte in volo per Ngapali; all’arrivo si viene accolti all’aeroporto dal corrispondente locale per il trasferimento presso l’hotel Pleasant View.

14°g. – 16°g.   (19 – 21/11) Ngapali  
Soggiorno di relax.

17°g.    22/11 Ngapali – Yangon e volo di rientro  
Si parte in volo per Yangon in mattinata (orari da confermare). All’arrivo è in attesa il corrispondente di Amitaba per l’assistenza con il trasferimento; per chi è giunto con Etihad il volo per Bangkok parte alle 15.20 con arrivo alle 17.15; si parte da qui per Abu Dhabi alle 20.35 con arrivo alle 0.10.

18°g.    Mercoledì 23 novembre, arrivo a destinazione  
Si parte da Abu Dhabi per Milano Malpensa alle 2.45 con arrivo alle 6.55. Per gli orari di altre destinazioni contattare Amitaba.

 

Per chi prosegue, esperienza di meditazione birmana

13°g.    18/11 Yangon – Hmawbi (Centro Chanmyay Yeiktha)  
Ci si reca al centro Chanmyay Yeiktha di Yangon per effettuare la registrazione, quindi ci si trasferisce presso il centro di meditazione, a circa 45 km dalla città.

14°g. – 16°g. (19 – 21/11) Chanmyay Yeiktha  
Pratiche di meditazione.

17°g.    22/11 Hmawbi  - Yangon e volo di rientro  
Si rientra a Yangon in mattinata; si avrà del tempo per fare acquisti. Per chi è giunto con Etihad il volo per Bangkok parte alle 15.20 con arrivo alle 17.15; si parte da qui per Abu Dhabi alle 20.35 con arrivo alle 0.10.

18°g.   Mercoledì 23 novembre, arrivo a destinazione
Si parte da Abu Dhabi per Milano Malpensa alle 2.45 con arrivo alle 6.55. Per gli orari di altre destinazioni contattare Amitaba.

 

Alcune note generali sulla Birmania, “Unione di Myanmar”

L’Unione di Myanmar (nome ufficiale della Birmania dal 1988) si estende per oltre 2.000 km dall’istmo di Kra nella penisola di Malacca sino alla regione himalaiana, dove si trova la montagna più alta del Paese, il Hkakabo Razi di c.a. 5900 mt. Il clima è principalmente monsonico con precipitazioni consistenti soprattutto nelle parti vicine alla costa; le piogge iniziano in maggio e durano fino a settembre. Il periodo premonsonico è particolarmente caldo; i mesi più indicati per una visita vanno quindi da ottobre a febbraio.
I birmani sono circa 46 milioni. La gran parte della popolazione (70%) vive nelle pianure centrali, dal golfo di Martaban sino a Mandalay; il resto del Paese è generalmente poco popolato, con densità tra i 5 e 25 abitanti per chilometro quadrato. Tre quarti della popolazione vive in aree rurali; la città principale è Yangon (il cui precedente nome era Rangoon) dove vivono circa 4 milioni di abitanti; altre città importanti sono Mandalay (circa 800.000 ab.), Pathein, Mawlamyine, Taunggyi e Sittwe, ciascuna con 2-300.000 abitanti. Nel mosaico delle oltre 40 etnie che formano la popolazione del Paese il gruppo principale è il Birmano, originario del Tibet, stabilitosi nella regione tra l’VIII e il X secolo. Al medesimo gruppo etnico appartengono anche le popolazioni Rakhine, Chin, Kachin, Lisu, Lahu, Akha ed altre minori. Le principali popolazioni di origine non tibetana sono i Mon-Khmer (nel golfo di Martaban), i Cino-Siamesi (Shan, nel nord e nord est del Paese) e i Karenni (Karen e Khaya, di origine cinese, che abitano lungo il confine orientale tra Birmania e Thailandia).
La lingua ufficiale è il birmano, parlato dal 75% della popolazione, a cui si accompagnano una quarantina di differenti lingue e dialetti; è una lingua di origine indo-ariana che presenta forti analogie con il sanscrito.
La scrittura deriva direttamente dal pali, l’antica scrittura indiana, tuttora considerata la lingua letteraria della Birmania.
Il buddismo approdò in questa regione in epoca precristiana tramite i missionari inviati dall’imperatore indiano Ashoka, e si radicò in seguito all’influsso cingalese a partire dal VI secolo. La fede buddista ha costituito il profondo elemento di coesione delle tradizioni e della cultura della gente attraverso tutti gli stravolgimenti subiti da queste terre: la storia della Birmania è costellata di intricate vicissitudini che hanno visto invasioni, insurrezioni, guerre, lotte fratricide e regicidi, sino alla dominazione inglese durata quasi un secolo e terminata con l’indipendenza ottenuta nel 1948. Il buddismo Theravada praticato in Birmania, dove si contano circa 600.000 monaci, ha accolto elementi del buddismo Mahayana, dell’induismo e dell’animismo / spiritismo autoctono, dove i nat, spiriti dei defunti e della natura, svolgono un ruolo basilare. Un famoso proverbio birmano dice: ”Adora Buddha, ma temi i nat”. L’influsso induista è forte soprattutto nell’astrologia birmana, che è fondamentale per decidere le date e l’ora di tutti gli avvenimenti importanti della vita.
La Birmania è costellata da un’infinità di pagode erette nel corso dei secoli da generazioni di fedeli, ma quel che resta maggiormente impresso a chi visita questo meraviglioso Paese è il sorriso e la cordialità della gente, che dimostra una sconcertante serenità pur conducendo una vita irta di difficoltà materiali.

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