Informazioni utili

Da: domenica 15 febbraio 2015A: domenica 22 febbraio 2015Durata: da 8 a 16 giorni

Estensione finale a: lunedì 2 marzo 2015

NEPAL 2015: Celebrazioni di Shivaratri e del Losar, il capodanno tibetano

Pashupatinath, Sadhu

Patan Durbar

Losar a Sechen

Coppia reale

Bhutan

 

Il viaggio porta nella valle di Katmandu durante Shivaratri, la celebrazione delle nozze di Shiva e Parvati, che è tra le più coinvolgenti ricorrenze religiose induiste, e del Losar, il capodanno tibetano, offrendo l’opportunità di entrare in forte contatto con l’affascinante mondo culturale multireligioso e multietnico del Nepal. I devoti induisti si raccolgono lungo i ghat del fiume Bagmati dove avvengono le cremazioni, attorno al santuario di Pashupatinath, un sito di elevatissima sacralità dove per questa ricorrenza confluisce un gran numero di Sadhu. La grande comunità buddista, che include un cospicuo nucleo di rifugiati tibetani, organizza un’infinità di celebrazioni ed eventi interessanti, a cui è facile partecipare ed essere ben accetti, godendo appieno della giovialità e benevolenza delle persone.

Questo periodo è uno dei momenti più belli nella vita della valle di Katmandu; il programma, oltre a seguire i vari momenti delle celebrazioni, dà l’opportunità di visitare gran parte dei siti storici e artistici più importanti e prevede un’escursione a Nagarkot. Al termine è vi è la possibilità di un’estensione in Bhutan che porta nei luoghi più famosi e tocca il cuore della cultura del Paese, visitando siti fuori dai circuiti turistici e partecipando alle fasi salienti del grandioso festival di Punakha.

 

Estensione in Bhutan

L’estensione in Bhutan consente una bella esplorazione di Druk Yul, il Paese del Drago: si visitano gli Dzong di Paro, Trashichhoe, Punakha e Semthoka, si sale al ‘Nido della Tigre’, luogo simbolo del Paese, e sono inclusi nel tour luoghi meno conosciuti e molto caratteristici, da Chorten Nyinpo all’eremo di Drakarpo e tanti altri. Punto focale del viaggio sono le celebrazioni allo Dzong di Punakha; durante questo Cham, che viene presenziato dal Je Khempo, abate del Bhutan, le musiche rituali e danze in maschera e costume sono eseguite impeccabilmente dai monaci del suo seguito e all’alba del giorno propizio viene issato il gigantesco Thongdrol sulla torre principale

 

Nota tecnica

Sia in Nepal che in Bhutan a fine febbraio il clima è secco e le piogge sono rare. Le temperature più basse si incontrano durante l’estensione in Bhutan a Paro e Thimpu, dove la minima notturna può scendere fino a 2 - 3 gradi; la massima stagionale è a Punakha con 20. Per gli spostamenti si utilizzano dei comodi pulmini giapponesi. Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola e acqua calda. Il cibo è valido, nella valle di Katmandu si trovano anche molte pietanze europee e americane, mentre in Bhutan la scelta comprende preparazioni tra l’indiano e l’internazionale con anche cibi locali e cinesi.

 

Losar, puja Bodnath Losar, Bodnath
Losar, puja
Bodnath
Losar, Bodnath

 

 

Programma del viaggio

1°g.Domenica 15 febbraio, partenza in volo per il Nepal  

2°g. 16/2 Arrivo a Katmandu  
Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese di Amitaba e trasferimento all’Hotel Vajra, posizionato a un quarto d’ora di cammino dal centro della città e dallo Stupa di Swayambhu; è immerso in un bel giardino e costruito nello stile tradizionale newari con decorazioni in legno eseguite dall’artista Utam Raj di Patan.

3°g. 17/2 Katmandu (Cham a Bodnath e Shivaratri)
Si inizia la giornata a Bodnath, dove i monasteri più grandi organizzano manifestazioni rituali di danze eseguite con maschere e costumi; le più famose per la qualità delle esecuzioni si svolgono al “monastero rosso” di Sechen. Dopo pranzo ci si sposta a Pashupatinath, l’antichissimo santuario indù lungo le rive del fiume Bagmati, dove avvengono le cremazioni; è uno dei siti più sacri a Shiva, importantissima meta di pellegrinaggio. Per la ricorrenza di Shivaratri si concentra qui una moltitudine di devoti e vi confluisce un gran numero di Sadhu provenienti anche dall’India; si seguono le attività devozionali che si svolgono sui ghat del fiume e attorno al tempio e si esplora la collina alle spalle del Bagmati, disseminata di antichi tempietti immersi nel verde.

4°g. 18/2 Katmandu (Cham Bonpo e Ghutuk)  
Il punto focale oggi è la collina di Swayambhu, dove si erge l’antichissimo Stupa che ha un’aura di magia già nel nome, che significa ‘autogenerato’, a memoria della mistica origine a cui è riferita la genesi della stessa valle di Katmandu, formata secondo la tradizione dal Bodhisattva Manjushri che la liberò dalle acque del lago che la copriva. La collina è cinta da un sentiero sacro ornato da chorten e mulinelli di preghiera, e anche le colline adiacenti di Manjushri e Saraswati sono adorne di templi e monasteri. Il momento di maggior interesse oggi è la partecipazione alle celebrazioni di danze rituali in costume che si svolgono al Bonpo Gompa, uno dei rari centri dove viene coltivata la religione Bon, di origine sciamanica tibetana prebuddista. Rientrati in hotel, si partecipa alla festa del Ghutuk, l’equivalente tibetano del nostro Capodanno.

5°g. 19/2 Katmandu - Nagarkot  
Si consuma la colazione a Bodnath con una famiglia tibetana e ci si reca quindi con loro al monastero di Phulbari per ricevere la benedizione che il Lama offre alla famiglia, il modo tradizionale di iniziare il nuovo anno con i migliori auspici. Si lascia quindi la valle di Katmandu per Nagarkot, una piccola località sui monti ad est di Katmandu posta in posizione panoramica, luogo ottimo per godere del tramonto sulla catena himalaiana; si alloggia e cena presso la Nagarkot Farm House, che offre anche trattamenti di massaggio.

6°g. 20/2 Nagarkot – Katmandu  
Si rientra verso Katmandu; ci si reca a Bhaktapur, il cui nome significa “città dei devoti”, la meglio preservata tra le tre antiche capitali della valle di Katmandu. Qui è più facile rivivere l’atmosfera che permeava la vita della gente prima del recente avvento della ‘civiltà’ moderna. Oltre al piacere di curiosare, questa città-villaggio offre esempi stupendi di architettura newari, tra cui la Nyatapola Mandir, una pagoda a cinque livelli, e le tre piazze di Durbar, Tumadhi e Dattatraya; si potrà anche visitare un’importante scuola di pittura specializzata nella creazione di tanke. Dopo la visita ci raggiunge Changu Narayan, un villaggio tradizionale posto su un’altura che domina la valle dove è ubicato un magnifico santuario dedicato a Vishnu. Si prosegue quindi per Katmandu, dove si alloggia ancora presso l’hotel Vajra.

 

Baktapur, Dattatraya Pashupatinath, Shivalingam Baktapur
Baktapur, Dattatraya
Pashupatinath, Shivalingam
Baktapur
 

 

Per chi rientra:

7°g. 21/2 Katmandu e volo di rientro  
Ci si reca a Bodnath per seguire gli eventi che si svolgono nel corso della mattina: le cerimonie del Labsol e del Lung-tar e la processione dei monaci attorno allo Stupa. Si procede quindi per l’aeroporto per l’imbarco sul volo di rientro.

8°g. Domenica 22 febbraio, arrivo a destinazione

 

Per chi si reca in Bhutan:

7°g. 21/2 Katmandu (Labsol  e & Lung-tar)
Presso gli Stupa di Swayambhu e Bodnath già dalle prime luci dell’alba iniziano le circumambulazioni e nei molti templi e monasteri circostanti si svolgono una moltitudine di riti; ci si recherà a Bodnath, dove le celebrazioni sono più intense. E’ un momento festoso: una gran folla di persone di tutte le comunità di origine tibetana (esuli, Sherpa, Dolpo-pa, Mustangi, Gurung, ecc.) esegueno il Labsol, la cosiddetta “offerta del fumo”, bruciando rami di pino, incensi ed erbe aromatiche, e il Lung-tar, l’offerta delle bandiere di preghiera. E’ un momento molto colorito di gioia collettiva, che segna l’inizio del nuovo anno; tutti sfoggiano i costumi più belli formando un coloratissimo e interessante insieme e, nel corso della mattina, i monaci provenienti dai diversi monasteri all’intorno eseguono una grande processione attorno allo Stupa. Nel pomeriggio ci si reca a Patan, una delle tre antiche capitali della valle di Katmandu. La piazzetta centrale è un gioiello dell’architettura newari; tra i vari templi della zona circostante i più importanti sono il Tempio d’Oro e il Kumbeshwor ed è molto stimolante anche il museo di scultura, dove volendo si può pranzare in giardino. Un aspetto interessantissimo di Patan sono anche le botteghe artigiane che producono le famose immagini sacre, e potranno essere visitate.

8°g. 22/2 Katmandu – Paro  
Si utilizza la mattina per la visita del centro storico di Katmandu, Durbar Square e dintorni, con i magnifici templi, l’antico palazzo reale, la galleria nazionale d’arte e il grande mercato di Indra Chowk. Il volo per Paro parte alle 15.30 con arrivo alle 16.45 (orari da confermare); la visuale della catena himalaiana a nord è stupefacente, si vedono ben 6 ‘ottomila’, tra cui l’Everest e il Kanchendzonga, e arrivando anche il Chomolhari, montagna sacra del Bhutan. Paro, l’unico punto d’ingresso aeroportuale del Bhutan, è un bel villaggio che ha conservato le proprie caratteristiche tradizionali; prima di recarsi in hotel si visita il Dungtse Chorten, costruito dal mitico Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi

9°g. 23/2 Paro  
Si visitano lo Dzong di Paro, reso celebre anche dal film giratovi da Bertolucci, e il museo posto presso la torre di Ta Dzong, situata sull’altura alle sue spalle. Con una breve passeggiata ci si reca quindi al bucolico villaggio di Drangchok, posto appena sopra Paro, dove si trova un antico tempio. Dopo pranzo si raggiunge il bel villaggio di Dzongdraka dove si trova un piccolo tempio e, lungo una ripida falesia, un panoramico eremo che la tradizione dice essere stato utilizzato da Guru Padmasambhava. Si completa la giornata andando a Yoeto Gompa, un antico tempio con statue e affreschi molto belli dove vivono alcuni giovani monaci; da qui con una breve passeggiata (20 min) si raggiunge l’eremo di Drakarpo, un altro dei mitici siti di meditazione di Guru Padmasambhava, attorniato da una serena comunità di anziani meditatori.

10°g. 24/2 Paro (esc. a Taktshang) – Thimpu  
A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, dove solitamente si consuma il pranzo. Per questa escursione si consiglia di portare con se dei vestiti caldi, giacca antivento e scarpe adatte a camminare su sentiero. Tornati a valle ci si reca a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi ed è uno dei 108 templi geomantici del Tibet. Si parte quindi per Thimpu, la capitale, che dista circa 65 km; un percorso  che richiede quasi 2 ore: la velocità è sempre moderata per via delle curve e il limite ufficiale è comunque di 40 km/h - si ha così modo di gustare gli stupendi panorami. Ci si accomoda in un hotel del centro della cittadina, comodo anche per visitare i negozietti nei dintorni.

11°g. 25/2 Thimpu  
Thimpu è il centro amministrativo del Bhutan e sta rapidamente crescendo, mantenendo però lo stile tradizionale nelle costruzioni. Si iniziano le visite da Pangri Zampa, un monastero posto un poco più a nord della città che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo, ed è ora sede della scuola astrologica del Bhutan. Quindi Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica; il grazioso convento femminile; il parco dei takins – che è stato scelto come animale simbolo del Bhutan; il tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, un luogo prezioso dove i bhutanesi vengono a chiedere i buoni auspici per i nuovi nati e spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. Si conclude con la visita del grandioso Trashichhoe Dzong, visitabile dopo le ore 17.00, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan.

12°g. 26/2 Thimpu – Punakha  
Si sale di prima mattina al passo di Dochu, di 3166 mt, e si fa colazione al rifugio vicino al passo, dove in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano si trovano migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari); qui si trovano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta nella valle di Punakha, dove ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima a una panoramica collina, a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Drukpa Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite... pare anche gli stranieri! Dopo pranzo si effettua un’escursione col pulmino sui monti a ovest di Punakha, dove si trovano il tempio di Nabgang e le scuole monastiche di Talo e Nalanda, tra tipici e ben curati villaggi. Sistemazione in hotel.

13°g. 27/2 Punakha  
Lo Dzong di Punakha è il più bello e storicamente importante del paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede con i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito nei sei mesi più freddi dell’anno, per il clima mite di questa valle: lo Dzong è situato a 1250 mt di quota, mentre Thimpu, dove è situata la sede estiva, è a 2300 mt. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale, che era stato danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è … nel presente. Oggi nel cortile principale di fronte all’Utse (la torre) si svolgono le danze in maschera e costume; lo Dzong è affollato di persone che indossano gli abiti più belli di cui dispongono, un momento rituale ma molto festoso. Vi è forte attesa per la grande processione che si forma all’interno dello Dzong, aperta tra lo scoppio di petardi dai soldati, che sono poi seguiti con grande solennità dal corpo monastico, e arriva al fiume dove viene lanciata nelle acque una replica di un’importantissima reliquia – si evoca con questo lo stratagemma che portò alla chiusura di un conflitto coi tibetani. Al termine, si completa questa ricca giornata con la visita di Chorten Nyinpo, che dista circa 8 km dallo Dzong, un luogo bucolico posto a 1750 mt sui monti sopra la valle del Mo Chu. Il tempio fu costruito nel XIV secolo e contiene una statua di Maitreya; di fronte vi è un antico albero la cui leggendaria origine è legata a Drukpa Kunley: secondo la tradizione egli lanciò da dove meditava sui monti un ramo infuocato per scacciare i demoni, che si conficcò nel terreno e divenne questo venerato albero.

14°g. 28/2 Punakha – Thimpu  
Allo Dzong oggi si svolge la cerimonia del Thongdrol, l’esposizione prima del sorgere del sole dall’alta torre dell’Utse di un gigantesco drappo con raffigurazioni sacre; è il momento più atteso dello Tsechu, i devoti si accalcano per poterlo toccare e riceverne la benedizione. Seguono pittoresche cerimonie rituali e danze in costume e maschere. Dopo pranzo si lascia la valle di Punakha risalendo al passo di Dochu, visitando nei pressi di Thimpu lo Dzong di Semtokha, recentemente restaurato, che fu il primo ad essere edificato dallo Shabdrung nel 1631. Si alloggia nel medesimo hotel utilizzato il 25/2.

15°g. 1/3 Thimpu – Katmandu e volo di rientro  
Si raggiunge in circa un’ora e mezza l’aeroporto di Paro, dove il volo per Katmandu parte alle 11.45 con arrivo alle 12.40 (orari da confermare). A destinazione si avrà a disposizione un veicolo con autista fino al momento della partenza; in funzione del volo di rientro utilizzato Amitaba predisporrà gli eventuali servizi aggiuntivi richiesti.

16°g. Lunedì 2 marzo, arrivo a destinazione

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