Informazioni utili

Da: domenica 31 luglio 2005A: domenica 21 agosto 2005Durata: da 22 a 29 giorni

Estensione finale a: domenica 28 agosto 2005

TIBET 2005: Lhasa, Drigung, Nam Tso, Oyuk e festival di Nakchu; est. Lh. Latso e Everest

Samye, affreschi

 

Il viaggio porta oltre i circuiti solitamente frequentati, cercando un incontro con la realtà più profonda del mondo tibetano. L’invasione cinese ha portato lo sterminio e la distruzione di quasi tutti i siti storici, ma la tenacia e la fede della gente ha mantenuto vive le tradizioni e alle vaste opere di ricostruzione si unisce oggi anche il tentativo di recuperare la vocazione spirituale che per secoli ha animato il popolo tibetano. I protagonisti di questa rinascita non cercano nome o fama, vivono spesso solitari nei luoghi di maggior energia spirituale, seguendo l’esempio dei loro maestri.

Il viaggio prevede di raggiungere il Tibet in volo da Katmandu e di rientrare in Nepal in jeep; si visitano tutti i luoghi più famosi del Tibet Centrale e molti altri siti ancora sconosciuti. Dopo una attenta visita di Lhasa, dove si alloggia nella città vecchia e si uniscono alle visite classiche delle passeggiate nel circuito sacro del Barkor e nelle affascinanti stradine dei dintorni, si parte per un circuito che richiede in tutto 6 notti di campo di cui 5 consecutive: si attraversano zone dove non esiste ancora una presenza turistica. I campi sono ben organizzati, il cibo preparato è accettabile e gli assistenti curano i montaggi delle tende. Si visitano l’eremo di Drak Yerpa e i monasteri di Ganden, Drigung Til e Reting arrivando poi sul vasto altopiano del Ciang Tang allo stupendo lago di Nam Tso, dove si sosta per due notti sulla sacra penisola di Tashidor, meta di pellegrinaggi. Ci si reca poi ancora più a nord per partecipare al festival di Nakchu, la principale aggregazione annuale dei nomadi, famoso per le corse dei cavalli, sostandovi due notti in hotel. Da Nakchu verso sud ovest si scavalca il passo di Zhugu, per esplorare l’area di Oyuk, importante per l’antica tradizione Bon, dove si pone l’ultimo campo. Giunti a Shigatse, la seconda città per dimensioni del Tibet, ci si immerge nell’imponente Tashilhumpo e si visitano alcuni antichi monasteri, storicamente molto importanti: Nartang, Ngor e Shalu. A Gyantse si sosta due notti per poter gustare appieno la potente magia della cittadina meglio preservata del Tibet centrale. Spostandosi verso Samye si incontrano la magia indimenticabile del lago turchese dello Yamdrok e i monasteri di Samding e Mindroling. A Samye, il primo monastero del Tibet, e a Tsetang, dove si trova il Yumbulagang, il primo castello dei re del Tibet, si è in contatto con la genesi della storia del Paese delle Nevi. Chi completa il viaggio qui torna in volo in Nepal da Gonsar (l’aeroporto che serve sia Lhasa che Tsetang), e il 18/8 e avrà l’opportunità di eseguire delle visite a Katmandu con una guida prima del.

 

Chi segue l’estensione da Tsetang si reca al Lhamo Latso, il “lago dell’oracolo”; l’escursione richiede due campi e un tragitto a piedi. Il trono del Dalai Lama è su di un colle da cui si ha la piena visuale del “lago delle visioni”, a 5150 metri d’altezza. Si rientra quindi in Nepal  in jeep, cogliendo così l’opportunità di percorrere le aree a ridosso della catena Himalaiana, visitando l’importante monastero di Sakya e recandosi a Rongbuk e al campo base del Chomolungma (Everest). Da Rongbuk si prosegue per Tingri e si scavalca la catena himalaiana passando dal monastero di Milarepa e immergendosi nelle profonde gole che precipitano dai 5200 metri del passo fino ai circa 1000 metri del fondovalle nepalese, una gola che impressiona per le belle cascate e le foreste rigogliose. A Katmandu si avrà il tempo di eseguire delle visite guidate.

 

 

Programma del viaggio

1°g.  Domenica 31 luglio, partenza per Katmandu

2°g.  1/8 Arrivo a Katmandu
Accoglienza in aeroporto, sistemazione in un bell’hotel nei pressi di Swayambu e riposo. Nel pomeriggio passeggiata allo Stupa di Swayambu, situato su una collina colma di chorten popolata da migliaia di scimmie, posto ideale per assaporare la dimensione spirituale del Nepal godendo anche di un ottimo panorama.

3°g.  2/8 Katmandu - Gongsar (Lhasa) 
Partenza in volo per il Tibet. A Lhasa ci si sistema in un hotel nei pressi del Barkor, nel cuore della città vecchia. Si passa il pomeriggio in modo tranquillo, per favorire l’acclimatazione, passeggiando per il circuito sacro del Barkor che circonda la cattedrale di Lhasa, animato da un vivace mercato e frequentato dai pellegrini, alcuni dei quali eseguono ancora l’intera circumambulazione con le prostrazioni, e ci si immerge nelle stradine del quartiere vecchio recandosi al convento di Ani Tshamkhung, ove oggi  vivono un’ottantina di monache.

4°g.  3/8 Lhasa 
Giornata dedicata all’esplorazione di Lhasa, con le visite del Potala, del palazzo estivo, il Norbulingka, e del Jokhang, il tempio più importante del Tibet. Dal Jokhang ci si recherà poi a piedi al vicino Ramoche, che fu fondato nel medesimo periodo del Jokhang ed è la sede del collegio tantrico del Gyuto.

5°g.  4/8 Lhasa 
Si visitano le università monastiche poste negli immediati dintorni di Lhasa, iniziando da Drepung, dove ci si reca anche al tempio di Nechung, sede dell’Oracolo di stato tibetano che contiene dipinti difficilmente visibili altrove. Nel pomeriggio, dopo la visita dell’università di Sera, ci si reca al piccolo monastero di Pawangka, dove in una grotta posta ai piedi della roccia sotto le mura rotonde del gompa meditava Songtsen Gampo, il re del Tibet, nel VIII° secolo.

6°g.  5/8 Lhasa – Gaden 
Si lascia Lhasa con tutta l’attrezzatura necessaria per i campi. La prima tappa è all’eremo di Drak Yerpa che si raggiunge in jeep con un tragitto di circa 2 ore. Le grotte di meditazione sono poste in un anfiteatro di rocce chiare. Il re Songtsen Gampo e le sue due regine venivano qui per i loro ritiri spirituali. Nella grotta di Dawa Puk, la Grotta della Luna, Guru Rimpoce fece un ritiro di 7 mesi, e poco lontano nell’anno 1057 in un’altra grotta Atisha dimorò ed insegnò per tre anni. Alcuni monaci ed eremiti sono ora tornati qui: è un luogo che pulsa di storia, interessantissimo da esplorare. Ci si reca poi a Ganden Namgyeling, l’università monastica fondata da Tsongkhapa, il capostipite della scuola Ghelupa, costruita in posizione panoramica a 4500 mt su un monte che sovrasta la valle del Kychu. Lo sforzo tenace e la devozione dei tibetani ha reso possibile la ricostruzione di tutti i templi principali e il grande stupa contiene una reliquia del corpo del grande maestro che fu ritrovata passando con le mani le macerie lasciate dalla distruzione perpetrata dai cinesi, esaminando ogni pietra e rovistando anche tra i grani di terra. La breve circumambulazione del monte offre splendidi panorami. Il campo viene posto nei pressi del complesso; si potrà così godere dei siti anche il mattino successivo.

7°g. 6/8 Gaden – Drigung Til 
Si risale il corso del fiume Kychu fino alla confluenza con lo Zhorong Tsangpo e si segue questo affluente verso nord est, un percorso di circa 110 chilometri, da cui con delle brevi deviazioni si raggiungono il tempio geomantico di Uru Katsel, costruito originariamente da Songtsen Gampo nell’VIII secolo in un punto che venne considerato corrispondere alla spalla destra dell’orchessa del Tibet, per cui il tempio ha il compito di eseguire una sorta di …agopuntura mistica del terreno; e Uruzhva Lhakhang, dove si trovano degli obelischi del IX secolo. Drigung Til fu fondato nel 1179, è un monastero di scuola Kagyu costruito in posizione panoramica su un monte. E’ il cimitero celeste più sacro del Tibet, e quasi ogni giorno vengono alimentati dei grassissimi avvoltoi con i resti smembrati dei morti. Questa tradizione apparentemente cruenta e lontana dal nostro culto dei defunti ha un triplice significato: elimina l’attaccamento dello spirito del deceduto per la sua forma passata, evitando di indurlo a trattenersi nello stadio intermedio (bardo) tra le rinascite, regala del cibo agli animali e risparmia il legno, elemento prezioso in molte aree del Tibet. Si pone il campo nella piana sottostante.

8°g.  7/8 Drigung Til – Reting 
Una strada sterrata che serpeggia per valli dove passano pochissimi veicoli porta a Reting, che dista circa 145 chilometri. Questo monastero, posto a una quota di 4100 mt., fu fondato da Dromtonpa, il principale discepolo di Atisha, e divenne la sede principale della scuola Kadampa. Tsongkhapa qui ebbe la visione di Atisha e compilò il celebre Lamrim Chenmo, il testo fondamentale tutt’oggi utilizzato da chi pratica gli insegnamenti del buddismo tibetano. L’abate di Reting era importante in Tibet perché poteva essere nominato reggente quando il Dalai Lama era giovane o non ancora rinato. Il monastero è stato in parte restaurato; la posizione è molto bella, si è immersi in una foresta – rarissima in queste zone – di antichi alberi dalle forme bizzarre, dove dei sentieri portano all’eremo di Tsongkhapa e all’eremo femminile; quest’ultimo dista circa 1 ore e mezza, e merita di essere visto. Si pone il campo nei pressi del monastero.

9°g.  8/8 Reting – Nam Tso 
La strada sterrata prosegue per valli bellissime, dimenticate dal mondo, e si congiunge a nord con la strada principale che collega Lhasa a Golmund. La si segue per un tratto e a Damzung si procede per il passo di Lhachen (5150mt), che si apre sulla distesa turchese del lago salato di Nam Tso. E’ uno dei luoghi più belli del Tibet, ai bordi meridionali dell’altopiano del Ciang Tang, il mondo quasi disabitato e senza confini dei nomadi, vasto quanto un continente con un’altezza media di 4700 metri; il lago si estende per 70 chilometri, sullo sfondo a sud ovest domina l’orizzonte la massa glaciale del Nyenchen. Si pone il campo nella penisola di Tashidor.

10°g.  9/8 Nam Tso 
La penisola di Tashidor si protende nel lago turchese; la si percorre a piedi lungo un sentiero che offre panorami indimenticabili. E’ un luogo meta di pellegrinaggi, adornato con bandiere di preghiera e quantità infinite di sciarpe rituali. Nelle grotte che circondano Tashidor meditarono, oltre a Guru Rimpoce e a Yeshe Tsogyel, molti importanti maestri, tra cui il terzo Karmapa, Rangjung Dorje; vi sono anche dei tempietti e alcuni eremiti sono tornati ad abitare qui. Il tramonto dalla sommità del promontorio, che si raggiunge in breve tempo, è indimenticabile.

11°g.  10/8 Nam Tso – Nakchu 
Si riattraversa il passo di Lhachen e tornati sulla strada principale si continua in direzione nord fino a Nakchu, dove è in corso il grande festival estivo, e ci si accomoda in un hotel – di bassa qualità, ma il migliore disponibile.

12°g.  11/8 Festival di Nakchu 
Il festival di Nakchu è un’ottima occasione per incontrare i nomadi del Ciang Tang, che affluiscono qui in gran numero: si radunano qui anche più di 10.000 persone! Il festival è noto per le corse di cavalli e le gare di tiro con l’arco; è anche uno dei pochi momenti di incontro e di scambi commerciali per una popolazione nomade.

13°g.  12/8 Nakchu – Oyuk 
Una tappa lunga di circa 280 chilometri, di cui più di metà lungo la veloce strada che conduce verso Lhasa, porta, dopo il monastero di Yangpachen (del XV secolo, sede degli Zhamarpa) e attraverso il passo di Zhugu (5300 mt), nella regione di Oyuk, dove Oyuk Gongon è considerato uno dei templi geomantici di Songtsen Gampo. Qui, nei pressi di Jarasa, i devoti hanno individuato la residenza del protettore degli insegnamenti Dzochen, Dorje Lekpa; nell’eremo di Oyuk Chigong visse all’inizio del XI secolo un santo tibetano che si dice essersi smaterializzato nel corpo di luce all’età di 125 anni. Vicino al fiume Tsang Po, dove c’è il traghetto, si trova il monastero di Yungdrungling, costruito su un luogo sacro ai Bon, che è stato uno dei centri principali della religione. Sistemazione in campo.

14°g.  13/8 Oyuk – Shigatse 
Si attraversa lo Tsang Po; se per qualche motivo non fosse possibile traghettare si risale la valle di Oyuk e si devia per Dragong, dove c’è un ponte. Si risale il corso del fiume arrivando a Shigatse, la seconda città del Tibet. Visita della città vecchia e del grandioso monastero di Tashilhumpo, ricco di inestimabili tesori, che fu fondato dal primo Dalai Lama nel 1447 ed è stato la sede storica del Panchen Lama. Sistemazione in hotel.

15°g.  14/8 Shigatse – Gyantse 
Nei pressi di Shigatse si visitano i monasteri di Nartang, che risale al XII secolo e contiene una preziosa raccolta di matrici di legno del canone buddista tibetano, e di Ngor, un sito Sakya del XV secolo. Imboccata poi la strada per Gyantse (che dista circa 70 km da Shigatse) con una breve deviazione ci si porta a Zhalu, sito del tempio di Serkhang Tramo, che conserva un’antica atmosfera dove si indovinano affreschi meravigliosi nella penombra; fu qui che Buton Rimpoce nel XIII secolo editò i 227 volumi del Canone Buddista Tibetano. A Gyantse ci si sistema in hotel.

16°g. 15/8 Gyantse
E' la città del Tibet meglio preservata. L’enclave monastica prima delle distruzioni perpetrate conteneva 16 collegi monastici appartenenti a diverse scuole; fortunatamente il tempio principale, lo Tsuklakhang (XV sec.) e la costruzione più preziosa, l’inestimabile stupa di Kumbum, sono rimasti intatti. Lo “Stupa delle 100.000 divinità” è una struttura costituita da più piani progettati con una planimetria mandalica arricchita da 75 cappelle, statue ed affreschi: chi è in grado di decifrare la complessa simbologia che qui è preservata può leggervi l’intera storia iniziatica dell’essere. La visita al castello di Gyantse regala un’ottima panoramica sul complesso, sulla cittadina e le valli circostanti.

17°g. 16/8 Gyantse – Samye 
Valicato lo spettacolare passo di Khari (5045 mt), lambito dai ghiacciai, si giunge allo specchio turchese del lago Yamdrok Tso, una delle perle naturali del Tibet, incastonato tra magnifiche vette di cui alcune  superano i 7000 metri, dove con una  breve deviazione ci si reca al monastero di Samding, del XII secolo, la cui badessa è considerata una delle donne spiritualmente più elevate del Tibet. Si gode di una visuale indimenticabile anche lasciando il lago dal passo di Gampa (4794 mt), che si apre sulla valle dello Tsangpo. Oltre il passo si segue il corso del fiume fino a Tsetang, sostando per una visita a Orgyen Mindroling, il monastero di scuola Nyingmapa più importante del Tibet centrale; fondato nel 1670, più volte distrutto e ricostruito ma in buona parte restaurato, conserva interessanti opere d'arte. A Tsetang si attraversa lo Tsang Po e lo si risale fino a Samye, dove si alloggia nella guest house del monastero, posta all’interno del recinto sacro.

18°g.  17/8 Samye – Tsetang 
Samye è il più antico monastero Buddista del Tibet, fondato nell’ottavo secolo da Padmasambhava, Guru Rimpoce per i tibetani. Il complesso ha una forma mandalica al cui centro si erge il tempio principale a più piani, tutti adornati con affreschi e statue, dove ogni giorno vengono eseguite le cerimonie di preghiera. Molte delle pitture che ornano il kora all’interno del tempio sono originali, mentre i piani superiori sono stati interamente ricostruiti, ma seguendo i dettami dell’iconografia classica tibetana. Il muro di cinta circolare contiene su ogni punto cardinale un tempio, oltre a diversi stupa colorati, e ognuno di questi merita una visita. L’insieme è ben visibile dalla vicina collina del Hepori - luogo ideale per i tramonti, con un tempietto dove la sera un monaco esegue le preghiere di buon auspicio per la divinità protettrice che qui risiede, che la tradizione dice essere un potente demone soggiogato da Guru Rinpoce. Tornati a Tsetang, che fu la prima capitale del Tibet, si visita il tempio di Tradruk Gompa, originariamente costruito come tempio geomantico da Songtsen Gampo, dove sono custodite alcune importanti reliquie, e si risale la valle dello Yarlung per vedere lo Yumbu Lagang, tra i luoghi più pittoreschi, che fu il primo palazzo degli antichi re, ed è stato restaurato nel 1982. Sistemazione in hotel.

 

Per chi rientra:

19°g.  18/8 Tsetang – Katmandu 
Partenza in volo per Katmandu di prima mattina da Gonsar, l’aeroporto che serve anche Lhasa. A Katmandu si viene accolti dai collaboratori nepalesi di Amitaba; sistemazione in hotel e giornata libera.

20°g.  19/8 Katmandu 
Visita, con una guida, delle tre antiche capitali della valle: Katmandu, Baktapur e Patan.

21°g.  20/8 Katmandu e volo di rientro 
Al mattino, visita con guida di Pashupatinath e Bodnath; pomeriggio libero. In serata ci si imbarca sul volo di rientro.

22°g.  Domenica 21 agosto, arrivo a destinazione

 

Per chi prosegue:

19°g.  18/8 Tsetang – Chokhorgyel – Lhamo Latso 
Da Tsetang si valica il passo di Podrang (5030 mt) per riapparire al fiume Tsang Po, che si attraversa al ponte di Gyatsa. Si lasciano i mezzi a Chokhorgyel (circa 190 chilometri da Tsetang) e ci si incammina per raggiungere il luogo di campo, situato alla base del passo che porta al lago di Lhamo Latso. Sono circa 3 / 4 ore di cammino; il bagaglio personale viene caricato su animali da trasporto.

20°g.  19/8 Lhamo Latso 
Giornata dedicata all’esplorazione della zona; si lascia il campo fisso. Il lago si raggiunge salendo sul panoramico passo sopra il campo a circa 5150 mt di quota, dove si trova il trono del Dalai Lama, il punto in cui si posizionavano i saggi per ricevere i messaggi oracolari; fu qui  che Reting Rimpoce ebbe la visione, generatagli dall’entità di protezione Gyelmo Makzorma, del luogo e delle circostanze dell’attuale incarnazione, il XIV Dalai Lama.

21°g.  20/8 Lhamo Latso – Chokhorgyel – Tsetang 
Sulla strada verso Tsetang si visita il monastero di Dakpo Tratsang (XVI secolo) molte delle cui parti sono sopravvissute alla rivoluzione culturale. A Tsetang sistemazione in hotel.

22°g. 21/8 Tsetang – Sakya 
Lunga tappa di trasferimento di circa 450 chilometri, ma che si svolge su strade lisce e veloci lungo lo Tsang Po fino a Shigatse, da dove poi ci si avvicina al territorio himalaiano valicando il passo di Gyatso, di 5220 mt. Arrivati a Sakya si avrà il tempo per una visita del monastero, edificato tra il 1268 e il 1365, che fu anche sede del governo del Tibet ai tempi in cui l’omonima scuola ebbe il predominio temporale del paese. E’ ottimamente preservato, alcuni dicono sia il più bello del Tibet, ed anche il paese si è mantenuto quasi integro; sulla collina sopra il bel villaggio si trovano diversi templi e rovine di antiche fortificazioni. Sistemazione nella migliore guest house disponibile.

23°g.  22/8 Sakya – Rongbuk 
Il valico di Tropu (4950 mt) porta verso Shegar, dove si ammirano le imponenti rovine dello Dzong, la “Fortezza di Cristallo” – da cui si gode un incredibile panorama e, se è limpido, si vede la vetta dell’Everest. Si lascia la strada principale e attraverso un ambiente naturale mozzafiato si raggiunge il monastero di Rongbuk, alle falde del Chomolungma, posto a 4980 metri di quota. Sistemazione in guest house, spartana.

24°g.  23/8 Rongbuk 
Giornata dedicata all’esplorazione della zona; ci si reca al campo base, posto a 5200 mt di altezza, per godere appieno dell’indescrivibile bellezza del luogo.

25°g.  24/8 Rongbuk – Nyalam 
Si torna sulla strada principale; dopo Tingri, da dove si staglia ancora la vetta dell’Everest, si toccano i punti più alti ai passi di Lalung, 5200 mt, e di Tong, 5120 mt. Le vaste pendici dello Shisha Pangma dominano la vista a sud ovest; a est un mare di monti glaciali culmina nella vetta del Cho Oyu. Si scende rapidissimi, facendo visita al monastero di Pengyeling, eretto di fronte ad una grotta dove Milarepa, il più famoso Santo del Tibet, ha lasciato l’impronta delle mani nella roccia, e si sosta per la notte in un semplice hotel a Nyalam.

26°g. 25/8 Nyalam - Katmandu 
Da Nyalam ci si immerge in gole ripidissime e umide, ricche di cascate che si fan largo nella foresta; un totale cambiamento ambientale. Il “ponte dell’amicizia” segna il confine con il Nepal. Si salutano qui gli autisti e la guida tibetana e si viene ricevuti dagli assistenti nepalesi di Amitaba che ci accompagnano fino a Katmandu utilizzando veicoli nepalesi. Sistemazione in hotel.

27°g.  26/8 Katmandu 
Visita, con una guida nepalese, delle tre antiche capitali della valle: Katmandu, Baktapur e Patan.

28°g.  27/8 Katmandu e volo di rientro 
Al mattino, visita con guida di Pashupatinath e Bodnath; pomeriggio libero. In serata ci si imbarca sul volo di rientro.

29°g.  Domenica 28 agosto, arrivo a destinazione

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