Informazioni utili

Da: domenica 1 agosto 2010A: lunedì 16 agosto 2010Durata:

TIBET 2010: Conoscere il Tibet, le regioni classiche di U, Yarlung e Tsang

Gyantse

Il viaggio porta nei luoghi più affascinanti e storicamente importanti del Tibet Classico. Dall’Italia ci si reca in Cina con KLM fino a Chengdu, capitale dello stato del Sichuan, e da qui si vola in Tibet. Il viaggio prevede la visita dei luoghi più importanti della valle di Lhasa e dei grandi monasteri della regione; si toccano le altre tre principali città del Tibet Classico, molti dei siti storici delle antiche province di U e Tsang e si raggiungono luoghi importanti nella tradizione tibetana che sono raramente visitati ed eremi in cui risedettero i grandi mistici e ora sono nuovamente utilizzati.

L’itinerario fornisce così una visione d’insieme completa del Tibet Classico. Si alloggia in hotel di buona qualità nei centri principali; solo a Samye ed a Sakya i semplici alberghi locali sono piuttosto modesti e spartani, ma situati in un luogo dall’atmosfera incomparabile. Tutti i trasporti vengono effettuati con veicoli privati.

 

 

Questo affascinante percorso comincia da Tsetang, lungo la valle dello Tsangpo, che è anche il luogo da cui ebbe inizio la civiltà tibetana; vi si trovano il tempio di Tradruk ed il celebre castello di Yumbulagang, simbolo dell’antico regno di Yarlung. Si esplorerà l’omonima valle, dove sono situate le tombe dei primi re ed il monastero di Rechungphuk, che sorge nel luogo dove questo celebre discepolo di Milarepa pose il suo eremo. Ci si sposta quindi alla vicina Samye, dove è ubicato il monastero più antico del Tibet, famoso per la sua forma mandalica che si ammira al tramonto dalla collina di Hepori; sui monti vicini, oltre delle sorprendenti dune di sabbia, si visita l’eremo di Chimpu.

 

Rientrati a Tsetang si prosegue per l’importante monastero Nyingmapa di Mindroling e si lascia la valle dello Tsangpo (Bramaputra) attraverso il passo di Gampa (4794 mt) che porta al lago turchese di Yamdrok Tso, dove si visita lo spettacolare Gompa di Samding che appartiene all’esoterica scuola dei Bodonpa: presenta affreschi molto belli e soprattutto è posto in una posizione panoramica mozzafiato. Lasciato il lago e valicato un altro passo, su cui calano poderosi ghiacciai tra i pascoli popolati dagli yak, si arriva a Gyantse, la più preservata delle principali città del Tibet Classico dove si trova l’inestimabile Kumbum, lo stupa delle 100.000 divinità, oltre ad altri importanti siti. Continuando verso ovest si visita Shalu, lo storico monastero dove il celebre maestro Buton completò la stesura del Canone Buddista Tibetano, e si arriva a Shigatse, seconda città del Tibet, dove si trova lo splendido Tashilhumpo, il grandioso complesso monastico fondato dal primo discepolo di Tsong Khapa, retrospettivamente riconosciuto come la prima incarnazione del Dalai Lama, e sede storica del Panchen Lama del Tibet.

 

Si prosegue lungo la nuova strada che porta verso il Nepal lasciandola in prossimità del passo per Lhartse per dirigersi verso le anse del fiume Tsangpo, attraverso una regione di splendidi villaggi rurali che fanno quasi dimenticare la presenza degli invasori cinesi; il fiume qui è particolarmente bello, con sinuose anse tra monti desertici dalle mille sfumature di colore. Si arriva così al monastero di Puntshok Ling, che sorge vicino al fiume all’imbocco di una valle, incorniciato da incredibili dune di sabbia. Questo sito immerso in una natura splendida fu la sede principale della scuola Jonang fino ai tempi del maestro Taranatha (XVII secolo); sorprende per la bellezza architettonica dell’insieme e la qualità degli affreschi. Il viaggio continua lungo lo Tsangpo fino al vecchio paese di Lhartse, dove l’antico monastero sorge su di un colle ai bordi del tradizionale villaggio, e prosegue per Sakya, sede storica di questa scuola. Questo monastero fortezza posto alle propaggini della grande catena himalaiana tra il 1268 e il 1365 fu anche sede del governo del Tibet; è un sito ottimamente conservato di dimensioni impressionanti, con molti monaci che sono da tempo tornati a viverci. Sul monte oltre il precipitoso torrente vi sono i resti di vecchi templi, con un certo numero di chorten, alcuni templi ed il convento femminile ricostruiti, mentre dello Dzong più antico restano solo le rovine. Da Sakya si torna sulla strada principale rientrando a Shigatse, visitando i siti di Nartang, dove sono conservate le matrici di legno del Kanyur, e Ngor, un piccolo Gompa della scuola Sakya.

 

Continunado ora sempre verso est si segue il corso dello Tsangpo fino alla confluenza con il Kyuchu, il fiume che fluisce da Lhasa; lungo il percorso una breve deviazione verso nord porta al monastero bön di Yungdrungling, il centro maggiore di questa tradizione nella provincia tibetana di Tsang, e, prima di arrivare a Lhasa, si sosta al Nyetang Dolma Lhakhang, un piccolo ma antichissimo Gompa dove stette Atisha, che conserva ancora alcuni preziosi oggetti portati in Tibet da questo veneratissimo Maestro indiano dell’XI secolo; nei pressi un tempio ne custodisce lo Stupa. Giunti a Lhasa si alloggia nella città vecchia e ci si tuffa nelle visite classiche: l’incredibile palazzo del Potala, il Norbulingka, il tempio del Jokhang, che custodisce la statua di Jowo Sakyamuni, una reliquia circondata di mito e leggende che è sicuramente l’oggetto più prezioso del Tibet, le università monastiche di Sera, di Drepung ed i siti adiacenti e si dedica una giornata per un’escursione a Drak Yerpa ed a Gaden, l’università fondata da Lama Tsongkhapa. Si faranno anche delle piacevoli passeggiate nel circuito sacro del Barkor e tra le affascinanti stradine dei dintorni, dove si scoprono luoghi di estremo interesse, dal convento femminile di Ani Tshamkhung al tempio di Ramoche, per non parlare del vastissimo mercato di artigianato tibetano che anima la città vecchia.

 

Programma del viaggio

 

1°g.  Domenica 1 agosto, partenza per Chengdu

 

2°g.  2/8 Chengdu – Gongsar - Tsetang 

A Chengdu è in attesa dei partecipanti il corrispondente locale di Amitaba; alle 12.50 (orario da confermare) parte il volo per Gongsar, l’aeroporto posto sulle rive dello Tsangpo che serve sia Lhasa che Tsetang, con arrivo alle 15.00. E’ in attesa dei partecipanti la guida tibetana; trasferimento in pulmino privato a Tsetang, situata ad est a circa due ore di viaggio; sistemazione presso l’hotel Yunlung e riposo.

 

3°g.  3/8 Tsetang 

Si dedica la giornata alle visite di Tsetang e della valle dello Yarlung, iniziando dal tempio di Tradruk, la cui fondazione è attribuita a Songtsen Gampo nell’VIII secolo, dove sono custodite alcune importanti reliquie, la cui struttura architettonica è simile al Jokhang di Lhasa. Si prosegue lungo la valle dello Yarlung, ricchissima di testimonianze che risalgono all’origine della storia del Tibet, con la visita del Yumbulagang, tra i luoghi più pittoreschi, che fu il primo palazzo degli antichi re ed è stato restaurato nel 1982. Ci si reca quindi a visitare due delle grotte di meditazione più venerate di questa parte del Tibet. Nella prima, Rechung Phuk, si ritirò il primo discepolo di Milarepa, il grande Rechung; il monastero è stato distrutto dai barbari invasori, ma i tibetani hanno ripristinato il tempio all’ingresso della grotta che conserva oggetti appartenuti al grande mistico. La seconda, Bairo Phuk, è il minuscolo eremo utilizzato nell’VIII secolo da Vairochana, uno dei discepoli principali di Guru Padmasambhava, Guru Rimpoce per i tibetani. Si prosegue arrivando al sito delle tombe dei re di Yarlung, dove primeggia il grande tumulo di Songtsen Gampo, su cui è stato costruito un piccolo tempio da dove si ha una stupenda visuale di Riwo Dechen, un monastero dove però i cinesi non permettono di andare. I tumuli dei re di Yarlung non sono mai stati oggetto di scavi archeologici e pare che non siano stati profanati: la tradizione tramanda che sotto il tempio dedicato a Songtsen Gampo vi sono interrati cinque templi a struttura mandalica, con la salma del grande re posta nel tempio centrale e circondata da innumerevoli tesori.

 

4°g.  4/8 Tsetang – Samye 

Si attraversa lo Tsangpo su un ponte nei pressi della città e se ne risale il corso attraverso una zona dove inaspettatamente si trovano grandi dune di sabbia, immerse in questo grandioso ambiente d’alta quota, fino a Samye. E’ il più antico monastero buddista del Tibet, fondato nell’VIII secolo da Guru Rimpoce, nei pressi di una zona di belle dune di sabbia non lontano dallo Tsangpo; il tempio principale è costruito su 4 livelli e rivela affreschi di bellezza indimenticabile e all’interno del grande recinto sacro si trovano diversi templi e grandi Stupa. La forma mandalica dell’insieme si ammira nella luce migliore al tramonto dalla vicina collina del Hepori, dove si trova un tempietto in cui spesso la sera un monaco recita le preghiere di buon auspicio alla divinità protettrice che qui risiede e la tradizione dice essere un potente demone soggiogato da Guru Rimpoce. Si alloggia nel semplice hotel situato nei pressi del monastero.

 

5°g.  5/8 Samye – Tsetang 

Ci si reca al vicino eremo di Chimpu, dove alla base del monte un piccolo monastero ospita delle giovani monache; passeggiando tra formazioni di grandi sassi ed il bosco s’incontrano le casupole di solitari monaci e monache, piccoli templi, grotte di meditazione utilizzate dai maestri spirituali: qui si ritirarono anche Guru Rimpoce e Atisha e chi vi giunge con rispetto potrà essere invitato in alcuni di questi potenti luoghi d’energia spirituale dai sereni meditatori che hanno posto qui la propria dimora. Arrivati a Tsetang si effettua una passeggiata nella parte vecchia, visitando anche il convento femminile e il tempio tibetano. Sistemazione presso il medesimo hotel utilizzato nel giorno dell’arrivo.

 

6°g.  6/8 Tsetang – Gyantse  

Lasciata Tsetang si sosta per una visita ad Orgyen Mindroling, il monastero di scuola Nyingmapa più importante del Tibet classico; fondato nel 1670, più volte distrutto e ricostruito ma in buona parte restaurato, conserva interessanti opere d'arte. Si lascia la grande valle dello Tsangpo salendo verso sud al passo di Gampa (4794 mt) che offre una visuale indimenticabile sul vasto specchio turchese del lago Yamdrok Tso, una delle perle naturali del Tibet, incastonato tra magnifiche vette di cui alcune  superano i 7000 metri. Raggiunte le sponde del lago se ne segue il perimetro per un bel tratto e con una  breve deviazione ci si reca al monastero di Samding, uno dei rari siti dell’esoterica scuola dei Bodonpa che risale al XII secolo, la cui badessa è riconosciuta come una Kandroma (dakini) ed è considerata una delle maestre spiritualmente più elevate del Tibet. La posizione è fantastica, con grandiosi panorami sui monti e sul lago, e nel Gompa si trovano molti affreschi recentemente restaurati. Proseguendo, si valica lo spettacolare passo di Khari (5045 mt) dove la strada passa tra le pasture degli yak sfiorando i poderosi ghiacciai del Nyengchen Kang Ksa, la cui vetta si staglia oltre i 7000 metri, e, dopo aver costeggiato un lago di origine artificiale, si arriva a Gyantse, dove si alloggia allo Dzongri hotel.

 

7°g.  7/8 Gyantse  

Gyantse è la città del Tibet Classico meglio preservata. L’enclave monastica prima delle distruzioni perpetrate conteneva 16 collegi monastici appartenenti a diverse scuole; fortunatamente il tempio principale, lo Tsuklakhang (XV sec.) e la costruzione più preziosa, l’inestimabile stupa di Kumbum, sono rimasti intatti. Lo “Stupa delle 100.000 divinità” è una struttura costituita da più piani progettati secondo una planimetria mandalica arricchita da 75 cappelle, statue ed affreschi: chi è in grado di decifrare la complessa simbologia che qui è rappresentata può leggervi l’intera storia iniziatica dell’essere. La visita al castello di Gyantse regala un’ottima panoramica sul complesso, sulla cittadina e le valli circostanti.

 

8°g.  8/8 Gyantse – Shigatse  

Prima di arrivare a Shigatse una breve deviazione porta a Shalu, sito del tempio di Serkhang Tramo, che conserva un’antica atmosfera dove si indovinano interessanti affreschi nella penombra; fu qui che Buton Rimpoce nel XIV secolo editò i 227 volumi del Canone Buddista Tibetano; nei pressi si trova l’antichissimo tempio di Gyengong Lhakang, fondato nel 997. Giunti a Shigatse, seconda città del Tibet, ci si reca a visitare il grandioso monastero di Tashilhumpo fondato dal primo Dalai Lama nel 1447, uno dei più grandi del Tibet, con molti templi e sale che meritano un’attenta visita dove sono conservati inestimabili tesori tra cui primeggiano i giganteschi Stupa dei Panchen Lama. Dopo una passeggiata nella parte vecchia della città ci si sistema al Manosarowar hotel.

 

9°g.  9/8 Shigatse – Sakya  

Si lascia Shigatse seguendo la strada che porta verso Lhartse e il Nepal, lasciandola per seguire una valle che riporta verso nord al fiume Tsangpo, in uno splendido ambiente rurale, e se ne risale il corso fino al monastero di Puntshok Ling. Costruito a ridosso dei contrafforti rocciosi che delimitano l’ingresso di una valle che si apre verso sud è sovrastato da vaste fortificazioni che ne testimoniano il grandioso passato; all’interno si trovano affreschi preziosi e ben conservati. Si prosegue lungo lo Tsangpo fino al vecchio villaggio di Lhartse, dove si trova anche un interessante monastero. Si continua quindi per Sakya dove si alloggia presso il Sakya Manosarovar Hotel. Si dedica il tempo restante ad esplorare la collina di rimpetto al tempio principale, dove vi sono molti templi, tra cui quello edificato di fronte alla grotta del grande Siddha Kunga Nienpo, mitico fondatore della scuola sakyapa, ed il convento femminile.

 

10°g.  10/8 Sakya – Shigatse  

Si inizia la giornata con la visita del colossale tempio – fortezza di Sakya. Già nelle torri perimetrali sono alloggiati dei templi ed all’interno delle poderose mura si trovano una serie di edifici importanti, tra cui la casa dell’Abate accanto a cui si trova un impressionante Gonkhang, e, se si sale sul tetto del tempio centrale, si trova la cappella del protettore principale, luogo di grande forza esoterica. Ma è dal cortile più interno che si accede a tre colossali Lhakhang, con una profusione di affreschi e reperti artistici eccezionali: a sinistra quello dedicato alle cerimonie rituali, a destra uno che conserva colossali Stupa dei maestri storici dei Sakya ed incredibili affreschi di mandala e, di fronte, la sala principale dove nella mistica penombra vi sono statue di fattezza perfetta e dietro al tempio una delle biblioteche più preziose del Tibet, con migliaia di testi originali posti su scaffali alti una diecina di metri o più. Completata la visita si torna verso Shigatse, seguendo la comoda strada che giunge dal Nepal, valicando un alto passo attraverso un ambiente naturale molto bello. Nei pressi della città ci si reca al monastero di scuola Sakya di Ngor ed a Nartang, un complesso di cui restano ancora buona parte delle mura perimetrali, dove è custodita un’antica collezione delle matrici in legno del Kangyur, il canone buddista tibetano, che si dice risalire all’epoca di Buton Rimpoce che ne fu l’autore nel XIV secolo. A Shigaste si alloggia nel medesimo hotel utilizzato nell’ottavo giorno.

 

11°g.  11/8 Shigatse – Lhasa  

Si risale il corso dello Tsangpo verso est fino al ponte che porta verso le valli di Oyuk; lo si attraversa giungendo con una strada sterrata al monastero Bön di Yungdrungling, uno dei principali centri di questa religione, in buona parte ricostruito, che contiene alcune interessanti statue e una serie di mandala dipinti tipici di questa scuola tibetana. Nell'ampia piana alluvionale sottostante si trova un tipico villaggio rurale tibetano. Tornati alla strada principale si continua il viaggio fino alla confluenza col fiume Kyuchu, di cui si risale il corso fino a Lhasa; prima di giungere in città si visita il monastero di Nyetang Dolma Lhakhang, storicamente importante perché fu la dimora di Atisha, con reperti artistici belli ed importanti. A Lhasa si alloggia presso l’hotel Gang Gyen situato nella città vecchia.

 

12°g.  12/8 Lhasa 

Giornata dedicata alla visita di Lhasa, ci si reca al Potala e al palazzo estivo, il Norbulingka. Si dedica il pomeriggio alle visite della città vecchia che è fortunatamente ancora abitata in prevalenza da tibetani, iniziando dalla magnifica cattedrale del Jokhang e passeggiando dal Barkor, il circuito sacro che la circonda, fino al convento di Ani Tshamkhung ed al tempio di Ramoce, che fu fondato nel medesimo periodo del Jokhang ed ospitò la sede del collegio tantrico del Gyuto, toccando anche altri siti minori, cari al cuore dei tibetani.

 

13°g.  13/8 Lhasa, escursione a Drak Yerpa e Ganden 

Dopo circa 1 ora e mezza di guida si raggiunge Drak Yerpa, dove si trovano delle grotte di meditazione poste in un anfiteatro di rocce chiare. Il re Songtsen Gampo e le sue due consorti venivano qui per i loro ritiri spirituali. A Dawa Puk, la Grotta della Luna, Guru Rimpoce fece un ritiro di 7 mesi e, nei pressi, intorno all’anno 1057 Atisha dimorò ed insegnò per tre anni. Alcuni monaci ed eremiti sono ora tornati qui: è un luogo che pulsa di storia, interessante da esplorare. Ci si reca poi a Ganden Namgyeling, l’università monastica fondata da Tsongkhapa, il capostipite della scuola Ghelupa, costruita in posizione panoramica a 4500 mt su un monte che sovrasta la valle del fiume Kyuchu. Lo sforzo tenace e la devozione dei tibetani ha reso possibile la ricostruzione di tutti i templi principali; il grande stupa contiene alcune reliquie del corpo di Tsongkhapa che furono ritrovate passando con le mani le macerie lasciate dalla distruzione perpetrata dai cinesi, esaminando ogni pietra e setacciando anche la terra. Si consiglia la breve circumambulazione del monte, sia per l’atmosfera intensa che per gli splendidi panorami che offre sulla vallata del Kyuchu. In serata si rientra a Lhasa.

 

14°g.  14/8 Lhasa  

Si visitano le università monastiche poste negli immediati dintorni di Lhasa, iniziando da Drepung, dove ci si reca anche al tempio di Nechung, una volta sede dell’Oracolo di stato tibetano che conserva dipinti difficilmente visibili altrove. Nel pomeriggio si visita l’università di Sera e si rientra nella città vecchia a curiosare nel Barkor

 

15°g.  15/8 Lhasa – Chengdu  

Il volo per Chengdu parte da Gongsar, che dista poco più di un’ora dalla città, alle 15.55 (orario da confermare); si avrà così la mattina disposizione per completare l’esplorazione della città vecchia e fare degli acquisti. L’arrivo a Chengdu è previsto alle 18.00; si viene accolti dal corrispondente locale di Amitaba, trasferimento presso l’hotel Shufeng Huayuan.

 

16°g.  Lunedì 16 agosto, volo di rientro  

Chiudi ×