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Da: domenica 31 luglio 2011A: lunedì 15 agosto 2011Durata: 16 giorni

TIBET 2011: Festival del Tibet Classico

Il viaggio si svolge nel Tibet Classico in occasione delle ricorrenze dei festival di Samye per le celebrazioni di Guru Rimpoce e dell’università monastica di Ganden con l’esposizione della grande tanka; sono eventi che  richiamano miriadi di pellegrini dando l’opportunità al visitatore di condividere i momenti più intensi della vita culturale e del folclore tibetano.

L’itinerario porta nei luoghi più importanti della valle di Lhasa ed ai grandi monasteri della regione; si toccano le altre tre principali città del Tibet Classico, molti dei siti storici delle antiche province di U e Tsang e si raggiungono anche luoghi importanti nella tradizione tibetana che sono raramente visitati, inclusi eremi in cui risedettero i grandi mistici e che ora sono nuovamente utilizzati. L’itinerario fornisce così una visione d’insieme completa del Tibet Classico. Si alloggia in hotel di buona qualità nei centri principali; solo a Samye l’alloggio è piuttosto modesto e spartano, ma situato in un luogo dall’atmosfera incomparabile. Tutti i trasporti vengono effettuati con veicoli privati

 

 

Programma del viaggio

1°g.     Domenica 31 luglio, partenza per Chengdu

 

2°g.     1/8 Chengdu – Gongsar - Lhasa  

Arrivo a Chengdu dove è in attesa dei partecipanti il corrispondente locale di Amitaba. Si alloggia presso l’hotel Shufeng Garden; pomeriggio di riposo.

 

3°g.     2/8 Lhasa  

Il volo per Gongsar parte alle 6.30 con arrivo alle 8.30 (orario da confermare). E’ in attesa dei partecipanti la guida tibetana; trasferimento in pulmino privato a Lhasa. Ci si sistema presso l’hotel Gang Gyen, situato nella città vecchia; mattina di riposo. Nel primo pomeriggio e ci si reca al Jokhang, il tempio più importante del Tibet che custodisce la statua di Jowo Sakyamuni, e si passeggia per il circuito sacro del Barkor che lo circonda, animato da un vivace mercato e frequentato dai pellegrini, alcuni dei quali eseguono l’intera circumambulazione con le prostrazioni. Ci si muove a piedi, con calma, per favorire l’acclimatazione. La città vecchia è fortunatamente ancora abitata in prevalenza da tibetani, e passeggiando si raggiungono anche il convento di Ani Tshamkhung ed il tempio di Ramoce, che fu fondato nel medesimo periodo del Jokhang ed ospitò la sede del collegio tantrico del Gyuto, toccando anche altri siti minori, cari al cuore dei tibetani.

 

4°g.     3/8 Lhasa – Yungdrungling – Shigatse  

Si visita il complesso del Norbulingka, il palazzo estivo del Dalai Lama, e lnei pressi di Lhasa ci si reca al  monastero di Nyetang Dolma Lhakhang, storicamente importante perché fu la dimora di Atisha, con reperti artistici belli ed importanti; nei pressi si trova il tempio che contiene il chorten di questo grande santo dell’India. Si prosegue lungo il fiume Kyuchu fino alla confluenza con lo Tsangpo, di cui si risale il corso fino al ponte che porta verso le valli di Oyuk; lo si attraversa giungendo con una strada sterrata al monastero Bön di Yungdrungling, uno dei principali centri di questa religione, in buona parte ricostruito, che contiene alcune interessanti statue e una serie di mandala dipinti tipici di questa scuola tibetana. Nell'ampia piana alluvionale sottostante si trova un tipico villaggio rurale tibetano. Tornati al fiume si prosegue per Shigatse, la seconda città del Tibet, dove ci si sistema presso l’hotel Manosarovar o simile.

 

5°g.     4/8 Shigatse  

Ci si reca a visitare il grandioso monastero di Tashilhumpo fondato dal primo Dalai Lama nel 1447, uno dei più grandi del Tibet, con molti templi e sale che meritano un’attenta visita dove sono conservati inestimabili tesori tra cui primeggiano i giganteschi Stupa dei Panchen Lama. Nei pressi di Shigatse ci si reca al monastero di scuola Sakya di Ngor ed a Nartang, un complesso di cui restano ancora buona parte delle mura perimetrali, dove è custodita un’antica collezione delle matrici in legno del Kangyur, il canone buddista tibetano, che si dice risalire all’epoca di Buton Rimpoce che ne fu l’autore nel XIV secolo. Completate le visite si passeggia nella parte vecchia della città.

 

6°g.     5/8 Shigatse – Puntsholing – Sakya  

Si lascia Shigatse seguendo la strada che porta verso il Nepal, lasciandola per seguire una valle che riporta verso nord al fiume Tsangpo attraverso uno splendido ambiente rurale. Arrivati al fiume lo si segue per un tratto con panorami stupendi arrivando al monastero di Puntshok Ling, costruito a ridosso dei contrafforti rocciosi che delimitano l’ingresso di una valle che si apre verso sud, incorniciato da incredibili dune di sabbia. Questo sito immerso in una natura splendida sorprende per la bellezza architettonica dell’insieme e la qualità degli affreschi. Si prosegue per il vecchio paese di Lhartse, con un bel Gompa costruito su di un colle morenico ai bordi del villaggio, e da qui si continua per Sakya, dove si alloggia presso l’hotel Manosarovar, e si inizia ad esplorare questo splendido luogo. Il paese si è mantenuto piuttosto integro; sulla collina sopra il bel villaggio si trovano le rovine di antiche fortificazioni e dello Dzong, molti chorten, il monastero femminile e diversi templi, uno dei quali nasconde la grotta di meditazione del mitico Kunga Nyenpo, il Siddha da cui trae origine la scuola dei Sakyapa.

 

7°g.    6/8 Sakya – Gyantse  

Il colossale tempio – fortezza di Sakya, edificato tra il 1268 e il 1365, fu anche sede del governo del Tibet ai tempi in cui l’omonima scuola ebbe il predominio temporale del paese. Già nelle torri perimetrali sono alloggiati dei templi ed all’interno delle poderose mura si trovano una serie di edifici importanti, tra cui la casa dell’Abate accanto a cui si trova un impressionante Gonkhang, e, se si sale sul tetto del tempio centrale, si trova la cappella del protettore principale, luogo di grande forza esoterica. Ma è dal cortile più interno che si accede a tre grandiosi Lhakhang, con una profusione di affreschi e reperti artistici eccezionali: a sinistra quello dedicato alle cerimonie rituali, a destra uno che conserva colossali Stupa dei maestri storici dei Sakya ed incredibili affreschi di mandala e, di fronte, la sala principale dove nella mistica penombra vi sono statue di fattezza perfetta e dietro al tempio una delle biblioteche più preziose del Tibet, con migliaia di testi originali posti su scaffali alti una diecina di metri o più. Completata la visita di parte per Shigatse, seguendo la veloce strada che proviene dal confine nepalese, e, continuando verso Gyantse, con una breve deviazione porta a Shalu, sito del tempio di Serkhang Tramo, che conserva un’antica atmosfera dove si indovinano affreschi meravigliosi nella penombra; fu qui che Buton Rimpoce nel XIV secolo editò i 227 volumi del Canone Buddista Tibetano. Nei pressi si trova l’antichissimo tempio di Gyengong Lhakang, fondato nel 997, sede di un’importante entità di protezione. Giunti a Gyantse ci si sistema presso l’hotel Dzongri.

 

8°g.     7/8 Gyantse  

Gyantse è tra le città del Tibet meglio preservate; l’enclave monastica prima delle distruzioni perpetrate conteneva 16 collegi monastici appartenenti a diverse scuole. Fortunatamente il tempio principale, lo Tsuklakhang (XV sec.) e la costruzione più preziosa, l’inestimabile stupa di Kumbum, sono rimasti intatti. Lo “Stupa delle 100.000 divinità” è una struttura costituita da più piani progettati secondo una planimetria mandalica arricchita da 75 cappelle, statue ed affreschi: chi è in grado di decifrare la complessa simbologia che qui è raffigurata può leggervi l’intera storia iniziatica dell’essere. La visita al castello di Gyantse, che si cercherà di fare in serata, regala un’ottima panoramica sul complesso, sulla cittadina e le valli circostanti.

 

9°g.     8/8 Gyantse – Samding – Mindroling – Samye  

Valicato lo spettacolare passo di Khari (5045 mt) si giunge allo specchio turchese del lago Yamdrok Tso, una delle perle naturali del Tibet, incastonato tra magnifiche vette di cui alcune superano i 7000 metri, e ci si reca con una deviazione al monastero di Samding, uno dei rari siti dei Bodonpa che risale al XII secolo, la cui badessa è riconosciuta come una Kandroma (dakini) ed è considerata una delle maestre spiritualmente più elevate del Tibet. La posizione è fantastica, con grandiosi panorami sui monti e sul lago, e nel Gompa si trovano molti affreschi recentemente restaurati. Tornati sulla strada principale si sale al passo di Gampa (4794 mt), che si apre sulla valle dello Tsangpo ed offre una visuale indimenticabile sul lago. Si segue lo Tsangpo sostando per una visita a Orgyen Mindroling, il monastero di scuola Nyingmapa più importante del Tibet classico; fondato nel 1670, più volte distrutto e ricostruito ma in buona parte restaurato, conserva interessanti opere d'arte. Oltre Mindroling si prende il traghetto per Samye: chi preferisce potrà arrivare anche stando in pulmino, ma attraversare lo Tsangpo in barca è molto bello e consigliato. A Samye si alloggia presso la nuova locanda del monastero, la sistemazione più umile del viaggio.

 

10°g.  9/8 Samye: celebrazioni per Guru Rimpoce  

Oggi si svolgono le celebrazioni per l’anniversario di Guru Rimpoce, il nome tibetano per Guru Padmasambhava, il leggendario maestro che nell’VIII secolo fondò il monastero di Samye ed ebbe il merito di sconfiggere le forze che si opponevano all’ingresso del buddismo nel Paese delle Nevi. Per questa ricorrenza accorrono un gran numero di pellegrini ed i monaci eseguono diversi rituali, tra cui spiccano le danze eseguite con maschere e costumi. Questa tradizione, che è diffusa in tutto il mondo buddista tibetano, trae origine proprio qui a Samye dalla danza che Guru Rimpoce eseguì per esorcizzare i demoni che stavano cercando in tutti i modi di impedirne la costruzione. Il sito è un luogo molto importante, bello da vedere anche prescindendo dalle festività in corso: è il più antico monastero buddista del Tibet, situato nei pressi di una zona di belle dune di sabbia non lontano dallo Tsangpo; il tempio principale è costruito su 4 livelli e rivela affreschi di bellezza indimenticabile e all’interno del grande recinto sacro si trovano diversi templi e grandi Stupa. La forma mandalica dell’insieme si ammira nella luce migliore al tramonto dalla vicina collina del Hepori, dove si trova un tempietto in cui spesso la sera un monaco recita le preghiere di buon auspicio alla divinità protettrice.

 

11°g.  10/8 Samye – Tsetang  

Ci si reca al vicino eremo di Chimpu, dove alla base del monte un piccolo monastero ospita delle giovani monache; passeggiando tra formazioni di grandi sassi ed il bosco s’incontrano le casupole di solitari monaci e monache, piccoli templi e grotte di meditazione utilizzate dai maestri spirituali: qui si ritirarono anche Guru Rimpoce e Atisha e chi vi giunge con rispetto potrà essere invitato in alcuni di questi potenti luoghi d’energia spirituale dai sereni meditatori che hanno posto qui la propria dimora. Arrivati a Tsetang ci si reca al tempio di Tradruk, la cui fondazione è attribuita a Songtsen Gampo nell’VIII secolo, dove sono custodite alcune importanti reliquie, la cui struttura architettonica è simile al Jokhang di Lhasa; si effettua anche una passeggiata nella parte vecchia, visitando il convento femminile ed il tempio tibetano. Sistemazione presso l’hotel Yulong.

 

12°g.  11/8 Tsetang – Lhasa  

Si dedica la giornata alle visite della valle dello Yarlung, ricchissima di testimonianze che risalgono all’origine della storia del Tibet, iniziando con la visita del Yumbulagang, tra i luoghi più pittoreschi, che fu il primo palazzo degli antichi re ed è stato restaurato nel 1982. Ci si reca quindi a visitare due delle grotte di meditazione più venerate di questa parte del Tibet. Nella prima, Rechung Phuk, si ritirò il prediletto discepolo di Milarepa, il grande Rechung; il monastero è stato distrutto dai barbari invasori, ma i tibetani hanno ripristinato il tempio all’ingresso della grotta che conserva oggetti appartenuti al grande mistico. La seconda, Bairo Phuk, è il minuscolo eremo utilizzato nell’VIII secolo da Vairochana, uno dei discepoli principali di Guru Rimpoce. Si prosegue arrivando al sito delle tombe dei re di Yarlung, dove primeggia il grande tumulo di Songtsen Gampo, su cui è stato costruito un piccolo tempio da dove si ha una stupenda visuale di Riwo Dechen, un monastero dove però i cinesi non permettono di andare. I tumuli dei re di Yarlung non sono mai stati oggetto di scavi archeologici e pare che non siano stati profanati: la tradizione tramanda che sotto il tempio dedicato a Songtsen Gampo vi sono interrati cinque templi a struttura mandalica, con la salma del grande re posta nel tempio centrale e circondata da innumerevoli tesori. Completate le visite si parte per Lhasa, dove si alloggia presso l’hotel Gang Gyen.

 

13°g.  12/8 Lhasa  

Si visitano le università monastiche poste negli immediati dintorni di Lhasa, iniziando da Drepung, dove ci si reca anche al tempio di Nechung, una volta sede dell’Oracolo di stato tibetano che conserva dipinti difficilmente visibili altrove. Nel pomeriggio si visita l’università di Sera e si rientra nella città vecchia a curiosare nel Barkor.

 

14°g.  13/8 Lhasa: escursione a Ganden per il festival  

Si parte presto per andare a Ganden Namgyeling, l’università monastica fondata da Tsongkhapa, il capostipite della scuola Ghelupa, costruita in posizione panoramica a 4500 mt su un monte che sovrasta la valle del fiume Kyuchu ad est di Lhasa. Lo sforzo tenace e la devozione dei tibetani ha reso possibile la ricostruzione di tutti i templi principali; il grande stupa contiene alcune reliquie del corpo di Tsongkhapa che furono ritrovate passando con le mani le macerie lasciate dalla distruzione perpetrata dai cinesi, esaminando ogni pietra e setacciando anche la terra. Oggi qui è una giornata molto speciale perché viene esposta una grande tanka, momento culminante di un complesso insieme di rituali officiati dai monaci a cui assistono stuoli di pellegrini, richiamati sia dall’evento che dal valore molto speciale che Ganden ha nella tradizione del Tibet. Nell’arco della giornata si eseguirà anche la breve circumambulazione del monte dove sorgono i molti templi, unendosi ai pellegrini devoti e festosi, godendo sia dell’atmosfera intensa che degli splendidi panorami che offre sulla vallata del Kyuchu. In serata si rientra a Lhasa.

 

15°g.  14/8 Lhasa – Chengdu  

Al mattino si visita il Potala. Il volo per Chengdu parte da Gongsar, che dista poco più di un’ora dalla città, alle 15.55 (orario da confermare). L’arrivo a Chengdu è previsto alle 18.00; si viene accolti dal corrispondente locale di Amitaba, trasferimento presso l’hotel Shufeng Garden.

 

16°g.  Lunedì 15 agosto, volo di rientro

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