Informazioni utili

Da: venerdì 12 agosto 2011A: lunedì 29 agosto 2011Durata: 19 giorni

TIBET 2011: Siti classici e tradizione Jonang

Il viaggio è stato organizzato in collaborazione con la Jonang Foundation, un’associazione internazionale che si dedica alla preservazione della cultura della scuola tibetana Jonangpa; tutti i ricavi del viaggio sono devoluti a sostegno delle sue attività. Si visitano i luoghi di principale interesse del Tibet classico e ci si sofferma in alcuni siti poco conosciuti, dove si respira la pura atmosfera dei luoghi di ritiro spirituale dove si formarono alcuni dei grandi mistici del Tibet.

Il viaggio inizia con una visita di Lhasa che copre tutti i siti principali e alcuni luoghi meno conosciuti, dove è raro incontrare persone non tibetane. Si lascia la città procedendo verso ovest fino al fiume Tsangpo (Bramaputra) e se ne risale il corso arrivando a Shigatse. Lungo il percorso si vedono il Gompa di Atisha e con una breve deviazione verso nord il monastero di tradizione bön di Yungdrungling, il centro maggiore di questa tradizione nella provincia tibetana di Tsang. Si prosegue lungo la nuova strada che porta verso il Nepal per lasciarla in prossimità del passo per Lhartse tornando verso le anse del fiume Tsangpo, attraverso una regione di splendidi villaggi rurali dove si trova un antichissimo Gompa della tradizione Bodonpa, una zona che fa dimenticare la presenza degli invasori cinesi; il fiume qui è particolarmente bello, con sinuose anse tra monti desertici con mille sfumature di colore. Si visita il monastero di Puntshok Ling che sorge vicino al fiume all’imbocco di una valle, incorniciato da incredibili dune di sabbia. Questo sito immerso in una natura splendida fu la sede principale della scuola Jonang fino ai tempi del maestro Taranatha (XVII secolo); sorprende per la bellezza architettonica dell’insieme e la qualità degli affreschi. In serata si prosegue per Lhartse, l’unico punto dove vi sono degli hotel, ed al mattino si torna qui per esplorare a piedi la valle che alle spalle del monastero porta con circa 2 ore di cammino allo Stupa di Jomogang, giungendo in uno dei posti più sacri del Tibet, se pur pressoché sconosciuto. Questo grande chorten costruito da Dolpopa è stato il primo di questo genere in Tibet, e ispirò nella regione di Tsang la costruzione dei Kumbum di Gyantse, Ralung e Chung Riwoce. Nelle falesie alle sue spalle si trovano molte grotte di meditazione che ospitarono figure importantissime nella storia del misticismo tibetano, da Padmasambhava a Dolpopa; anche Tsong Khapa stette qui in ritiro per lungo tempo dedicandosi alla pratica dei sei yoga di Kalachakra. Nei pressi sorge anche un grazioso piccolo convento femminile.

 

Il viaggio prosegue per Sakya, sede storica di questa scuola, dove si sosta per due notti. Il monastero è un sito di dimensioni impressionanti, con molti monaci che sono da tempo tornati a viverci; sul monte oltre il precipitoso torrente vi sono i resti di vecchi templi con alcune parti ricostruite e molti chorten, mentre dello Dzong più antico restano solo le rovine. Da Sakya si torna sulla strada principale rientrando a Shigatse avendo l’opportunità di visitare Ngor e Nartang ed a Shigatse ci si reca allo splendido Tashilhumpo, il grandioso complesso monastico fondato dal primo discepolo di Tsong Khapa, retrospettivamente riconosciuto come la prima incarnazione del Dalai Lama e sede storica del Panchen Lama del Tibet. Si prosegue per Gyantse; sul percorso una breve deviazione porta a Shalu, il monastero dove Buton nel XIII secolo compilò la versione completa del canone buddista tibetano. Oltre al valore storico, Shalu è molto bello per l’atmosfera, gli affreschi e per l’ubicazione in un tipico villaggio rurale tibetano. A Gyantse si sosta due notti per poter visitare questa cittadina, la cui parte vecchia è ottimamente preservata, che è sede del grande monastero di Pelkor Chode e dell’incomparabile Kumbum, conosciuto come lo stupa delle centomila divinità. Oltre Gyantse si giunge al lago turchese di Yamdrok ed al monastero di Samding, di tradizione Bodonpa posto in una splendida posizione con panorami fino ai monti del Bhutan, e da qui si torna al bacino dello Tsangpo arrivando a Samye, il più antico monastero del Tibet, dove si sosta per due notti avendo così modo di visitare anche gli eremi di Yamalung e di Chimpu. Si giunge quindi a Tsetang, dove sorgeva la prima capitale del Tibet, e si dedica una giornata alla visita della valle di Yarlung e dei siti di Tsetang. Il giorno della partenza si visita il monastero di Mindroling, il principale sito della scuola Nyingmapa nel Tibet classico.

 

Un cenno sulla tradizione Jonangpa

La scuola Jonang ha 700 anni di storia ed ha mantenuto intatte le proprie tradizioni sopravvivendo isolata nelle remote valli della regione dell’Amdo nel Tibet orientale. Detiene uno dei due lignaggi di Kalachakra che sono stati tramandati ed in Tibet è la principale sostenitrice della visione Shentong, nell’ambito della sofisticata visione della vacuità della Madhyamika Prasangika, ovvero della filosofia condivisa da tutte le scuole tibetane. Trae le sue origini dal pandit kashmiro Somanatha, che trasmise il suo insegnamento a Yumo Mikho Dorje e da lui a Dolpopa Sherab Gyalten (1292-1361), un dotto Lama sakyapa chiamato dai contemporanei “il Buddha vivente” per le sue riconosciute incommensurabili realizzazioni spirituali. Dolpopa strutturò la visione filosofica della Madhyamika Shentong e diede origine ad un lungo lignaggio che comprende anche Taranatha (1575 – 1634), un grande erudito autore di una storia dettagliata del buddismo indiano, che fu anche detentore del lignaggio Shangpa Kagyu e la cui successiva rinascita come Zanabazar diede inizio alla successione dei Jetsun Dampa, i Bogdo Khan o gran Lama dei mongoli. La scuola Jonang fin dalle origini è stata riconosciuta eccellente soprattutto nel Tantra di Kalachakra ed ha trasmesso i purissimi insegnamenti dei sei yoga dello stadio finale del completamento a molti dei più noti Lama del Tibet. Il Mandala tridimensionale di Kalachakra custodito nel Potala a Lhasa era stato costruito nel monastero di Puntshok Ling, che verrà visitato in questo viaggio, che fino al XVII secolo era la sede principale della scuola. In quel periodo la filosofia Madhyamika Shentong, o della “vacuità estrinseca”,  fu osteggiata, un pretesto più politico che dottrinale legato a vicende dinastiche dei Khan mongoli. Molti dei Lama della tradizione si trasferirono così nelle remote regioni dell’Amdo, dove vivono tutt’ora, potendo mantenere fede senza ostacoli alla loro visione. 

 

 

Programma del viaggio

1°g.    Venerdì 12 agosto, partenza per Chgengdu  

2°g.   13/8 Arrivo a Chengdu  
A Chengdu è in attesa dei partecipanti il corrispondente locale di Amitaba; sistemazione presso l’hotel Shufeng o simile.

3°g.    14/8 Volo Chengdu – Lhasa  
Il volo per Lhasa parte alle 7.50 con arrivo alle 9.40 (orario da confermare). A Lhasa ci si sistema all’hotel Gang Gyen, ai bordi della città vecchia. Pomeriggio tranquillo per favorire l’acclimatazione, si prevede una piacevole passeggiata nel Barkor, il circuito sacro attorno alla cattedrale di Lhasa.

4°g.    15/8 Lhasa  
Giornata dedicata all’esplorazione di Lhasa, con le visite del Potala, del palazzo estivo o Norbulingka, e del Jokhang, il tempio più importante del Tibet. Si esplorerà poi anche la zona circostante al Jokhang, godendo di alcuni dei piccoli luoghi preziosi della città vecchia.

5°g.    16/8 Lhasa  
Si visitano le università monastiche poste negli immediati dintorni di Lhasa, iniziando da Drepung, dove ci si reca anche al tempio di Nechung, che era la sede dell’Oracolo di stato tibetano e contiene dipinti difficilmente visibili altrove. Nel pomeriggio si visita l’università di Sera.

6°g.    17/8 Lhasa – Shigatse  
Lasciata Lhasa si visita il monastero di Nyetang Dolma Lhakhang, storicamente importante perché fu la dimora di Atisha, con reperti artistici belli ed importanti; nei pressi si trova il tempio che contiene il chorten di questo grande santo dell’India. Si prosegue lungo il fiume Kyuchu fino alla confluenza con lo Tsangpo, di cui si risale il corso fino al ponte che porta verso le valli di Oyuk; lo si attraversa giungendo con una strada sterrata al monastero Bön di Yungdrungling, uno dei principali centri di questa religione, in buona parte ricostruito, che contiene alcune interessanti statue e una serie di mandala dipinti tipici di questa scuola tibetana. Nell'ampia piana alluvionale sottostante si trova un tipico villaggio rurale tibetano. Tornati al fiume si prosegue per Shigatse, la seconda città del Tibet, dove ci si sistema presso l’hotel Manosarovar o simile.

7°g.    18/8 Shigatse - Phuntshok Ling - Lhartse  
Si lascia Shigatse seguendo la strada che porta verso Lhartse ed il Nepal, lasciandola per seguire una valle che riporta verso nord al fiume Tsangpo, attraverso uno splendido ambiente rurale dove in un villaggio si trova un piccolo antichissimo monastero dell’esoterica scuola dei Bodonpa. Arrivati al fiume lo si segue per un tratto con panorami stupendi arrivando al monastero di Puntshok Ling, costruito a ridosso dei contrafforti rocciosi che delimitano l’ingresso di una valle che si apre verso sud. Dopo un’accurata visita del sito si prosegue per Lhartse, dove si alloggia presso l’hotel Shangai.

8°g.    19/8 Lhartse – Jomogang – Sakya  
Tornati a Phuntshok Ling si dedica la giornata all’esplorazione della valle di Jomogang e degli eremi che sovrastano la bella struttura del grande chorten, con l’esperto aiuto delle guide che ne conoscono i molti segreti. Il sentiero richiede circa due ore di cammino, meno se si è allenati. Tornati a valle di parte per Sakya, dove si alloggia presso l’hotel Manosarovar.

10°g.  20/8 Sakya  
Si inizia la giornata con la visita del colossale tempio – fortezza di Sakya, edificato tra il 1268 e il 1365, che fu anche sede del governo del Tibet ai tempi in cui l’omonima scuola ebbe il predominio temporale del paese. Già nelle torri perimetrali sono alloggiati dei templi ed all’interno delle poderose mura si trovano una serie di edifici importanti, tra cui la casa dell’Abate accanto a cui si trova un impressionante Gonkhang, e, se si sale sul tetto del tempio centrale, si trova la cappella del protettore principale, luogo di grande forza esoterica. Ma è dal cortile più interno che si accede a tre colossali Lhakhang, con una profusione di affreschi e reperti artistici eccezionali: a sinistra quello dedicato alle cerimonie rituali, a destra uno che conserva colossali Stupa dei maestri storici dei Sakya ed incredibili affreschi di mandala e, di fronte, la sala principale dove nella mistica penombra vi sono statue di fattezza perfetta e dietro al tempio una delle biblioteche più preziose del Tibet, con migliaia di testi originali posti su scaffali alti una diecina di metri o più. A Sakya anche il paese si è mantenuto piuttosto integro; sulla collina sopra il bel villaggio si trovano le rovine di antiche fortificazioni e dello Dzong, molti chorten, il monastero femminile e diversi templi, uno dei quali nasconde la grotta di meditazione del mitico Kunga Nyenpo, il Siddha da cui trae origine la scuola dei Sakyapa.

11°g.  21/8 Sakya – Shigatse  
Arrivati nei pressi di Shigatse ci si reca al monastero di scuola Sakya di Ngor ed a Nartang, un complesso di cui restano ancora buona parte delle mura perimetrali, dove è custodita un’antica collezione delle matrici in legno del Kangyur, il canone buddista tibetano, che si dice risalire all’epoca di Buton Rimpoce che ne fu l’autore nel XIV secolo. A Shigatse si alloggia nel medesimo hotel utilizzato nel sesto giorno e si effettua una visita della città.

12°g.  22/8 Shigatse – Shalu - Gyantse  
Visita del grandioso monastero di Tashilhumpo, ottimamente conservato e ricco di inestimabili tesori, che fu fondato dal primo Dalai Lama nel 1447 ed è stato la sede storica del Panchen Lama. Lasciata Shigatse una breve deviazione porta a Shalu, sito del tempio di Serkhang Tramo, che conserva un’antica atmosfera dove si indovinano affreschi meravigliosi nella penombra; fu qui che Buton Rimpoce nel XIII secolo editò i 227 volumi del Canone Buddista Tibetano. Nei pressi si trova l’antichissimo tempio di Gyengong Lhakang, fondato nel 997, sede di un’importante entità di protezione. Giunti a Gyantse ci si sistema presso l’hotel Dzongri.

13°g.  23/8 Gyantse  
Gyantse è tra le città del Tibet meglio preservate; l’enclave monastica prima delle distruzioni perpetrate conteneva 16 collegi monastici appartenenti a diverse scuole. Fortunatamente il tempio principale, lo Tsuklakhang (XV sec.) e la costruzione più preziosa, l’inestimabile stupa di Kumbum, sono rimasti intatti. Lo “Stupa delle 100.000 divinità” è una struttura costituita da più piani progettati secondo una planimetria mandalica arricchita da 75 cappelle, statue ed affreschi: chi è in grado di decifrare la complessa simbologia che qui è raffigurata può leggervi l’intera storia iniziatica dell’essere. La visita al castello di Gyantse, che si cercherà di fare in serata, regala un’ottima panoramica sul complesso, sulla cittadina e le valli circostanti.

14°g.  24/8 Gyantse – Samye  
Valicato lo spettacolare passo di Khari (5045 mt) si giunge allo specchio turchese del lago Yamdrok Tso, una delle perle naturali del Tibet, incastonato tra magnifiche vette di cui alcune  superano i 7000 metri, e ci si reca con una deviazione al monastero di Samding, uno dei rari siti dei Bodonpa che risale al XII secolo, la cui badessa è riconosciuta come una Kandroma (dakini) ed è considerata una delle maestre spiritualmente più elevate del Tibet. La posizione è fantastica, con grandiosi panorami sui monti e sul lago, e nel Gompa si trovano molti affreschi recentemente restaurati. Tornati sulla strada principale si sale al passo di Gampa (4794 mt), che si apre sulla valle dello Tsangpo ed offre una visuale indimenticabile sul lago. Si segue lo Tsangpo fino al traghetto per Samye: chi preferisce potrà arrivare anche stando in pulmino, ma attraversare lo Tsangpo in barca è molto bello e consigliato. A Samye si alloggia presso la nuova locanda del monastero, la sistemazione più umile del viaggio.

15°g.  25/8 Samye  
Samye è il più antico monastero buddista del Tibet, fondato nell’VIII secolo da Padmasambhava, Guru Rimpoce per i tibetani. Il complesso è posto nei pressi di una zona di belle dune di sabbia nei pressi del fiume Tsangpo; la forma mandalica dell’insieme dei templi e stupa si ammira nella luce migliore al tramonto dalla vicina collina del Hepori, dove si trova un tempietto in cui spesso la sera un monaco recita le preghiere di buon auspicio alla divinità protettrice che qui risiede e la tradizione dice essere un potente demone soggiogato da Guru Rinpoce. Il tempio principale è costruito su 4 livelli e rivela affreschi di bellezza indimenticabile. Nel pomeriggio una breve escursione porta al villaggio di Nyango, da dove a piedi in meno di un’ora si raggiunge l’eremo di Yamalung utilizzato da monache per lunghi periodi di ritiro. Fu qui che Guru Rimpoce ebbe la visione del Buddha della Medicina: quel giorno scaturì dalla roccia una fonte d’acqua, un talismano prezioso ancora oggi per la buona salute di chi ne assapora la freschezza.

16°g.  26/8 Samye – Tsetang  
Ci si reca al vicino eremo di Chimpu, dove alla base del monte un piccolo monastero ospita delle giovani monache; passeggiando tra formazioni di grandi sassi ed il bosco s’incontrano le casupole di solitari monaci e monache, piccoli templi e grotte di meditazione utilizzate dai maestri spirituali: qui si ritirarono anche Guru Rimpoce e Atisha e chi vi giunge con rispetto potrà essere invitato in alcuni di questi potenti luoghi d’energia spirituale dai sereni meditatori che hanno posto qui la propria dimora. Arrivati a Tsetang si potrà effettuare una passeggiata nella parte vecchia, visitando anche il convento femminile ed il tempio tibetano. Sistemazione presso l’hotel Yulong.

17°g.  27/8 Tsetang  
Si dedica la giornata alle visite di Tsetang e della valle dello Yarlung, iniziando dal tempio di Tradruk, la cui fondazione è attribuita a Songtsen Gampo nell’VIII secolo, dove sono custodite alcune importanti reliquie, la cui struttura architettonica è simile al Jokhang di Lhasa. Si prosegue lungo la valle dello Yarlung, ricchissima di testimonianze che risalgono all’origine della storia del Tibet, con la visita del Yumbulagang, tra i luoghi più pittoreschi, che fu il primo palazzo degli antichi re ed è stato restaurato nel 1982. Ci si reca quindi a visitare due delle grotte di meditazione più venerate di questa parte del Tibet. Nella prima, Rechung Phuk, si ritirò il prediletto discepolo di Milarepa, il grande Rechung; il monastero è stato distrutto dai barbari invasori, ma i tibetani hanno ripristinato il tempio all’ingresso della grotta che conserva oggetti appartenuti al grande mistico. La seconda, Bairo Phuk, è il minuscolo eremo utilizzato nell’VIII secolo da Vairochana, uno dei discepoli principali di Guru Padmasambhava, Guru Rimpoce per i tibetani. Si prosegue arrivando al sito delle tombe dei re di Yarlung, dove primeggia il grande tumulo di Songtsen Gampo, su cui è stato costruito un piccolo tempio da dove si ha una stupenda visuale di Riwo Dechen, un monastero dove però i cinesi non permettono di andare. I tumuli dei re di Yarlung non sono mai stati oggetto di scavi archeologici e pare che non siano stati profanati: la tradizione tramanda che sotto il tempio dedicato a Songtsen Gampo vi sono interrati cinque templi a struttura mandalica, con la salma del grande re posta nel tempio centrale e circondata da innumerevoli tesori.

18°g.  28/8 Tsetang - Chengdu  
Andando all’aeroporto si sosta per una visita a Orgyen Mindroling, il monastero di scuola Nyingmapa più importante del Tibet classico; fondato nel 1670, più volte distrutto e ricostruito ma in buona parte restaurato, conserva interessanti opere d'arte. Il volo da Gongsar, l’aeroporto che serve Lhasa ed è situato a circa un’ora e mezza di guida da Tsetang, parte alle 15.55 con l’arrivo a Chengdu è previsto alle 18.00 (orario da confermare); si viene accolti dal corrispondente locale di Amitaba e ci si trasferisce nel medesimo hotel utilizzato all’inizio del viaggio.

19°g. Lunedì 29 agosto, volo di rientro  

Chiudi ×