Informazioni utili

Da: sabato 30 luglio 2016A: domenica 14 agosto 2016Durata: 16 giorni

TIBET 2016: Il Paese delle Nevi

Gyantse, Kumbum

Yamdrok Tso

Yamdrok Tso e Nyengchen Kang Ksa

Samye da Hepori

Yumbulagang

Tashilhumpo

 

Il viaggio porta nei luoghi più affascinanti e storicamente importanti del Tibet Classico. Si visitano i siti principali della valle di Lhasa e i grandi monasteri della regione; si toccano le altre tre principali città del Tibet Classico, molti dei siti storici delle antiche province di U e Tsang e si raggiungono luoghi importanti nella tradizione tibetana che sono raramente visitati, inclusi eremi in cui risedettero i grandi mistici che ora sono nuovamente utilizzati. L’itinerario fornisce così una visione d’insieme completa del Tibet Classico. Si alloggia in hotel di buona qualità nei centri principali; solo a Sakya e soprattutto a Samye l’alloggio è piuttosto modesto e spartano, ma situato in un luogo dall’atmosfera incomparabile. Tutti i trasporti vengono effettuati con veicoli privati.

 

(Informazioni sul Tibet; immagini del Tibet)

 

 

Tappe

Tibet: Il Paese delle nevi
Mappa del percorso - per l'itinerario interattivo cliccare sopra

 

Questo affascinante percorso comincia da Tsetang, lungo la valle dello Tsangpo, che è il luogo da cui ebbe inizio la civiltà tibetana; vi si trovano il tempio di Tradruk e il celebre castello di Yumbulagang, simbolo dell’antico regno di Yarlung. Si esplorerà l’omonima valle, dove sono situate le tombe dei primi re e il monastero di Rechungphuk, che sorge nel luogo dove Rechung, il celebre mistico discepolo di Milarepa, pose il suo eremo. Ci si sposta quindi alla vicina Samye dove è ubicato il monastero più antico del Tibet, famoso per la forma mandalica che si ammira nel modo più suggestivo al tramonto dalla collina di Hepori; sui monti vicini, oltre una sorprendente distesa di dune di sabbia, si visita l’importantissimo eremo di Chimpu.

 

Tsetang, Tradruk Chimpu Gompa Bodonpa Gompa
Tsetang, Tradruk
Chimpu Gompa
Bodonpa Gompa

 

Rientrati a Tsetang si prosegue per l’importante sito Sakyapa di Gonsar Chode, dove si ammirano antichi affreschi, e si lascia la valle dello Tsangpo (Bramaputra) attraverso il passo di Gampa (4794 mt) che porta al lago turchese di Yamdrok Tso. Qui si visita lo spettacolare Gompa di Samding che appartiene all’esoterica scuola dei Bodonpa: presenta affreschi molto belli ed è posto in una meravigliosa posizione panoramica. Lasciato il lago e valicato un altro passo, su cui calano poderosi ghiacciai tra i pascoli popolati dagli yak, si arriva a Gyantse, la più preservata delle principali città del Tibet Classico dove si trova l’inestimabile Kumbum, lo stupa delle 100.000 divinità, oltre ad altri importanti siti. Continuando verso ovest si visita Shalu, lo storico monastero dove il celebre maestro Buton completò la stesura del Canone Buddista Tibetano, e si arriva a Shigatse, seconda città del Tibet, dove si trova lo splendido Tashilhumpo, il grandioso complesso monastico fondato dal primo discepolo di Tsong Khapa, retrospettivamente riconosciuto come la prima incarnazione del Dalai Lama, e sede storica del Panchen Lama del Tibet.

 

Gonsar Chode, Gonkhang Yungdrungling, Mandala Drepung
Gonsar Chode, Gonkhang
Yungdrungling, Mandala
Drepung

 

Si prosegue lungo la nuova strada che porta verso il Nepal lasciandola in prossimità del passo per Lhartse per dirigersi verso le anse del fiume Tsangpo, attraverso una regione di splendidi villaggi rurali che fanno dimenticare la presenza degli invasori cinesi; il fiume qui è particolarmente bello, con sinuose anse tra monti desertici dalle mille sfumature di colore. Si sosta in un caratteristico villaggio dove si trova un piccolo ed antichissimo monastero della scuola Bodompa, molto carino da visitare, e si arriva al monastero di Puntshok Ling, che sorge vicino al fiume all’imbocco di una valle, incorniciato da incredibili dune di sabbia. Questo sito immerso in una natura splendida fu la sede principale della scuola Jonang fino ai tempi del maestro Taranatha (XVII secolo); sorprende per la bellezza architettonica dell’insieme e la qualità degli affreschi. Il viaggio continua lungo lo Tsangpo fino al vecchio paese di Lhartse, dove l’antico monastero sorge su di un colle ai bordi del tradizionale villaggio, e prosegue per Sakya, sede storica di questa scuola. Questo monastero fortezza posto alle propaggini della grande catena himalaiana tra il 1268 e il 1365 fu anche sede del governo del Tibet; è un sito ottimamente conservato di dimensioni impressionanti, con molti monaci che sono da tempo tornati a viverci. Sul monte oltre il precipitoso torrente vi sono i resti di vecchi templi con un certo numero di chorten, alcuni templi attivi e il convento femminile, mentre dello Dzong più antico restano solo le rovine. Da Sakya si torna sulla strada principale rientrando a Shigatse visitando i siti di Nartang, dove sono conservate le matrici di legno del Kangyur, e Ngor, un piccolo Gompa della scuola Sakya.

 

Tsetang, Tradruk Lhasa Chimpu
Tsetang, Tradruk
Lhasa
Chimpu

 

Continuando verso est si segue il corso dello Tsangpo fino alla confluenza con il Kyuchu, il fiume che fluisce da Lhasa; lungo il percorso una breve deviazione verso nord porta al monastero bön di Yungdrungling, il centro maggiore di questa tradizione nella provincia tibetana di Tsang, e, prima di arrivare a Lhasa, si sosta al Nyetang Dolma Lhakhang, un piccolo ma antichissimo Gompa dove stette Atisha, che conserva ancora alcuni preziosi oggetti portati in Tibet da questo veneratissimo Maestro indiano dell’XI secolo. Giunti a Lhasa si alloggia nella città vecchia e ci si tuffa nelle visite classiche: l’incredibile palazzo del Potala, il Norbulingka, il tempio del Jokhang che custodisce la statua di Jowo Sakyamuni, una reliquia circondata di mito e leggende che è sicuramente l’oggetto più prezioso del Tibet, le università monastiche di Sera e di Drepung con i siti adiacenti. Si faranno anche delle piacevoli passeggiate nel circuito sacro del Barkor e tra le affascinanti stradine dei dintorni, dove si scoprono luoghi di estremo interesse, dal convento femminile di Ani Tshamkhung al tempio di Ramoche, oltre al vastissimo mercato di artigianato tibetano che anima la città vecchia.

 

Puntshok Ling Tsetang, Tradruk Lhasa, Jokhang
Puntshok Ling
Tsetang, Tradruk
Lhasa, Jokhang

 

 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

1°g. Sabato 30 luglio, partenza in volo per Chengdu
Per andare a Chengdu, capitale dello stato cinese del Sichuan, vi sono diverse possibilità di volo offerte da British Airways, Etihad, Lufthansa, KLM e altre compagnie. Il volo suggerito, che fa da riferimento per i servizi del viaggio, è quello della Etihad con partenza da Milano Malpensa per Abu Dhabi alle 22.10; sono possibili partenze anche da altri aeroporti - per gli orari di questi altri collegamenti contattare Amitaba.

2°g. 31/7 Arrivo a Chengdu
Si atterra ad Abu Dhabi alle 6.15; si prosegue per Chengdu alle 8.20 con arrivo alle 20.00. All’arrivo è in attesa dei partecipanti il corrispondente locale di Amitaba; ; trasferimento presso l’hotel Chengdu Airport Express nei pressi dell’aeroporto.

3°g. 1/8 Chengdu – Tsetang
Il volo della Air China parte alle 8.35 con arrivo alle 10.55 (orari da confermare). A Gonsar, l’aeroporto posto sulle rive dello Tsangpo, sono in attesa dei partecipanti la guida italiana e l’assistente tibetano. Trasferimento in pulmino privato a Tsetang, situata verso est a circa due ore di viaggio; sistemazione presso l’hotel Tsetang e riposo. Nel pomeriggio per favorire l’acclimatazione si fa una passeggiata nella parte vecchia della città.

4°g. 2/8 Tsetang
Si dedica la giornata alle visite di Tsetang e Yarlung iniziando dal tempio di Tradruk, la cui fondazione è attribuita a Songtsen Gampo nell’VIII secolo. La struttura architettonica è simile al Jokhang di Lhasa e l’interno regala una splendida atmosfera con molte cappelle affrescate e statue di fine fattura; vi sono custodite anche alcune importanti reliquie. Si prosegue lungo la valle dello Yarlung, ricchissima di testimonianze che risalgono all’origine della storia del Tibet, con la visita del Yumbulagang, tra i luoghi più pittoreschi, che fu il primo palazzo degli antichi re ed è stato restaurato nel 1982. Ci continua con il sito delle tombe dei re di Yarlung, dove primeggia il grande tumulo di Songtsen Gampo, su cui è stato costruito un piccolo tempio da dove si ha una stupenda visuale verso il Gompa di Riwo Dechen. I tumuli dei re di Yarlung non sono mai stati oggetto di scavi archeologici e pare che non siano stati profanati: la tradizione tramanda che sotto il tempio dedicato a Songtsen Gampo vi siano interrati cinque templi a struttura mandalica, con la salma del grande re posta nel tempio centrale e circondata da innumerevoli tesori. Ci si reca quindi a due delle grotte di meditazione più venerate di questa parte del Tibet. La prima, Bairo Phuk, è il minuscolo eremo utilizzato nell’VIII secolo da Vairochana, uno dei discepoli principali di Guru Padmasambhava, o Guru Rimpoce per i tibetani. A Rechung Phuk si ritirò il prediletto discepolo di Milarepa, il grande Rechung; il monastero è stato distrutto dai barbari invasori, ma i tibetani hanno ripristinato il tempio all’ingresso della grotta che conserva oggetti appartenuti al grande mistico. I partecipanti potranno valutare se, stante la poca acclimatazione, sia meglio ammirare questi luoghi da più lontano o se fare i brevi percorsi a piedi che ci arrivano; se si dovesse ‘scegliere’, si consiglia Rachung Phuk, un sito che storicamente è più significativo.

5°g. 3/8 Tsetang – Samye
Si attraversa lo Tsangpo su un ponte nei pressi della città e se ne risale il corso attraverso una zona dove inaspettatamente si trovano grandi dune di sabbia, immerse in questo grandioso ambiente d’alta quota, fino a Samye. E’ il più antico monastero buddista del Tibet, fondato nell’VIII secolo da Guru Rimpoce, nei pressi di una zona di belle dune di sabbia non lontano dallo Tsangpo; il tempio principale, costruito su 4 livelli, rivela affreschi di bellezza indimenticabile e all’interno del grande recinto sacro, delimitato da un lungo muro circolare sormontato da piccoli chorten, si trovano diversi templi e grandi Stupa. La forma mandalica dell’insieme si ammira nella luce migliore al tramonto dalla vicina collina del Hepori, dove si trova un tempietto in cui spesso la sera un monaco recita le preghiere di buon auspicio alla divinità protettrice che qui risiede e la tradizione dice essere un potente demone soggiogato da Guru Rimpoce. Si alloggia presso la ‘Monastery Guest House’, un semplice hotel che è il miglior alloggio disponibile, che richiede un po’ di adattabilità ma le stanze sono dotate di servizi ed è ubicato a pochi passi dal tempio.

6°g. 4/8 Samye – Tsetang
Ci si reca al vicino eremo di Chimpu, dove alla base del monte un piccolo monastero ospita giovani monache; per chi se la sente, passeggiando lungo il sentiero che si inerpica sul monte alle spalle del Gompa, tra formazioni di grandi sassi e il bosco s’incontrano le casupole di solitari monaci e monache, piccoli templi e grotte di meditazione utilizzate dai maestri spirituali: qui si ritirarono anche Guru Rimpoce e Atisha e chi vi giunge con rispetto potrà essere invitato in alcuni di questi potenti luoghi d’energia spirituale dai sereni meditatori che hanno posto qui la propria dimora. Tornati a Tsetang si effettua una passeggiata nella parte vecchia, visitando tempo permettendo anche il convento femminile e il tempio tibetano. Sistemazione presso il medesimo hotel utilizzato nel giorno dell’arrivo.

7°g. 5/8 Tsetang – Gyantse
Lasciata Tsetang si risale il corso dello Tsangpo e si sosta al monastero sakyapa di Gonsar Chode, dove molti degli affreschi originali sono sopravvissuti alle vicissitudini dell’invasione cinese. Si lascia la grande valle dello Tsangpo salendo verso sud al passo di Gampa (4794 mt) che offre una visuale indimenticabile sul vasto specchio turchese dello Yamdrok Tso, una delle perle naturali del Tibet, incastonato tra magnifiche vette di cui alcune superano i 7000 metri. Raggiunte le sponde del lago se ne segue il perimetro per un bel tratto e con una deviazione ci si reca al monastero di Samding, uno dei rari siti dell’esoterica scuola dei Bodonpa che risale al XII secolo, la cui badessa è riconosciuta come una Kandroma (dakini) ed è considerata una delle maestre spiritualmente più elevate del Tibet. La posizione è fantastica, con grandiosi panorami sui monti e sul lago, e nel Gompa si trovano molti affreschi recentemente restaurati. Proseguendo, si valica lo spettacolare passo di Khari (5045 mt) dove la strada passa tra le pasture degli yak sfiorando i poderosi ghiacciai del Nyengchen Kang Ksa, la cui vetta si staglia oltre i 7000 metri, e, dopo aver costeggiato un lago di origine artificiale, si arriva a Gyantse, dove si alloggia all’hotel Yeti.

8°g. 6/8 Gyantse
Gyantse è la città del Tibet Classico meglio preservata. L’enclave monastica prima delle distruzioni perpetrate conteneva 16 collegi monastici appartenenti a diverse scuole; fortunatamente il tempio principale, lo Tsuklakhang (XV sec.) e la costruzione più preziosa, l’inestimabile stupa di Kumbum, sono rimasti intatti. Lo “Stupa delle 100.000 divinità” è una struttura costituita da più piani progettati secondo una planimetria mandalica arricchita da 75 cappelle, statue e affreschi: chi è in grado di decifrarne la complessa simbologia può leggervi l’intero percorso iniziatico del misticismo tibetano. La visita al castello di Gyantse regala un’ottima panoramica sul complesso, sulla cittadina e le valli circostanti.

9°g. 7/8 Gyantse – Shigatse
Prima di arrivare a Shigatse una breve deviazione porta a Shalu, sito del tempio di Serkhang Tramo, che conserva un’antica atmosfera dove si indovinano interessanti affreschi nella penombra; fu qui che Buton Rimpoce nel XIV secolo editò i 227 volumi del Canone Buddista Tibetano; nei pressi si trova l’antichissimo tempio di Gyengong Lhakang, fondato nel 997. Giunti a Shigatse, seconda città del Tibet, ci si reca a visitare il grandioso monastero di Tashilhumpo fondato dal primo Dalai Lama nel 1447, uno dei più grandi del Tibet, con molti templi e sale dove sono conservati inestimabili tesori tra cui primeggiano i giganteschi Stupa dei Panchen Lama. Dopo una passeggiata nella parte vecchia della città ci si sistema al Manosarowar hotel.

10°g. 8/8 Shigatse – Sakya
Si lascia Shigatse seguendo la strada che porta verso Lhartse e il Nepal lasciandola per seguire una valle che riporta verso nord al fiume Tsangpo, attraverso uno splendido ambiente rurale; sul percorso si sosta per una visita ad un antico tempio Bodompa, piccolo magico luogo situato in uno splendido villaggio rurale, interessantissimo da visitare. Giunti al fiume se ne risale il corso tra monti particolarmente cromatici fino al monastero di Puntshok Ling. Il complesso è posizionato a ridosso dei contrafforti rocciosi che delimitano l’ingresso di una valle che si apre verso sud ed è sovrastato da vaste fortificazioni che ne testimoniano il grandioso passato; all’interno si trovano affreschi preziosi e ben conservati. Si prosegue lungo lo Tsangpo fino al vecchio villaggio di Lhartse, dove si trova anche un interessante monastero. Si continua quindi per Sakya dove si alloggia presso il Sakya Manosarovar Hotel. Si dedica il tempo restante ad esplorare la collina di rimpetto al tempio principale, dove vi sono molti templi, tra cui quello edificato di fronte alla grotta del grande Siddha Kunga Nienpo, mitico fondatore della scuola sakyapa, e il convento femminile.

11°g. 9/8 Sakya – Shigatse
Si inizia la giornata con la visita del colossale tempio – fortezza di Sakya. Già nelle torri perimetrali sono alloggiati dei templi e all’interno delle poderose mura si trovano una serie di edifici importanti, tra cui la casa dell’Abate accanto a cui si trova un impressionante Gonkhang, e, se si sale sul tetto del tempio centrale, si trova la cappella del protettore principale, luogo di grande forza esoterica. Ma è dal cortile più interno che si accede a tre colossali Lhakhang, con una profusione di affreschi e reperti artistici eccezionali: a sinistra quello dedicato alle cerimonie rituali, a destra uno che conserva colossali Stupa dei maestri storici dei Sakya e incredibili affreschi di mandala e, di fronte, la sala principale dove nella mistica penombra vi sono statue di fattezza perfetta. Dietro a questo tempio si trova una delle biblioteche più preziose del Tibet, con migliaia di testi originali posti su scaffali alti una diecina di metri o più. Completata la visita si torna verso Shigatse, seguendo la comoda strada che giunge dal Nepal, valicando un alto passo attraverso un ambiente naturale molto bello. Nei pressi della città ci si reca al monastero di scuola Sakya di Ngor e a Nartang, un complesso di cui restano ancora buona parte delle mura perimetrali, dove è custodita un’antica collezione delle matrici in legno del Kangyur, il Canone Buddista Tibetano, che si dice risalire all’epoca di Buton Rimpoce che ne fu l’editore nel XIV secolo. A Shigatse si alloggia nel medesimo hotel utilizzato nell’ottavo giorno.

12°g. 10/8 Shigatse – Lhasa
Si risale il corso dello Tsangpo verso est fino al ponte che porta verso le valli di Oyuk; lo si attraversa giungendo con una strada sterrata al monastero bön di Yungdrungling, uno dei principali centri di questa religione, in buona parte ricostruito, che contiene alcune interessanti statue e una serie di mandala dipinti tipici di questa scuola tibetana. Nell'ampia piana alluvionale sottostante si trova un tipico villaggio rurale tibetano. Tornati alla strada principale si continua il viaggio fino alla confluenza col fiume Kyuchu, di cui si risale il corso fino a Lhasa; prima di giungere in città si visita il monastero di Nyetang Dolma Lhakhang, storicamente importante perché fu la dimora di Atisha, con reperti artistici belli e importanti. A Lhasa si alloggia presso l’hotel Gang Gyen, situato nella città vecchia.

13°g. 11/8 Lhasa
Giornata dedicata alla visita di Lhasa. Al mattino ci si reca al Potala e al palazzo estivo, il Norbulingka. Si dedica il pomeriggio alle visite della città vecchia che è fortunatamente ancora abitata in prevalenza da tibetani, iniziando dalla magnifica cattedrale del Jokhang e passeggiando dal Barkor, il circuito sacro che la circonda, fino al convento di Ani Tshamkhung e al tempio di Ramoce, che fu fondato nel medesimo periodo del Jokhang e ospitò la sede del collegio tantrico del Gyuto, toccando anche altri siti minori, cari al cuore dei tibetani.

14°g. 12/8 Lhasa
Si visitano le università monastiche poste negli immediati dintorni di Lhasa, iniziando da Drepung che prima dell’invasione era la più grande del Tibet, dove ci si reca anche al tempio di Nechung, una volta sede dell’Oracolo di stato tibetano che conserva dipinti difficilmente visibili altrove. Nel pomeriggio si visita l’università di Sera, dove spesso si può assistere al dibattito dei monaci, e si rientra nella città vecchia a curiosare nel Barkor.

15°g. 13/8 Lhasa e volo di rientro
Il volo della Air China parte alle 12.55 con arrivo a Chengdu alle 15.05 (orari da confermare – vi sono anche dei voli più tardi ma non è prudente prenderli per non avvicinarsi troppo all’ora dell’imbarco del transcontinentale). Ci si trasferisce al terminal internazionale per l’imbarco sul volo di rientro; il volo della Etihad parte per Abu Dhabi alle 21.15.

16°g. Domenica 14 agosto, arrivo a destinazione
Arrivo ad Abu Dhabi all’1.00; si riparte per Milano Malpensa alle 2.25 con arrivo alle 7.15. Per gli orari di altre destinazioni contattare Amitaba.

 

L'altaquota del Tibet

Andare in Tibet significa sperimentare la vita ad altitudini che non ci sono abituali: Lhasa stessa si trova a 3600 metri di altitudine e la città di Tsetang è di poco più bassa. La buona riuscita di un viaggio quindi deve sempre tenere in considerazione questo fattore. Per l'adattamento è necessario prevedere una gradualità di salita e bisogna non esagerare negli sforzi fisici nei primi giorni. L’itinerario previsto tiene conto di queste esigenze; si valicano anche dei passi piuttosto alti, ma la quota di questi non deve preoccupare perché poi si scende a elevazioni inferiori. La sosta più alta è a Sakya (4275 mt), dove si giunge dopo 8 giorni di permanenza sull’altopiano.

Molte persone hanno avuto un riscontro positivo utilizzando il diuretico Diamox, somministrato in dosi minime ma preventive (1/2 pastiglia mattino e sera da 36 ore prima della salita in quota e per le prime 36 ore in quota, totale: 3 pastiglie) accompagnato dall’ingerimento di almeno 2/3 litri di liquidi al giorno. Il farmaco si è inoltre rivelato utile anche per un uso successivo al manifestarsi dei sintomi del mal di montagna. Per l’utilizzo di Diamox è necessario però rivolgersi al proprio medico.

Si consideri comunque che migliaia di persone affrontano queste difficoltà senza particolari disturbi.

 

Clima e attrezzatura

Nei centri principali del Tibet Classico è raro che la temperatura notturna scenda sotto i 5°c e le massime sono di circa 20°c. Si tenga presente che alle alte quote del Tibet le escursioni termiche possono essere notevoli e il sole può bruciare la pelle nonostante l’aria fresca. Possono esserci piogge, che solitamente se si verificano sono di breve durata; ma negli ultimi anni anche in Tibet il clima è meno prevedibile. E' opportuno attrezzarsi con indumenti caldi per passare con tranquillità le serate più fredde; si consiglia di portare dei capi in pile e una giacca da montagna possibilmente in goretex piuttosto larga sotto cui indossare degli strati termici. Scarpe comode, e un paio di scarponcini caldi adatti ai percorsi a piedi. Portare anche un piccolo zaino per gli oggetti d’uso giornaliero. E’ importante un buon paio di occhiali perché la luce solare può essere particolarmente intensa; anche guanti, cappello, creme da sole efficaci, protettivo per le labbra, quanto serve per lavarsi e una pila, possibilmente frontale. Per chi ama la fotografia, si consiglia di portare il filtro polarizzatore.

Chiudi ×