Informazioni utili

Da: domenica 18 febbraio 2018A: giovedì 8 marzo 2018Durata: Da 18 a 25 o a 33 giorni

Estensione iniziale da: sabato 10 febbraio 2018

Estensione finale a: martedì 13 marzo 2018

Guida: Alessandro ZuzicPartecipanti: massimo 12

 

Questa spedizione esplorativa è stata messa a punto con grande attenzione per creare un percorso intenso, assolutamente autentico, che possa essere annoverato tra le grandi esperienze di una vita. Dopo una prima parte opzionale (che prevede la visita delle parti storiche dell’altopiano etiope con Axum, il Parco del Simien, Gondal, il lago Tana con le isole sacre e le cascate del Nilo) si raggiunge la parte meridionale del Paese per un incontro con le realtà tribali e si giunge al remoto mausoleo del grande santo sufi Sheick Hussien quando si svolge il pellegrinaggio annuale. Arrivati alla città santa di Harar si potrà poi decidere se rientrare o seguire un’ulteriore avventurosa estensione.

 

 

Tappe

Mappa del percorso - per l'itinerario interattivo cliccare sopra

(Per le tappe dell'estensione iniziale, si veda Etiopia: Rotta storica)

 

Completata l’estensione iniziale (opzionale) si parte per il sud, dove si pongono i primi campi tra le genti Surma e nel Parco dell’Omo, condividendo la vita di alcuni villaggi e, man mano che ci si sposta in direzione orientale per arrivare alle montagne del Bale, si scopre uno spettro ampio e piuttosto approfondito delle popolazioni che rendono così speciale quest’area del mondo. Oltre all’incontro coi Surma ci si avvicina agli Oromo, Kefficio, Benci, Dizi, Niangatom, Karo, Hamer, Konso, Borana, Arsi ed Harari oltre a gruppi nomadici anche somali. Ogni etnia ha lingua, tradizioni e caratteristiche diverse, nonostante popolino aree situate a distanze piuttosto brevi le une dalle altre, un fatto questo strabiliante e non facilmente spiegabile. Il contesto naturale che forma i loro habitat sarebbe anche solo di per sé un motivo assolutamente appagante per un viaggio; si visitano diversi Parchi Nazionali ed aree protette tra foreste, savane, grotte, altopiani, catene di altissime montagne (oltre i 4000!), fiumi e gole.

Superati i monti del Bale si arriva sugli altopiani sud orientali, anche questa una regione selvaggia con aree nomadiche, per seguire il momento culminante di un pellegrinaggio sufi che ha reminescenza decisamente bibliche, anche per i costumi ed i volti delle persone, che si svolge nel luogo dove tra il X e l’XI secolo visse Sheick Hussien. Per la ricorrenza vi si radunano genti della regione ed un gran numero di pellegrini giunti per celebrare la memoria del santo cantando gli inni sacri al ritmo dei tamburi: un momento magico in particolare alla sera, quando si riesce a percepire la forza spirituale di un Islam antico, libero dalle costrizioni medievali imposte dai sunniti.
Da qui si prosegue per la città santa di Harar, un vero gioiello per la sua peculiare conformazione architettonica, ottimamente preservata, da dove si potrà rientrare ad Addis Abeba o proseguire per il Somaliland e il Gibuti.

L’estensione finale porta a Las Geel, il sito di arte rupestre recentemente rilevato ed ora considerato tra i più interessanti dell’Africa, e fino alla costa del Somaliland a Berbera; quindi nel Gibuti per ammirare la Dancalia meridionale coi laghi Abbe (famoso per i camini calcarei di origine vulcanica) e Assale (ben 120 mt sotto il livello del mare, se pur a poca distanza dall’oceano), il golfo di Goubet, i litorali dove le sabbie si mischiano alle colate nere della lava e così via.

NB: per la partecipazione a questa parte si leggano le note specifiche.

 

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Grotta di Sof Omar

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Sheick Hussien

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Sheick Hussien

 

Guida il viaggio Alessandro Zuzic, fondatore di Amitaba, che ha curato personalmente tutti i dettagli del viaggio; sono previsti al massimo 12 partecipanti.

 

Nota tecnica

Gran parte del viaggio si svolge al di fuori dei circuiti turistici, ed è adatto a viaggiatori con spirito di adattamento che sappiano rinunciare alle abituali comodità. Nell’estensione iniziale si utilizzano strutture alberghiere e servizi di livello europeo. Per la parte principale del viaggio sono necessari in tutto otto campi mobili, prima tre e poi cinque consecutivi. Amitaba fornisce il materiale da campeggio, salvo il sacco lenzuolo o il sacco a pelo, inclusa l’attrezzatura da cucina; il cibo nei campi è preparato da un nostro cuoco. Le altre sistemazioni per questa parte variano di qualità e comunque si utilizzano le migliori disponibili. Per l’estensione finale, il cui tratto che si svolge in Somaliland esige una manleva scritta inerente la responsabilità sull’esecuzione del medesimo a favore di Amitaba, si utilizzano strutture alberghiere che possono richiedere una certa capacità di adattamento ed un campo fisso.
In merito ai trasporti, per la parte principale si utilizzano veicoli 4x4, tipo Toyota Landcruiser, Mitsubishi o simili; un pulmino nella parte iniziale e le jeep per l’escursione nel Parco di Simien; veicoli 4x4 in Somaliland e Gibuti.
Il clima nell’arco del viaggio varia molto, si attraversano diverse regioni temperate ed aree dove si possono avere oltre 30°C, in particolare nel Gibuti. Ci si aspetta un clima generalmente secco, ma non possono essere escluse piogge in particolare nelle aree montane.
Come attrezzatura è importante portare un sacco lenzuolo e / o un sacco a pelo leggero e può essere utile anche una zanzariera, in particolare per chi si reca al lago Abbe in Gibuti, oltre ai soliti repellenti. E’ necessario essere abbigliati per temperature più basse nelle zone di montagna, si consigliano le giacche antivento ed acqua usate nei trekking e dei pile, e scarpe adatte ai percorsi a piedi su terreni anche sassosi, oltre ad un copricapo e occhiali da sole.
Per l’ingresso nei paesi serve un passaporto con validità minima di sei mesi. Il visto etiope viene rilasciato all’arrivo, previo suo pagamento. Per l’estensione finale il permesso d’ingresso per il Somaliland viene rilasciato ad Addis Abeba; il visto d’ingresso in Gibuti viene rilasciato in aeroporto. E' necessario portare alcune foto tessera.

 

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Bimbo surma

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Villaggio Surma

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Surma

 

 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

ESTENSIONE INIZIALE: LA ROTTA STORICA 

(Per maggiori dettagli, vedi programma completo Etiopia: La rotta storica)

1°g.    Sabato 10 febbraio, partenza per Addis Abeba   

2°g.    11/2 Addis Abeba – Axum   

3°g.    12/2 Axum   

4°g.    13/2 Axum – Debark   

5°g.    14/2 Debark – Parco del Simien (Kosoye)   

6°g.    15/2 Parco del Simien – Gondar   

7°g.    16/2 Gondar – Bahar Dar   

8°g.    17/2 Bahar Dar: Lago Tana   

9°g.    18/2 Bahar Dar – Addis Abeba   
Nel corso della mattina ci si reca al mercato e si fa una visita in città. Il volo della Ethiopian per Addis Abeba parte alle 13.00 con arrivo alle 14.00 (orari da confermare). Giunti nella capitale ci si accomoda presso l’hotel Caravan e si cena con i compagni che seguono solo questa prima parte del viaggio.

 

PROGRAMMA PRINCIPALE: SURMA, VALLE DELL’OMO, BALE E SHEICK HUSSIEN

Partenza per chi segue solo questa parte:

1°g.    Domenica 18/2, partenza per Addis Abeba  
Per raggiungere Addis Abeba, capitale dell’Etiopia, si possono scegliere diverse compagnie aeree; se si utilizza la Ethiopian Airlines si ha il vantaggio di un prezzo più basso per i voli interni utilizzati nel corso del viaggio. Con Ethiopian la partenza da Milano Malpensa è alle 22.50 e se si parte da altre città italiane si utilizzano dei voli in connessione su Malpensa.

 

Programma comune:

2°g. o 10°g. - 19/2 Addis Abeba  
L’arrivo ad Addis Abeba è alle 7.00, dove è in attesa dei partecipanti la guida locale. Si raggiungono presso l’hotel Caravan il capogruppo italiano ed i compagni di viaggio che hanno seguito l’estensione iniziale, dove le stanze vengono assegnate dalle 12.00 o, se disponibili, anche prima; nella giornata di oggi vengono eseguite dal nostro corrispondente le pratiche necessarie al rilascio dei permessi per chi si reca in Somaliland, che richiedono di esibire il passaporto (NB: si ricorda che l’accesso in Somaliland non è coperto dal “Contratto di viaggio” e dalle assicurazioni, come meglio specificato nella sezione appropriata). Oggi si visita la città di Addis Abeba cominciando subito dopo la colazione con un programma che nella parte iniziale è uguale a quello dell’11/2 (Museo Nazionale e Museo Etnografico) a cui poi si aggiunge la visita della Cattedrale della Santissima Trinità, dove riposano le spoglie di figure illustri della storia etiope, tra le quali spicca naturalmente quella dell’ultimo imperatore, Haile Sellassie. Chi ha già seguito il programma dell’11/2 potrà saltare la parte iniziale.

3°g. o 11°g. - 20/2 Addis Abeba – Gimma – Bonga  
Il volo della Ethiopian per Gimma parte alle 9.00 con arrivo alle 9.55 (orari da confermare). Questa cittadina a sud ovest della capitale è il capoluogo della regione Kefa, patria del caffè del tipo “arabica”; qui la popolazione principale è costituita dagli Oromo, il gruppo tribale più numeroso del Paese che è suddiviso in dodici sottogruppi e conta ben 200 clan diversi. All’aeroporto sono in attesa gli autisti con i mezzi fuoristrada con a bordo l’attrezzatura necessaria. Si parte proseguendo in direzione sud ovest per Bonga attraversando una delle poche foreste pluviali dell’Etiopia: in questa regione ha avuto origine il caffè ed ancora oggi esistono alcune qualità di caffè selvatico che si cerca di proteggere. Arrivo in serata nella grande piantagione di caffè statale di Bonga: è una delle più grandi dell’Etiopia e oltre al caffè vi si coltivano alcune varietà di spezie. Si pernotta presso la Guest House di Bonga. Questa zona è abitata dalla popolazione dei Kefficio.

4°g. o 12°g. - 21/2 Bonga – Kibish  
Si inizia la giornata facendo una breve passeggiata tra i villaggi dei Kefficio e la bellissima foresta di caffè. Il viaggio prosegue quindi per Mizan Teferi, 116 km a sud ovest, attraverso paesaggi verdi e grandi coltivazioni di tè; qui si sosta all’ufficio del turismo della regione per ritirare i permessi necessari per viaggiare nella regione dei Surma. Si prosegue quindi verso sud lasciando alle spalle le grandi piantagioni di caffè e la bellissima foresta di Bebeka abitata dalla popolazione Benci arrivando alle montagne alte fino a 2500 mt che circondano la valle del fiume Kibish quasi a semicerchio abitate dalla popolazione Dizi. Si scende ora verso la valle del fiume Kibish, affluente dell’Omo, un piccolo fiume che segna il confine con il Sudan del Sud, che è l’area di insediamento dei Surma; si  arriva nel tardo pomeriggio in un loro piccolo villaggio, dove si pone il primo campo. La tappa di oggi è lunga, si coprono circa 415 km in circa 8 ore di viaggio.

5°g. o 13°g. - 22/2 Kibish (villaggi Surma)  
In questa giornata si effettuano delle escursioni a piedi alla scoperta dei villaggi Surma nei dintorni del Kibish. I Surma sono grandi  allevatori di vacche e capre e sono rimasti chiusi, più ancora delle popolazioni vicine, in un secolare isolamento. Alti e snelli, con i caratteri tipici dei popoli nilotici, sono divisi in tre principali clan: Suri, Chai e Tirma, con altri sottoclan più piccoli. Con i Mursi, che risiedono nella valle dell’Omo, fanno parte di quell’ormai sparuto gruppo di etnie le cui donne portano ancora il piattello labiale, tondo presso i Mursi, tondo, triangolare o trapezoidale presso i Surma. L’arte corporale riveste molta importanza: la decorazione è ottenuta spalmando sul viso e sul corpo un impasto di acqua e caolino sul quale vengono tracciati con le dita segni seguendo moduli decorativi che cambiano di volta in volta. Un’altra peculiarità dei Surma è la pratica del “donga”, il combattimento rituale con i bastoni che i Suri praticano dopo la stagione delle piogge quando si confrontano due o più duellanti con lo scopo di dimostrare il proprio valore alle ragazze nubili. Nel pomeriggio rientro al campo di Kibish.

6°g. o 14°g. - 23/2 Kibish – Parco dell’Omo  
Ci si sposta al Parco Nazionale dell’Omo, che dista una settantina di chilometri da Kibish; è il più grande del Paese e si estende a ovest del fiume Omo. La sua fama nasce dalla presenza dello Swaynes Hartebeest (Alcelaphus Buselaphus Swayner), un’antilope endemica dell’Etiopia in pericolo di estinzione. Con un po’ di fortuna si riuscirà ad avvistarla, oltre agli esemplari della grande fauna selvatica: bufali, elefanti, giraffe, ghepardi, leoni, zebre, orici. Sistemazione al campo.

7°g. o 15°g. - 24/2 Parco dell’Omo – Karo – Turmi  
Si lascia il Parco Nazionale dell’Omo in direzione di Kangaten e con due ore circa di percorso si raggiungono le terre abitate dai Niangatom, un popolo di lingua nilo-sahariana che vive sulle sponde occidentali del fiume Omo. Attraversato il fiume si prosegue per i territori dei Karo, che si affacciano sulle sue rive e ne coltivano le sponde con l’abbassarsi del livello delle acque. Questa interessante etnia fa parte del ceppo a cui appartengono anche gli Hamer ed i Benna, l’ornamento più vistoso delle donne è rappresentato dall’intreccio di numerose collane costruite con i materiali più disparati, mentre gli uomini si dipingono il corpo con linee bianche di cenere ed impugnano la lancia, fedeli all’antico rituale di preparazione alla caccia o alla guerra. Si continua il viaggio arrivando a Turmi, dove si alloggia e si cena presso il Busca Lodge; oggi si percorrono circa 215 km impiegando approssimativamente 4 ore. Se si arriva nella zona di Turmi per tempo si potrà decidere se passare dal mercato di Demeka, frequentato dagli Hamer, che termina però verso le ore 14.00.

8°g. o 16°g. - 25/2 Turmi – Regione degli Hamer – Konso  
Nel corso della mattina si visitano dei villaggi Hamer; si percorrono piste che si snodano in un ambiente di savana punteggiata da acacie, a cui fanno da sfondo, in lontananza, le montagne. Gli Hamer sono uno dei gruppi etnici più curati dal punto di vista estetico; le donne usano acconciarsi i capelli in deliziosi caschetti ottenuti arricciando le ciocche con argilla mescolata a burro o grasso di animale, portano collane di conchiglie cauri e indossano un tipico gonnellino in cuoio orlato con borchie metalliche ed anelli di ferro. L’ornamento caratteristico delle donne da sposare consiste in una visiera metallica detta “kallè”, le donne sposate si distinguono invece per il massiccio collare in ferro. Si prosegue quindi per Konso, che dista da Turmi 4 ore circa di strada in direzione nord est; arrivo e sistemazione presso il Kanta lodge. I Konso sono un popolo sedentario insediato in un ambiente collinare e pietroso che utilizza villaggi frazionati e protetti da muri di pietra a secco, gli stessi che delimitano e sostengono i complicati terrazzamenti agricoli; si visitano alcuni villaggi. Si cena nel Lodge.

9°g. o 17°g. - 26/2 Konso – Yabelo ed escursione a El Sod  
Con un centinaio di chilometri di pista si raggiungono verso sud est Dublock e Yabelo: qui il fiume Sagan segna il confine tra le terre dei Konso e dei Borana. Ci si inoltra in un'area caratterizzata da un bel paesaggio di savana con acacie ad ombrello e alti termitai di terra rossa: è la terra dei Borana, un popolo di allevatori che appartiene alla grande famiglia degli Oromo. A Yebelo si prende alloggio presso il Yebelo Motel e si fa un’escursione al cratere di El Sod, nella cui profondità si è formato un lago; qui i Borana raccolgono il sale, immersi nell’acqua, facendo uso di lunghe pertiche, ed è il luogo dove vi sono le "fonti che cantano" – così chiamate perché la raccolta dell’acqua, che avviene dopo che ha piovuto, è eseguita con caratteristici canti.

10°g. o 18°g. - 27/2 Yabelo – Neghele Borana  
Partenza per Negele Borana via Megga, una tappa di trasferimento. Durante il percorso pianeggiante si attraversa una foresta di acacie e altra vegetazione di clima temperato; si potranno avvistare numerosi dik dik, gazzelle di Grant e le antilopi giraffa. Queste terre sono abitate dai popoli borana etiopici e borana kenioti, che emigrano con i loro animali alla ricerca di pascoli ed acqua, e occasionalmente si incontrano anche i pastori nomadi provenienti dai confini della Somalia. Arrivati a Neghele Borana, situata a nord est di Yabelo, sistemazione in campo; si percorrono circa 335 km in 4 o 5 ore.

11°g. o 19°g. - 28/2 Neghele Borana – Foresta di Haranna – Sennati  
Partenza per i monti Bale, un percorso caratterizzato dall’attraversamento della bella foresta ad alto fusto di Harenna, ricca  di varietà  endemiche  di piante e fiori. A metà del percorso si attraversa il fiume Ghenale e si sale verso l’altopiano di Sennati attraversando una bellissima foresta di eriche arboree e raggiungendo i 4000 mt di altitudine; qui con una passeggiata si può raggiungere la cima del Tullu Demtu (4377 mt), la seconda montagna per altezza dell’Etiopia, da dove la vista spazia sull’immenso altopiano. Si prosegue per l’area di campo dove si possono fare passeggiate per avvistare il lupo abissino, una specie in via di estinzione. Si percorrono circa 245 km in 4 o 5 ore.

12°g. o 20°g. - 1/3 Sennati – Sof Omar  
Partenza per la grotta di Sof Omar, che fu un discepolo del santo sufi Sheick Hussein, molto venerato in questa regione, si segue una bella  pista attraverso grandi piantagioni di orzo e grano delle popolazioni Arsi, anche queste appartenenti alla grande famiglia degli Oromo. Giunti al sito si visita a piedi la grotta che per grandezza è la terza dell’Africa orientale; venne scavata  dal fiume Web nella bianca roccia calcarea della montagna e può essere attraversata a piedi per 17 km fino all’uscita , ma il punto fino a dove può essere percorsa dipende dal livello del fiume. Si pone il campo nel villaggetto nei pressi dell’ingresso della grotta. La tappa è di circa 160 km, circa 3 ore di viaggio.

13°g. o 21°g. - 2/3 Sof Omar – Sheick Hussien  
Nella mattina si visita il mercato settimanale di Sof Omar, interessante anche per l’incontro tra le popolazioni cristiane e musulmane della zona. Quindi si parte per il santuario di Sheick Hussien che dista circa 140 km, un viaggio ci circa 3 ore; si sosta per il pranzo nella città di Ginir.  Questa è la regione situata ai bordi della grande terra dell’Ogaden, abitata dai nomadi somali. Arrivo al villaggio di Sheick Hussien nel tardo pomeriggio dove si pone il campo; la zona pullula di pellegrini giunti per la grande celebrazione del santo sufi, una situazione decisamente unica.

14°g. o 22°g. - 3/3 Sheick Hussien  
Giornata dedicata alle celebrazioni in onore del santo sufi Sheick Hussien, il cui nome in linguaggio Arsi viene tradotto con “ Essere Supremo”. La figura di quest’uomo che visse tra l’XI ed il XII secolo è intrisa di leggende e nel corso dei secoli stuoli di pellegrini etiopi, kenioti e somali hanno venerato il santuario posto nel luogo dove egli visse. Accompagnati dallo Sheickh Umet, il capo spirituale della comunità che illustra le storie e le leggende, un interessante mistico personaggio con il capo ricoperto da un copricapo di  perline colorate, si visita il sito. Ci si reca alla  moschea che ha le pareti bianche intonacate da un gesso che i fedeli si spalmano sul viso, alla tomba di Sheick Hussien ed al laghetto di acqua santa (lo Zemzem ) in cui i fedeli per curarsi si immergono e ne bevono l’acqua. Le numerose leggende che  rendono così vivo ed affascinante il celebre sufi sono rievocate oralmente dai fedeli e sono oggetto dei canti religiosi, in particolare il santo viene venerato con gli inni “Baahro”, un termine che deriva dalla parola araba “Bahar” utilizzato dagli Arsi con il significato di “mare” inteso come “potenza della natura”, una qualità  attribuita al santo che ne indica la generosità e la benevolenza. Ascoltare i canti è affascinante anche per la loro forza, alimentata dall’ardente fervore religioso dei  pellegrini. In particolar modo alla sera la celebrazione diventa più intensa, quando tutti i fedeli si uniscono nel canto degli inni al ritmo dei tamburi.

15°g. o 23°g. - 4/3 Sheick Hussien – Asebe Teferi (Asba Littoria)  
Si lascia, forse a malincuore, l’ultimo campo posto in questo luogo sospeso nel tempo seguendo un tracciato in direzione nord che porta a Asebe Teferi, circa 270 km che richiedono circa 6 ore di viaggio. Si attraversano molti villaggi Oromo e si gode di paesaggi panoramici in particolare sulle gole formate dal fiume Wabe Shebele che nasce tra le montagne di queste regioni e fluisce nell’Oceano Indiano. Si alloggia e si cena presso l’Agape Lodge.

16°g. o 24°g. - 5/3 Asebe Teferi – Harar  
Si parte presto procedendo ora in direzione est per la stupenda cittadina musulmana di Harar, posta a 1885 mt sull’altopiano, che dista da qui circa 200 km, approssimativamente 5 ore di viaggio. Cena e pernottamento presso l’hotel Ras.

17°g. o 25°g. - 6/3 Harar  
Si visita questo gioiello: la città è circondata da mura secolari con 5 porte originali, divenute 7 nel 1889 durante il regno di Menelik, e nella parte vecchia la maggioranza degli abitanti è di etnia Harari; è considerata la quarta città santa dell’Islam, con tre moschee che risalgono al X secolo. Nel centro si trova una bellissima piazza circolare da cui si diramano le strade che confluiscono verso le diverse porte; si visita la chiesa ortodossa di Medane Alem, eretta da Menelik II, al cui interno sono conservate molte opere d'arte religiosa. Ci si reca anche alla casa del poeta francese Rimbaud ed ai mercati. In serata si potrà assistere al tradizionale rito dello sfamare le iene: un uomo porta da magiare a questi feroci animali che in questa occasione si possono vedere da molto vicino. Cena e pernottamento presso l’hotel Ras.

 

Per chi rientra:

18°g. o 26°g. - 7/3 Harar – Dire Daua – Addis Abeba e volo di rientro  
L’aeroporto di Dire Daua dista 60 km da Harar, circa un’ora di strada: fu fondata nel 1902 come stazione per la città di Harar lungo la ferrovia Addis Abeba – Gibuti costruita dai francesi. Sul percorso si sosta per la visita del coloratissimo mercato di Chat. Il volo della Ethiopian parte alle 12.25 con arrivo ad Addis Abeba alle 13.15 (orari da confermare). Giunti nella capitale si avranno a disposizione alcune stanze presso l’hotel Caravan per rinfrescarsi prima della partenza. Si effettua un giro in città e ci si potrà dedicare agli acquisti; si cena in un ristorante tipico che offre uno spettacolo folcloristico. Ci si reca quindi in aeroporto per l’imbarco sul volo di rientro; le partenza della Ethiopian sono per Milano Malpensa alle 23.40, via Francoforte, e per Roma Fiumicino alle 23.55 (volo diretto).

19°g. o 27°g. - Giovedì 8 marzo, arrivo a destinazione  
L’arrivo a Roma Fiumicino è previsto alle 3.55; a Milano Malpensa alle 10.15.

 

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Somalilang, Las Geel

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Somalilang, Berbera

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Gibuti, lago Abbe

 

ESTENSIONE: DAS GEEL E GIBUTI

NOTA BENE: la regione del Somaliland, dove sono ubicate Hargheisa, Las Geel e Berbera, è la porzione settentrionale della Somalia che corrisponde al territorio che in tempi coloniali fu la Somalia Britannica, che dal 1991 è diventato uno stato indipendente con capitale a Hargheisa. E’ uno stato non riconosciuto ufficialmente quindi questa regione dall’ONU è ancora considerata parte della Somalia, anche se il Somaliland è assistito dalle potenze occidentali tramite il Gibuti ed ha relazioni strette con l’Etiopia. E’ un territorio che non presenta i pericoli della Somalia e dove non si registrano problemi per i visitatori; in ogni caso si viaggia con una scorta armata, come nella Dancalia etiope. Chi decide di seguire questa parte lo fa a proprio rischio e responsabilità: Amitaba in quanto Operatore Turistico non può dare alcuna garanzia di prestazione per i servizi e la sicurezza in Somaliland in quanto la regione è formalmente parte della Somalia, quindi parte di un Paese dove il turismo è fortemente sconsigliato dalla Farnesina. Chi segue questo tratto del viaggio deve pertanto firmare a favore di Amitaba una manleva inerente la responsabilità sull’esecuzione del medesimo.

18°g. o 26°g. - 7/3 Harar – Hargeisa  
Si lascia Harar in direzione est; si attraversa la cittadina di Giggica, situata a 1600 mt, centro distrettuale della regione somala dell’Etiopia e arrivando alla frontiera con il Somaliland. Qui si cambiano auto e autisti e si prosegue fino alla capitale Hargeisa; si percorrono in tutto circa 260 km in circa 6 ore. Si alloggia presso l’hotel Maan Soor. La città è situata a 1334 mt di quota in una vallata dell’altopinao; ci si reca a visitare il mercato e l’area della vecchia moschea.

19°g. o 27°g - 8/3 Hargeisa – Las Geel – Berbera   
La mattina partenza per il sito di arte rupestre di Laas Geel “il pozzo  dove  si abbeverano i dromedari” (30 km), che per i dipinti è stato nominato la Cappella Sistina del  Corno d’Africa. Vi sono 10 grotte decorate con disegni di animali, soprattutto vacche che mostrano un paramento che sembra di tipo rituale. Dopo la visita si prosegue per la cittadina di Berbera, posizionata sul mare sul golfo di Aden circa 160 km a nord est, che fu per un periodo la capitale della Somalia Britannica prima del trasferimento del centro amministrativo a Hargeisa. Si alloggia sul litorale presso l’hotel Maan Soor, dove è piacevole goder del tramonto dalla spiaggia; si prevedono circa 5 ore di guida.

20°g. o 28°g. - 9/3 Berbera – Hargeisa – Gibuti  
Si lascia la costa del Somaliland e si torna alla capitale, un percorso di circa 3 ore. A Hargeisa ci si imbarca sul volo della Jubba Airways per Gibuti alle 12.00 con arrivo alle 12.30 (orari da confermare), dove viene rilasciato il visto d’ingresso in aeroporto all’arrivo. Gibuti è un importante porto sul Mar Rosso, l’unico sbocco al mare per l’Etiopia e strategico punto di presidio militare per diverse potenze occidentali. La parte vecchia è interessante da visitare, tra i vicoli con edifici coloniali ed il mercato. Si alloggia presso l’hotel Residence de l’Europe nella parte storica di Gibuti.

21°g. o 29°g. - 10/3 Gibuti – Lago Abbe  
La mattina partenza per il lago Abbe, posto ad ovest della città al confine con l’Etiopia. La parte gibutiana del lago, abitata dai pastori Afar, presenta formazioni calcaree alte fino a 50 mt, i resti di antichi camini vulcanici. E’ un paesaggio molto suggestivo, specialmente al tramonto e all’alba; si alloggia e si cena presso il Campement Touristique, dove gli alloggi sono piuttosto rudimentali ma vi sono servizi disponibili comuni e vi è un ristorante.

22°g. o 30°g. - 11/3 Lago Abbe – Sabbie Bianche (Tagiura)  
Dopo aver passeggiato all’alba nel paesaggio irreale dei camini vulcanici si parte per il Golfo di Goubet, punto più occidentale del Golfo di Tagiura, alla cui estremità si trova l’ “Isola del Diavolo”. Il paesaggio è magnifico, tra colate di lava nera ed il blu del mare. Arrivati a Tagiura proseguendo lungo la costa si alloggia presso l’Hotel du Golfe, sulla riva del mare.

23°g. o 31°g. - 12/3 Sabbie Bianche – Lago Assale – Gibuti  
La mattina relax sulla bella spiaggia “Le sable blanc”; dopo pranzo si lascia la cittadina bianca di Tagiura per andare al lago Assale, arrivando verso le 4 del pomeriggio. Il lago si trova molto vicino al golfo di Goubet, a nord ovest, ma è posto a 120 mt sotto il livello del mare. Si prosegue quindi per Gibuti, dove si alloggia nel medesimo hotel.

24°g. o 32°g. - 13/3 Gibuti – Addis Abeba e volo di rientro  
Giornata libera; vi è la possibilità di organizzare un’escursione in barca dove si trovano i coralli ed spesso si avvistano le tartarughe. Il volo della Ethiopian parte da Gibuti alle 19.00 con arrivo ad Addis Abeba alle 20.05 (orari da confermare) da dove si prosegue in transito (NB: vi sono dei voli per Addis Abeba anche in orari precedenti ma non è possibile ottenere un visto d’ingresso in Etiopia inferiore alle 24 ore). L’imbarco per il volo di rientro sia per Milano Malpensa che per Roma Fiumicino sono alle 23.55.

25°g. o 33°g. - Mercoledì 14 marzo, arrivo a destinazione  
L’arrivo a Milano Malpensa è alle 4.20; a Roma Fiumicino alle 3.55.

 

 

COSTO DEL VIAGGIO

€3000; + € 150 dopo il 15/12/2017 - Minimo 5 e massimo 12 partecipanti

Estensione iniziale "La rotta storica": € 1400, minimo 2 partecipanti

Estensione finale "Las Geel Gibuti": € 1200, minimo 3 partecipanti

La quota comprende: le spese di iscrizione, le Polizze Assicurative di viaggio (Viaggi rischio zero e polizza base Europ Assistance – su richiesta, su E.A. possono essere estesi i massimali con un costo di € 70 ed emessa la Polizza di Annullamento, che costa 4,8% del valore del viaggio), la prenotazione dei voli se richiesta, i trasporti, la pensione completa nel viaggio principale e la mezza pensione durante le estensioni con inclusa la cena del 18/2, le escursioni indicate nel programma, la presenza dell’accompagnatore italiano e di guide locali che in Etiopia parlano la lingua italiana.

La quota non comprende: i voli, che costano da € 650 a € 1250 in funzione della data di prenotazione e della compagnia prescelta, i visti, il supplemento per la camera singola, le bevande, le visite e le escursioni non in programma, le mance e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.
Voli: Amitaba scorpora dalla quota del viaggio il costo dei voli per permettere a coloro che ne hanno la possibilità di usufruire di eventuali sconti e/o tariffe agevolate o di effettuare autonomamente le prenotazioni.

Supplementi:  € 150 se si prenota dopo il 15/12/2017, € 230 per la singola ed € 220 aggiuntivi per la singola in ciascuna delle due estensioni. Nell’estensione iniziale con soli 3 partecipanti extra di € 200, con 2, extra di € 600.

Visti e documenti: per l’ingresso nei paesi serve un passaporto con validità minima di sei mesi. Il visto etiope viene rilasciato all’arrivo previo pagamento di $ 50 o corrispettivo equivalente in euro. Per l’estensione finale il permesso d’ingresso per il Somaliland viene rilasciato ad Addis Abeba (costa $ 50); il visto d’ingresso in Gibuti viene rilasciato in aeroporto all’arrivo e costa $ 80. Portare alcune foto tessera.

Riferimento valutario: il prezzo del viaggio è formulato con riferimento al cambio euro - dollaro del 21/7/2017 (Banca d’Italia): € 1 = $ 1,1642 corrispondente al valore in essere al momento della pubblicazione del programma.

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza "Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio" fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza "Booking sicuro" fornita da CBL Insurance. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.

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