Informazioni utili

Da: sabato 3 agosto 2019A: domenica 18 agosto 2019Durata: 15 giorni o 20

Estensione finale a: giovedì 22 agosto 2019

Guida: Teresa BiancaPartecipanti: massimo 12

 

Il Ladakh per la bellezza unica dell’ambiente naturale, la gradevolezza delle persone che vi abitano e l’interesse culturale e storico che offre è tra le aree più interessanti al mondo da conoscere. Il viaggio giova dell’esperienza ventennale di Amitaba, è molto completo e prevede anche di partecipare all’interessante festival himalaiano che si svolge presso l’antico monastero di Taktok. Si esplorano le valli dell’Indo fino a Mulbeck, il punto più occidentale della regione, incontrando oasi incastonate tra monti altissimi, villaggi e monasteri che hanno reso celebre questo mondo sospeso nel tempo; si arriva al lago turchese di Pangong, vera gemma dell’altopiano tibetano del Ciangtang; ci si reca a Nubra, il punto più settentrionale dell’India alle falde del Karakorum, dove tra le dune bianche si incontrano i cammelli bactriani e si scoprono i villaggi dei Baltì. Il percorso include tutti i siti principali ed anche luoghi non frequentati dal turismo ordinario, vicini al cuore della cultura locale.

Al termine è prevista un’estensione ai superlativi laghi dell’altopiano del Rupshu: Tso Moriri, Tso Kyagar e Tso Kar, dove vivono i pastori nomadi con i loro greggi di yak. E’ poi possibile ampliare ulteriormente il programma con una breve estensione ai siti classici indiani.

 

Lamayuru

Lamayuru

Monaco di Rizong

Monaco di Rizong

Nubra, dune a Hunder

Nubra, dune a Hunder

 

Accompagna il viaggio Teresa Bianca, che ha un’approfondita conoscenza dei territori e del mondo culturale del Ladakh, dove ha già condotto molti viaggi di Amitaba con un ottimo gradimento dei partecipanti. Si prevede un massimo di 12 partecipanti.

 

Tappe

Mappa del percorso - per l'itinerario interattivo cliccare sopra

Tutti i dettagli sono indicati di seguito, nel programma del viaggio. Per ulteriori informazioni sul territorio ed un approfondimento delle tematiche culturali e storiche si possono consultare le pagine del sito di Amitaba, con particolare riferimento alla sezione dedicata all’India himalaiana occidentale.

 

Donna ladakha

Donna ladakha

Rupshu, Tso Kyagar

Rupshu, Tso Kyagar

Chemrey Gompa

Chemrey Gompa

 

Una nota pratica

Gli spostamenti vengono effettuati con veicoli privati. A Leh si alloggia in un comodo hotel – si ricorda che il massimo standard disponibile in Ladakh è equivalente a quello di un nostro alberghetto di montagna, ma la pulizia è sufficiente, si dispone di stanze con bagno e acqua calda e l’hotel ha un generatore di corrente nel caso (…spesso) “salti” la luce. Durante l’escursione ad ovest di Leh si alloggia in piccoli alberghetti; queste sistemazioni richiedono un minimo di spirito di adattamento, si immagini una condizione simile a quella che da noi può offrire un rifugio alpino. Alcuni sono decisamente carini, arredati in tipico stile ladakho, e donano la piacevole sensazione di alloggiare con le famiglie locali. A Nubra si alloggia in un piccolo hotel e a Pangong in un campo fisso dotato di tende con letti, lenzuola e servizi. Durante l’estensione ai laghi del Rupshu si utilizzano campi fissi. A Delhi non è previsto l’utilizzo di hotel per via delle connessioni volo che non lo rendono necessario; se si preferisse, Amitaba potrà predisporre questo servizio e soddisfare ogni altra richiesta dei viaggiatori, con costi molto contenuti.

 

LA GUIDA

Teresa Bianca collabora con Amitaba da molti anni ed ha una lunga esperienza nella conduzioni di viaggi; la sua competenza culturale consentirà alle persone interessate di approfondire anche i contenuti filosofici del mondo ladakho. Dal 1993 risiede a Dharamsala in India dove ha approfondito la conoscenza del buddismo; tra le sue attività traduce in simultanea in italiano gli insegnamenti di S.S. il Dalai Lama ed ha insegnato le tecniche di traduzione di insegnamenti di filosofia buddista prima all'istituto Tho-sam-ling e poi all’istituto Lotsava Rinchen Zangpo Translation Program. Ha passato anche un lungo periodo negli Stati Uniti lavorando come traduttrice dal tibetano all’inglese per il venerabile Ribur Rinpoce. Ha anche pubblicato la traduzione di alcuni testi, nel 2014 “L’arma che annienta l’egoismo” (edizioni Padammati) e nel 2016 “Dalai Lama - la biografia, la storia, le perle” (edizioni Mutusliber).

 

I Cham (festival) del Ladakh

I Cham del Ladakh offrono un ottimo modo per avvicinarne la cultura e lo spirito, ammirando i monaci agghindati con maschere e sgargianti costumi tradizionali che al suono di musiche rituali creano una riproduzione simbolica dello Tse Chu, ovvero l'evocazione di Guru Rimpoce (Padmasambhava) e dei principali insegnamenti del buddismo tibetano. Ogni monastero aggiunge parti inerenti la propria storia ed origine, facendo di ogni Cham un capolavoro a sé. Molto è stato scritto in merito a queste sofisticate rappresentazioni per interpretare il significato trascendente dei movimenti, delle figure, delle musiche e dei testi. Ma al di là di un interesse accademico, in queste occasioni si partecipa ad uno dei rari momenti in cui la gente si stacca dalle fatiche della dura vita dell’ambiente himalaiano: tutti accorrono indossando bellissimi costumi tradizionali e per il visitatore, ma anche per i ladakhi, l'aspetto umano, folcloristico e di scambio che animano l’evento hanno un interesse forte almeno quanto il loro contenuto esoterico.

 

L’alta quota del Ladakh

Andare in Ladakh significa sperimentare la vita ad altitudini che non ci sono abituali: Leh stessa si trova a quasi 3500 metri. La buona riuscita di un viaggio quindi deve sempre tenere in considerazione questo fattore. Per l'adattamento è necessario prevedere una gradualità di salita e bisogna non esagerare nello sforzo fisico i primi giorni; l’itinerario previsto tiene conto di queste esigenze. Le parti che possono generare più apprensione sono la sosta al lago di Pangong, situato a 4240 mt, e l’escursione a Nubra. A Pangong si sosta l’ottava notte dopo l’arrivo in quota, quindi si è sufficientemente acclimatati. Nubra, a nord di Leh, si raggiunge scavalcando il passo di Kardung alto ben 5354 mt (sulle guide è spesso ancora indicato a 5602 mt, ma la quota corretta data da misura satellitare è questa), dove l’impatto fisico di una salita ad una quota così elevata è attenuato avendo l’accortezza di non sostarvi troppo a lungo e procedendo per la discesa che riporta a circa 3100 mt di quota, più bassa del punto di partenza; non si ha così il tempo di subire gli effetti dell’esposizione all’aria rarefatta del passo. A Tso Moriri in Rupshu (4522 mt), per chi segue l’estensione, si giunge la quattordicesima notte. Molti hanno avuto un riscontro positivo utilizzando il diuretico Diamox, somministrato in dosi minime ma preventive (1/2 pastiglia mattino e sera da 36 ore prima della salita in quota e per le prime 36 ore in quota, totale: 3 pastiglie) accompagnato dall’ingerimento di almeno 2 o 3 litri di liquidi al giorno. Il farmaco si è inoltre rivelato utile anche per un uso non preventivo, successivo al manifestarsi dei sintomi del mal di montagna. Per l’utilizzo di Diamox è necessario però rivolgersi al proprio medico. Si consideri comunque che migliaia di persone affrontano queste difficoltà senza particolari disturbi.

 

Clima e attrezzature

A Delhi in estate ci possono essere anche 35/40 gradi e piogge. In Ladakh invece il clima è secco e le temperature più miti. A Pangong ed ai laghi del Rupshu, per chi segue l’estensione, le escursioni termiche sono notevoli per via della quota, con il sole caldo che brucia nonostante l’aria fresca, e temperature minime che possono arrivare anche a zero gradi. E' opportuno attrezzarsi con indumenti caldi per passare in modo confortevole le serate più fredde. Si consiglia di portare indumenti in pile ed una giacca di piumino o meglio ancora una giacca da montagna in goretex piuttosto larga sotto cui indossare degli strati termici. Scarpe comode, ed un paio di scarponcini comodi e caldi per i percorsi a piedi. Molti portano un sacco lenzuolo per evitare di dover per forza utilizzare le lenzuola fornite localmente, a volte non bellissime. Portare uno zaino. E’ importante un buon paio di occhiali perché la luce solare può essere particolarmente intensa; anche guanti, cappello, creme da sole efficaci, protettivo per le labbra, quanto serve per lavarsi ed una pila, possibilmente frontale (quelle che si tengono in testa con una fascia elastica).

 

Mulbeck giovane donna

Mulbeck giovane donna

Passo del Taklang

Passo del Taklang

Bazgo affreschi

Bazgo affreschi

 

 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

1°g. Sabato 3 agosto, partenza in volo per Delhi
Per raggiungere Delhi in India vi sono diverse possibilità si scelta per i voli e Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori; la maggior parte dei collegamenti giunge a Delhi nelle prime ore del mattino successivo. All’arrivo ci si trasferisce alle partenze nazionali nello stesso aeroporto. Se fosse utile, in funzione degli orari di volo o altro, Amitaba può predisporre un servizio di accoglienza all’aeroporto e prenotare un hotel e ogni altro servizio richiesto; solitamente per i trasferimenti viene utilizzato l’Ashok Country Resort che è vicino all’aeroporto.

2°g. 4/8 Delhi – Leh
Il volo per Leh parte di prima mattina (orari da verificare); dall’aereo di godono panorami stupendi sull’Himalaia dell’India. A Leh si viene ricevuti dal corrispondente di Amitaba in Ladakh; sistemazione in uno dei migliori hotel della città (il Lasermo, lo Snowland o simile) e riposo per favorire l’adattamento alla quota; Leh è posta a 3500 mt di altezza. Nel pomeriggio tranquilla passeggiata a Sankar Gompa, un piccolo monastero situato tra i campi e le tipiche case dei contadini ladakhi.

3°g. 5/8 Leh, escursione a Shey, Tikse, Stakna e Matho
L’escursione inizia con una prima visita a Shey, situato a breve distanza ad est di Leh, un sito storicamente importante perché fu anche la sede del palazzo reale e dove nel tempio si ammirano antichi dipinti. Si continua con Tikse, tra i più celebri e attivi monasteri del Ladakh, una delle perle della regione: ricco di templi, contiene molte importanti opere d’arte ed un’impressionante raffigurazione di Yamantaka che regna nel Gonkhang. La grande statua di Maitreya posizionata nel tempio a destra dell’ingresso, di recente fattura, è diventata uno degli oggetti simbolo più famosi del Ladakh. Proseguendo lungo la valle dell’Indo, si attraversa poco lontano da Tikse il fiume Indo su di uno stretto ponte arrivando al monastero di Stakna, che si staglia su di un panoramico colle morenico sopra il fiume e rivela sale ed interni interessanti, incluso l’appartamento dell’abate, che solitamente si può visitare. Da qui ci si reca alla vicina oasi di Matho, sede di un affascinante sito di scuola Sakya, reso celebre anche dal peculiare festival invernale che è presenziato da… degli oracoli; in effetti è un luogo che dà a molti la sensazione di essere intriso di energia esoterica, in special modo nello scuro Gonkhang degli oracoli, col pavimento coperto di tsampa e pervaso dall’odore di chang. Da qui si rientra a Leh.

4°g. 6/8 Leh – Phyang - Bazgo – Saspol - Alchi
Si lascia Leh seguendo la valle del’Indo verso ovest; con una breve deviazione si raggiunge il monastero di Phyang, un sito molto interessante con sale finemente affrescate e molte statue tipiche dell’esoterica scuola dei Drigung Kagyu, alla cui tradizione appartiene il Gompa. Proseguendo, oltre la spettacolare confluenza col fiume Zanskar si visita Bazgo, un paesino molto pittoresco e storicamente importante, dove si ergono le rovine di un antico forte ed alcuni templi con decorazioni stupende che contengono due impressionanti statue di Maitreya. Fu da Bazgo che il re Bhagan riuscì a riunificare il Ladakh nel XVI secolo. Ci si reca poi alle grotte di Saspol: custodiscono affreschi di sorprendente bellezza in un luogo che fu casa di santi eremiti. Si prosegue per il vicino monastero di Alchi, fondato nell'XI secolo da Kaldan Sherab, discepolo di Rinchen Zangpo, che contiene magnifici dipinti di scuola Ghandara, il reperto artistico più importante del Ladakh. Si alloggia in una locanda dell’oasi, la Heritage Home o simile.

5°g. 7/8 Alchi – Mangyu – Rizong – Wanla - Lamayuru
Si prosegue per un tratto lungo la sponda meridionale dell’Indo per poi risalire una pittoresca valle a sud del fiume che porta allo stupendo villaggio di Mangyu, di bellezza archetipa, dove nei piccoli Gompa ed in alcuni Stupa si trovano reperti artistici di finezza insospettabile che originano dall’XI secolo: ci si chiede come mani così raffinate potettero giungere in una delle valli più remote al mondo! Tornati al fiume si può provare l’ebbrezza di attraversarlo su un (sicurissimo) ponte sospeso mentre i veicoli fanno il giro della vallata arrivando dopo qualche chilometro di strada allo stesso punto. Si prosegue lungo l’Indo e lo si lascia con una deviazione verso nord incontrando un interessante convento femminile e poco oltre il monastero di Rizong, ritenuto tra i più ascetici del Ladakh, che sembra quasi sospeso alla chiusura di una stretta valle. Dopo la visita si continua a seguire la valle dell’Indo verso ovest e quindi la strada risale una spettacolare gola a sud; la si lascia con una deviazione che porta all’oasi di Wanla, che preserva un antichissimo monastero (XI secolo) appartenente alla tradizione dei Drigung, restaurato da un gruppo di svizzeri, la cui fondazione viene attribuita a Rinchen Zangpo. Tornati sulla strada principale ci si inerpica tra le incredibili erosioni terrose della “valle della luna”; secondo la tradizione queste peculiari forme indicano la presenza di un antico lago che si dice sia stato fatto defluire dal santo Naropa, che passò qui un lungo periodo di meditazione: ragion per cui questa zona è considerata dai ladakhi una ‘terra pura’. Qui si trova Lamayuru, uno dei monasteri più pittoreschi dell’himalaia, posto arditamente tra pinnacoli di roccia come un castello delle fiabe, sospeso su formazioni erose che sovrastano un villaggio circondato da policrome montagne desertiche. Si alloggia in una locanda dell’oasi, la Lamayuru Moonland o simile.

6°g. 8/8 Lamayuru – Atise – Gyal – Mulbeck
Dopo la visita di Lamayuru si prosegue lungo la strada che serpeggia verso ovest; prima del passo si segue una stradina sterrata che porta all’eremo di Atise, un luogo di ritiro del monastero di Lamayuru. Superato il Fatu La (4147 mt) ed oltre il valico del Namika (3760 mt) si raggiunge Gyal, un caratteristico villaggio con un tempio ricavato traforando la roccia, ripreso nel film “Samsara”. Poco oltre si arriva a Mulbekh, dove si trova la famosa statua rupestre di Buddha Maitreya (VII secolo); si alloggia qui in una locanda del villaggio.

7°g. 9/8 Mulbeck - Shergol – Likir - Leh
Nei pressi di Mulbeck con una breve deviazione si arriva al villaggio di Shergol, impreziosito da un piccolo monastero abbarbicato ad uno sperone roccioso, anche questo ripreso nel film “Samsara”. A Mulbeck con una piacevole passeggiata si raggiungono i due antichi monasteri posti su di un panoramico colle sopra al villaggio. Si inizia quindi a ripercorrere la panoramicissima strada che, valicati i passi Namika e Fatu, transita da Lamayuru e si tuffa nella valle dell’Indo. Oltrepassata la confluenza tra Indo e fiume Zanskar una breve deviazione porta al monastero di Likir, di tradizione Ghelupa e il cui abate è un fratello di S.S. il XIV Dalai Lama, con un’imponente statua di Maitreya che sovrasta il bel complesso; vi risiedono circa 150 monaci. Giunti a Leh si alloggia presso il medesimo hotel.

8°g. 10/8 Leh – Taktok (festival)
Si risale per un tratto la valle dell’Indo e superato Tikse si imbocca la valle laterale che porta a nord del fiume verso le oasi di Chemrey, Taktok ed il passo del Chang La. Oltrepassato il pittoresco monastero di Chemrey si arriva al piccolo villaggio dove si trova l’antico monastero di Taktok, l’unico di tradizione Nyingmapa del Ladakh, dove tra oggi e domani si svolge il festival annuale. Il piccolo Gompa è molto interessante, vi sono due sale con affreschi finemente realizzati, ma la sacralità speciale del luogo è data dalla grotta di meditazione dove secondo la tradizione meditò Guru Padmasambhava. Le rappresentazioni vengono tenute in uno spazio apposito vicino al Gompa; sono molto belli i costumi e le maschere utilizzate dai monaci, e le musiche tradizionali. Si raduna qui una piccola folla formata in gran parte dagli abitanti della vallata che sfoggiano i propri abiti tradizionali migliori e colgono l’attesa opportunità di un’allegra pausa dal loro duro lavoro, un momento conviviale creato da un motivo religioso, e un gioioso incontro sociale. Si alloggia nell’oasi presso il semplice Fanna Resort.

9°g. 11/8 Taktok (festival) – Pangong
Nel corso della mattina si seguono le rappresentazioni del festival. Si parte quindi per il lago di Pangong; si lascia l’oasi di Taktok salendo verso nord al passo di Chang (5360 mt), con grandiosi panorami che spaziano sulle catene di monti che si affacciano sulla valle dell’Indo e oltre, fino al Kang Yaze (6400 mt), la più alta vetta della regione. La discesa attraversa alcune pasture e si immerge tra monti policromi fino a giungere al fiume Shyok, che da qui scorre verso Nubra; lo si risale per un breve tratto fino al villaggio di Tangtse, il principale della regione con le rovine di un vecchio castello ed un tempio recentemente ricostruito. Si prosegue per il lago di Pangong (4240 mt) risalendo un piccolo affluente dello Shyok verso est, attraverso un ambiente con forti colorazioni dove deserto e pasture si intersecano tra monti sulle cui cime si vedono alcuni ghiacciai; si arriva presto in vista delle acque incredibilmente turchesi del mitico lago. Una vastità azzurra, l’aria incredibilmente pura, tra monti altissimi, oltre ogni nostra capacità descrittiva, che ispirò alcuni passaggi stupendi dell’interessante libro “La via delle nuvole bianche” di A. Govinda. Le sue acque nella parte orientale arrivano nel Tibet a dominio cinese nei pressi della terza capitale dell’antico regno di Gughe, Rutok. Si alloggia in un campo fisso o in una locanda in vista del lago.

10°g. 12/8 Pangong – Shachukul – Chemrey – Hemis – Leh
Si torna al villaggio di Tangtse; da qui si risale per un tratto il fiume Shyok e quindi si imbocca una valle a sud (circa 10 km) arrivando al villaggio ed al monastero di Shachukul, di scuola Drigung Kagyu. Nel vecchio Gompa si ammirano alcune interessanti statue, e, nel Lhakhang, affreschi nuovi ma di ottima fattura che ritraggono, tra i vari soggetti, il lignaggio da cui origina la scuola. Si torna a Tangtse e si riprende la strada attraverso l’altissimo passo del Chang La; prima di giungere all’Indo si sosta Chemrey, un Gompa dalla struttura vicina all’archetipo di quello che ci si può immaginare come un luogo di ritiro himalaiano, con le casette dei monaci incastonate nei versanti di un ripido colle sulla cui cima sorgono i templi, tanto che fu scelto per girarvi il film ‘Samsara’. Arrivati al grande fiume lo si attraversa per raggiungere il versante meridionale della valle arrivando al monastero di Hemis, il principale di scuola Drukpakagyu del Ladakh. E’ un’importante meta di pellegrinaggi, con diverse sale di preghiera affrescate ed ospita una ricca collezione di tanka, statue d’oro e stupa (reliquiari) incastonati con pietre preziose. Completata la visita si prosegue per Leh, dove si alloggia nel medesimo hotel.

11°g. 13/8 Leh
Mattinata libera. Nel pomeriggio visita di Leh: il Palazzo Reale con i templi adiacenti, la Pagoda della Pace, il panoramico Tsemo Gompa, dove sorgono anche i resti di quello che fu il primo castello della dinastia reale Namgyal, la parte vecchia ed il mercato.

12°g. 14/8 Leh – Kardung La – Nubra
L’escursione alla valle di Nubra inizia con la salita al passo del Kardung (5354 mt) posto a nord della città, che offre una visuale vastissima sulle infinite catene di monti che si estendono lungo il fiume Indo. La discesa si apre sulla valle del fiume Shyok, dove si ridiscende fino a circa 3100 mt, e conduce ad una vasta piana formata dalla confluenza tra questo ed il fiume Nubra, che scorre da nord alimentato dagli enormi ghiacciai del Karakorum. Giunti a Diskit si visitano il villaggio ed il monastero abbarbicato alle rocce, che offre una splendida panoramica sulla valle. Si alloggia presso l’hotel Karma Inn o Mystic Meadows.

13°g. 15/8 Nubra
Si prosegue l’esplorazione di Nubra raggiungendo la parte settentrionale della vallata; oltre Sumur una breve passeggiata porta ad un magico laghetto, cinto da colline moreniche dalla cui sommità si gode una magnifica vista. Proseguendo ancora un poco si incontrano le acque termali di Panamik e, giunti al ponte sul fiume, lo si attraversa e con una passeggiata si raggiunge il panoramico monastero di Ensa. Tornando ci si ferma per una visita a Sumur e si raggiungono le vicine dune bianche poste non lontano dalla confluenza dei fiumi: un luogo splendido per godere delle luci della sera. Si rientra quindi in hotel.

14°g. 16/8 Nubra – Kardung La – Leh
Da Diskit si prosegue lungo il fiume verso ovest, seguendo la vallata fino al villaggio di Turtuk, recentissimamente aperta al turismo, un tragitto di circa 85 km che richiede approssimativamente 2 ore e mezza. I panorami sono molto belli, si incontrano persone dell’etnia Baltì e si vedono piccole moschee. Rientrati nella valle di Nubra si sosta al minuto monastero di Hunder, situato ai piedi di una stretta gola, un luogo di ritiro dove vivono pochi ospitali monaci; nell’oasi rigogliosa si trovano anche dei bellissimi chorten. Nei pressi vi sono delle splendide dune di sabbia bianca, un luogo indimenticabile. Si inizia quindi il percorso di ritorno – la vista incredibile merita almeno un secondo passaggio. A Leh sistemazione nel medesimo albergo.

 

Per chi rientra:

15°g. 17/8 Leh – Delhi
Il volo per Delhi parte al mattino presto (orari da verificare), all’arrivo è in attesa dei partecipanti il corrispondente di Amitaba. La gran parte dei voli di rientro parte in tarda serata o nelle primissime ore del mattino. Si avrà a disposizione autista e veicolo fino al momento della partenza. Se fosse utile, in funzione degli orari di volo o altro, Amitaba può prenotare un hotel e predisporre ogni altro servizio richiesto.

16°g. Domenica 18 agosto, arrivo a destinazione

 

Per chi prosegue, estensione "Laghi del Rupshu":

15°g. 17/8 Leh – Korzok (Lago di Tso Moriri)
Si lascia Leh accompagnati da una guida locale di Amitaba che parla la lingua inglese. Il percorso inizia risalendo il corso dell’Indo in direzione est immergendosi tra ripide vallate con tratti molto pittoreschi tra ripide formazioni granitiche. Si lascia il fiume nei pressi di Mahe per arrampicarsi a sud sull’altopiano, dove laghi turchesi posti sopra i 4000 metri sembrano dipinti dal cielo! Il lago di Tso Kyagar è il primo capolavoro di questa natura incontaminata. Siamo nel regno dei nomadi tibetani, gente che sopravvive a condizioni climatiche impensabili. In diversi punti si potranno incontrare i loro campi e le greggi di yak, e molti animali selvaggi come il kyang (il cavallo tibetano), miriadi di marmotte, raramente i lupi e spesso le aquile. Si raggiunge Korzok, sulle sponde del lago Tso Moriri, posto a 4522 mt di quota, il gioiello turchese del Rupshu che si estende per 30 chilometri. Al tramonto le cime innevate che circondano il lago e a sud sfiorano i 7000 mt appaiono colorate di rosa. A Korzok, dove si trova anche un bel monastero, si alloggia in un campo fisso, il Nomadic Resort o simile.

16°g. 18/8 Tso Moriri
Si dedica la giornata all’esplorazione della zona, con una magnifica passeggiata lungo le rive del lago, e si visitano il monastero e il piccolo villaggio; nella valle alle spalle del villaggio spesso si accampano i nomadi con i loro grandi greggi di yak. Sono molto speciali i tramonti dal colle che sovrasta Korzok.

17°g. 19/8 Korzok – Lago di Tso Kar
Il percorso continua ad essere meraviglioso, si ritransita dal laghetto di Tso Kyagar (sorprenderà la diversità dei suoi colori); si lascia la strada che ritorna verso Mahe sull’Indo e superato un passoi si raggiunge Tso Kar (4530 mt), uno dei grandi laghi di questa regione utilizzato nei per secoli raccogliere il sale, utilizzato come merce di scambio in Ladakh. Si alloggia in un campo fisso, lo Tsokar Resort o simile.

18°g. 20/8 Tso Kar - Leh
Raggiunta la strada militare che proviene dall’Himachal si valica il passo del Taklang (5328 mt) che riporta verso la valle dell’Indo. Si transita dal villaggio di Gya, dove si ammira un monastero su una rupe tra le rovine di un grande forte che cingeva le creste ardite, e proseguendo si entra in una gola tra ripide montagne policrome arrivando in breve al fiume Indo, di cui si segue il corso fino a Leh. Si alloggia nel medesimo albergo.

19°g. 21/8 Leh – Delhi
Il volo per Delhi parte al mattino presto (orari da verificare), all’arrivo è in attesa dei partecipanti il corrispondente di Amitaba. La gran parte dei voli di rientro parte in tarda serata o nelle primissime ore del mattino. Si avrà a disposizione autista e veicolo fino al momento della partenza. Se fosse utile, in funzione degli orari di volo o altro, Amitaba può prenotare un hotel e predisporre ogni altro servizio richiesto.

20°g. Giovedì 22 agosto, arrivo a destinazione

 

Nota: chi ne ha la possibilità, può portare indumenti caldi e invernali o cancelleria per la scuola da regalare. Questi materiali verranno raccolti dai nostri collaboratori per essere distribuiti a chi ne ha più bisogno, solitamente alla fine del viaggio: così si possono lasciare anche cose usate che non si desidera riportare a casa.

 

POSSIBILE ESTENSIONE AD AGRA E JAIPUR

L’estensione richiede solo due notti in più (ma se si preferisce la si può chiaramente ampliare) e portL’estensione richiede solo due notti in più (ma se si preferisce la si può chiaramente ampliare) e porta ai siti ‘superclassici’ dell’India; ci si reca a Jaipur, con il celeberrimo Amber Palace, alla capitale abbandonata di Fatehpur Sikri e ad Agra con l’immortale Taj Mahal. Il programma prevede di venire accolti all’aeroporto di Delhi e di recarsi direttamente a Jaipur (208 km) dove si visitano il Palazzo, l’Osservatorio ed il Palazzo dei venti; si alloggia presso l’hotel ‘heritage’ Shahpura House. Il giorno successivo si visita l’Amber Palace, potendo anche salire le grandi scalinate a dorso d’elefante, e quindi si prosegue per Fatehpur Sikri (208 km) e da qui ad Agra (36 km), dove si alloggia presso l’hotel Howard Plaza – the Fern. Ci si reca al Taj Mahal alle luci dell’alba e, dopo colazione, si visitano il Forte Rosso ed il mausoleo di Itmad Ud Daulah rientrando poi a Delhi andando direttamente all’aeroporto (220 km). Si viene accompagnati da un autista che parla la lingua inglese e se necessario si può richiedere in aggiunta una guida che parla la lingua italiana. L’estensione può essere eseguita anche prima del viaggio principale.

 

 

COSTO DEL VIAGGIO IN PREPARAZIONE

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni di Partecipazione; la quota include una “Polizza di assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danni al bagaglio” fornita da Europ Assistance e una “Polizza viaggi rischio zero” fornita da Navale Assicurazioni. Le normative (Condizioni di Partecipazione e Assicurazioni), i massimali assicurati e le possibili integrazioni sono riportati nel sito di Amitaba e disponibili presso la nostra sede. Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. E’ autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.

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