Informazioni utili

Da: sabato 22 luglio 2017A: domenica 6 agosto 2017Durata: 16 giorni

Guida: Christine HarrisPartecipanti: massimo 12

 

Giunti a Leh, capitale del Ladakh, dopo una visita della città ci si reca nella bellissima valle di Nubra, dove le dune bianche contornano il grande fiume che nasce dal ghiacciaio di Siachen; questo è di fatto il punto d’inizio di questo avvincente viaggio, il luogo più settentrionale raggiungibile alle falde della catena del Karakorum: da qui si procederà verso sud arrivando fino alle lontane pianure dell’India attraversando l’intera catena himalaiana in uno dei suoi punti più larghi. E’ un itinerario grandioso, tra i più belli e vari in assoluto di tutta l’immensa catena, un percorso avvincente attraverso le diverse aree naturali, climatiche ed etniche del Ladakh, del Rupshu, del Lahaul, dello Spiti e del Kinnaur.

 

Accompagna il viaggio Christine Harris. Si prevede un massimo di 12 partecipanti.

 

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Spiti, Tashigang
Tashigang, tempio
Tashigang nel tempio

 

Informazioni: la regione, il Ladakh, lo Spiti, storia; attività di sostegno

 

 

Tappe

INDIA HIMALAIA: Ladakh, Lahaul, Spiti e Kinnaur - Amitaba
Mappa del percorso - per l'itinerario interattivo cliccare sopra

 

Il viaggio è ricchissimo di contenuti, perfetto per ogni viaggiatore che sia interessato a conoscere un’area del mondo non ancora “turistica” dove è possibile un forte incontro con culture diverse, ma molto ospitali, che sorprendono per la serenità che si riscontra in persone che pur possiedono ben poco da un punto di vista materiale. Dopo lo stupendo inizio a Nubra si segue la strada militare che collega la valle dell’Indo con le regioni meridionali dell’India e porta inizialmente tra le pasture nomadiche del Rupshu, dove si visita il  lago turchese di Tso Kar, e attraverso le aride regioni di Karnak e Sanku e valicati due spettacolari passi si fa tappa a Keylong, “capitale” del  Lahaul, dove vi sono alcuni Gompa da visitare; questa  zona giova di maggiore umidità e si osserva un po' di verde sui pendii. Si risale quindi la valle del fiume Chandra, che incanta per le fantastiche guglie, monti turriti di granito e ghiacciai che ne ornano il lato meridionale, giungendo al passo del Kun Zum che si apre sullo Spiti, un magnifico territorio a sud-est del Ladakh, anch’esso di cultura buddista, quasi altrettanto arido e forse ancora più selvaggio. Qui si visitano tutti i villaggi e i monasteri più interessanti avendo modo di ammirare, oltre alla meraviglia naturale di valli profondissime pressoché desertiche dai colori contrastati, alcuni dei reperti artistici più preziosi della cultura buddista tibetana. Emergono le radici di una storia millenaria legata alle vicende dell’antico regno tibetano di Gughe: dall’incomparabile tempio di Tabo, che gli amanti dell’arte chiamano l’ “Ajanta dell’Himalaia”, a luoghi meno conosciuti ma altrettanto preziosi, da Tashigang e Lhalung a Nako. Oltre, si segue il corso del fiume Spiti arrivando alla confluenza col possente Sutlej, con i ripidi monti che cominciano ora gradatamente ad avere una copertura arborea, e si entra nella regione del Kinnaur. Questo antico regno segna il punto di transizione tra la cultura induista e buddista; l'architettura è caratteristica, con un uso misto di pietra e legno, anche finemente intagliato. Da Kalpa, la vecchia capitale, gli indù scrutano le cime glaciali del Kinnaur Kailash, una montagna sacra che supera i 6000 metri: secondo alcuni questa è la dimora invernale di Shiva, da cui il nome ‘Kailash’. Si esplora la remota valle di Sangla, dove prosperava l’antico regno di Bushahr, con Kamru e Chitkul, arrivando poi a Sarahan e Bhimakali, un importante tempio induista che presenta l’apice del peculiare stile architettonico del Kinnaur. Si giunge così a Shimla da dove si prosegue per Delhi, completando una tra le più belle traversate della catena himalaiana.

 

 

Guida

Christine Harris è di origine australiana, ha vissuto anche in Germania ed Inghilterra, ed ha adottato come propria residenza l’Italia dal 1976, dove dal 1979 è stata docente di lingua inglese all’Università di Verona. Ama il nostro paese di cui si sente cittadina; tra il 1985 e il 2006 ha tenuto cicli di lezioni sulla storia dell’arte veronese e veneziana per programmi residenziali del Trinity College di Hartford, Connecticut e della Northwestern University di Chicago. Christine è un’appassionata viaggiatrice e ottima conoscitrice della cultura buddista; da diversi anni conduce viaggi di Amitaba nelle regioni himalaiane, dallo Zanskar, al Tibet e al Bhutan.

 

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Arrivando a Pangong
Karnak, fiume Tsarap
Nubra, cammello bactriano

 

Modalità del viaggio

Gli spostamenti vengono effettuati con veicoli privati. A Leh si alloggia in un comodo hotel – si ricorda che il massimo standard disponibile in Ladakh è equivalente a quello di un nostro alberghetto di montagna, ma la pulizia è sufficiente, si dispone di stanze con bagno e acqua calda e l’hotel ha un generatore di corrente nel caso (… spesso) “salti” la luce. A Nubra si alloggia in un piccolo hotel e durante l’estensione si utilizza un hotel a Shimla e nel resto del percorso semplici alberghi, i migliori disponibili in una zona che non è turistica, comunque puliti anche se a volte molto semplici ma con stanze solitamente dotate di servizi. A Delhi non è previsto l’utilizzo di hotel per via delle connessioni volo che non lo rendono necessario; se si preferisse Amitaba potrà predisporre questo servizio e soddisfare ogni altra richiesta dei viaggiatori, con costi molto contenuti.

 

L’alta quota dell’Himalaia indiano

Andare nell’Himalaia indiano significa sperimentare la vita ad altitudini che non ci sono abituali: Leh stessa si trova a quasi 3500 metri. La buona riuscita di un viaggio quindi deve sempre tenere in considerazione questo fattore. Per l'adattamento è necessario prevedere una gradualità di salita e bisogna non esagerare nello sforzo fisico i primi giorni; l’itinerario previsto tiene conto di queste esigenze. La parte che può generare più apprensione è l’escursione a Nubra, la valle a nord di Leh che si raggiunge scavalcando il passo di Kardung alto ben 5354 mt (sulle guide è spesso ancora indicato a 5602 mt, ma la quota corretta data da misura satellitare è questa), dove l’impatto fisico di una salita ad una quota così elevata è attenuato avendo l’accortezza di non sostarvi troppo a lungo e procedendo per la discesa che riporta a circa 3100 mt di quota, più bassa del punto di partenzaanche più bassi rispetto al punto di partenza; non si ha così il tempo di subire gli effetti dell’esposizione all’aria rarefatta del passo. Quando poi si lascia Leh per attraversare l’altopiano del Rupshu si ha già una discreta acclimatazione e non vi si sosta per la notte ma si arriva a Keylong che è situata a 3100 mt.
Molti hanno avuto un riscontro positivo utilizzando il diuretico Diamox, somministrato in dosi minime ma preventive (1/2 pastiglia mattino e sera da 36 ore prima della salita in quota e per le prime 36 ore in quota, totale: 3 pastiglie) accompagnato dall’ingerimento di almeno 2 o 3 litri di liquidi al giorno. Il farmaco si è inoltre rivelato utile anche per un uso non preventivo, successivo al manifestarsi dei sintomi del mal di montagna. Per l’utilizzo di Diamox è necessario però rivolgersi al proprio medico.

Si consideri comunque che migliaia di persone affrontano queste difficoltà senza particolari disturbi.

 

Clima e attrezzatura

A Delhi in estate ci possono essere anche 35/40 gradi e piogge. In Ladakh e in Spiti invece il clima è secco e le temperature più miti, ma le escursioni termiche possono essere notevoli, con il sole caldo che brucia nonostante l’aria fresca e temperature minime che possono arrivare di notte a 10 gradi. Arrivando poi verso la parte meridionale del Kinnaur ed a Shimla è più facile incontrare piogge. E' opportuno attrezzarsi con indumenti caldi per passare in modo confortevole le serate più fredde. Si consiglia di portare indumenti in pile ed una giacca di piumino o meglio ancora una giacca da montagna in goretex piuttosto larga sotto cui indossare degli strati termici. Scarpe comode, ed un paio di scarponcini comodi e caldi per i percorsi a piedi. Molti portano un sacco lenzuolo per evitare di dover per forza utilizzare le lenzuola fornite localmente, a volte non bellissime. Portare uno zaino. E’ importante un buon paio di occhiali perché la luce solare può essere particolarmente intensa; anche guanti, cappello, creme da sole efficaci, protettivo per le labbra, quanto serve per lavarsi e una pila, possibilmente frontale. Per chi ama la fotografia, si consiglia di portare il filtro polarizzatore.

 

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Kinnaur, valle di Sangla
Spiti, valledi Kaza
Chemrey

 

 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

1°g.    Sabato 22 luglio, partenza in volo per Delhi  
Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli Etihad, Lufthansa, Swiss, KLM o di altre compagnie scelte dai viaggiatori; la maggior parte dei voli giunge a Delhi nelle prime ore del mattino successivo. All’arrivo ci si trasferisce alle partenze nazionali nello stesso aeroporto. Se fosse utile, in funzione degli orari di volo o altro, Amitaba può predisporre un servizio di accoglienza all’aeroporto e prenotare un hotel e ogni altro servizio richiesto; solitamente per i trasferimenti viene utilizzato l’Ashok Country Resort che è vicino all’aeroporto.

2°g.    23/7 Delhi - Leh  
Il volo per Leh parte alle 5.30 circa; dall’aereo di godono panorami stupendi sull’Himalaia dell’India. A Leh si viene ricevuti dal corrispondente di Amitaba in Ladakh; sistemazione in uno dei migliori hotel della città (il Lasermo o lo Snowland o simile) e riposo per favorire l’adattamento alla quota; Leh è posta a 3500 mt di altezza. Nel pomeriggio tranquilla passeggiata accompagnati da una nostra guida locale a Sankar Gompa, un piccolo monastero situato tra i campi e le tipiche case dei contadini ladakhi. In serata arriva a Leh la guida del viaggio con i partecipanti che seguono il programma “Ladakh – Valle dell’Indo, Pangong e Nubra” con i quali si condividono i prossimi tre giorni.

3°g.    24/7 Leh  
Visita di Leh: il Palazzo Reale con i templi adiacenti, la Pagoda della Pace, il panoramico Tsemo Gompa, dove sorgono anche i resti di quello che fu il primo castello della dinastia reale Namgyal, la parte vecchia e il mercato.

4°g.    25/7 Leh - Kardung La - Nubra  
L’escursione alla valle di Nubra inizia con la salita al passo del Kardung (5354 mt) posto a nord della città, che offre una visuale vastissima sulle infinite catene di monti che si estendono lungo il fiume Indo. La discesa si apre sulla valle del fiume Shyok (dove si scende fino a circa 3100 mt) e conduce ad una vasta piana formata dalla confluenza tra questo ed il fiume Nubra, che scorre da nord alimentato dagli enormi ghiacciai del Karakorum. A Diskit si visitano il villaggio e il monastero abbarbicato alle rocce, che offre una splendida panoramica sulla valle. Si prosegue poi per il piccolo monastero di Hunder, situato ai piedi di una stretta gola, un luogo di ritiro dove vivono pochi ospitali monaci; nell’oasi rigogliosa si trovano anche dei bellissimi chorten. Nei pressi vi sono delle splendide dune di sabbia bianca, un luogo indimenticabile. Si alloggia presso l’hotel Karma Inn o Mystic Meadows.

5°g.    26/7 Nubra - Kardung La - Leh  
Si prosegue l’esplorazione di Nubra, giungendo nella parte settentrionale della vallata al monastero di Sumur; poco oltre, una breve passeggiata porta ad un magico laghetto, cinto da colline moreniche dalla cui sommità si gode una magnifica vista. Si inizia quindi il viaggio di ritorno – la vista incredibile merita almeno un secondo passaggio. A Leh sistemazione nel medesimo albergo, si cena e si salutano i partecipanti che l’indomani rientrano.

6°g.    27/7 Leh - Keylong  
Si parte presto risalendo la valle dell’Indo seguendo la strada militare che collega il Ladakh con l’Himachal Pradesh; si entra tra le ripide montagne policrome a sud del fiume Indo incontrando il villaggio di Gya, con un monastero su una rupe tra le rovine di un grande forte che cingeva le creste ardite. Si continua a salire con panorami sempre più spettacolari arrivando al passo del Taglang, alto ben 5328 mt, che si apre sull’altopiano del Rupshu. Si entra nel territorio dei nomadi, gente che sopravvive a condizioni climatiche impensabili; in diversi punti si potranno vedere i loro campi e le greggi di yak, ed a volte anche animali selvaggi come il kyang, le marmotte, raramente i lupi e spesso le aquile. Una breve deviazione porta al lago salato di Tso Kar (4530 mt), imperdibile gemma turchese, il cui sale è stato estratto e usato per secoli come merce di scambio in Ladakh. Si prosegue il viaggio arrivando in breve tempo al campo tendato di Pang e si valica il Lachlung La (5060 mt) accedendo alla zona meridionale del Karnak, uno dei regni del trekking di queste remote regioni. Si prosegue lungo l’altopiano fino al passo del Baralacha (4883 mt) che si apre sui territori del Lahaul, un’area ancora piuttosto desertica ma più arboreo del Ladakh. Oltre Darcha, punto di accesso per un trekking che porta in Zanskar, seguendo il fiume si arriva a Keylong, “capitale” del Lahaul, posta a 3100 mt di quota. Sistemazione in un albergo modesto ma con piacevole ristorante, il Tashi Delek o simile.

7°g.    28/7 Keylong - Kaza  
Dopo la visita di Shashur Gompa, posto proprio sopra al paese, si parte. Dopo un tratto si lascia la strada principale, che conduce a Manali attraverso il passo del Rothang, continuando lungo la valle del Chandra, in un ambiente molto selvaggio dove i ghiacciai giungono fino al fondovalle e le montagne turrite sembrano magiche cittadelle sospese nel cielo. Superato il passo del Kunzum (4551 mt) si entra in Spiti, incontrando i primi insediamenti a Losar. A Kaza (3600 mt), centro principale della regione, ci si sistema presso l’hotel Snowlion o simile

8°g.    29/7 Kaza, escursione a Ki, Kibber Tashigang  
Oggi come primo ‘dovere’ si devono ritirare i permessi di transito per poter proseguire fino al fiume Sutlej. Si effettua un’escursione al monastero di Ki, il principale dello Spiti, dove nel 2000 SS il XIV Dalai Lama ha conferito una grande iniziazione di Kalachakra. Consultando il sito di Amitaba (www.amitaba.net) nella sezione “Cultura” si trova la storia di questo evento. Da Ki si prosegue per Kibber (4205 mt) e Tashigang (4400 mt), dove nel tempietto si trovano affreschi antichi e molto belli, un primo assaggio della preziosa arte di questa remota regione. Questi interessanti villaggi, sui bordi dell'altopiano, sono tra i più alti luoghi permanentemente abitati dell'Himalaia.

9°g.    30/7 Kaza - Dankar - Lhalung - Tabo  
Oltre la confluenza col fiume Pin si lascia la strada principale per inerpicarsi lungo una stradina sul versante settentrionale della valle raggiungendo lo sperone dove, tra monti policromi, è appollaiato il panoramicissimo monastero di Dankar, che origina dall’XI secolo e contiene diversi oggetti di pregio. Edificato in una posizione decisamente spettacolare, si erge sopra l’oasi e domina la confluenza dei fiumi Pin e Spiti; sulla sommità del monte si trovano i resti del vecchio palazzo nobiliare utilizzato in passato dal Gyalpo di Dankar. Si lascia questa magica oasi incastonata tra i selvaggi monti himalaiani seguendo una strada sterrata di recente costruzione che passa a mezza costa sopra l'ampia valle dello Spiti e si addentra verso nord nella valle laterale che porta a Lhalung. Questo bel villaggio perfettamente preservato custodisce un  Gompa fondato anch’esso nel periodo del celeberrimo Tabo, intorno all’anno 1000, quando la regione era parte dell’antico regno di Gughe. Gli interni di questo pressoché ignorato tempio sono un esempio rarissimo della metamorfosi che l’arte giunta da Ghandara e Nalanda ha avuto nell’incontro col mondo dell’Himalaia. Tornati al fiume Spiti si prosegue seguendo il deflusso delle acque seguendo la spettacolare valle fino a Tabo, dove si alloggia presso il Tiger Den, un semplice alberghetto, o simile.

10°g.    31/7 Tabo - Nako  
L'antico Gompa di Tabo è rimasto intatto dai tempi del grande santo tibetano Rinchen Zangpo, che ne curò l'attuale disposizione (XI secolo). Tabo è considerato l' "Ajanta dell'Himalaia" per l'ineguagliabile bellezza di statue e affreschi, ed è una perla anche per la potente energia spirituale che lo permea. Dopo un’approfondita visita si prosegue il viaggio lungo il Sutlej; si transita da Chango, dove su uno sperone sopra il villaggio vi è un vecchio tempio, mentre il monastero Kagyu, di recente costruzione, è situato all’interno dell’ampia vallata ricca oggi di alberi di mele, l’importante fonte di reddito del villaggio. Arrivando a Nako (3600 mt) si incontra uno dei punti più spettacolari del percorso, con la strada che serpeggia sempre più alta sopra la valle con panorami eccezionali; si alloggia in un semplice alberghetto, l’Hotel Rio Purguil o simile. Passeggiare tra le strette viuzze del paese porta indietro nel tempo; vi è un laghetto, considerato sacro, con diversi piccoli templi e un monastero storicamente importante di scuola Drukpa, che risale all'XI secolo, dove si assapora un ultimo interessante esempio dell’antica arte pittorica di Gughe.

11°g.    1/8 Nako - Rekong Peo - Kalpa  
Si scende fino al fiume e oltre una stretta gola si arriva alla confluenza con il Sutlej, a pochi chilometri dal confine col Tibet. Si segue il possente fiume transitando da Morag, che segna il punto più settentrionale della regione storica del Kinnaur, dove si ammira una torre fortificata costruita stratificando pietre e legno, il tipico stile di questa nuova regione. Le valli rimangono ripidissime e il territorio diventa progressivamente meno arido, con le foreste che gradatamente iniziano ad ammantare i monti, dove fanno capolino diverse vette turrite ed innevate. Arrivati a Rekong Peo (2290 mt), l’attuale capitale del Kinnaur, si sale al panoramico villaggio di Kalpa (2960 mt), posto sul versante occidentale della valle. Questo grazioso villaggio conserva il tipico carattere del Kinnaur, con le costruzioni miste di legno e pietra, e vi si trova un interessante complesso templare; fu prescelto come località di soggiorno dai coloni inglesi per il clima e la spettacolarità della visuale che offre: se è limpido si ammira sul versante opposto della vallata il Kinnaur Kailash, mitico monte di oltre 6000 metri, che prende questo nobile nome dal fatto che da molti è considerato la dimora invernale di Shiva, più che per una effettiva somiglianza col monte Kailash. Si alloggia in un semplice hotel, il Kinner Villa o simile.

12°g.    2/8 Sangla - Rampur - Sarahan  
Si torna a valle, e si prosegue per un tratto lungo il Sutlej e quindi si imbocca una valle scoscesa che si affaccia sul lato orografico destro, dove tuona un impetuoso torrente himalaiano. Si arriva a Sangla, un villaggio con molte case tradizionali e alcuni templi, tipiche costruzioni del Kinnaur, che fu una capitale del regno di Bushahr; nei pressi del paese si trova il forte di Kamru, che si può raggiunge con una breve passeggiata. Si prosegue lungo la valle arrivando fino a Chitkul, un tipico villaggio himalaiano molto ben conservato, l’insediamento situato nel punto più alto. Si rientra quindi a Sangla, dove si alloggia in un semplice albergo, il Parkash Regency o simile.

13°g.    3/8 Sangla - Sarahan  
Si torna al vorticoso fiume Sutlej e si prosegue verso sud superando le profonde gole intagliate dalle possenti acque, ai piedi di montagne ripidissime e spettacolari. Arrivati nella zona di Rampur (924 mt), si sale a Sarahan (2290 mt). Questo villaggetto fu una capitale del regno di Bushahr; vi si trova il palazzo dell’ultimo Maharaja, ma il sito che attrae fin qui è il tempio induista di Bhimakali il cui edificio ligneo più antico risale a circa 800 anni fa. E’ uno degli esempi più belli di architettura tradizionale di queste regioni himalaiane. Si alloggia in un semplice albergo di stato, l’HPTDC.

14°g.    4/8 Sarahan - Shimla  
Tornati al fiume lo si segue per un tratto e quindi la strada raggiunge e segue le creste dei monti, arrivando a Shimla (2130 mt). Questa cittadina appollaiata sulle cresta dei monti, vecchia capitale del Raj britannico, conserva ancora molti edifici in stile coloniale. Sistemazione presso l’hotel East Bourne.

15°g.    5/8 Shimla - Delhi e volo di rientro  
Si parte alla volta di Delhi arrivando nelle pianure del’India e transitando dalla città di Chandigart; si arriva in serata e ci si reca all’aeroporto internazionale dove la gran parte dei voli di rientro parte in tarda serata o nelle primissime ore del mattino. Se fosse utile, in funzione degli orari di volo o altro, Amitaba può prenotare un hotel e predisporre ogni altro servizio richiesto.

16°g.    Domenica 6 agosto, arrivo a destinazione

 

Nota: chi ne ha la possibilità, può portare indumenti caldi e invernali o cancelleria per la scuola da regalare. Questi materiali verranno raccolti dai nostri collaboratori per essere distribuiti a chi ne ha più bisogno, solitamente alla fine del viaggio: così si possono lasciare anche cose usate che non si desidera riportare a casa.

 

Possibile estensione ad Agra e Jaipur

Giunti a Delhi chi volesse visitare i siti ‘superclassici’ dell’India: Agra con l’immortale Taj Mahal e Fatehpur Sikri, e Jaipur, con il celeberrimo Amber Palace, potrà eseguire una breve estensione che richiede solo tre notti in più (ma se si preferisce si può chiaramente ampliare). Il programma prevede di alloggiare il 5/8 a Delhi e di partire il mattino successivo per Agra (220 km a sud est), dove si visitano il Forte Rosso e, alle luci dell’imbrunire, il Taj Mahal. Si riparte al mattino in direzione ovest per Fatehpur Sikri (36 km), la capitale che venne fondata dall’imperatore Mughal Akbar nel 1569 e poi abbandonata solo 16 anni dopo; da qui si continua sempre verso ovest per Jaipur (208 km), dove si sosta la seconda notte. A Jaipur si visitano il Palazzo e l’Osservatorio e, prima di lascare la città, l’Amber Palace, situato tra i colli a nord della città; da qui si prosegue per l’aeroporto di Delhi (240 km).

 

 

COSTO DEL VIAGGIO

€ 2350; + € 100 dopo il 31/5/2017 - Massimo 12 partecipanti

La quota comprende: le spese di iscrizione, le Polizze Assicurative di viaggio (Viaggi rischio zero e polizza base Europ Assistance – su richiesta, su E.A. possono essere estesi i massimali con un costo di € 70 ed emessa la Polizza di Annullamento, che costa 4,8% del valore del viaggio), la prenotazione dei voli se richiesta, i trasporti, la pensione completa in Ladakh e fino al pranzo del 4/8, le escursioni e gli ingressi ai siti indicati nel programma, la presenza dell’accompagnatrice italiana e delle guide locali.

La quota non comprende: i voli, che costano da € 750 a € 1100 in funzione della data di prenotazione e della compagnia prescelta, il visto indiano, il supplemento per la camera singola, le bevande, le visite e le escursioni non in programma, le mance e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.

Voli: Amitaba scorpora dalla quota del viaggio il costo dei voli per permettere a coloro che ne hanno la possibilità di usufruire di eventuali sconti e/o tariffe agevolate o di effettuare autonomamente le prenotazioni.

Supplementi: € 100 se si prenota dopo il 31/5/2017, € 300 con 2 partecipanti e € 370 per la singola.

Visto e documenti: il visto indiano è obbligatorio e deve essere ottenuto prima della partenza; per informazioni sull’ottenimento del visto contattare Amitaba. Si ricorda che il passaporto deve avere almeno sei mesi di validità dal momento dell’arrivo in India.

Riferimento valutario: il costo del viaggio è formulato con il cambio euro - rupia del 6/12/2016 (Banca d’Italia):  € 1 = Rs 72.7775, corrispondente al valore in essere al momento della pubblicazione del programma.

L’iscrizione e la partecipazione è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include una specifica polizza di assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio (polizza base Europ Assistance) e la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio; la polizza assicurativa viene consegnata prima della partenza.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.

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