Informazioni utili

Da: venerdì 23 marzo 2018A: domenica 8 aprile 2018Durata: 17 giorni

Guida: Tenzin TsomoPartecipanti: massimo 12

 

Il viaggio giunge nel cuore del Nagaland in occasione del festival tribale di Aoleang Monyu; è un percorso che esplora le aree etniche più interessanti dell’India del Nord Est, fornendo un’avvincente sintesi di quei mondi lontani, ancora pressoché sconosciuti. Si incontrano diversi gruppi; i principali: tra i monti dell’Arunachal nel distretto di Ziro gli Apatani ed i Mishi, nell’isola assamese di Manjuli i Mishing e nella regione di Mon nel Nagaland, a ridosso del confine birmano, i Konyak, in occasione del colorato festival annuale. L’itinerario inizia con la visita di Calcutta e del Parco Nazionale di Kaziranga, dove si esplora il territorio cercando le tigri ed i rinoceronti.

 

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Sciamano Apatani

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Majuli, danza Satriya

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Nagaland, uomini Konyak

 

 

Tappe

Mappa del percorso - per l'itinerario interattivo cliccare sopra

Dopo una visita della città di Calcutta si raggiunge in volo Guwahati in Assam arrivando via Tezpur a Kaziranga e, compiuta l’esplorazione del Parco, si raggiunge Itanagar, capitale dell’Arunachal Pradesh, arrivando quindi tra i monti della regione a Ziro. In questa terra risiedono gli Apatani, una tra le etnie più interessanti dell’Asia; si sosta qui due giorni potendo esplorare a fondo le aree tribali. Gli Apatami preservano tenacemente un’evoluta forma di animismo legato al culto di sole e luna, espletando complessi rituali in cui è preponderante il sacrificio di animali. Nelle vallate circostanti si avrà modo di incontrare anche l’etnia Mishi, dove  si vedono le peculiari "long house", abitazioni che raccolgono sotto un medesimo tetto un intero clan. Si lasciano i monti dell’Arunachal rientrando in Assam arrivando in traghetto nella bucolica isola del Brahmaputra di Majuli, Patrimonio dell’Unesco, dove si incontrano le comunità vishvaite dell’isola, custodi di diverse forme d’arte a sfondo sacro tra cui la famosa danza Satriya, e dove si visitano anche i villaggi du palafitte dei Mishing, un’etnia di origine tibeto-burmese. Si prosegue riattraversando il grande fiume e lasciando il vasto bacino del Brahmaputra per accedere alla regione di Mon nel Nagaland, a ridosso del confine birmano. È la patria dell’etnia Konyak, dove si sosta a Mon per due giorni per seguire le attività del festival annuale e ci si recherà a visitare diversi villaggi, tra cui Longwa, sul confine con Myanmar. Si rientra quindi in Assam visitando Sivsagar e le rovine di Ahom arrivando tra le piantagioni di tè a Dibrugarh, dove ci si imbarca per il volo di rientro.

Accompagna il viaggio Tenzin Tsomo, che si avvale anche della collaborazione di guide locali che parlano la lingua italiana a Calcutta ed inglese nelle altre località; si prevede un massimo di 12 partecipanti.

 

Il festival di Aoleang Monyu

Il festival tribale più importante dei Konyak, la popolazione del Nagaland conosciuta e temuta fino al recente passato come tagliatori di teste, è la celebrazione della primavera che avviene all’inizio di aprile dopo che è stata completata la semina (anche a dicembre vi è un festival, promosso dall’ente del turismo e conosciuto come "Hornbill", interessante ed anche vario ma meno sincero). Dell’antico retaggio del taglio del capo dei nemici fortunatamente rimane oggi solo la collana a cui sono appese delle teste di metallo, ma osservando gli anziani che le portano con un peculiare senso di fierezza impressiona rendersi conto che per questi uomini il simbolo manifesta non solo l’orgoglio di guerrieri ma… anche il numero delle persone da loro uccise in gioventù. Nel corso del festival vengono eseguiti diversi rituali, danze, feste e sacrifici per propiziare le forze divine che possano così portare un buon raccolto. L’evento dura diversi giorni, la parte iniziale serve principalmente come preparazione per mettere a punto i costumi, scegliere gli animali per i sacrifici, preparare i cibi e la birra di riso, con un crescendo progressivo; nella giornata principale i Konyak esibiscono i costumi più belli e le celebrazioni si protraggono per gran parte della giornata con canti e balli che rievocano le tradizioni tribali, incluso il taglio delle teste. La parte finale è poi più tranquilla, con le persone che si scambiano visite e celebrazioni nelle famiglie.

 

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Assam, Kaziranga

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Dibrugarh, lavoratrice del tè

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Sivasagar, palazzo Ahom

 

 

GUIDA

Claudio Tessaroli - Amitaba
Tenzin Tsomo

Tenzin Tsomo è una donna dell’etnia tibetana Monpa, originaria della regione di Tawang in Arunachal Pradesh; attualmente risiede in Nepal a Pharping. Dal 2005 è l’assistente personale di Lama Champa Monlam, con il quale ha viaggiato in diverse aree del mondo dagli Stati Uniti a Singapore ed in modo approfondito in Europa, in particolare in Italia e Spagna, fungendo anche da interprete dal tibetano all’italiano; Tenzin infatti parla tibetano, inglese, hindi, nepalese e italiano. A seguito del terremoto in Nepal del 2015, ha curato gli interventi umanitari sul territorio per conto di Stupa Onlus e Amitaba. Ha viaggiato più volte con Amitaba in India ed ha anche organizzato diversi viaggi nell’ambito della spiritualità del subcontinente indiano per gli studenti di Lama Monlam. Tenzin è una persona socievole che ama stare con gli altri, è attenta alle loro esigenze ed ha capacità organizzative; in sintesi è un’ottima guida.

 

Nota tecnica

Si ricorda che in molte delle aree visitate non è possibile effettuare cambio valuta e che le carte di credito spesso non sono accettate. Gli alloggi sono puliti con stanze dotate di servizi, acqua calda e lenzuola, ma si segnala che in queste remote regioni orientali spesso sono piuttosto spartani e in alcune località possono richiedere un minimo di adattabilità (ad esempio l’acqua calda può venir fornita in un secchio). Per gli spostamenti si utilizzano veicoli comodi, tipo Scorpio o Tata Safari. Il clima previsto è solitamente secco; si tenga comunque presente che ci possono sempre essere precipitazioni locali. Le temperature minime previste sono a Ziro, dove le minime notturne possono arrivare anche a 5°C, con massime di 20°- 25°C. A Majuli si trovano le temperature sono più alte, con massime che possono andare oltre i 30°C.
È necessario munirsi del visto indiano prima della partenza; il passaporto deve avere almeno 6 mesi di validità dalla data di ingresso in India.

 

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Copricapo Mishi

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Longwa, fumo dell'oppio

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Majuli, monaci vishnaviti

 

 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

(NB: i tempi di tappa indicati possono a volte subire variazioni significative dovuti allo stato delle strade)

1°g.    Venerdì 23 marzo, partenza in volo per l’India  
Per arrivare a Calcutta vi sono diverse opzioni nella scelta dei voli e Amitaba può prenotare quello di maggior gradimento; un collegamento comodo è quello della Air India, che fa da riferimento per i servizi del viaggio. Air India parte da Roma Fiumicino alle 19.40 (orario da confermare); il collegamento d Milano è alle 17.00 da Linate con arrivo a Roma Fiumicino alle 18.10.

2°g.    24/3 Arrivo a Calcutta  
Con Air India l’arrivo a Delhi è previsto alle 7.15, dove si viene accolti dal corrispondente indiano di Amitaba. Si riparte dal medesimo aeroporto alle 14.25; per chi lo desidera, in aeroporto è possibile prenotare la Premium Plaza Lounge da utilizzare fino alla ripartenza, per fare la colazione e rilassarsi. L’arrivo a Calcutta è previsto alle 16.40, dove è in attesa dei partecipanti il corrispondente di Amitaba. Ci si trasferisce presso l’hotel Peerless Inn e si fa una prima passeggiata in città, il ‘New Market’, un coloratissimo mercato coperto con diverse mercanzie, è vicinissimo all’albergo.

3°g.    25/3 Calcutta  
Calcutta è considerata la "capitale culturale" dell’India e, durante l’impero britannico, ne fu per lungo tempo anche la capitale politica. È una città interessantissima, in molte delle zone della parte centrale si respira ancora la particolare dimensione del periodo del Raj, mentre in altre si ha quasi la sensazione di essere in un vasto villaggio, ma dove transitano anche i tram! Si iniziano le viste dal Mercato dei Fiori, un primo forte e coloratissimo impatto con l’India più vera; quindi nell’arco della giornata ci si reca alla casa di Madre Teresa, si vedono le vestigia del periodo imperiale britannico con i grandiosi palazzi, ancora oggi utilizzati, si visitano il Museo, il tempio Jain, il tempio di Kali e si sosta per un caffè alla storica Indian Coffee House, luogo di ritrovo degli intellettuali.

4°g.    26/3 Calcutta – Guwahati (Assam)– Parco Nazionale di Kaziranga  
Il volo per Guwahati in Assam, nell’estremo est dell’India, parte da Calcutta alle 9.20 con arrivo alle 10,35 (orario da confermare), dove è in attesa dei partecipanti la guida locale che parla la lingua inglese. Si lascia l’aeroporto in direzione est per Tezpur e da qui si prosegue per il Parco Nazionale di Kaziranga, dove si alloggia presso l’hotel Iora – The Retreat o simile. La tappa è di 200 km e richiede massimo 5 ore di viaggio.

5°g.    27/3 Parco Nazionale di Kaziranga  
Il Parco Nazionale di Kaziranga, situato lungo la sponda meridionale del Brahmaputra, è inserto nella lista "World Heritage" dell’ONU. È particolarmente importante per il grande numero di rinoceronti asiatici ed ospita una grandissima varietà di specie diverse, tra cui circa 1000 elefanti e, all’ultimo censimento, 81 tigri. Si effettua una prima escursione alle prime luci con l’elefante, sono possibili due orari, alle 5.30 o alle 6.30 – decidono l’assegnazione i rangers. Si proseguono le esplorazioni dopo il pranzo utilizzando le jeep; si parte tra le 13.30 e le 15.00.

6°g.    28/3 Kaziranga – Itanagar (Arunachal Pradesh)  
Ci si reca per un’ultima escursione nel Parco con la jeep; la partenza è tra le 7.30 le 9. Si parte quindi per Itanagar, la capitale dell’Arunachal Pradesh. Si riattraversa il Bramaputra tornando verso Tezpur e, oltre la cittadina, si procede verso est fino a Ghopur e da qui si devia verso nord entrando in Arunachal; il viaggio è di circa 200 km e richiede al massimo 6 ore. Si alloggia presso l'hotel SC Continental o simile.

7°g.    29/3 Itanagar - Ziro  
Si prosegue tra le foreste ed i monti dell’Arunachal Pradesh arrivando a Ziro, centro principale della regione dove risiede l’etnia Apatami, con circa 4 ore di viaggio – il percorso è solo di 112 chilometri ma la strada è lenta. Si alloggia presso l’hotel Blu Pine o simile. Nel pomeriggio si iniziano le visite ai villaggi.

8°g. – 9°g. (30 e 31/3) Ziro  
Si esplora l’altopiano degli Apatani, si visitano i villaggi di Hong, il principale, Hari, Hija e altri minori con i loro mercati locali, ed anche il museo di Ziro. Ciascun villaggio evidenzia caratteristiche proprie e si riscontra una particolare benevolenza coi visitatori; se i partecipanti sono d’accordo si potrà organizzare il pranzo in una delle loro case. La partecipazione a dei riti sciamanici non è prevedibile, non vi è un "calendario", ma se ne svolgono quasi ogni giorno: nella peculiare cosmologia di queste persone il rapporto con le propiziazioni è un divenire pressoché quotidiano di cui si rilevano i segni ovunque, iniziando dalle bandiere bianche col simbolo rosso del sole innalzate sulle case, testimonianza della devozione verso i registi  dell’universo Apatani, le grandi divinità del Sole e della Luna. Nel corso di queste giornate è prevista anche un’escursione tra i villaggi Mishi; si possono visitare le loro case, lunghissime strutture (le “long house”) che raccolgono degli interi clan sotto un medesimo tetto, dove però ogni nucleo ha un proprio braciere al centro dello spazio comune, e osservare la semplice vita rurale.

10°g.    1/4 Ziro – Isola di Majuli (Assam)  
Si segue la strada utilizzata arrivando qui da Itanagar fino al bivio che conduce in direzione sud ovest verso North Lakhimpur, rientrando in Assam. Si attraversa il Bramaputra in traghetto arrivando all’isola di Majuli, eletta a Patrimonio dell’Unesco. Si alloggia presso il Mepo Okum Eco Camp; la tappa è di circa 220 km e richiede circa 6 ore in tutto.

11°g.    2/4 Isola di Majuli  
Majuli è la più grande isola fluviale abitata della Terra, eletta a Patrimonio dell’Unesco, con villaggi tradizionali delle etnie Assamese e Mishing. Un mondo dall’aspetto bucolico, fuori dal tempo, che dal XVI secolo a seguito dell’opera di Srimanta Shankerdev ha visto una fioritura di comunità vishnavite. Si inizia l’esplorazione dell’isola con queste comunità guidati da un monaco che accompagna nei templi e tra le comunità illustrando le attività; si pranzerà con loro in uno dei templi. Alcuni centri sono dei monasteri in senso più stretto, dove l’enfasi è posta sulle pratiche devozionali e mistiche, in altri luoghi risiedono monaci sposati che si dedicano alla produzione di maschere per la danza; si incontrano i custodi della Satriya, un’antica forma di danza, di cui spesso è possibile, contribuendo con una piccola donazione, vederne un’esecuzione. Nel pomeriggio si visita un villaggio Mishing. Questa etnia di origine tibeto-burmese proviene dai monti dell’Arunachal; si trasferì qui a partire dal XIII secolo, alla ricerca di terre fertili dove fermarsi stabilmente. I Mishing hanno mantenuto la tecnica di costruzione delle capanne su palafitta, originariamente motivata dalla protezione dalle fiere e qui ottima per sopravvivere alle periodiche inondazioni causate dalle piene del Bramaputra. Hanno in gran parte mantenuto l’aderenza al proprio credo religioso tribale, integrandolo in parte con l’induismo; alcuni hanno adottato il cristianesimo.

12°g.    3/4 Majuli – Mon (Nagaland)  
Si raggiunge il punto d’imbarco per il traghetto che porta a Neematighat; da qui si prosegue verso est per la vicina Garhgaon e da qui per Mon nel Nagaland, che dista in tutto circa 195 km, un tragitto di massimo 7 ore incluso il traghetto. Si alloggia presso l’hotel Tiepha Cottage o simile. Questo villaggio del Nagalad, posto a 900 mt di quota, è il centro dell’etnia dei Konyak Nagas, caratterizzata dai tipici tatuaggi sui volti, che sono particolarmente abili in diverse attività artigianali tra cui la scultura del legno; il governo dei vari gruppi è affidato agli Angh, ovvero a capi tribù a carica ereditaria.

13°g.  – 14°g. (4 e 5/4) Mon, Aoleang Monyu festival  
In queste due giornate l’attività principale sarà seguire le attività previste per il festival tribale, il cui giorno principale è il 5/4; in funzione dei tempi e della qualità degli eventi si sceglierà dove recarsi tra i villaggi della regione. Tra i più interessanti vi è Longwa, che dista 60 km. È peculiarmente edificato tra l’India e Myanmar, con molte delle abitazioni oltre il confine, un luogo remoto dove è ancora diffusa l’abitudine di fumare l’oppio, che viene prodotto oltre il confine birmano. Sul percorso si possono visitare anche i villaggi di Tang e Shangnyu dove si possono vedere alcune interessanti magioni tradizionali degli Angh e, nell’ultimo, una scultura lignea importante, forse il pezzo più particolare che si trova in questi villaggi – localmente si dice che sia stata incisa da angeli. Un altro villaggio interessante è Hongpoi, dove è più facile osservare un ampio numero di anziani agghindati con tutti gli ornamenti tradizionali (se non saranno tutti al festival!), compresa la grande collana che ritrae in ottone un certo numero di teste recise: tradizionalmente indicava il numero di nemici uccisi, motivo di ostentato orgoglio. Molte case tradizionali Konyak sono ben preservate con gli usci ornati da corna di bufalo dipinte; si potranno visitare le magioni degli Angh, i capi villaggio, dove vengono conservati centinaia di teschi di cervi.

15°g.    6/4 Mon – Sivsagar – Dibrugarh (Assam)  
Si lascia Mon ripercorrendo la strada seguita all’arrivo fino a Garhgaon rientrando in Assam; si continua verso nord per Sivsagar (103 km), una cittadina che fu per circa 600 anni la capitale dell’impero Ahom, fondato dagli Shan tailandesi nel XIII secolo. Qui si visitano il tempio di Shiva e le rovine dei palazzi nei pressi dell’abitato. Si prosegue quindi in direzione nord est per Digrugarh (82 km), completando la tappa in 5 o 6 ore. Si alloggia presso i tipici Heritage Chang Bungalow, costruzioni coloniali di epoca britannica poste su palafitte, immersi in una tranquilla natura tra le piantagioni di tè, o nella casa coloniale della piantagione di Mancotta; se il gruppo è pieno si utilizzeranno entrambi, ma i pasti in questo caso si consumano sempre a Mancotta.

16°g.    7/4 Dibrugarh – Calcutta e volo di rientro  
Al mattino si potranno visitare le piantagioni di tè potendo vedere l’intero ciclo di lavorazione dalla raccolta alla preparazione, e un centro artigianale di produzione tessile. Il volo per Calcutta parte alle 14,45 con arrivo alle 16,15 (orari da confermare), da qui si prosegue con il volo di rientro; se in funzione degli orari fosse utile pernottare a Calcutta o a Delhi Amitaba potrà provvedere alla prenotazione di tutto quanto necessario.

17°g.    Domenica 8 aprile, arrivo a destinazione   

 

 

COSTO DEL VIAGGIO

€ 2750; + € 150 dopo il 31/1/2018 – Minimo 3 e massimo 12 partecipanti

La quota comprende: le spese di iscrizione, le Polizze Assicurative di viaggio (Viaggi rischio zero e polizza base Europ Assistance – su richiesta, su E.A. possono essere estesi i massimali con un costo di € 70 ed emessa la Polizza di Annullamento, che costa 4,8% del valore del viaggio), la prenotazione dei voli internazionali se richiesta, i trasporti inclusi i voli da Calcutta a Guwahati e ritorno da Dibrugarh a Calcutta, la prima colazione a Calcutta ed anche le cene nel resto del viaggio, gli ingressi ai siti indicati nel programma, la presenza della guida che parla italiano e delle guide locali che parlano italiano a Calcutta ed inglese nel resto del viaggio.

La quota non comprende: i voli per Calcutta, che costano da € 700 a € 900 in funzione della data di prenotazione e della compagnia prescelta, il visto indiano, il supplemento per la camera singola, le bevande, le visite e le escursioni non in programma, le mance e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.

Voli: Amitaba scorpora dalla quota del viaggio il costo dei voli per permettere a coloro che ne hanno la possibilità di usufruire di eventuali sconti e/o tariffe agevolate o di effettuare autonomamente le prenotazioni.

Supplementi:  € 150 se si prenota dopo il 31/1/2018, € 460 per la singola, € 100 con 3, 4 o 5 partecipanti.

Visti e documenti: il visto indiano è obbligatorio e deve essere ottenuto prima della partenza; per informazioni sull’ottenimento del visto contattare Amitaba. Il passaporto deve avere almeno 6 mesi di validità dalla data di ingresso in India.

Riferimento valutario: il prezzo del viaggio è formulato con riferimento al cambio euro - rupia del 26/10/2017 (Banca d’Italia): € 1 = Rs 76,23, corrispondenti ai valori in essere al momento della pubblicazione del programma.

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza "Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio" fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza "Booking sicuro" fornita da CBL Insurance. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.

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