Informazioni utili

Da: lunedì 10 dicembre 2018A: domenica 23 dicembre 2018Durata: da 14 a 32

Estensione iniziale da: giovedì 6 dicembre 2018

Estensioni finali a: domenica 30 dicembre 2018 O: domenica 6 gennaio 2019

 

Il viaggio è stato preparato da Amitaba sulla base di un approfondito studio dell’India, un mondo che non cessa mai di stupire! Si spazia dalla magnificenza artistica e grandezza storica alle realtà rurali ed etniche più sincere, specchi di un mondo che trascende il limite del tempo, ci si immerge nella cultura religiosa, anima profonda di questo Paese, e si esplora anche la giungla alla ricerca del leone asiatico. Il percorso si svolge tra il Rajasthan ed il Gujarat; in gran parte delle località si alloggia nelle residenza storiche, un’opportunità che aggiunge un ulteriore sapore al viaggio, dove si avrà la possibilità di incontrare alcune famiglie nobili che tutt’ora le abitano.

 

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Udaipur

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Sasan Gir

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Ranakpur

 

 

Tappe

Mappa del percorso - per l'itinerario interattivo cliccare sopra

È prevista una breve estensione iniziale che inizia da Jaipur, la mitica “città rosa”, un luogo ornato da stupendi palazzi, e dalla vecchia capitale di Amber, dove si utilizza il primo dei molti alloggi in case patrizie previsti dal tour. Procedendo verso sud ci si reca alle cittadine rajput di Bundi e Kota, in un’area poco conosciuta del Rajasthan, e da qui a Cittogarh ed Udaipur, punto di partenza per chi non segue questa parte.

Da Udaipur, con i celebri palazzi che si affacciano sul lago Pichola, si prosegue con la visita del tempio jainista di Ranakpur, di sorprendente bellezza artistica ma altrettanto attraente per la serena spiritualità che infonde; si continua con un percorso che porta a contatto con un mondo fiabesco tra i villaggi tradizionali e le case nobiliari del Rajasthan, da Jojawar a Chanoud, incontrando i membri della nobiltà locale e l’etnia dei Rabari che si dedica all’allevamento dei cammelli. Si approda in Gujarat a Balaram, e dopo la visita di Patan e di Modhera si giunge ad Ahmedabad, con l’ashram di Ghandi, il museo Calico, che vanta la collezione privata di tessuti antichi più pregiata dell’India, ed altri siti storici. Si prosegue verso sud arrivando a Lhotal, sito archeologico dell’antichissima civiltà di Harappa, e Bhavnagar, punto di partenza per l’escursione a Palitana, l’incredibile montagna sacra dei jainisti, sicuramente uno dei luoghi più suggestivi del subcontinente, ornata da ben 863 templi. Giunti sulla costa dell’oceano a Diu, cittadina di origine portoghese con lo storico forte, si torna un poco verso l’interno al Parco Nazionale di Sasan Gir, dove vive il leone asiatico, e, dopo un’esplorazione con i fuoristrada, si continua per Junagadh, base di partenza per salire la montagna sacra di Girnar, coronata di templi induisti e jainisti, meta di pellegrinaggio da tutta l’India. Proseguendo, dopo la visita di Gondal si arriva nella regione di Bhuj nel Gujarat occidentale fino ai margini del deserto bianco del Kutch, una regione dove risiedono diverse etnie ed alcuni gruppi nomadici.

Da Bhuj si potrà rientrare o proseguire con un'estensione a Goa (vedi sotto), dove si potrà trascorrere il Natale. Per il Capodanno, da Goa si potrà proseguire col programma INDIA: Siti storici del Karnataka.

 

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Jaipur

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Chanoud

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Amber Palace

 

Nota tecnica

Per i trasporti si utilizzano veicoli privati comodi, dotati di aria condizionata e di recente immatricolazione. Gli hotel scelti sono tutti di buon livello e i rispettivi siti internet sono indicati nel programma; in gran parte sono palazzi storici riconvertiti in alberghi e in alcuni si avrà anche l’opportunità di incontrare i proprietari di origine nobile. Il clima previsto è secco e soleggiato, con temperature che indicano medie stagionali minime notturne che possono arrivare fino a 9 gradi nel Rajasthan e massime di 28 gradi ad Ahmedabad.

 

 

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Rann of Kutch

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Ahmedabad, Hathisingh

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Chanoud

 

 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

Estensione iniziale a Jaipur e Bundi

1°g.    Giovedì 6 dicembre, partenza per Jaipur   
Per raggiungere Jaipur, capitale dello Stato del Rajasthan, vi sono diverse possibilità di volo. Si può arrivare in India sia a Delhi che a Mumbai e proseguire da una di queste città con il volo per Jaipur; i transiti da Delhi oggi sono più comodi perché non vi è necessità di cambiare terminal ed il capogruppo segue questa opzione. Per raggiungere Delhi o Mumbai Amitaba utilizza voli Air India, Etihad, Lufthansa, KLM, Turkish o di altre compagnie scelte dai viaggiatori. Molti di questi arrivano nelle prime ore del mattino successivo; se per gli orari di arrivo o altro fosse utile disporre di un hotel e relativi trasferimenti la notte del 6/12 Amitaba può organizzare ogni servizio richiesto, inclusi eventuali trasferimenti tra gli aeroporti di Mumbai per chi transita da qui.

2°g.    7/12 Arrivo a Jaipur  
Si viene accolti in aeroporto dal corrispondente indiano di Amitaba e ci si accomoda presso un hotel heritage, il Madawa Haveli o il Shahpura House. Nel pomeriggio si visita Jaipur, capitale dello stato del Rajasthan, la celebre “città rosa” dell’India, così chiamata per la colorazione delle case nella parte vecchia (fu dipinta così nel 1853 per onorare la visita del Principe del Galles), dove si potranno vedere il Palazzo Reale, il Jantan Mantar (l’osservatorio astronomico), Patrimonio Mondiale dell’Unesco, Palace of Winds, luogo simbolo della città, da dove le donne di corte dalla loro lussuosa clausura potevano porre uno sguardo sul mondo, e si completa la giornata al vecchio bazar, famoso in particolare per i tessuti ricamati, le pietre semi preziose e gli oggetti d’artigianato.

3°g.    8/12 Jaipur – Amber – Bundi 
Andando all’ultimo cortile di questo gradissimo forte si arriva in un bel giardino dove risieda il Maharaja quando veniva qui, che spazia verso il cielo con un bellissimo panorama, dove si ammira il Palazzo di Amber visto dall’alto. Ci si reca sui colli nei pressi della città per raggiungere il palazzo di Amber (11 km), un magnifico sito parte del Patrimonio Mondiale dell’Unesco: la costruzione di questa cittadella – palazzo fortificato venne iniziata nel 1592 e fu la capitale del regno fino a quando la corte si trasferì a Jaipur, fondata nel 1727. Si parte quindi verso sud per Bundi, che da qui dista circa 230 km, un percorso che richiede approssimativamente 4 ore; si alloggia presso un hotel heritage, l’Iswari Niwas o il Dev Niwas. Bundi è una cittadina storica situata tra i colli Aravalli, con diversi siti d’intesse culturale e la tranquilla atmosfera della “vecchia India”.

4°g.    9/12 Bundi  
Si visitano i diversi siti e ci si immerge nella bella atmosfera quasi rurale del luogo. Il punto storico più importante sono il grande Palazzo di Bundi e il forte di Taragarh, fondato nel 1354 e teatro delle vicissitudini storiche della regione; nel Palazzo si ammirano importanti affreschi. Tra le riserve d’acqua per cui Bundi è famosa è molto particolare il baori di Raniji Ki, tra i più grandi e meglio preservati del Rajasthan, costruito nel 1699, è profondo 46 metri e presenta interessanti bassorilievi, e merita una vista anche il Dhabai Ka Kund. Nei pressi, il piccolo palazzo di Sukh Mahal che si affaccia su un bacino d’acqua artificiale, dove si fermò anche lo scrittore Kipling, e, anche questo ai margini della cittadina, l’elegante Cenotaffio dalle 84 Colonne.

5°g.    10/12 Bundi – Kota – Bijaipur  
Si prosegue verso sud per Kota che dista 40 km, circa un’ora di viaggio, una città sulle rive del fiume Chambal. Il regno di Kota, originato dalla dinastia di Bundi, crebbe per diventare nel tempo più grande e potente, come si evince anche vistando il Palazzo di Kotah Garh, protetto da mura ai margini del fiume Chandal, ricco di reperti e con alcune stanze con affreschi molto interessanti. Si lascia Kota verso ovest sulla comoda strada che porta verso Chittogarh; dopo un tratto con una breve deviazione si raggiunge il bellissimo canyon formato dal fiume Chambal, dove sulle falesie a picco sul fiume si trova il piccolo tempio di Garadia Mahadev, un luogo con un panorama bellissimo e selvaggio. Si prosegue il viaggio, la prossima sosta è al tempio shivaita di Mahanal, fondato nell’VIII secolo e la cui parte principale è dell’XI; è posto sul ciglio di un grade salto di roccia che forma una profonda e stretta ansa dove in periodo monsonico si forma una grandiosa cascata che si tuffa tra una bellissima vegetazione. E’ molto interessante e tranquillo, con anche alcune raffigurazioni erotiche, e molto bella la passeggiata che porta al tempio edificato sul lato opposto del fiume. Si continua il viaggioe,prima di arrivare a Chittogarh, con una deviazione attraverso un territorio collinare piuttosto selvaggi si arriva nel villaggio di Bijaipur; qui si alloggia presso l’heritage Castle

6°g.    11/12 Bijaipur – Chittogarh - Udaipur  
Ci si reca alla vicina Cittogarh, dove ci si reca a visitare il famoso forte, sito Unesco, teatro di molte pagine delle epiche guerre dei Rajput; le sue origini arrivano al VII secolo, e da quei tempi lontani ha visto il controllo da parte di diverse dinastie ed episodi di eroismo, il più famoso quello del suicidio di massa delle donne quando nel 1567 i musulmani di Akbar riuscirono a conquistarlo. Posizionato su di un colle cinto da 13 chilometri di mura, contiene un gran numero di edifici tra cui 4 palazzi e 19 templi, che testimoniano i diversi periodi storici e le successive fasi costruttive. Dopo la visita si prosegue verso ovest per 150 km arrivando ad Udaipur, un viaggio che richiede meno di 3 ore. Ci si accomoda presso un hotel storico, il Lake Pichola o l’Amet Haveli, dove nel corso della giornata arrivano anche i partecipanti che seguono il viaggio partendo da qui.

 

Programma del viaggio con inizio da Udaipur

1°g.    Lunedì 10 dicembre, partenza per Udaipur  
Per raggiungere Udaipur, nel sud del Rajasthan, vi sono diverse possibilità di volo. Si può arrivare in India sia a Delhi che a Mumbai e proseguire da una di queste città con il volo per Udaipur; i transiti da Delhi oggi sono più comodi perché non vi è necessità di cambiare terminal. Per raggiungere Delhi o Mumbai Amitaba utilizza voli Air India, Etihad, Lufthansa, KLM, Turkish o di altre compagnie scelte dai viaggiatori. Molti di questi arrivano nelle prime ore del mattino successivo; se per gli orari di arrivo o altro fosse utile disporre di un hotel e relativi trasferimenti la notte del 10/12 Amitaba può organizzare ogni servizio richiesto, inclusi eventuali trasferimenti tra gli aeroporti di Mumbai per chi transita da qui.

2°g.    11/12 Arrivo a Udaipur  
All’arrivo a Udaipur si viene ricevuti dal corrispondente indiano di Amitaba e ci si trasferisce presso l’hotel storico Lake Pichola o Amet Haveli.

 

Programma comune

2°g. o 6°g. (11/12) Udaipur  
Udaipur è una delle perle del Rajasthan, conosciuta come la “città dei laghi”. Nel pomeriggio si visita il Saheliyon-ki-Bari, o giardino delle cortigiane, e si gode del tramonto percorrendo in barca il lago Pichola, ai piedi del palazzo reale e dei Ghat (le scalinate per le abluzioni), arrivando al Palazzo di Jag Mandir, posto su un’soletta del lago.

3°g. o 7°g. (12/12) Udaipur – Jojawar  
Si completano le visite della città recandosi al grandioso e candido palazzo del Maharaja che si erge sul bordo del lago; fu iniziato da Udai Singh nel XVI secolo quando spostò qui la capitale del potente regno di Mewar e fu successivamente ampliato ma con ottima uniformità di stile. Ci si reca anche al tempio di Jagdish dedicato a Vishnu, edificato nel 1651, e, tempo permettendo, al Museo. Si lascia quindi Udaipur per Jojawar; arrivati alla stazioncina del treno di Khamblighat (circa 2 ore e mezza di viaggio), rimasta identica a quando venne costruita durante il periodo coloniale inglese ai margini di un minuscolo paesello di campagna, si monta sul treno rurale. La ferrovia a scartamento ridotto si inoltra in un ambiente naturale selvaggio, privo di strade e presenza umana, che ospita anche diversi animali; si attraversano le colline zigzagando tra ponti e pendici rocciose, raggiungendo in poco più di un’ora una stazioncina sull’altro versante. Si riprende il nostro mezzo e si prosegue per la vicina Jojawar, dove si alloggia presso il Rawla Jojawar, una casa nobiliare situata tra le colline di Aravalli; costruita nel XVIII secolo, che era in origine una fortezza, ora trasformata in albergo heritage.

4°g. o 8°g. (13/12) Jojawar – Ranakpur - Chanoud  
Utilizzando delle jeep si fa un giro nelle campagne circostanti, dove ci si ferma ad un villaggio dell’etnia Rabari, Si parte quindi per Ranakpur, circa due di viaggio, forse il sito più bello tra tutte le splendide realizzazioni della religione jain. Il tempio risale al XV secolo, è edificato con 1444 colonne, cesellate ognuna in modo diverso con raffinatezza estrema, disposte in 29 sale tenute con meticolosa pulizia, dove i sacerdoti lucidano anche le pietre dei pavimenti. Il complesso è dedicato alla mitica figura di Adinatha, il primo Tirthankara della religione jain (“colui che aiuta gli altri ad attraversare l’oceano dell’esistenza”); sorge in un’area naturale selvaggia, gode di una pace assoluta, tra i suoni di piccoli cimbali mossi dal vento. Si prosegue quindi per Chanoud, circa 95 km, da 2 a 3 ore di guida, un villaggio rurale del distretto rajasthano di Pali, che si potrà esplorare con calma. Si alloggia presso il Chanoud Garh,la residenza nobiliare di questa regione; il palazzo fortificato, recentemente restaurato con cura, è composto da due cortili, di cui uno utilizzato dagli ospiti mentre il secondo è la residenza dei Singh. Nel tardo pomeriggio si effettua un’escursione in fuoristrada in questa bella regione rurale, dove si possono anche vedere diversi animali selvatici come le antilopi, arrivando con le luci del tramonto ad una pianura salata contornata dai colli Aravalli, di peculiare bellezza. Si cena con la famiglia nobile che ci ospita.

5°g. o 9°g. (14/12) Chanoud – Balaram  
Con una piacevole passeggiata si visita il villaggio con il mercato e la scuola, godendo anche della vista del vecchio forte ai bordi di un laghetto. Si parte quindi verso sud lasciando lo splendido ambiente rurale del Rajasthan meridionale entrando in Gujarat a Balaram, una regione che dista 210 km, un percorso che richiede da 4 a 5 ore; si alloggia presso il Balaram Palace, che è un sito storico “heritage classic hotel”. Nei pressi dell’hotel storico si trova il piccolo tempio shivaita di Balaram Mahadev, situato sul ciglio del corso d’acqua che attraversa questa bella zona collinare, con una raffigurazione particolarmente raffinata della divinità.

6°g. o 10°g. (15/12) Balaram – Patan – Modhera – Ahmedabad  
Da Balaram si procede per la capitale del Gujarat, Ahmedabad, che dista circa185 km. Lungo il percorso si sosta alla cittadina fortificata di Patan, posta sul fiume Sarasawati, che fu a capitale della regione dall’VIII al XIV secolo; le viuzze del centro nascondono un centinaio di templi jainisti, di cui il principale è il Panchasara Parasvanath. Il sito più importante è il Rani Ki Vav, un profondo pozzo scalinato nei pressi della cittadina noto per la struttura architettonica e le statue perfettamente preservate, di fascino ed importanza assoluti, tanto da essere ora entrato nel Patrimonio Unesco e, cosa più prosaica, essere anche scelto come immagine di una delle banconote indiane. Prossima tappa è Modhera, dove si trova il Tempio del Sole, dell’XI secolo, una stupenda testimonianza dell’arte classica del Gujarat. Giunti a destinazione si alloggia in città presso l’hotel Sarovar Portico (sarovarhotels.com/sarovar-portico-ahmedabad). Ahmedabad, fondata nel 1411 dal sultano Ahmed Shah, è il centro principale del Gujarat; ci si reca al Sabarmati Ashram, posto sulla riva del fiume, dove Mahatma Ghandi risedette fino al 1930 e da dove ebbe inizio la lotta per l’indipendenza dell’India, e si completa la giornata visitando il tempio jainista di Hathisingh.

7°g. o 11°g. (16/12) Ahmedabad – Lothal – Bhavnagar  
Si percorrono a piedi le viuzze della città vecchia arrivando fino alla moschea di Jumma, dove si riscontra uno stile molto particolare con le decorazioni interne che riprendono alcuni dei temi induisti, come il fiore di loto e il vaso d’acqua; questi sincretismi hanno oggi guadagnato l’elezione della parte vecchia di Ahmedabad a Patrimonio Unesco. Altro punto d’interesse, la moschea di Sidi Sayed, che risale al 1573, famosa per il fine lavoro di cesellatura dei pannelli di pietra, con la celebre rappresentazione dell’albero della vita, tema tipo induista, con una corona di palma. Alle 10.30, se possibile, si visita il Calico Museum (calicomuseum.org), che raccoglie una collezione di tessuti antichi (è un’istituzione privata che dà i permessi a propria discrezione). Si parte quindi per Bhavnagar; sul percorso, con una breve deviazione, si raggiunge Lothal (75 km), antichissimo sito archeologico della civiltà di Harappa che risale al secondo millennio prima di Cristo. E’ consigliabile una visita del museo, che espone i reperti trovati qui, una necessaria introduzione per apprezzare quanto poi si vede nel sito archeologico, dove impressiona in particolare il bacino portuale, che risulta essere il porto più antico conosciuto al mondo. Si prosegue il viaggio sempre verso sud per altri 97 km arrivando a Bhavnagar, dove si alloggia presso il Nilambag Palace (nilambagpalace.com), una heritage property edificata nel 1859 che ospitava la famiglia reale di Bhavnagar. La città, situata vicino al mare, ha una parte vecchia interessante con un vero pullulare di negozietti di ogni tipo frammisti a vetusti ma affascinanti palazzi.

8°g. o 12°g. (17/12) Bhavnagar – Palitana
Si parte presto per Palitana, che dista circa 50 km a sud, per salire al Shatrunjay (che significa “luogo della vittoria”), il monte sacro alla religione jainista ornato da ben 863 templi edificati nel corso di 900 anni. Si percorre un lungo sentiero gradinato con 3950 scalini su uno sviluppo di circa 2 km; se servisse, alla base è possibile assoldare 4 portatori che fanno accomodare su una sedia e partono di corsa arrivando sulla cima del monte! Difficile rendere in parole la visione delle due cime del Shatrunjay letteralmente coperte di templi che formano un insieme straordinariamente armonico, protetto da fortificazioni. Si incontrano molti pellegrini vestiti di bianco; lungo la via procedono a piedi nudi con un portamento nobile, con molti che portano il tipico bastone a punta; il tempio più importante di questa incredibile cittadella di templi sospesi nel cielo è dedicato ad Adinath, il primo profeta dei jain, dove si affollano i pellegrini per toccare la sua statua con un unguento di zafferano e sandalo, offrendo profumati fiori rossi. Per la discesa si segue un altro sentiero più diretto che arriva su un altro lato del monte; si alloggia nei pressi al Vijay Vilas Palace, una vecchia casa nobiliare che ci riporta indietro nel tempo. La sistemazione è decisamente affascinante ma manca di adeguata manutenzione, è un poco come essere alloggiati per una notte in un vetusto museo; la gestione è famigliare e le persone molto cortesi.

9°g. o 13°g. (18/12) Palitana – Diu – Sasan Gir  
Da Palitana si raggiunge la costa dell’oceano a Diu, che dista 164 km, circa 3,5 ore di viaggio. Questa cittadina è stata parte del Portogallo fino al 1961; le tranquille stradine del centro testimoniano la recente presenza portoghese e il grande forte che si affaccia sul mare, interessante da visitare, ne fu il motivo. Costruito nel XVI secolo, era una base navale molto importante per il controllo dei traffici commerciali. Nel pomeriggio si prosegue per il Parco Nazionale di Sasan Gir che dista 80 km, circa due ore, in direzione nord. Si alloggia presso il Lion Safari Camp, un lussuoso campo situato lungo il fiume Hiran tra gli alberi di mango; le tende sono completamente arredate e dotate di bagno privato, acqua calda e aria condizionata, da far invidia agli ufficiali del vecchio Raj britannico! Il parco Nazionale di Sasan Gir è l’ultima dimora del leone asiatico e, oltre al ‘re della foresta’, ospita leopardi, iene, cinghiali, pavoni, innumerevoli caprioli e vari tipi di erbivori, mentre nelle acque si vedono i coccodrilli. Si effettua una prima escursione in fuoristrada per avvistare gli animali nella serata di oggi.

10°g. o 14°g. (19/12) Sasan Gir – Junagadh  
Partendo prima dell’alba si torna con i fuoristrada nell’area chiusa; non vi è mai la certezza di vedere i leoni, ma una buona probabilità. Tornati al campo si fa colazione e si lascia il parco dirigendosi a Junagadh che dista 80 km, circa 2 ore di viaggio, dove si alloggia presso il Leo Resort, il migliore disponibile in questa località. Si esplora la cittadina, dominata da un forte dove si trovano cisterne d’acqua che impressionano per la qualità e magnitudine del lavoro ingegneristico; sul monte si trovano anche alcuni templi rupestri buddisti. Nella città vecchia il sito più interessante è il mausoleo di Mahabat Makbarn, con i minareti ornati da scalinate a spirale e una profusione di decorazioni in pietra, e meritano una visita le tombe dei Babi Nawabs, la dinastia che ottenne l’indipendenza dai Mughal nel 1748.

11°g. o 15°g. (20/12) Junagadh (Girnar)  
Si dedica la giornata all’esplorazione del monte sacro di Girnar, che si erge alto circa 1100 mt ad est della città, chiamato Monte Neminath dai jainisti. E’ uno dei siti magici dell’India, poco visitato dai turisti, ininterrotta meta di pellegrinaggio per jainisti ed induisti a partire almeno dal III secolo. Lungo la salita e sulle diverse vette del monte si trovano numerosi templi; il sito più importante per i jainisti è il tempio di Neminath, posto appena al di sopra delle ripidissime pareti di roccia, che fu edificato nel XII secolo. Secondo la tradizione jainista fu qui che il 22° guru, il Tirthankara Neminath, lasciò il corpo dopo aver vissuto su questo sacro monte per 700 anni; il tempio sarebbe edificato esattamente in quel punto e conserva una sua rappresentazione in marmo nero. Proseguendo la salita si giunge sulla prima cima, dove si trova un importante tempio induista dedicato alla Dea Madre, consorte di Shiva. Oltre, si ha una bellissima visuale del percorso che ora segue la cresta del monte fino alla cima più alta, ora non lontana, dove secondo la tradizione visse e meditò Gorakhnath e si trovano le impronte di questo grande rishi. Giungere fin qui è impegnativo, la salita è lunga: 8500 gradini, si stimano circa 3/4 ore; per chi lo desidera è possibile affittare una portantina, che è piuttosto costosa. Proseguendo ancora si arriva alla vetta dove vi è il piccolo tempio di Dattatreya, una manifestazione di Shiva; il percorso è stupendo per i panorami e aggiunge altri gradini … se si arriva fin qui se ne passano in tutto 9999!

12°g. o 16°g. (21/12) Junagadh – Gondal – Bhuj  
Si parte per Gondal, che dista 65 km, un tragitto di circa un’ora e mezza. La famiglia reale di Gondal è nota anche per la grande passione per le automobili; presso il palazzo si potrà ammirare una bella collezione d’auto d’epoca. Si visitano il Palazzo vecchio, dove sono allestite anche diverse collezioni del Raja, il Palazzo sul fiume, l’antica farmacia dove vengono prodotte le medicine ayurvediche e ci si reca al Palazzo di Naulakha per il pranzo. Si prosegue quindi per Bhuj, che dista 270 km, un viaggio di circa 5/6 ore. Si alloggia al Kutch Safari Resort nei pressi della città o all’hotel Prince.

 

Per chi rientra:

13°g. o 17°g. (22/12) Bhuj (Rann of Kutch) - Mumbai
Nella regione di Bhuj e nel Rann of Kutch vivono diversi gruppi etnici, specializzati in produzioni artigianali e tessili; ci si reca a vistare alcuni dei villaggi più belli, come Bhujordi, Meghwa e Nirona. Nel pomeriggio si prende il volo per Mumbai (Jet Airways 16.10 – 17.45, orario da confermare). Si salutano la guida italiana ed i partecipanti che proseguono con le estensioni; i voli di rientro partono quasi tutti nelle tarde ore della sera, arrivando a destinazione la mattina successiva. Se per i voli prescelti o altro fosse utile pernottare a Mumbai, Amitaba potrà predisporre ogni servizio richiesto.

14°g. o 18°g. Domenica 23 dicembre, arrivo a destinazione

 

Per chi prosegue con l'estensione:

13°g. o 17°g. (22/12) Bhuj (Rann of Kutch) – Mumbai e prosecuzione per Goa   
Nella regione di Bhuj e nel Rann of Kutch vivono diversi gruppi etnici, specializzati in una vasta produzione artigianale e tessile, ci si reca a visitare alcuni dei villaggi più belli. Nel pomeriggio si parte in volo da Bhuj con il medesimo volo di coloro che rientrano. Chi prosegue con la guida italiana per Goa ha diverse opzioni di volo; la Go Air parte alle 21.55 con arrivo alle 23.10.

 

Natale a Goa

Il 22/12 si viene ricevuti all’aeroporto di Goa dal corrispondente indiano di Amitaba e ci si accomoda presso il The Lalit Golf & Spa Resort, posizionato sul mare.
La durata suggerita, il cui costo è qui indicato, prevede di ripartire da Goa il 29/12 con arrivo in Italia il 30/12. Si tenga però conto che il soggiorno può essere della durata preferita e possono essere richiesti eventuali servizi aggiuntivi.
Il giorno 27/12 giungono presso l’hotel i viaggiatori che seguono il programma di Capodanno in INDIA: Siti storici del Karnataka e la guida del viaggio di ritorno da Lumbini e Katmandu. Nella giornata del 28/12 è prevista una visita guidata di Goa e, se si segue il programma di Capodanno, si lascia Goa per Badami il 29/12 mattina.

 

Capodanno in India a Hampi

Il programma inizia da Goa il 27/12 e prevede una visita molto interessante del Karnataka: con un percorso ben misurato partendo da Goa lo si esplora da nord a sud arrivando fino a Mysore. Si incontra Badami, dove sul lago Agastya si affacciano templi rupestri ed antiche fortificazioni, in una regione preziosa dove stupiscono anche i templi di Mahakuta, Pattadakal e Aihole. Si arriva per il Capodanno a Hampi, il sito archeologico più stupefacente dell’India, e proseguendo verso sud si visitano il forte di Chitradurga, i gioielli artistici di Belur, Halebid e Sravanbelagola, luogo santo e centro principale della tradizione jainista dei Digambara, i “Vestiti di Cielo”, famoso per la gigantesca statua monolitica di Baubali. Giunti a Mysore e Srirangapatnam si raggiunge Bangalore per il volo di rientro. Per i dettagli, consultare il programma: INDIA: Siti storici del Karnataka.

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