Informazioni utili

Da: lunedì 1 ottobre 2018A: sabato 13 ottobre 2018Durata: da 13 a 16 giorni

Estensione finale a: martedì 16 ottobre 2018

Guida: Alfredo SavinoPartecipanti: massimo 12

 

Questo itinerario è stato studiato per esplorare le regioni nord-occidentali della Mongolia, con le imponenti vette del Tavan Bogd, e per scoprire una delle più antiche ed importanti tradizioni mongole partecipando al Festival delle aquile, che si svolge ogni anno a Ulgii proprio in questo periodo.
Gli Altai, oltre che per le sorprendenti bellezze naturali e per i territori ancora selvaggi che si incontrano, meritano il viaggio anche per la loro ricchezza culturale ed etnografica: è infatti una terra abitata e condivisa da mongoli, tuvani e kazaki, ovvero da popolazioni sia nomadi che stanziali (alcuni di loro abitano infatti nelle città) che parlano tre lingue diverse, nonché di fede islamica (i kazaki) e buddista (i mongoli e i tuvani). In sintesi, un intreccio di razze, culture, lingue e religioni che vale la pena scoprire!

Per un percorso fotografico della Mongolia, vedi la Galleria. Per maggiori dettagli sul Paese: Mongolia.

 

 

Tappe

Mappa del percorso - per l'itinerario interattivo cliccare sopra

Si esplora la regione e si partecipa al Festival delle aquile, l’evento più importante dell’anno, dove i cacciatori più esperti si sfidano tra loro in prove di destrezza utilizzando questi stupendi rapaci. Al termine si potrà poi decidere se rientrare a Ulaanbaatar in volo o con un’interessante traversata via terra, che porta tra i laghi della regione centrale, al monastero di Shank ed a Kharkhorin, l’antica capitale dell’Impero Mongolo di Gengis Khan, e include il Parco di Khustai Nuruu.

Per chi fosse interessato è anche possibile partire il 25/9 e partecipare al trekking che si svolge ai monti del Tavan Bogd.

Il viaggio è stato preparato in stretta collaborazione con persone del luogo e con Alfredo Savino, appassionato ricercatore della cultura mongola, che conduce il viaggio, incluso il trekking. Si prevede un numero massimo di 12 partecipanti.

 

alt=

Gher

alt=

Gher

alt=

Bimba mongola

 

Il festival dei cacciatori con le aquile

La caccia con le aquile è un'attività che viene praticata dai nomadi kazaki fin dalla notte dei tempi ed ancora oggi i cacciatori, provenienti da tutti gli angoli della regione del Bayan Ulgii, si ritrovano una volta all'anno per partecipare ad un’emozionante gara di caccia a cavallo utilizzando solo maestose aquile reali, tenute su di un braccio protetto da un enorme guanto e sostenuto da un bastone che poggia sulla sella del cavallo.
L'aquila reale (Aquila Chrysaetos) raggiunge una lunghezza che può variare tra i 75 e gli 88 cm e l’apertura alare può raggiungere i 2,30 mt, mentre il suo peso arriva fino a 6-7 kg. Le dimensioni maggiori, come in quasi tutti i rapaci, si raggiungono nelle femmine, che dai cacciatori kazaki sono preferite agli esemplari maschi. Cacciano in prevalenza volpi, ma anche marmotte e a volte lupi. Il becco è robusto e ricurvo, le zampe sono forti e ricoperte di piume, gli artigli sono lunghi ed affilati ed il quarto dito, opposto agli altri tre, è munito di un'unghia più lunga che trafigge le prede. L’aquila è dotata di una vista straordinaria, sei volte più acuta di quella dell'uomo, con un campo visivo di 300 gradi. Il piumaggio è di colore bruno scuro con penne dorate sul capo che, ricordando una corona, le hanno conferito il titolo di "reale". L'addestramento di questi uccelli, che vengono catturati da piccoli, è lungo e impegnativo e il cacciatore lo inizia utilizzando come prede delle pelli di animali. Il rapace viene legato ad una corda e quando afferra la pelle gettata nelle sue vicinanze viene premiato con un pezzo di carne, che sarà sempre più consistente man mano che l’uccello perfeziona la propria abilità nell’artigliare la preda. Il rapporto che si viene a creare tra il cacciatore e l’animale è molto stretto e dura fino a quando il rapace non viene liberato al compimento del decimo anno di vita.
Poiché le aquile cacciano in prevalenza volpi, la caccia si svolge quando la Mongolia si ammanta di bianco e le pellicce di questi animali sono più folte. Gli uccelli vengono tenuti bendati con un cappuccio fino a quando il cacciatore avvista una preda: l’aquila viene lanciata in aria e s’innalza in cielo per poi fiondarsi in picchiata. Questa gara è una vera e propria sfida di abilità e velocità dove alla fine viene eletto il cacciatore con l'aquila più precisa. Oggi nel Bayan Ulgii sono rimasti circa 450 cacciatori tradizionali e questo evento è importante anche perché e l’ultima occasione d’incontro collettivo prima dell’arrivo del rigido inverno. A contorno del contesto venatorio vengono celebrate feste con danze e canti tradizionali.

 

Bayan Ulgii, la regione del Tavan Bogd

La regione mongola di Bayan Ulgii offre una grande varietà ambientale ed è coronata dalla catena dei monti Altai, che distano 2000 chilometri da Ulaanbaatar e formano il confine naturale con la Russia e il Kazakistan a dominio cinese. Qui si trova la vetta più alta della Mongolia, l’Huiten Uul (4373 mt), che fa parte delle cinque cime del Tavan Bogd (letteralmente, "i cinque illuminati"), un’area che segna il confine tra i tre Paesi; la cima più alta è il monte Belukha (4506 mt), posizionata oltre il confine negli Altai russi. Sparsi tra questi stupendi monti si trovano una ventina di grandi ghiacciai, tra questi il Potanina è il più esteso. Una delle aree più belle è il Parco Nazionale del Tavan Bogd, che si estende tra la Mongolia e il confine cinese, e raccoglie numerosi laghi tra cui l’Hoton, il Dayan Nuur e il Tolbo.              
Gli abitanti sono in maggioranza kazaka e di religione musulmana; hanno iniziato a trasferirsi in queste aree verso il 1840 per pascolare pecore e capre nel periodo estivo ed all’inizio del secolo scorso hanno cominciato a stabilirsi permanentemente nella regione. La lingua utilizzata è il kazako, anche se la maggior parte delle persone sono bilingue e parlano anche il mongolo. I kazaki della Mongolia sono rimasti isolati e conservano tradizioni millenarie andate ormai perdute nella loro terra d’origine. La moschea di Ulgii è stata riaperta dopo la caduta del socialismo e il pellegrinaggio alla Mecca è ripreso, ma la religione viene vissuta in modo aperto e tollerante: le donne non devono portare il velo e gli uomini amano consumare alcolici. Dopo il 1990 a molti kazaki mongoli è stato permesso di migrare verso il Kazakistan e la Turchia, con un considerevole flusso di persone durato alcuni anni, e ci sono state lunghe trattative tra Kazakistan e Mongolia per permettere ai kazaki mongoli di avere la doppia cittadinanza, risolta per ora con il permesso a loro concesso di entrare in Kazakistan senza visto.
La popolazione si dedica soprattutto alla pastorizia transumante; durante l’inverno si rifugia in villaggi riparati all’interno di valli profonde utilizzando case di legno, per migrare poi in estate verso i pascoli di montagna. Questi pastori utilizzano delle tende molto simili alle grandi gher mongole, con alcune differenze che le rendono tipiche ed affascinanti.

 

 

Guida e organizzazione di Amitaba in Mongolia

Alfredo Savino si è laureato in Storia Medioevale con una tesi sul frate francescano Giovanni da Pian di Carpine che nel 1245 andò in Mongolia in veste di legato pontificio; si è dedicato alla diffusione della cultura e della storia mongola in Italia per conto dell'associazione culturale Soyombo, attraverso mostre etnografiche e conferenze. Ha iniziato l’esplorazione fisica del paese nel 1998 percorrendo per due mesi e mezzo le regioni dell'ovest e, due anni dopo, la parte orientale. Nel 2006 in occasione delle celebrazioni svoltesi per l'ottocentenario della fondazione dell'impero mongolo è stato invitato al congresso internazionale dei mongolisti a Ulaanbaatar per esporre la sua ricerca storica. Alfredo è costantemente attivo nello studio della cultura mongola e dal 2007 collabora con Amitaba per creare percorsi che consentano un vero incontro con la magia del mondo che lui ama. Tra il 2014 ed il 2016, prima dell’apertura dell’Ambasciata dell’Italia a Ulaanbaatar, è anche stato Console Onorario italiano. Attualmente risiede ad Ulaanbaatar.

Alfredo è contattabile via email: alfredosavino@gmail.com; telefonicamente (via WhatsApp e Viber) al numero mongolo +97695868948; con skype: gengiskhaan.

I viaggi di Amitaba in Mongolia dal 2010 vengono organizzati con la cooperativa Sain Sanaa (il cui nome in mongolo significa “buona idea”) che è stata fondata con il nostro supporto aggregando un gruppo di persone mongole guidate da Alfredo Savino, con l’obbiettivo di curare attentamente la qualità dei servizi offerti. Ogni socio mette a disposizione le proprie conoscenze ed abilità iniziando dal tracciare itinerari che consentano ai viaggiatori di entrare in contatto con la Mongolia più vera, e, ovunque opportuno, si estendono al di fuori dai circuiti turistici. Le finalità della cooperativa sono in sintesi le seguenti: ridistribuire gli utili ricavati dai viaggi ugualmente fra i soci (siano essi guide, autisti o cuochi, stranieri o mongoli); non portare fuori dal Paese i ricavati del turismo; pagare i non soci locali che collaborano alla realizzazione dei viaggi in modo equo; favorire le piccole realtà imprenditoriali locali; cogliere l’opportunità del soggiorno di ospiti stranieri in Mongolia per generare un mezzo concreto d’aiuto; favorire progetti d’aiuto, destinando alle iniziative di sostegno una parte dei ricavi della cooperativa; aiutare gli studenti mongoli meritevoli che studiano l’italiano ad avere delle esperienze formative; soggiornare nei monasteri di campagna con lo scopo di fornire un aiuto a queste piccole realtà locali dando nel contempo ai viaggiatori la possibilità di conoscere più approfonditamente un aspetto fondamentale della cultura mongola.

Amitaba in Mongolia è attiva con diverse attività di sostegno, come indicato nel nostro sito.

 

alt=

Cavaliere mongolo

alt=

Lago Achit

alt=

Shank

 

Modalità del viaggio

Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote motrici, solitamente Uaz, percorrendo sia strade che piste tracciate dal passaggio di altri veicoli. La velocità sugli sterrati è abbastanza buona, si tengono medie di circa 50 km/h con alcuni tratti anche più veloci e parti dove l’irregolarità del terreno rende la marcia più lenta.
Ad Ulaanbaatar si alloggia per tre notti in un hotel a tre stelle (solo due se dagli Altai si esegue il rientro via terra); fuori dalla capitale si pernotta cinque notti in hotel locali (sei se si rientra via terra), sei notti in tenda (campo mobile) e tre notti presso famiglie (4 se si rientra via terra): un’esperienza davvero speciale, si avranno a disposizione delle stanze comuni nelle loro abitazioni – si segnala che il bagno è esterno. I campi mobili vengono allestiti con tende di tipo europeo a due posti e si dispone di una tenda comune dove mangiare; la cucina e l’allestimento del campo sono curati dal nostro personale. La cucina proposta è semplice ma sostanziosa, anche vegetariana. Viene fornita tutta l’attrezzatura necessaria dall’organizzazione, ad eccezione del sacco a pelo. Chi segue il rientro via terra passerà anche una notte presso il monastero di Shank (si segnala che qui i servizi igienici sono rudimentali, come lo erano nelle vecchie campagne italiane) ed una in campo Gher a Kustai.
Il viaggio richiede un certo spirito d’avventura, poiché nella regione degli Altai si diventa di fatto dei nomadi, percorrendo con i veicoli a quattro ruote motrici vaste aree e pernottando anche in tenda. Per chi ama viaggiare ed è disposto ad affrontare qualche disagio, è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale e ospitale, e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo.

 

Clima e attrezzatura

Il clima tra fine settembre ed inizio ottobre è mediamente piuttosto secco e le temperature previste sono tra i 5 e i 15 gradi, con possibili punte minime notturne al di sotto dello zero. È necessario avere un sacco a pelo che abbia un gradiente di minimo termico di almeno -8C°; Alfredo Savino, guida del viaggio, può procurarlo sia a noleggio (€ 25), fornendo anche un sacco lenzuolo da utilizzare all’interno dello stesso, che acquistandolo a € 50. Prevedere un abbigliamento resistente ad acqua e vento, scarponcini tipo trekking leggeri, possibilmente con l’interno in goretex, portare creme protettive per il sole e occhiali. Si tenga presente che lungo il percorso non ci sono lavanderie.
Si ricorda che il clima in questa terra è sempre imprevedibile e incline a repentini cambiamenti, da giorni caldi e soleggiati si può passare a nevicate improvvise.

 

alt=

Lago Terkhiin Tsagaan Nuur

alt=

Tartaruga di Kharkhorin

alt=

Festival delle aquile

 

 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

Si ricorda che l’itinerario previsto può subire modifiche dovute a fattori naturali e climatici.

1°g.    Lunedì 1 ottobre, partenza per la Mongolia  
Per raggiungere Ulaanbaatar un volo comodo è quello della Aeroflot, ma vi sono anche opzioni diverse; nel programma si considera l’utilizzo di questo collegamento come riferimento per i servizi del viaggio, ma Amitaba può verificare anche le possibilità offerte dalle altre compagnie (si segnala solo che se per via di un orario d’arrivo diverso fossero necessari servizi d’accoglienza e trasferimento aggiuntivi, verrà richiesto un piccolo extra). Con Aeroflot la partenza da Milano Malpensa per Mosca è alle 12.15 con arrivo alle 16.40; da Roma Fiumicino è alle 12.35 con arrivo alle 17.25; il volo transcontinentale da Mosca a Ulaanbaatar parte alle 19.00 (orari da confermare).

2°g.    2/10 Arrivo a Ulaanbaatar  
Arrivo alle ore 6.00, accoglienza della guida mongola che parla italiano, trasferimento e sistemazione in centro città presso l’hotel Sant Asar (3*) o simile. Visita del monastero di Gandan, il principale monastero della Mongolia, costruito circa 300 anni fa, ascesa alla collina Zaisan alla cui base si trova un’enorme statua del Buddha, da dove si gode un bellissimo panorama sulla città e sulle colline circostanti, e visita del Museo di Bogd Khan, il palazzo invernale dell’ultimo imperatore-lama.

3°g.    3/10 Ulaanbaatar – Gurvan Tsenheriin Agui – Khovd
Volo per Khovd (orario del volo da confermare) che dura circa 2 ore. Atterrati, ci si reca a Gurvan Tsenheriin Agui, l’unica grotta con pitture rupestri della Mongolia, che riporta direttamente nell'Età della Pietra: alta circa venti metri, custodisce alcune meravigliose pitture che risalgono al Paleolitico (da 12.000 a 40.000 anni fa). Si tratta di raffigurazioni di animali, nomadi e altre immagini misteriose. Si prosegue verso Khovd, capoluogo dell’omonima regione; questo centro fu un avamposto militare mancese e una delle ultime città ad essere stata liberata dai cinesi nel 1912. Pernottamento presso l’hotel Tsambagarav o simile; si incontrano qui la guida del viaggio, Alfredo Savino, ed i partecipanti che hanno seguito il programma del trekking al Tavan Bogd.

4°g.    4/10 Khovd – Parco del Tsamba Garav Uul  
Da Khovd ci si dirige verso est, raggiungendo le pendici settentrionali del monte Tsamba-Garav (4208 mt), ubicato al confine tra tre regioni mongole (aimag): Bayan Ulgii, Uvs e Khovd; è una delle più belle cime della Mongolia ed è sempre innevata. Si visitano diverse valli scoprendo sorgenti d’acqua cristallina e si effettua un’escursione per avvicinarci ai ghiacciai del Tsamba-Garav Uul. Si percorrono circa 180 km, quasi tutti su strada asfaltata; pernottamento in tenda.

5°g.    5/10 Parco del Tsamba Garav Uul – Ulgii  
Si lascia l’imponete montagna per seguire la spettacolare strada che porta al capoluogo del Bayan Ulgii, che da qui dista circa 150 km; pernottamento presso l’Hotel Duman o simile.

6°g. – 7°g. (6/10 – 7/10) Festival delle aquile  
Per vivere completamente l’evento si alloggia nella dimora di una famiglia kazaka per due notti e durante il giorno si assiste alle gare di abilità e velocità dei cacciatori. Dalle alture circostanti questi tolgono i cappucci ai loro maestosi animali e li lanciano verso il cielo. Nel frattempo vengono rilasciate le prede, le aquile perdono lentamente quota, poi, con uno scarto improvviso e fulmineo, piombano sulla preda immobilizzandola. Qui interviene il cacciatore che deve essere celere a raggiungere i contendenti, prima che la preda possa ferire l’aquila. A contorno del torneo vi sono molti eventi paralleli come concerti, sfilate con abiti tradizionali, mercatini di borse e tappeti di feltro tradizionali. È inoltre decisamente particolare il “Kokbar”, che ricorda molto il Buskashì, il gioco nazionale afgano, dove due squadre di cavalieri si contendono la carcassa di una capra decapitata. È un gioco privo di regole poiché, non importa come, basta impossessarsi della carcassa per vincere. Dopo le premiazioni, si avrà il tempo per visitare questa “atipica” città mongola, con il bazar e la moschea dove si respira un’aria quasi medio orientale. Per finire, si segue un concerto di musica tradizionale kazaka.

8°g.    8/10 Ulgii – Shiveet Hairhan Uul  
Trasferimento verso la zona più occidentale del Paese, una regione ricca di resti archeologici che partono dall’Età del Bronzo arrivando all’epoca Unna e all’invasione turca. Per il pernottamento si posiziona il campo nel Parco Nazionale del Tavan Bogd, nei pressi del monte Shiveet Hairhan Uul, che è considerato sacro dalle popolazioni della repubblica russa di Tuva e dai nomadi di etnia tuvana che popolano la zona. Qui si ammira uno fra i più grandi petroglifi di epoca unna.  

9°g.    9/10 Shiveet Hairhan Uul – Ulgii  
Si torna verso la “civiltà” ad Ulgii, dove si alloggia presso l’hotel Duman o simile; pomeriggio libero. Si percorrono circa 160 km.

10°g.    10/10 Ulgii – Lago Achit – Ulaangom  
Partenza per la regione di Uvs, famosa per la varietà degli ambienti naturali e per la presenza del lago più grande del Paese, che dà il nome alla regione. Prima di arrivare ad Ulaangom, una sonnacchiosa cittadina che è il capoluogo della regione, ci si ferma al lago Achit, che si trova a 1435 mt sul livello del mare ed ha una superficie di 290 kmq. Arrivati in città, pernottamento presso l’hotel Chingis Khaan o simile; si percorrono circa 300 km.

 

Per chi rientra:

11°g.    11/10 Ulaangom - Ulaanbaatar  
Si salutano i compagni e la guida Alfredo Savino, che rientrano a Ulaanbaatar con le jeep; mattina a disposizione. Nel primo pomeriggio (orari da confermare) ci si imbarca sul volo per Ulaanbaatar; le visuali dall’aereo sono spettacolari: il lago Uvs, il lago Bus e le montagne siberiane. All’arrivo si viene accolti da una guida locale che parla la lingua italiana e ci si trasferisce all’hotel Sant Asar, già utilizzato all’arrivo.

12°g.    12/10 Ulaanbaatar  
Accompagnati da una guida che parla italiano, si completano le viste ad Ulaanbaatar, in particolare al Museo di Storia Nazionale Mongola. Si avrà del tempo libero a disposizione per fare acquisti e passeggiare per la città. Pernottamento in hotel.

13°g.    Sabato 13 ottobre, volo di rientro  
Per chi è giunto con Aeroflot, la partenza da Ulaanbaatar è alle 7.10 con arrivo a Mosca alle 8.50; da qui partenza per Milano Malpensa alle 11.05 con arrivo alle 13.40 e per Roma Fiumicino alle 10.30 con arrivo alle 13.20 (orari da confermare).

 

Per chi segue l’estensione:

11°g.    11/10 Ulaangom – Tosontsengel  
Si salutano i compagni che rientrano a Ulaanbaatar in aereo e si inizia l’affascinante percorso verso est: la capitale dista da qui circa 1500 km. La meta di oggi è Tosontsengel, una lunga tappa di circa 580 km che impegna per l’intera giornata; arrivati, si alloggia presso un hotel locale.

12°g.    12/10 Tosontsengel – Lago Terkhin Tsagaan Nuur  
Si prosegue la grande traversata con una deviazione verso sud est per raggiungere il lago di Terkhin Tsagaan Nuur, dove si alloggia presso una famiglia locale; la tappa è di circa 250 km.

13°g.    13/10 Terkhin Tsagaan Nuur – Kharkhorin – Monastero di Shank  
Al mattino si parte presto in direzione sud est percorrendo una buona strada asfaltata che costeggia per un lungo tratto il fiume Chuluut, attraverso un ambiente in gran parte di steppa con canyon formati da antiche eruzioni magmatiche, e si arriva a Kharkhorin, l’antica capitale dell’Impero Mongolo di Gengis Khan. Oggi è solo un villaggio dove sono rimaste 2 delle 4 tartarughe di pietra che originariamente segnavano i confini della città; su di un panoramico colle alle spalle delle casette è stato eretto un moderno monumento che esalta le antiche glorie dell’Impero, quando questo luogo era il centro del mondo. Si visita il monastero-museo di Erdene Zuu, meta di pellegrinaggio per i mongoli, che colpisce anche per le lunghe mura sormontate da piccoli stupa che ne delimitano lo spazio sacro dalle vaste praterie e dai colli verdi; costruito sui ruderi di Kharkhorin, contiene diversi templi molto interessanti da visitare ed un piccolo museo. Ci si sposta quindi al monastero di Shank, situato a 30 km, dove saremo graditi ospiti. Shank è un piccolo e antico monastero situato in un piccolo villaggio tra le vaste praterie che un tempo custodiva la bandiera di Gengis Khan, dove si ammirano alcune importanti tanke del tantra di Kalachakra; si trascorre con i monaci parte della giornata e si pernotta nella semplice casa per gli ospiti all’interno del monastero. La sistemazione sarà un po’ spartana, ma pulita, ed è anche l’occasione per dare un contributo concreto a questa piccola comunità monastica. Si percorrono circa 340 km.

14°g.    14/10 Monastero di Shank – Parco Nazionale di Khustai Nuruu  
Partenza per il Parco Nazionale di Khustai Nuruu, che dista circa 280 km verso est. Qui si ha la possibilità di vedere i cavalli selvatici di Przewalski, noti anche come Takhi o Pony della Mongolia. Questo animale è il parente più prossimo del cavallo domestico; negli anni ‘60 erano scomparsi, ma grazie ad un programma di reinserimento ora è possibile ammirarli. È prevista un’escursione nel parco dove, oltre a questi cavalli selvatici, sono presenti diverse specie animali come il cervo rosso asiatico, le gazzelle della steppa, i gatti selvatici manul ed altri ancora. Pernottamento nel campo gher Khustai o simile.

15°g.    15/10 Khustai Nuruu – Ulaanbaatar  
Ormai la capitale dista solo più circa 100 km ad est; giunti a destinazione, si alloggia nel medesimo hotel utilizzato all’arrivo. Si avrà del tempo libero a disposizione per fare acquisti e passeggiare per la città.

16°g.    Martedì 16 ottobre, volo di rientro  
Il rientro in questa data è consigliato con Turkish Airlines. La partenza è alle 11.05 con arrivo a Istanbul alle 17.25; da qui, la partenza per Milano Malpensa è alle 21.50 con arrivo alle 23.45 e per Roma Fiumicino alle 22.30 con arrivo alle 00.05 (orari da confermare).

 

 

COSTO DEL VIAGGIO

€ 2140; + € 100 dopo il 31/7/2018 – Massimo 12 partecipanti

Estensione: rientro via terra, € 460 (min 2 persone)

(Il prezzo potrebbe essere leggermente rivisto a fine marzo 2018 quando in Mongolia vengono riconfermate le tariffe alberghiere)

La quota comprende: le spese di iscrizione, le Polizze Assicurative di viaggio (Viaggi rischio zero e polizza Base Europ Assistance – su richiesta, su E. A. possono essere estesi i massimali con un costo di € 70 ed emessa la Polizza di Annullamento, che costa 4,8% del valore del viaggio se emessa al momento dell'iscrizione o il 6,5% se emessa successivamente entro i 15 giorni dalla data di partenza del viaggio), la prenotazione dei voli intercontinentali se richiesta, i trasporti inclusi i voli interni in Mongolia, la colazione ad Ulaanbaatar e la pensione completa nelle altre località, le escursioni indicate nel programma, la presenza della guida italiana.

La quota non comprende: i voli intercontinentali, che costano a partire da € 750 in funzione della data di prenotazione e della compagnia prescelta, il visto, il supplemento per la camera singola, le bevande, le visite e le escursioni non in programma, le mance e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.
Voli: Amitaba scorpora dalla quota del viaggio il costo dei voli per permettere a coloro che ne hanno la possibilità di usufruire di eventuali sconti e/o tariffe agevolate o di effettuare autonomamente le prenotazioni.

Supplementi:  € 100 se si prenota dopo il 31/7/2018, € 600 con 2 partecipanti, € 230 per la singola ed € 120 aggiuntivi per la singola nell’estensione con rientro via terra.

Visto e documenti: per l’ingresso in Mongolia è richiesto un visto che viene rilasciato dall’Ambasciata di Roma in circa 10 giorni; il costo è di € 60 e viene richiesta la compilazione di un apposito modulo e la redazione di lettera d’invito. Per l’espletamento di tutto il necessario Amitaba utilizza solitamente i servizi della società IAS, che è specializzata per le procedure di visto.

Riferimento valutario: il prezzo del viaggio è formulato con riferimento al cambio euro - dollaro del 9/12/2017 (Banca d’Italia): € 1 = $ 1,1786, corrispondente al valore in essere al momento della pubblicazione del programma.

 

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza "Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio" fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza "Filodiretto Protection" fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.

Chiudi ×