Informazioni utili

Da: sabato 24 marzo 2018A: martedì 3 aprile 2018Durata: da 11 a 16 giorni

Estensione finale a: domenica 8 aprile 2018

 

Arrivati a Katmandu ci si reca al santuario di Pashupatinath ed ai due grandi stupa di Swayambu e Bodnath, iniziando così ad immergersi nell’incredibile atmosfera del mondo himalaiano. Si prosegue in volo per il Bhutan dove si inizia con la visita della piccola capitale, Thimpu, che offe un bell’insieme di interessanti siti, si valicano quindi i monti verso Punakha: lo Dzong storico più importante del Paese situato in una bellissima vallata dove si ammirano anche luoghi preziosi molto cari ai bhutanesi e quindi, giunti nella valle di Paro, ci si reca all’imperdibile Taktshang, il celebre “Nido della Tigre”. Si avrà così una visione dei punti principali della regione occidentale del Paese. Completata questa parte ci si dedica al grande Cham di Paro, una ricorrenza giustamente famosa per la bellezza delle danze e cerimoniali, di cui si seguono i momenti più importanti con le processioni e l’esposizione del gigantesco Thongrol; è un momento di folclore molto bello, in cui tutti sfoggiano stupendi vestiti tradizionali. Si completa partecipando anche ad un evento fuori dal calendario ufficiale, in un bucolico villaggio ai bordi delle falesie dove meditò Guru Rimpoce, e raggiungendo alcuni eremi: un incontro con la gioiosa vita rurale di Druk Yul, il “Paese del Drago”.

I dettagli del viaggio sono indicati nella descrizione del Programma. Per maggiori informazioni sul Paese, vedi anche: Bhutan, Druk Yul e Bhutan – Immagini.

 

 

Tappe

Mappa del percorso - per l'itinerario interattivo cliccare sopra

Al termine si potrà decidere se rientrare o proseguire il viaggio con il programma “Natura e vette himalaiane del Nepal”, un percorso che dona visioni imperdibili della catena himalaiana, a Daman ed al tipico villaggio di Dampus, situato ai piedi dell’ardito Machhapuchare, e nel Parco Nazionale di Chitawan, dove si eseguono diverse esplorazioni naturalistiche, anche a dorso d’elefante.

 

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Dampus, Machhapuchare

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Bodnath

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Chitawan

 

Un cenno sui Cham del Bhutan

I Cham sono uno straordinario insieme di musiche sacre, danze in costume con maschere rituali, riti religiosi ed esorcistici eseguiti da monaci, ed anche laici nei Cham minori, il tutto immerso in un attento ma allegro e rilassato assiepamento di persone che esibiscono i migliori abiti tradizionali e godono di un atteso momento di gioiosa convivialità. Parteciparvi offre al visitatore che desidera accedere al cuore della realtà bhutanese un modo intelligente per avvicinarne lo scenario intimo legato alla spiritualità, alle tradizioni ed alla storia. Nel Cham il confine percettivo delineato dalla mente razionale scompare e spiritualità, emozioni e pensiero si fondono creando un immaginario che evoca le dimensioni di mondi sottili dove sogno e realtà sembrano condividere un medesimo spazio, un insieme che in Bhutan costituisce la chiave di accesso ad una realtà culturale che include diversi aspetti di leggenda e misticismo. Ogni Cham ha delle caratteristiche diverse sia per il contenuto religioso delle rappresentazioni che per l’intreccio delle trame, che hanno spesso un riferimento agli eventi storici specifici del luogo in cui si svolge e ai diversi personaggi e maestri spirituali.
E’ improprio e limitativo chiamare questi eventi "festival", perché quello che avviene è un insieme di funzioni religiose, trame teatrali mitiche ed evocazioni vicine allo spiritismo immerse in un contorno di folclore intenso.

 

Nota tecnica

In Nepal e Bhutan tra fine marzo ed inizio aprile il clima è solitamente secco; si tenga comunque presente che possono sempre esserci piogge locali. Le temperature minime notturne a Paro, che è il punto più freddo del percorso, possono scendere anche a 5 gradi, mentre le massime previste qui sono 18°C. Per gli spostamenti si utilizzano dei comodi pulmini e gli alloggi sono puliti con camere dotate di bagno con acqua calda e lenzuola, tranne che nel villaggio di Dampus, per chi segue l’estensione, dove si alloggia in un rifugio himalaiano in stanze non dotate di servizi. Il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan ed in Nepal con noi non hanno perso un etto….

 

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Dzongdraka

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Punakha, affreschi

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Punakha Dzong

 

 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

1°g.    Sabato 24 marzo, partenza in volo per il Nepal  
Non ci sono collegamenti diretti dall’Italia per Katmandu e alcuni viaggiatori scelgono di transitare da Delhi in India; vi è un’ampia scelta di compagnie aeree e Amitaba può prenotare quella di maggior gradimento. La maggior parte dei voli prevede di viaggiare la notte arrivando nella giornata successiva.

2°g.    25/3 Arrivo a Katmandu  
Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese di Amitaba e trasferimento all’Hotel Vajra, posizionato ad un quarto d’ora di cammino dal centro della città; è immerso in un bel giardino e costruito nello stile tradizionale newari con decorazioni in legno eseguite dall’artista Utam Raj di Patan. Per chi desidera sgranchirsi dopo il viaggio è prevista una passeggiata al ‘colle delle scimmie’ che dista circa 15 min dall’hotel, dove si erge il magnifico Stupa di Swayambhu.

3°g.    26/3 Katmandu  
Ci si reca a Pashupatinath, l’antichissimo santuario indù lungo le rive del fiume Bagmati dedicato a Shiva, luogo di pellegrinaggio dove giungono anche molti pittoreschi Sadhu. L’intera collina è un mondo da scoprire, disseminata di antichi tempietti immersi nel verde; sulla riva del fiume avvengono le cremazioni. Da qui si raggiunge il vicino Stupa di Bodnath, nel cuore del quartiere tibetano, ricco di botteghe, negozi e importanti templi e monasteri. Si visitano quello Nyingma di Sechen, sede della reincarnazione di Dilgo Kyentse Rinpoche, il “monastero bianco” Ka-Nying di tradizione Kagyu e Nyingma fondato da Urgyen Tulku e, tempo permettendo, anche altri. Si completa la giornata con la visita del centro storico di Katmandu: Durbar Square e dintorni con i magnifici templi, l’antico palazzo reale e la galleria nazionale d’arte.   

4°g.    27/3 Katmandu – Paro - Thimpu  
Il volo per Paro parte alle 9.10 con arrivo alle 10.25 (orari da confermare); la visuale della catena himalaiana a nord è stupefacente, si vedono ben 6 ‘ottomila’, tra cui l’Everest e il Kanchendzonga, e arrivando anche il Chomolhari, montagna sacra del Bhutan. Nel piccolo aeroporto, che è l’unico punto d’ingresso aereo del Bhutan, si viene accolti dalla guida bhutanese che parla la lingua inglese e si parte per Thimpu, la capitale, che dista circa 65 km. Thimpu è il centro amministrativo del Bhutan e sta rapidamente crescendo, mantenendo però lo stile tradizionale nelle costruzioni. Nel primo pomeriggio si visitano Pangri Zampa, un monastero posto un poco più a nord della città che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo ed oggi ospita la scuola astrologica; e Dechen Podrang, un palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica. Ci si reca quindi al grandioso Trashichhoe Dzong, dove vi sono la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan. Prima di recarsi in hotel, tempo permettendo, si visita il tempio di Changangkha Lhakang, uno sei siti più antichi della valle. dove le persone portano i nuovi nati per essere benedetti. Si alloggia presso l’hotel Galingkha o Pedling.

5°g.    28/3 Thimpu – Punakha  
Si parte presto per salire al passo di Dochu, alto 3166 mt, per godere del grandioso panorama: il valico è situato in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano e si ammirano migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari); si trovano anche tanti piccoli tsa tsa impastati con le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. Si prosegue la discesa tra scenari grandiosi arrivando nella valle di Punakha il cui Dzong, situato a solo 1250 mt, è il più bello e storicamente importante del paese. Viene curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale che era stato danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala difficili da trovare altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è … nel presente. Nel pomeriggio si effettua un’escursione sui monti della valle, dove si trovano le scuole monastiche di Talo e Nalanda ed il tempio di Nabgang tra tipici, ben curati villaggi. Si alloggia in un hotel nei pressi del villaggio di Punakha, il Zangtopelri o simile.

6°g.    29/3 Punkaha – Paro  
Prima di lasciare la valle di Punakha ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina, a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite... anche gli stranieri! Si prosegue quindi verso ovest, risalendo al passo di Dochu (3166 mt) e tornando nella valle di Thimpu, dove si pranza. Si parte poi per Paro e, nei pressi di Thimpu, si sosta per una visita a Semtokha Dzong, che fu il primo degli Dzong bhutanesi ad essere costruito dallo Shabdrung nel XVII secolo; ha giovato di recenti restauri ed è ora sede di una scuola monastica. Giunti a Paro si visita il Dungtse Chorten, costruito dal mitico Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi; ci si reca quindi in hotel, si alloggia al Dewachen o al Rema Resort.

7°g.    30/3 Paro: escursione a Taktshang   
A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove volendo si possono fermare i meno allenati e dove solitamente si consuma il pranzo. Tornati a valle ci si reca al villaggio e al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.) ed è uno dei 108 templi geomantici del Tibet.

8°g.    31/3 Paro, il grande Cham  
Ci si reca allo Dzong prima dell’alba per seguire il Lam Nittam, l’abate di Paro, che al suono dei corni guida la processione che porta a spalle solennemente e con grande reverenza la gigantesca tanka al sito delle danze, dove viene issato il Thongdrol. Di fronte al palazzo su cui viene posizionata la tanka è allestito un lungo altare riccamente ornato di offerte dove siedono i monaci officianti; la gente si accalca per poter toccare il gigantesco drappo. Si torna quindi in hotel e dopo un breve riposo si torna allo Dzong per assistere all’uscita dei monaci che da uno dei templi interni formano una seconda processione, ora nella luce del giorno, per dare inizio alle danze che chiudono il Cham. Le rappresentazioni di oggi sono le più interessanti e attese, in particolare il Guru Tshen Gye, ovvero la danza delle otto manifestazioni di Guru Rimpoce, quando vengono esposte con magnifica pomposità le forme che il Guru assunse per portare il messaggio di liberazione alle diverse classi di esseri. Si trascorre qui la giornata, mescolati alla folla di bhutanesi.

9°g.    1/4 Paro: cham rurale di Dzongdraka  
Ci si reca al villaggio di Dzongdraka tra i monti della valle di Paro, dove oggi si svolge un interessantissimo Cham rurale. Sono molto belle le processioni eseguite nella parte iniziale dell’evento, che si muovono a ridosso di una falesia dove meditò Guru Rimpoce (Padmasambhava). Completati i cortei ed i cerimoniali iniziali che si svolgono tra l’eremo ed il tempio del villaggio iniziano le danze in costume nell’area sovrastante il tempio; si consuma qui un picnic, mescolati all’allegra e rilassata comunità locale, dove molti non disdegnano delle sane bevute in compagnia, una situazione molto genuina e poco formale rispetto al festival di ieri. Tornati a valle si completa la giornata andando a Yoeto Gompa, un antico tempio dove vivono alcuni giovani monaci; da qui con una breve passeggiata (20 min) si raggiunge l’eremo di Drakarpo, un altro dei mitici siti di meditazione di Guru Rimpoce, attorniato da una serena comunità di anziani meditatori.

 

Per chi rientra

10°g.    2/4 Paro – Katmandu e volo di rientro  
Il volo per Katmandu della Druk Air parte alle 11.50 con arrivo alle 12.35; si potrà così godere ancora una volta della visione dell’arco himalaiano dal Chomolhari al Kanchendzonga, Makalu, Lhotse, Everest, Cho Oyu e Shisha Pangma – per menzionare gli “8000” - oltre ad un’infinità di altri picchi! All’arrivo ci si imbarca sul volo di rientro; Amitaba con un piccolo costo aggiuntivo predisporrà eventuali servizi richiesti sia a Katmandu che a Delhi per chi transita da qui dopo Katmandu: assistenza in aeroporto, trasporti locali, pernottamento e visite.

11°g.    Martedì 3 aprile, arrivo a destinazione.

 

Per chi segue l’estensione “Natura e vette himalaiane del Nepal”

10°g.    2/4 Paro – Katmandu – Daman  
Il volo per Katmandu della Druk Air parte alle 11.50 con arrivo alle 12.35;  si parte dall’aeroporto per i monti a sud ovest della città arrivando nella località di Danan, un viaggio di soli 65 km ma che può richiedere parecchio tempo. Qui si alloggia presso l’Everest Panoramic View Resort, situato a circa 2300 mt; la posizione offre uno stupendo panorama sulla catena himalaiana, perché si è un poco arretrati a sud e non si hanno cime più alte di fronte all’arco dei giganteschi monti che contornano l’altopiano del Tibet; si ha così una visuale ampissima che diventa ancor più bella con le luci del tramonto e dell’alba.

11°g.    3/4 Daman – Chitawan  
Si scende da Daman verso sud e giunti nelle aree più pianeggianti alla base dei monti si prosegue verso ovest per il Parco Nazionale di Chitawan, arrivando per pranzo al Safari Nayani, comoda base da cui si esplora il territorio, immersi nella foresta del parco su di un colle che sovrasta il fiume Rapti, il corso d’acqua che segna il confine occidentale del Parco. Quest’area naturale, dichiarata riserva nel 1970 e successivamente Parco Nazionale, copre un’area di 932 kmq e ospita, tra gli animali più celebri, un gran numero di rinoceronti e di tigri, oltre a diversi tipi di gazzelle, bufali, coccodrilli e una grandissima varietà di uccelli (525 specie!). Nel corso del giorno e mezzo che si trascorre qui si seguiranno diverse attività con la guida degli esperti ranger, iniziando con un’introduzione al luogo che solitamente si tiene presso le stalle degli elefanti. Si consumano tutti i pasti nel ristorante del resort.

12°g.    4/4 Chitawan  
Nella giornata di oggi si inizia all’alba, quando è più facile vedere gli animali. Le attività previste durante il soggiorno a Chitawan sono diverse ed interessanti. Un safari di circa un’ora e mezza con gli elefanti nella foresta; la visita ad un villaggio dell’etnia Tharus utilizzando carri trainati dai buoi; una camminata guidata nella foresta - che presuppone di attenersi scrupolosamente alle indicazioni date dal ranger; si segue il corso del fiume Rapti per circa 5 km con le canoe tradizionali, il modo migliore per osservare gli uccelli acquatici e gli animali sulle rive mentre si scivola in silenzio sull’acqua; la visita al centro di riproduzione dei coccodrilli; assistere al bagno degli elefanti nel fiume, dove chi vuole potrà aiutare a spazzolare i pachidermi!

13°g.    5/4 Chitawan – Pokhara – Dampus  
Si parte presto per Pokhara che dista circa 150 km a nord ovest, un percorso che può richiedere anche 6 ore di guida. Ci si reca per una breve visita alla Pagoda della Pace, posizionata in punto molto panoramico sopra al celebre lago della cittadina. Si riparte quindi da Pokhara utilizzando delle jeep locali con cui si raggiunge in circa un’ora o poco più il villaggio di Dampus, edificato nel tipico stile locale su di un costone dei monti da dove si ha una visuale formidabile sulla catena himalaiana, ed in particolare dell’ardito Machhapuchare, il monte conosciuto come “il Cervino dell’Himalaia”. Si alloggia in un casa – rifugio tipica di questa regione, dove si segnala che non si hanno i servizi in camera, ma si assapora l’atmosfera magica che sanno regalare questi luoghi che fino a pochissimo tempo addietro erano raggiungibili solo a piedi.

14°g.    6/4 Dampus – Pokhara – Katmandu  
Tornati a valle con le jeep si procede per l’aeroporto di Pokhara per il volo di rientro a Katmandu, dove si arriva indicativamente per l’ora di pranzo. Si alloggia nel medesimo hotel e si avrà il resto del tempo a disposizione; se vi fosse qualche visita d’interesse od altro che richiedesse un aiuto, il capogruppo potrà organizzare tutto quanto serve per questi extra.

15°g.    7/4 Katmandu e volo di rientro  
Tempo libero fino al trasferimento all’aeroporto per il volo di rientro. Quasi tutti i voli partono in serata con arrivo nella giornata successiva.

16°g.    Domenica 8 aprile, arrivo a destinazione.

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