Informazioni utili

Da: sabato 20 ottobre 2018A: domenica 4 novembre 2018Durata: Da 16 a 19 giorni

Estensione finale a: mercoledì 7 novembre 2018

Guida: Giuseppe TommasiPartecipanti: minimo 3 e massimo 12

 

L’Himalaia nepalese preserva luoghi tra i più belli al mondo e alcuni di questi sono ora diventati raggiungibili anche da chi non ha la possibilità o il tempo di percorrere lunghi sentieri a piedi; in particolare, la regione dell’Annapurna è accessibile in fuoristrada, sia nella parte meridionale che in quella settentrionale: questo nuovo percorso è stato verificato con attenzione per fruire nel modo più intelligente di queste nuove opportunità! Partendo da Katmandu, dopo aver esplorato la giungla di Chitawan ed aver spaziato con lo sguardo gli imperdibili panorami di Danan e Sarangkhot, si giunge con una breve camminata al villaggio di Gandrung, al cospetto dell’Annapurna Sud e del Machhapuchare; da qui si aggira poi il massiccio degli Annapurna arrivando alla celeberrima Manang, situata nel cuore dei monti a 3540 metri di quota, meta principale del viaggio.

Al termine è poi prevista una breve estensione ai siti storici più importanti del Nepal.

 

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Bodnath

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Villaggio di Pisang

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Chitawan, rinoceronte

 

Conduce Giuseppe Tommasi; si prevede un massimo di 12 partecipanti.

 

 

Tappe

Mappa del percorso - per l'itinerario interattivo cliccare sopra

Questo in sintesi l’itinerario. Giunti a Katmandu vi si sosta una notte cogliendo l’opportunità per visitare i grandi Stupa e Pashupatinath, il santuario induista che è anche il luogo delle cremazioni, e si parte per i monti a sud della città arrivando a Danan; da qui si gode di una vista tra le più grandiose dell’arco himalaiano, che include anche l’Everest. Si torna a valle per immergersi nella giungla di Chitawan, dove, con l’ausilio dei rangers e degli elefanti, si esplora uno degli ultimi regni delle tigri. Si prosegue per lo Stupa della Pace ed il lago di Pokhara, entrato grazie al clima ed alla sua posizione tra le mete preferite dei giovani viaggiatori, e da qui si sale a Sarangkhot, un colle che lo sovrasta dove si ha un nuovo punto panoramico eccezionale (dal Daulagiri, ad ovest, fino al Manaslu, ad est). Si continua spostandosi un poco ad ovest arrivando, al cospetto dell’Annapurna Sud e del Machhapuchare, al villaggio gurung di Gangdrung (1940 mt), luogo di bellezza epica sia per la visuale che per la cura con cui gli abitanti mantengono lo stile tradizionale del posto, che offre intatta anche l’atmosfera dei mitici villaggi dell’escursionismo himalaiano. Per arrivarci è prevista una passeggiata di circa mezz’ora. Tornati a valle, si continua il viaggio con i fuoristrada transitando da Pokhara e iniziando ad aggirare il gruppo dell’Annapurna, seguendo verso nord il fiume Marshyangdi, che scorre tra questi monti ed il Manaslu, arrivando prima a Timang (2750 mt) e quindi nella valle alta a nord dei monti, dove si trovano Pisang e Manang (3540 mt), un’aerea di straordinaria bellezza cinta a sud dalla catena degli Annapurna e ornata da pochi  villaggi, dove tra diversi Stupa e monasteri risiede la popolazione gurung, di religione buddista, che parla un dialetto tibetano. Si sosta qui tre notti per poter godere appieno del luogo e fare, se lo si desidera, piccole escursioni per scoprire gli angoli più belli di questo paradiso dell’Himalaia.
Si ridiscendono quindi le valli rientrando fino a Katmandu, dove si avrà del tempo per gli acquisti per i quali la città è giustamente famosa, e si completerà con una serata di musica e danze nepalesi.

 

Estensione storica

Al termine è prevista un’estensione di tre giorni, condotta dalla guida del viaggio, ai siti storici della valle di Katmandu, che include le antiche capitali (Baktapur, Katmandu e Patan) e importanti luoghi meno turistici (Changu Narayan, Pharping, Kirtipur e Budanilkanta).

 

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Tempio dOro

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Changu Narayan

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Budhanilkanta

 

 

GUIDA

Giuseppe Tommasi, da tutti noi conosciuto affettuosamente come Pino, è un grande esperto nella conduzione di viaggi nelle regioni himalaiane, luoghi che ama e di cui ha condiviso negli anni la cultura imparando fluentemente la lingua tibetana e lavorando anche come traduttore per molti importanti Lama. Pino ha iniziato lo studio della filosofia buddista nel 1976 presso l’Istituto Lama Tsong Khapa di Pomaia avendo la fortuna di avere come Maestri Geshe Yeshe Tobden e Geshe Ciampa Gyatso, due figure che hanno lasciato una profonda impronta in tutti coloro che hanno avuto il buon destino di incontrarli. Tra il 1980 e il 1988 ha preso l’ordinazione monastica tibetana e si è recato in India presso l’Università di Sera tra l’82 e l’84 per approfondire i propri studi, estendendoli alle tematiche inerenti la medicina tibetana, la storia, l’arte, la grammatica e la tecnica di dibattito. Viaggia ininterrottamente dagli anni ’80 in Bhutan, India, Nepal e Tibet dove nel corso del tempo migliaia di viaggiatori, ottenendo un positivo riconoscimento per le sue doti di competenza, professionalità, efficienza e gentilezza. Pino si occupa inoltre di diverse attività di volontariato a sostegno delle regioni himalaiane e promuove iniziative culturali e umanistiche in Europa.

 

Nota tecnica

Il viaggio richiede un breve tratto a piedi di circa mezz’ora per arrivare al villaggio di Gandrung, che è situato a 1940 mt; il bagaglio personale viene trasportato da portatori locali. In Nepal tra fine ottobre ed inizio novembre il clima è solitamente secco; si tenga comunque presente che possono sempre esserci piogge locali. Il punto più freddo dell’itinerario è a Manang, dove si sosta a 3540 mt, il punto più alto del percorso dove di notte è facile andare anche sotto lo zero termico; il rifugio qui è dotato di trapunte ma si consiglia, anche per motivi igienici, di portare con sé un proprio sacco a pelo, eventualmente acquistabile o noleggiabile a Katmandu. Il cibo, tutto incluso nel costo del viaggio, è vario, sostanzioso e gradevole anche nei rifugi himalaiani. Per gli spostamenti nelle aree himalaiane si usano fuoristrada tipo Scorpio o Landcruiser con massimo 4 passeggeri per veicolo e comodi pulmini nella altre regioni; gli alloggi a Katmandu e da Danan a Sarangkhot sono puliti con camere dotate di bagno con acqua calda e lenzuola; nella aree himalaiane da Gandrung a Besisahar si alloggia in rifugi dove a volte le stanze non sono dotate di servizi e solitamente non sono riscaldate.

 

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Verso Manang

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Manang, il Gangapurna

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Manang, il Tilicho

 

 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

1°g.    Sabato 20 ottobre, partenza in volo per il Nepal  
Non ci sono collegamenti diretti dall’Italia per Katmandu ed alcuni viaggiatori scelgono di transitare da Delhi in India; vi è un’ampia scelta di compagnie aeree e Amitaba può prenotare quella di maggior gradimento. La maggior parte dei voli prevede di viaggiare la notte arrivando nella giornata successiva.

2°g.    21/10 Arrivo a Katmandu  
Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese di Amitaba e trasferimento all’Hotel Vajra, posizionato ad un quarto d’ora di cammino dal centro della città; è immerso in un bel giardino e forse un poco vetusto, ma costruito nello stile tradizionale newari con decorazioni in legno eseguite dall’artista Utam Raj di Patan, uno dei pochi alloggi dove s’incontra l’autentica atmosfera del Nepal. Per chi desidera sgranchirsi dopo il viaggio è prevista una passeggiata al “colle delle scimmie” che dista circa 15 min dall’hotel, dove si erge il magnifico Stupa di Swayambhu.

3°g.    22/10 Katmandu (Pashupatinath, Bodnath) – Daman  
Ci si reca a Pashupatinath, l’antichissimo santuario indù, situato lungo le rive del fiume Bagmati e dedicato a Shiva, luogo di pellegrinaggio dove giungono anche molti pittoreschi Sadhu. L’intera collina è un mondo da scoprire, disseminata di antichi tempietti immersi nel verde; sulla riva del fiume avvengono le cremazioni. Da qui si raggiunge il vicino Stupa di Bodnath, nel cuore del quartiere tibetano, ricco di botteghe, negozi e importanti templi e monasteri, dove si sceglierà un panoramico ristorantino per il pranzo. Si parte quindi per i monti a sud ovest della città arrivando nella località di Daman, un viaggio di soli 65 km ma che può richiedere parecchio tempo. Qui si alloggia presso l’Everest Panorama, situato a circa 2300 mt; la posizione offre una stupenda visuale sulla catena himalaiana, perché si è un poco arretrati a sud e non si hanno cime più alte di fronte all’arco dei giganteschi monti che contornano l’altopiano del Tibet; si ha così un panorama ampissimo che include l’Everest, che diventa ancor più bello con le luci del tramonto e dell’alba.

4°g.    23/10 Daman – Chitawan  
Si scende da Daman verso sud e giunti nelle aree più pianeggianti alla base dei monti si prosegue verso ovest per il Parco Nazionale di Chitawan, arrivando per pranzo al Safari Narayani; il tragitto è di circa 130 km, approssimativamente 5 ore. Questo resort è una comoda base da cui si esplora il territorio, immersi nella foresta del parco su di un colle che sovrasta il fiume Rapti, il corso d’acqua che segna il confine occidentale del Parco. Quest’area naturale, dichiarata riserva nel 1970 e successivamente Parco Nazionale, si estende per 932 kmq e ospita, tra gli animali più celebri, un gran numero di rinoceronti e di tigri, oltre a diversi tipi di gazzelle, bufali, coccodrilli ed una grandissima varietà di uccelli (525 specie!). Nel corso del giorno e mezzo che si trascorre qui si seguiranno diverse attività con la guida degli esperti ranger, iniziando con un’introduzione al luogo che solitamente si tiene presso le stalle degli elefanti. Si consumano tutti i pasti nel ristorante del centro.

5°g.    24/10 Chitawan  
Nella giornata di oggi si inizia all’alba, quando è più facile vedere gli animali. Le attività previste durante il soggiorno a Chitawan sono diverse ed interessanti. Un safari di circa un’ora e mezza con gli elefanti nella foresta; la visita ad un villaggio dell’etnia Tharus utilizzando carri trainati dai buoi; una camminata guidata nella foresta - che presuppone di attenersi scrupolosamente alle indicazioni date dal ranger; discendere il corso del fiume Rapti per circa 5 km con le canoe tradizionali, che è il modo migliore per osservare gli uccelli acquatici e gli animali sulle rive mentre si scivola in silenzio sull’acqua; la visita al centro di riproduzione dei coccodrilli; e si assiste al bagno degli elefanti nel fiume, dove chi vuole potrà aiutare a spazzolare i pachidermi!

6°g.    25/10 Chitawan – Pokhara - Sarangkhot  
Si parte per Pokhara che dista circa 150 km a nord ovest, un percorso che può richiedere anche 6 ore di guida. Ci si reca per una visita alla Pagoda della Pace, posizionata in punto molto panoramico sopra al celebre lago. Si visita la cittadina, dove il lungolago (siamo a 800 metri ed il clima è quasi tropicale) è strapieno di ristorantini e negozietti con più o meno tutto quello che si può trovare in Nepal. Si sale quindi a Sarangkhot dove si alloggia presso l’hotel Himalayan Front, situato in posizione spettacolare a circa 1500 metri; dalla torre panoramica del colle se è limpido lo sguardo spazia dal Daulagiri ad ovest fino al Manaslu ad est e si vedono le cime dei 4 Annapurna, oltre all’Annapurna Sud ed al Machhapuchare.

7°g.    26/10 Sarangkhot – Birethanti – Gandrung 
Si segue verso ovest il colle di Sarangkhot raggiungendo la strada principale che proviene da Pokhara; si valica un passo (1750 mt) e si prosegue per il villaggio di Birethanti, situato a 1100 mt lungo il fiume che scorre dall’Annapurna. Si risalgono le acque fino al punto in cui termina la strada; si impiegano in tutto circa 2 ore e mezza (sono pochi chilometri, ma la strada è lenta). Si lasciano qui i veicoli ed il bagaglio superfluo (viene custodito dagli autisti) e si prosegue a piedi per il villaggio di Gandrung, che dista circa mezz’ora di cammino. Per facilitare il tragitto si avranno a disposizione dei portatori per il bagaglio; si raccomanda di portare con sé solo quanto necessario. Gandrung (1940 mt) è forse il più bello dei villaggi gurung della regione, con le case tipiche costruite in pietra, ed è situato in un’ottima posizione panoramica di fronte alla vallata del Machhapuchare ed alla parete dell’Annapurna Sud. Si alloggia in un comodo rifugio; questa zona infatti da circa 50 anni è percorsa dai trekking e la gente è abituata a curare i visitatori.

8°g.    27/10 Gangdrung – Pokhara – Besisahar  
Dopo aver goduto dell’alba e di una buona colazione si torna a valle verso Kimche, dove sono in attesa i veicoli con cui si torna fino a Pokhara, dove si potrà sostare per il pranzo. Si prosegue quindi verso est per Besisahar, che da qui dista poco più di 100 km ma richiede un viaggio di quasi 4 ore. Si segue inizialmente la strada che porta verso Katmandu lasciandola poi in direzione nord per arrivare all’imbocco della grande valle che separa i gruppi dell’Annapurna e del Manaslu. Si alloggia in un alberghetto locale; la quota qui è di circa 950 mt.

9°g.    28/10 Besisahar – Timang  
Si inizia la risalita della valle che in due giorni porterà a nord degli Annapurna; oggi si seguono le acque del fiume Marshyangdi giungendo fino a Timang (2750 mt), superando costoni e villaggi tra le foreste ed i potenti torrenti che fluiscono dai lati della profonda valle. Superata Dharapani (circa 2000 mt), dove si dipana in direzione nord est la valle che porta verso il Manaslu, si sale piuttosto rapidamente arrivando al villaggio, dove si alloggia in un comodo rifugio – anche qui, come a Gandrung, il flusso del trekking è in corso da tantissimo tempo e i servizi oramai sono validi. Si prevedono circa 5 ore di guida. Da questa posizione è visibile la vetta del Manaslu.

10°g.    29/10 Timang – Manang  
Lasciata Timang, ci si addentra nel cuore delle regioni più alte; la parete di Suarga Duari, un gigantesco muro di granito dove non attecchisce nulla, segna la svolta della valle che si apre verso Pisang e Manang. Si rivela al nostro sguardo un mondo dalla bellezza straordinaria; tra foreste di conifere immacolate che gradatamente si diradano, si trova una magica valle, cinta a sud dalla catena degli Annapurna che crea un peculiare microclima, dove occhieggiano maestose cime glaciali che solo l’Himalaia riesce a creare, ornata da pochi, ben accuditi villaggi dove vive serena la popolazione gurung, di religione buddista, che parla un dialetto tibetano. All’intorno, l’ambiente è impreziosito dagli Stupa e da alcuni monasteri. Arrivati a Manang (3540 mt), centro principale della zona e punto di riferimento dei gurung, ci si accomoda in un rifugio; la tappa richiede circa 5 ore di viaggio.

11°g. – 12°g. (30 e 31/10) Manang  
Manang nel corso degli anni ha visto la nascita di diversi rifugi, fortunatamente edificati in modo tradizionale, e la parte vecchia del villaggio è intatta; la vita è un poco più comoda che un tempo, ma le abitudini delle persone sono rimaste le medesime. Sulle case svettano le bandiere di preghiera colorate e spesso si sentono i canti devozionali della gente. Qui si respira la bellissima atmosfera di una vera “base” himalaiana, con un colorato andirivieni di escursionisti e alpinisti che provengono da ogni parte del mondo; la maggior parte o giunge o si cimenta con la traversata verso la valle di Jomoson ad ovest, alcuni hanno ambizioni più difficili, con le molte vette della regione. Nei due giorni che si trascorrono qui, oltre a rilassarsi e godere del luogo, si potranno fare diverse escursioni a piedi, in funzione dei desideri dei partecipanti; vi è un’ampia scelta di possibilità. Per citarne alcune: recarsi al monastero di Braka, situato poco prima di Manang; raggiungere il vicino villaggio alto di Manang ed eventualmente proseguire fino a Gunsang (3890 mt) all’imbocco della valle che porta al passo per Jomoson; seguire la valle ad ovest verso il Tilicho fino al villaggio di Khangsar o poco oltre al Gompa di Thare (da qui ad est si vede anche il Manaslu); recarsi al lago terminale del Gangapurna, proprio di rimpetto a Manang; salire al Lago di Ghiaccio sulle pendici del Pisang; e così via!

13°g.    1/11 Manang – Besisahar  
Oggi si rientra fino a Besisahar, godendo ancora una volta dei panorami eccezionali del percorso. Si alloggia nel medesimo alberghetto.

14°g.    2/11 Besisahar – Katmandu  
Si segue verso sud la strada di collegamento fino a raggiungere la via principale che prosegue ad est fino a Katmandu; si percorrono in tutto circa 170 km in circa 6 ore. All’arrivo si alloggia nel medesimo hotel utilizzato all’arrivo; in serata cena in un ristorante tipico dove si assiste ad uno spettacolo folcloristico.

 

Per chi rientra:

15°g.    3/11 Katmandu e volo di rientro  
Tempo libero fino al trasferimento all’aeroporto per il volo di rientro. Quasi tutti i voli partono nel pomeriggio con arrivo nella giornata successiva.   

16°g.    Domenica 4 novembre, arrivo a destinazione

 

Estensione storica:

15°g.    3/11 Katmandu, visita della città  
Mattina libera. Nel pomeriggio si visita il centro storico di Katmandu: Durbar Square e dintorni con i magnifici templi, l’antico palazzo reale e la galleria nazionale d’arte; in uno dei palazzi che impreziosiscono il magico spazio di Durbar vive la Kumari, la dea vivente dei nepalesi.

16°g.    4/11 Katmandu (Baktapur, Changu Narayan)  
Visita di Baktapur, il cui nome significa “città dei devoti”; la più preservata, ma purtroppo anche la più danneggiata dal recente terremoto, delle tre antiche capitali della valle di Katmandu. Qui è più facile rivivere l’atmosfera che permeava la vita della gente prima del recente avvento della “civiltà” moderna. Oltre al piacere di curiosare, questa città-villaggio offre esempi stupendi di architettura newari, tra cui la Nyatapola Mandir, una pagoda a cinque livelli, e le tre piazze di Durbar, Tumadhi e Dattatraya. Nel pomeriggio si prosegue per Changu Narayan, magnifico santuario dedicato a Vishnu, posto su un’altura che domina la valle da cui è molto bello godere del tramonto.

17°g.    5/11 Katmandu (Patan, Pharping, Kirtipur)  
Ci si reca a Patan, la più antica delle tre capitali della valle di Katmandu; lo spazio storico è delineato da cinque Stupa, in corrispondenza dei quattro punti cardinali della città ed uno posizionato al suo centro, eretti secondo la tradizione dall’imperatore Asoka. La piazzetta centrale, dove sono ancora evidenti i danni causati dal recente terremoto, è un gioiello dell’architettura newari; tra i vari templi della zona circostante i più importanti sono il Tempio d’Oro, un monastero a forma di pagoda che nasconde un grande vajra dorato, a cui si accede passando tra due leoni, e il Kumbeshwor. Si prosegue per il villaggio di Pharping, a sud di Patan, dove si trovano diversi monasteri di scuola tibetana ed alcuni interessanti templi, incluso quello (piccolo ma importantissimo) di Vajrayogini. Rientrando a Katmandu ci si reca a Kirtipur, posta su di un colle ai margini della valle; nella parte centrale vi è l’importante tempio di Bagh Bairava, una forma irata del dio Shiva, il cui attuale edificio risale al XVI secolo; è interessante anche il tempio di Uma Maheshwar, sul colle che sovrasta la cittadina, una pagoda a tre livelli edificata originariamente nel XVII secolo, dove si notano anche diverse sculture erotiche.

18°g.    6/11 Katmandu (Budanilkanta) e volo di rientro  
Visita del tempio di Budanilkanta, situato nella parte settentrionale della città; l’artefatto più prezioso di questo interessante e venerato luogo è la statua monolitica di basalto nero del VII secolo che rappresenta una divinità serenamente adagiata sui serpenti. Per gli induisti questo è Narayana, incarnazione di Vishnu, che riposa sulle spire del serpente cosmico Shesha, mentre per i buddisti nepalesi newari rappresenta Avalokiteshvara, il bodhisattva della compassione; la connessione mistica è però vicina, perché il Buddha viene ritenuto dagli induisti la nona incarnazione di Vishnu. Ci si reca quindi in aeroporto per il volo di rientro. Quasi tutti i voli partono nel pomeriggio con arrivo nella giornata successiva.

19°g.    Mercoledì 7 novembre, arrivo a destinazione

 

 

COSTO DEL VIAGGIO

€ 2500; + € 100 dopo il 31/8/2018 – Minimo 3 e massimo 12 partecipanti

Estensione storica, € 550 – Minimo 2 partecipanti

La quota comprende: le spese di iscrizione, le Polizze Assicurative di viaggio (Viaggi rischio zero e polizza base Europ Assistance – su richiesta, su E.A. possono essere estesi i massimali con un costo di € 70 ed emessa la Polizza di Annullamento, che costa 4,8% del valore del viaggio se emessa la momento dell'iscrizione o il 6,5% se emessa successivamente entro i 15 giorni dalla data di partenza del viaggio), la prenotazione dei voli se richiesta, il cibo inclusa la cena folcloristica del 2/11, i trasporti, i permessi per le zone himalaiane, gli ingressi ai siti indicati, le escursioni indicate nel programma, la presenza della guida italiana e delle guide locali che parlano italiano o inglese

La quota non comprende: i voli internazionali, che costano a partire da € 700 in funzione della data di prenotazione e della compagnia prescelta, il visto nepalese, le bevande, le visite e le escursioni non in programma, le mance e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.

Voli: Amitaba scorpora dalla quota del viaggio il costo dei voli intercontinentali per permettere a coloro che ne hanno la possibilità di usufruire di eventuali sconti e/o tariffe agevolate o di effettuare autonomamente le prenotazioni.

Supplementi:  € 100 se si prenota dopo il 31/8/2018, € 240 per la singola, € 350 se si è in tre partecipanti. Per l’estensione il costo aggiuntivo per la singola è di € 135 e vi è un extra di € 80 se si è in 2 o 3 partecipanti.

Visti e documenti: il visto Nepalese viene rilasciato all’aeroporto, serve una foto e costa 25 dollari o equivalente in euro. Si ricorda che il passaporto deve avere almeno sei mesi di validità dal momento dell’arrivo nei singoli paesi.

Riferimento valutario: il prezzo del viaggio è formulato con riferimento al cambio euro - dollaro del 27/3/2018 (Banca d’Italia): € 1 = $ 1,2376, corrispondente al valore in essere al momento della pubblicazione del programma.

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza "Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio" fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza "Filodiretto Protection" fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.

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