Informazioni utili

Da: sabato 4 agosto 2018A: sabato 18 agosto 2018Durata: 15 giorni

Guida: Giuseppe TommasiPartecipanti: minimo 3 e massimo 12

 

Il viaggio esplora i siti principali delle regioni storiche del Tibet ed include la partecipazione all’importante festival di Shoton, il momento più atteso dell’anno nella vita culturale e nel folclore tibetano, quando nel giardino del Norbulingka a Lhasa si tengono le rappresentazioni del teatro classico tibetano in concomitanza con le celebrazioni delle grandi università monastiche di Drepung e Sera.

Si visitano gran parte dei luoghi più affascinanti e storicamente importanti del Tibet Classico; oltre a Lhasa ed alle università monastiche, inclusa Ganden, si toccano le altre tre principali città: Tsetang, Gyantse e Shigatse, con i siti storici delle antiche province di U e Tsang, includendo Samye e Drak Yerpa. Si raggiungono posti importanti nella tradizione inclusi gli eremi in cui risedettero i grandi mistici del passato e che ora sono nuovamente utilizzati, e siti come Dolma Lhakhang, dove visse Atisha; Yungdrungling, squisito gompa bön situato lungo il fiume Tsangpo attuale centro principale di quest’antichissima religione; Samding, sul lago dello Yamdrok, residenza della più venerata badessa del Tibet, la Kandroma, situata in un luogo di impareggiabile bellezza. Completa il tour un’interessante giornata trascorsa con i nomadi, quando si potrà anche provare a… cavalcare uno yak!

 

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Lhasa, Shoton a Drepung

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Lhasa, Shoton a Drepung

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Lhasa, Shoton al Norbulingka

 

Guida il viaggio Giuseppe Tommasi, tra i più autorevoli esperti della cultura tibetana. Si prevede un minimo di 3 ed un massimo di 12 partecipanti.

I dettagli del viaggio sono indicati nella descrizione del Programma. Per maggiori informazioni sul Paese, vedi anche: Tibet, Buddismo tibetano e Tibet - immagini.

 

Il festival di Shoton

Ogni estate a Lhasa si svolge il grande festival di Shoton. La ricorrenza coincide con il termine del ritiro spirituale estivo delle università monastiche; l’evento è conosciuto localmente anche come il “festival dello yogurt" perché avviene al termine di un periodo di raccoglimento e preghiera in cui i monaci seguono una dieta rigorosamente vegetariana, ricca di yogurt e tradizionalmente in questa giornata dai pellegrini veniva offerto loro dello yogurt. A Drepung viene esposta una gigantesca tanka di Sakyamuni Buddha (a Sera avviene un evento simile, ma confinato in uno spazio meno agevole) che viene portata a spalle dal tempio principale con una colorita processione per essere issata sul monte; la gente per poterla ammirare si affolla al monastero già dalle prime ore del mattino, i monaci eseguono riti, preghiere e cerimonie e vengono innalzate innumerevoli bandiere di preghiera dai cinque colori canonici. In tutta l’area circostante si assiepano migliaia di famiglie in relax con molti e che bevono del tè e consumano i pic nic, sfoggiando i vestiti tradizionali più belli. Nel giardino del Norbulinka, il palazzo estivo del Dalai Lama, viene eretta una grande tenda bianca con le tipiche decorazioni blu e sotto di essa si susseguono rappresentazioni tenute da diverse compagnie teatrali, per lo più formate da dilettanti, che si alternano nel produrre alcuni dei più popolari spettacoli di Lhamo, le opere del teatro classico tibetano. Migliaia di donne, uomini, vecchi e bambini siedono in terra e assistono agli spettacoli che si svolgono dal mattino fino al tramonto. Essendo il teatro del Tibet una forma artistica realmente popolare, molti degli spettatori sono in grado di comprendere pregi e difetti delle differenti compagnie che comunque vengono tutte ricompensate con fragorosi applausi al termine delle loro fatiche.

 

 

GUIDA

Giuseppe Tommasi, conosciuto affettuosamente da tutti noi come Pino, è un grande esperto nella conduzione di viaggi nelle regioni himalaiane e nel Tibet, luoghi che ama e di cui ha condiviso negli anni la cultura imparando fluentemente la lingua tibetana e lavorando anche come traduttore per molti importanti Lama. Viaggia ininterrottamente dagli anni ’80 in Bhutan, India, Nepal e Tibet dove nel corso tempo ha accompagnato già più di 2500 viaggiatori, ottenendo un positivo riconoscimento delle sue doti di competenza, professionalità, efficienza ed anche di gentilezza. Pino si occupa anche di diverse attività di volontariato a sostegno delle regioni himalaiane e promuove iniziative culturali e umanistiche in Europa.

 

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Castello di Shigatse

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Mamma e bimbo

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Tashilhumpo

 

L’alta quota del Tibet

Andare in Tibet significa sperimentare la vita ad altitudini che non ci sono abituali: Lhasa stessa si trova a 3600 metri di quota. La buona riuscita di un viaggio quindi deve sempre tenere in considerazione questo fattore. Per l'adattamento è necessario prevedere una gradualità di salita e bisogna non esagerare negli sforzi fisici nei primi giorni. L’itinerario previsto tiene conto di queste esigenze; nella tappa tra Lhasa e Gyantse si valicano due passi di cui il più alto, il Kari, arriva a 5045 metri; ma la quota di questo non deve preoccupare perché poi si scende ai 4000 metri di Gyantse e ai 3900 mt di Shigatse; si procede quindi per Sakya e Shegar a circa 4300 mt, pronti oramai per affrontare i 5000 mt di Rongbuk.
Molte persone hanno avuto un riscontro positivo utilizzando il diuretico Diamox, somministrato in dosi minime ma preventive (1/2 pastiglia mattino e sera da 36 ore prima della salita in quota e per le prime 36 ore in quota, totale: 3 pastiglie) accompagnato dall’ingerimento di almeno 2/3 litri di liquidi al giorno. Il farmaco si è inoltre rivelato utile anche per un uso successivo al manifestarsi dei sintomi del mal di montagna. Per l’utilizzo di Diamox è necessario però rivolgersi al proprio medico.
Si consideri comunque che migliaia di persone affrontano queste difficoltà senza particolari disturbi.

 

Nota tecnica - Clima e attrezzatura

Nei centri principali del Tibet Classico è raro che la temperatura notturna a agosto scenda sotto i 5°c e le massime sono di circa 20°c.; nella parte himalaiana a Sakya e Shegar anche a fine agosto di notte ci si può invece avvicinare allo zero termico ed a Rongbuk, alle falde dell’Everest, è normale andare sotto lo zero di notte, con rare punte di minima anche a -10°c. Si tenga inoltre presente che alle alte quote del Tibet le escursioni termiche possono essere notevoli e il sole può bruciare la pelle nonostante l’aria fresca. Possono esserci piogge, che solitamente se si verificano sono di breve durata; ma negli ultimi anni anche in Tibet il clima è meno prevedibile. è opportuno attrezzarsi con indumenti caldi per passare con tranquillità le serate più fredde; si consiglia di portare dei capi in pile e una giacca da montagna possibilmente in goretex piuttosto larga sotto cui indossare degli strati termici. Scarpe comode, e un paio di scarponcini caldi adatti ai percorsi a piedi. Portare anche un piccolo zaino per gli oggetti d’uso giornaliero. È importante un buon paio di occhiali perché la luce solare può essere particolarmente intensa; anche guanti, cappello, creme da sole efficaci, protettivo per le labbra, quanto serve per lavarsi e una pila, possibilmente frontale. Per chi ama la fotografia, si consiglia di portare il filtro polarizzatore.
Visti e documenti: il visto cinese deve essere ottenuto prima della partenza. Per l’ottenimento del permesso d’ingresso in Tibet bisogna far pervenire ad Amitaba appena possibile la fotocopia del passaporto che deve avere validità minima di sei mesi dalla data di ingresso prevista.

 

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Gyantse, Kumbum

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Tsetang, Tradruk

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Samye

 

 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

1°g.    Sabato 4 agosto, partenza in volo  
Per arrivare a Lhasa in Tibet vi sono diverse possibilità di volo; i collegamenti suggeriti per il viaggio, che fanno da riferimento per i servizi di trasferimento aeroportuale, sono, per partenze da Milano Malpensa, con Air France alle 11.25 per Parigi con arrivo alle 12.45; da qui ci si imbarca con China Eastern per Kunming alle 14.50; da Roma Fiumicino con Alitalia alle 9.05 per Pechino. Per gli orari da altre località o di altre compagnie contattare Amitaba.

2°g.    5/8 Arrivo a Tsetang  
Chi parte da Milano Malpensa atterra a Kunming alle 7.40. Chi parte da Roma arriva a Pechino alle 6.20; da qui si continua con China Southern alle 9.05 per Kunming con arrivo alle 12.35. Il collegamento da Kunming per Lhasa per entrambi i voli è con China Southern alle 15.10 con arrivo alle 18.05. A Lhasa è in attesa dei partecipanti la guida tibetana; trasferimento in pulmino privato a trasferimento in pulmino privato a Tsetang (96 km, circa 2 ore lungo una comoda strada) dove si alloggia presso l’hotel Tsetang o simile. La quota qui è di 3550 mt.

3°g.    6/8 Tsetang e valle dello Yarlung  
Si dedica la giornata alle visite di Tsetang e Yarlung iniziando dal tempio di Tradruk, la cui fondazione è attribuita a Songtsen Gampo nell’VIII secolo. La struttura architettonica è simile al Jokhang di Lhasa e l’interno regala una splendida atmosfera con molte cappelle affrescate e statue di fine fattura; vi sono custodite anche alcune importanti reliquie. Si prosegue lungo la valle dello Yarlung, ricchissima di testimonianze che risalgono all’origine della storia del Tibet, con la visita del Yumbulagang, tra i luoghi più pittoreschi, che fu il primo palazzo degli antichi re ed è stato restaurato nel 1982. Ci continua con il sito delle tombe dei re di Yarlung, dove primeggia il grande tumulo di Songtsen Gampo, su cui è stato costruito un piccolo tempio da dove si ha una stupenda visuale verso il Gompa di Riwo Dechen. I tumuli dei re di Yarlung non sono mai stati oggetto di scavi archeologici e pare che non siano stati profanati: la tradizione tramanda che sotto al tempio dedicato a Songtsen Gampo vi siano interrati cinque santuari a struttura mandalica, con la salma del grande re posta nel tempio centrale e circondata da innumerevoli tesori. Ci si reca quindi a due delle grotte di meditazione più venerate di questa parte del Tibet. La prima, Bairo Phuk, è il minuscolo eremo utilizzato nell’VIII secolo da Vairochana, uno dei discepoli principali di Guru Padmasambhava, o Guru Rimpoce per i tibetani. A Rechung Phuk si ritirò il prediletto discepolo di Milarepa, il grande Rechung; il monastero è stato distrutto dai barbari invasori, ma i tibetani hanno ripristinato il tempio all’ingresso della grotta che conserva oggetti appartenuti al grande mistico. I partecipanti potranno valutare se, in funzione di come ci si sente con l’acclimatazione, sia meglio ammirare questi luoghi da più lontano o se fare i brevi percorsi a piedi che ci arrivano; se si dovesse ‘scegliere’, si consiglia Rachung Phuk, un sito che storicamente è più significativo.

4°g.    7/8 Tsetang – Samye  
Si attraversa lo Tsangpo su un ponte nei pressi della città e se ne risale il corso attraverso una zona dove inaspettatamente si trovano grandi dune di sabbia, immerse in questo grandioso ambiente d’alta quota, e si arriva a Samye (50 km). E’ il più antico monastero buddista del Tibet, fondato nell’VIII secolo da Guru Rimpoce (Padmasambhava), nei pressi di una zona di belle dune di sabbia non lontano dallo Tsangpo; il tempio principale, costruito su 4 livelli, rivela affreschi di rara bellezza e all’interno dell’ampio recinto sacro, delimitato da un lungo muro circolare sormontato da piccoli chorten, si trovano diversi templi e grandi Stupa. Dopo la visita per le persone interessate è previsto recarsi al vicino eremo di Chimpu, dove alla base del monte un piccolo monastero ospita giovani monache; per chi se la sente, passeggiando lungo il sentiero che si inerpica sul monte alle spalle del Gompa, tra formazioni di grandi massi e il bosco s’incontrano le casupole di solitari monaci e monache, piccoli templi e grotte di meditazione utilizzate dai maestri spirituali: qui si ritirarono anche Guru Rimpoce e Atisha e chi vi giunge con rispetto potrà essere invitato in alcuni di questi potenti luoghi d’energia spirituale dai sereni meditatori che hanno posto qui la propria dimora. Chi desidera un ottimo finale della giornata si può recare ad ammirare il tramonto dalla collina del Hepori da dove si osserva nel modo migliore la forma mandalica di Samye; sul colle si trova un tempietto in cui spesso la sera un monaco recita le preghiere di buon auspicio alla divinità protettrice che qui risiede: secondo la tradizione è un potente demone soggiogato da Guru Rimpoce. Si alloggia presso la ‘Monastery Guest House’, un semplice hotel che è il miglior alloggio disponibile, che richiede un po’ di adattabilità ma le stanze sono dotate di servizi ed è ubicato a pochi passi dal tempio.

5°g.    8/8 Samye – Lhasa  
Si prosegue lungo la riva settentrionale dello Tsangpo arrivando al monastero di Dorje Dra, storicamente importante, ubicato in una pittoresca posizione vicino al grande fiume. Si attraversa lo Tsangpo su di un ponte costruito di recente e si sosta al monastero di Gonsar Chode, anche’esso di scuola sakyapa, dove molti degli affreschi originali sono sopravvissuti alle vicissitudini dell’invasione cinese. Giunti a Lhasa si alloggia presso l’hotel Gang Gyen o simile, situato nella città vecchia. Si completa la giornata recandosi con una piacevolissima passeggiata al Barkor, la strada che pullula di pellegrini e circumambula la cattedrale di Lhasa, punto focale della vita tibetana animata da un vivace mercato e frequentata dai pellegrini, alcuni dei quali eseguono l’intera circumambulazione con le prostrazioni.

6°g.    9/8 Lhasa  
(NB: una nota pratica: l’ingresso al Potala viene fissato dalle autorità ad un orario predeterminato, quindi la sequenza delle visite dei siti di Lhasa potrà variare) Si iniziano le visite dalla magnifica cattedrale del Jokhang, posta al centro del Barkor, che custodisce la statua di Jowo Sakyamuni, una reliquia circondata di mito e leggende che è sicuramente l’oggetto più prezioso del Tibet. Si passeggia poi da qui fino al convento di Ani Tshamkhung, al Gyume, al tempio di Ramoce, che fu fondato nel medesimo periodo del Jokhang e ospitò la sede del collegio tantrico del Gyuto, toccando anche altri siti minori, cari al cuore dei tibetani. Ci reca al Potala, l’imperdibile Palazzo del Dalai Lama colmo di tesori d’arte – dove per molti di noi la lunga scalinata per entrare è il test più duro dell’intero viaggio! Nel pomeriggio si visita l’università di Sera, dove spesso si può assistere al dibattito dei monaci, e si rientra nella città vecchia per completare le visite e curiosare nel Barkor.

7°g.    10/8 Lhasa, escursione a Ganden e Drak Yerpa  
Ganden Namgyeling, l’università monastica fondata da Tsongkhapa, capostipite della scuola Ghelupa, è costruita in posizione panoramica a 4500 mt su un monte che sovrasta la valle del fiume Kyuchu circa 40 km a est di Lhasa. Lo sforzo tenace e la devozione dei tibetani ha reso possibile la ricostruzione di tutti i templi principali; il grande stupa contiene alcune reliquie del corpo di Tsongkhapa che furono ritrovate setacciando con le mani le macerie lasciate dalla distruzione perpetrata dai cinesi, esaminando ogni pietra e la terra. Si eseguirà anche la breve circumambulazione del monte dove sorgono i molti templi e collegi, godendo sia dell’atmosfera intensa che degli splendidi panorami che il kora offre sulla vallata del Kyuchu; sul percorso vi sono alcune grotte di meditazione e alla fine del sentiero il piccolo Gompa di Tsongkhapa. Rientrando a Lhasa con una deviazione  verso nord si raggiunge Drak Yerpa, dove sorgeva il monastero di Atisha che qui dimorò e insegnò attorno all’anno 1057 (si può vedere il trono di pietra da lui utilizzato), e il sito divenne anche il luogo di ritiro del collegio tantrico del Gyuto. All’intorno vi sono molte grotte di meditazione poste in un anfiteatro di rocce chiare, tra un profusione di bandiere di preghiera, dove in tempi ancora più antichi l’imperatore Songtsen Gampo e le sue consorti si dedicavano ai ritiri spirituali; a Dawa Puk, la “Grotta della Luna”, Guru Rimpoce (Padmasambhava) fece un ritiro di 7 mesi. Il sito ha una vitalità sorprendente, e vi dimorano molti mediatori. Da qui, in poco più di un’ora di guida si torna a Lhasa.  

8°g.    11/8 Lhasa, festival di Shoton  
Oggi è il giorno di Shoton, conosciuto anche come il “Festival dello yogurt”. Nelle grandi università monastiche di Drepung e Sera vengono esposti sulla montagna  giganteschi dipinti del Buddha; si opta per seguire gli eventi presso la prima perché è l’evento più grande e gli spazi sono più ampi ed è quindi più facile seguirli. In questo giorno di buon auspicio una grande folla di tibetani si reca già dalle prime luci del giorno a Drepung, che prima dell’invasione era la più grande del Tibet. Qui prima del sorgere del sole la grande tanka di Buddha Sakyamuni viene portata a spalle con una coloratissima processione che parte dal tempio principale tra suoni di corni e fumo di erbe aromatiche, per essere issata sul bordo della montagna. Per arrivare sarà necessario camminare un poco, perché i mezzi nella ricorrenza di oggi si devono lasciare all’inizio della strada che sale al monastero. Il festival è anche un ottimo momento per visitare i molti templi di questo storico sito, che per un periodo fu anche sede del Dalai Lama, che in questa occasione pullulano di pellegrini. Nei pressi, ci si reca al tempio di Nechung, una volta sede dell’Oracolo di Stato tibetano, che conserva dipinti difficilmente visibili altrove. Ovunque nei pressi di Drepung migliaia di famiglie tibetane festeggiano con gioiosi picnic, ed è frequente essere invitati a bere un tè in compagnia. Rientrati in città ci si reca al giardino del Norbulinka dove sono in corso le rappresentazioni di teatro tradizionale, anche qui ci si mescola con miriadi di tibetani che fanno festa.

9°g.    12/8 Lhasa – Yungdrungling - Shigatse  
Si lascia la valle di Lhasa verso ovest seguendo il deflusso del fiume Kyuchu; Shigatse dista circa 270 km, un percorso che richiede circa 5 ore di viaggio lungo una strada veloce e ben tracciata. Nei pressi di Lhasa si sosta per una visita al monastero di Nyetang Dolma Lhakhang, storicamente importante perché fu la dimora di Atisha, con reperti artistici belli ed importanti. Si incontra in breve il fiume Tsangpo, di cui si seguono le rive fino a Shigatse; giunti al ponte che porta a nord verso Oyuk ed al Nam Tso lo si attraversa arrivando con una breve deviazione al monastero bön di Yungdrungling, il centro maggiore di questa tradizione nella provincia tibetana di Tsang, in buona parte ricostruito, che contiene alcune interessanti statue e molti mandala dipinti tipici di questa scuola tibetana. A Shigatse si alloggia presso l’hotel Manosarovar o simile; la quota qui è di circa 4000 mt.

10°g.    13/8 Shigatse – Shalu - Gyantse  
Ci si reca a visitare il grandioso monastero di Tashilhumpo, fondato nel 1447 dal primo discepolo di Tsong Khapa, retrospettivamente riconosciuto come la prima incarnazione del Dalai Lama, e sede storica del Panchen Lama; è uno dei più grandi del Tibet, con molti templi e sale dove sono conservati inestimabili tesori, tra cui primeggiano i giganteschi Stupa dei Panchen Lama.  Lasciata la città una breve deviazione porta a Shalu, sito del tempio di Serkhang Tramo, che conserva un’antica atmosfera dove si indovinano interessanti affreschi nella penombra. Fu qui che Buton Rimpoce nel XIV secolo editò i 227 volumi del Canone Buddista Tibetano; nei pressi si trova l’antichissimo tempio di Gyengong Lhakang, fondato nel 997. Si prosegue per Gyantse, che dista 90 km, la città del Tibet Classico meglio preservata.

11°g.    14/8 Gyantse  
Il Pelkhor Chode, l’enclave monastica di Gyantse, prima delle distruzioni perpetrate conteneva 16 collegi monastici appartenenti a diverse scuole; fortunatamente il tempio principale, lo Tsuklakhang (XV sec.), e la costruzione più preziosa, l’inestimabile stupa di Kumbum, sono rimasti intatti. Lo “Stupa delle 100.000 divinità” è una struttura costituita da più piani progettati secondo una planimetria mandalica arricchita da 75 cappelle, statue e affreschi: chi è in grado di decifrarne la complessa simbologia può leggervi l’intero percorso iniziatico del misticismo tibetano. La visita al castello di Gyantse regala un’ottima panoramica sul complesso, sulla cittadina e le valli circostanti. Si alloggia presso l’hotel Gyantse o simile.

12°g.    15/8 Gyantse – Samding - Lhasa  
Si parte per Lhasa, che da qui dista circa 260 km, seguendo un percorso tra i più belli del Tibet. Dopo aver costeggiato un lago di origine artificiale si valica verso est lo spettacolare passo di Khari (5045 mt), dove tra le pasture degli yak si sporgono i poderosi ghiacciai del Nyengchen Kang Ksa, la cui vetta si staglia oltre i 7000 metri. Oltre il passo si arriva sulle rive del vasto specchio turchese dello Yamdrok Tso, una delle perle naturali del Tibet, incastonato tra magnifiche vette. Con una deviazione ci si reca al monastero di Samding che risale al XII secolo, uno dei rari siti dell’esoterica scuola dei Bodonpa la cui badessa è riconosciuta come una Kandroma (dakini) ed è anche considerata una delle maestre spiritualmente più elevate del Tibet. La posizione è fantastica, con grandiosi panorami sui monti e sul lago, e nel Gompa si trovano molti affreschi recentemente restaurati. Si prosegue quindi lungo il perimetro del lago per un bel tratto e lo si lascia valicando verso nord il passo di Gampa (4794 mt), che offre una visuale indimenticabile. Sull’altro versante si raggiunge il fiume Tsangpo, se ne segue il corso per un breve tratto e lo si attraversa a nord raggiungendo la strada utilizzata per andare a Shigaste e risalendo, dopo la confluenza, il fiume Kyuchu si arriva a Lhasa, dove si alloggia nel medesimo hotel.

13°g.    16/8 Lhasa, nomadi di Taktse  
Ci si reca nel distretto di Taktse nei pressi di Lhasa raggiungendo con circa un’ora di guida un’area dove si accampano i nomadi tibetani. Si potrà condividere per qualche ora la vita di queste persone, assaggiando i prodotti caseari incluso l’ottimo yogurt di yak - e i più temerari potranno anche provare a cavalcare uno yak! Si potrà provare ad indossare i loro abiti, stampare le bandiere di preghiera e passeggiare in questa bell’area naturale.

14°g.    17/8 Lhasa, volo di rientro  
La mattina è a disposizione. Ci si reca quindi all’aeroporto di Lhasa, (64 km, poco più di un’ora); chi rientra su Milano parte con China Airlines per Chengdu alle 16.20 con arrivo alle 18.25 e da qui si imbarca per Shangai alle 20.30 con arrivo alle 23.30. Chi rientra su Roma Fiumicino parte con China Eastern alle 18.50 per Kunming con arrivo alle 21.10.

15°g.    Sabato 18 agosto, arrivo a destinazione  
Il volo della China Airlines parte da Shangai alle 1.30 e atterra a Milano Malpensa alle 8.05. Il volo della China Eastern da Kunming parte per Parigi alle 0.55 con arrivo alle 6.50; si riparte alle 9.15 con Air France arrivando a Roma Fiumicino alle 11.20.

 

 

COSTO DEL VIAGGIO

€ 2900; + € 150 dopo il 15/6/2018 - Minimo 3 e massimo 12 partecipanti

La quota comprende: le spese di iscrizione, le Polizze Assicurative di viaggio (Viaggi rischio zero e polizza base Europ Assistance – su richiesta, con E.A. possono essere estesi i massimali ad un costo di € 70 ed emessa la Polizza di Annullamento, che costa 4,8% del valore del viaggio), la prenotazione dei voli se richiesta, tutti i trasporti indicati nel programma, l’alloggio in camera doppia, la pensione completa in Tibet, la presenza della guida italiana e di una guida tibetana che parla la lingua inglese, il permesso d’ingresso in Tibet, gli ingressi ai siti indicati nel programma e gli ingressi nei Parchi Nazionali.

La quota non comprende: i voli che costano da € 950 a € 1200 in funzione della data di prenotazione e della compagnia prescelta, il visto cinese, il supplemento per la camera singola, le bevande, le visite e le escursioni non in programma, le mance e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.

Voli: Amitaba scorpora dalla quota del viaggio il costo dei voli per permettere a coloro che ne hanno la possibilità di usufruire di eventuali sconti e/o tariffe agevolate o di effettuare autonomamente le prenotazioni.

Supplementi:  € 150 se si prenota dopo il 15/6/2018, € 410 per la stanza singola, € 100 con 4 partecipanti, € 400 con 3 partecipanti, per eventuali trasferimenti necessari per voli con orari diversi da quelli indicati nel programma (costo dei singoli trasferimenti, valore totale fino a 5 persone) € 100 a Chengdu e € 110 a Lhasa.

Visti e documenti: il visto cinese deve essere ottenuto prima della partenza. Per l’ottenimento del permesso d’ingresso in Tibet bisogna far pervenire ad Amitaba appena possibile la fotocopia del passaporto che deve avere validità minima di sei mesi dalla data di ingresso prevista.

Riferimento valutario: il prezzo del viaggio è formulato con riferimento al cambio euro - yuan del 20/11/2017 (Banca d’Italia): € 1 = CYN 7,8155, corrispondente al valore in essere al momento della pubblicazione del programma.

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza "Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio" fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza "Booking sicuro" fornita da CBL Insurance. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.

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